In effetti, la dichiarazione rilasciata un paio di giorni fa, in cui la Russia accusava la Germania dell’imminente deterioramento delle relazioni tra i paesi a causa della situazione con Navalnyj, aveva lo status di una dichiarazione del Ministero degli Esteri.

Ma poiché il dipartimento diplomatico non rilascia dichiarazioni che non verrebbero approvate dal suo capo, possiamo giustamente definire Sergej Lavrov il suo coautore.

Inoltre, sono assolutamente sicuro che se Vladimir Putin non ha modificato questa dichiarazione, almeno ne conosceva il contenuto, che ha quindi ricevuto anche l’approvazione del presidente. È troppo tagliente.

Da un lato è possibile, ovviamente, ricordare le dichiarazioni del Ministero degli Esteri sul caso Skripal, e ritrovarvi passaggi simili. Ma il fatto è che nel caso Skripal avevamo a che fare con il Regno Unito. Questo paese ha sempre assunto una posizione ostile nei confronti della Russia. I legami economici tra Mosca e Londra non sono mai stati strategici. La Gran Bretagna è sempre stata un fedele alleato degli Stati Uniti. Pertanto, era possibile avvertire la Gran Bretagna del deterioramento delle relazioni in modo completamente libero – gli inglesi ovviamente cercarono di peggiorarle, e anche se presumessimo che l’operazione con gli Skripal fosse fallita, avrebbero escogitato qualcos’altro.

La Germania è un’altra questione. Mosca ha fatto molti sacrifici, costruendo scrupolosamente e attentamente relazioni strategiche a lungo termine con Berlino. La cooperazione nel settore energetico si è da tempo sviluppata in un’economia generale, e quest’ultima ha iniziato a svilupparsi in un riavvicinamento politico, con la tendenza a stabilire relazioni di alleanza a lungo termine.

La posizione dura del governo di Berlino sul Nord Stream 2, che ha portato la Germania ad un confronto con gli Stati Uniti, la dichiarazione fatta dalla leadership tedesca sull’incapacità degli Stati Uniti di garantire la sicurezza dell’Europa, e il suo passaggio dallo stato di partner economico allo status di concorrente – tutto questo e molto altro (compresi i comuni problemi russo-tedeschi con la Polonia) ha testimoniato il grande potenziale per lo sviluppo delle relazioni russo-tedesche. E qui, all’improvviso, la Mosca sempre estremamente cauta mette in gioco i frutti di tanti anni di lavoro, presentando a Berlino nient’altro che un ultimatum: o prove sul caso Navalnyj, o conflitto diplomatico con gravi conseguenze per il partenariato economico e politico.

Perché dovrebbe essere così?

Per cominciare, lasciate che vi ricordi che quelli che credevano che Mosca sarebbe stata sempre cauta e si sarebbe arresa, hanno avuto diverse opportunità di vedere l’errore di questa visione. Il Cremlino sa scegliere il momento per un colpo acuto e inaspettato, come, ad esempio, nell’agosto 2008 contro Saakashvili (quando l’esercito georgiano fu sconfitto e fu riconosciuta l’indipendenza dell’Ossezia del Sud e dell’Abcazia) o nel marzo 2014, quando La Crimea è tornata alla Russia.

È solo che la Russia prende una posizione difficile solo quando è assolutamente sicura della vittoria, e non come Trump, che ha spaventato Kim Jong-un con le portaerei, e di conseguenza è stato costretto a negoziare alle condizioni della Corea del Nord.

Alla Germania è stato offerta duramente, direi quasi sgarbatamente, di pensare ad un futuro spiacevole se non avesse fermato i baccanali con Navalnyj. La Russia ha chiesto il trasferimento dei materiali che testimoniano l’avvelenamento di Navalnyj. Questa è una richiesta normale, perché se c’è un’accusa di avvelenamento deliberato, è necessario condurre un’indagine, e ci sono accordi corrispondenti sull’assistenza legale tra Mosca e Berlino.

La Germania può fornire test, campioni di tessuto e tutto ciò che la Russia richiede. Ma temo che in questo caso la menzogna sull’avvelenamento di Navalnyj con un veleno militare verrà presto smascherata. La Germania potrebbe rifiutarsi di trasferire questi materiali, ma poi violerà gli accordi esistenti e la Russia, come ha affermato il Ministero degli Esteri, percepirà le azioni di Berlino come una provocazione deliberata, e adotterà misure di ritorsione.

Tuttavia, il Ministero degli Esteri russo ha lasciato a Berlino una piccola scappatoia – è necessario tacere e non stare alla luce e inviare in patria il più presto possibile il membro dell’opposizione guarito. È improbabile che la Germania riesca a trarre vantaggio da questa scappatoia, si è già parlato troppo di Navalnyj, il caso è già stato portato al livello dell’Unione Europea, Berlino semplicemente non può gonfiarlo da solo. Ma è importante che alla Germania siano state date opzioni tra cui scegliere, e ora può avviare negoziati con Mosca su una via d’uscita dalla crisi reciprocamente accettabile.

Cosa ha dato alla Russia una tale fiducia? Dopotutto, Mosca conta chiaramente sul fatto che, sotto la minaccia del confronto, Berlino modererà il suo ardore e cercherà di chiudere rapidamente l’argomento Navalnyj.

Come già accennato, negli ultimi anni la Germania si è nettamente allontanata dagli Stati Uniti per ragioni oggettive. Inoltre, questo conflitto è di natura fondamentale ed è insolubile nel quadro delle relazioni esistenti. Va tenuto presente che gli Stati Uniti hanno una forte influenza su alcuni paesi dell’UE (in particolare sugli europei dell’est), che stanno cercando di opporsi alla dominazione tedesca nell’Unione Europea. In questo senso spicca soprattutto la Polonia che, come negli anni ’20 e ‘30, sta cercando di estromettere la Germania dalla posizione di leader regionale dell’Europa centro-orientale, sostituendola con se stessa.

L’alleanza polacco-americana è piuttosto pericolosa per Berlino. La Germania da sola non può resisterle, e la Francia, partner di Berlino per quanto riguarda la necessità di riformare l’Unione Europea, è allo stesso tempo un concorrente della Germania. Macron, inoltre, compete personalmente con la Merkel per lo status personale di leader dell’UE. L’alleanza con la Francia è inaffidabile, e il sostegno francese non è garantito. L’unico alleato affidabile è la Russia (se non altro perché lei stessa è l’obiettivo dell’attacco, sia da parte degli Stati Uniti che della Polonia). Solo facendo affidamento sulla cooperazione con Mosca, Berlino può rivendicare una posizione di leadership nell’UE.

Promuovendo il tema dell’“avvelenamento di Navalnyj”, Berlino stava chiaramente cercando di contrattare con la Russia alcune concessioni geopolitiche (non importa dove: in Ucraina, nei Balcani, non si sa mai dove altro). Tuttavia, gli oppositori politici interni della politica di riavvicinamento della Merkel con la Russia hanno colto l’occasione e hanno lanciato una campagna contro il Nord Stream 2.

La Merkel è davvero esposta malamente. I media occidentali dicono da anni al pubblico locale che Navalnyj è il principale concorrente di Putin in Russia. Pertanto, la notizia del suo avvelenamento, che ha causato risate salutari tra i russi e domande “chi se ne frega di lui?”, ha fatto precipitare nell’orrore una parte significativa della società occidentale – di nuovo a Mosca, i concorrenti politici vengono uccisi.

In questo contesto, la campagna delle forze filoamericane in Germania per abbandonare il Nord Stream 2 ha ricevuto un sostegno pubblico sufficiente che la Merkel non poteva ignorare. In un primo momento, la cancelliera ha detto che Navalnyj non aveva nulla a che fare con l’oleodotto, ma due giorni dopo ha corretto la sua posizione e non ha escluso che la Germania potesse ritirarsi dal progetto.

Allo stesso tempo, la Merkel era ben consapevole che la chiusura del progetto Nord Stream 2 era un fastidio per la Russia, ma un disastro per la Germania. Non solo perché la sua economia perderà un serio vantaggio competitivo su quella americana. Ci sono altri modi per fornire gas russo in Germania. Prima di tutto, sarebbe un disastro politico. Di fronte al mondo intero, Berlino perderebbe la lotta per il gasdotto non solo contro Washington, ma anche contro Varsavia.

La Polonia umilierebbe la Germania vincendo una fondamentale battaglia geopolitica, priverebbe Berlino delle prospettive di un’alleanza con la Russia, e forse riuscirà effettivamente a far sì che la maggior parte dei membri dell’Europa orientale dell’UE si riorientino da Berlino a Varsavia. Data la storia delle relazioni polacco-tedesche, questa non sarebbe solo una sconfitta politica, ma una sconfitta storica e, a questo proposito, di civiltà.

Cercando di evitare il peggio, la Merkel ha affermato che il destino delle sanzioni anti-russe su Navalnyj (incluso il Nord Stream 2) sarà deciso non dalla Germania, ma dall’UE. Considerando che molte delle più grandi società energetiche dei principali paesi dell’UE sono coinvolte nel progetto Nord Stream 2, la Germania potrebbe contare sul fatto che le sanzioni sarebbero bloccate da diversi membri dell’UE o non influenzerebbero il Nord Stream 2.

Ma, in primo luogo, tutti i membri dell’UE sono molto sensibili alla pressione degli Stati Uniti. In secondo luogo, perché dovrebbero morire sul campo di battaglia per il Nord Stream 2, a cui la Germania è più interessata, se questi ultimi se ne lavano le mani? In terzo luogo, tutti gli europei amano contrattare – dicono: “Non imporremo sanzioni troppo dure, ma tu ci darai qualcosa in cambio”. E perché la Russia è così felice?

Allo stesso tempo, il Cremlino sa molto bene che le imprese tedesche non perdoneranno né la Merkel né il suo partito se il progetto Nord Stream 2 fallisce. Non per niente i leader della CSU (alleata della CDU merkeliana) hanno già affermato che non si può parlare di sanzioni contro il Nord Stream 2. Non è ancora successo niente, e la coalizione di governo della Merkel è già scoppiettante. È stato allora che Mosca se n’è uscita con il suo ultimatum: o la Germania smette di fare il buffone, o la stessa Russia ridurrà drasticamente il livello di cooperazione.

Mosca chiede a Berlino di decidere se siamo alleati o solo di passaggio. Se alleati, la politica orientale della Germania deve subire una revisione radicale. Se è così semplice che gli interessi coincidano temporaneamente, la Russia non è affatto interessata che un tale stato rafforzi la sua posizione in Europa. Lasciate che siano i polacchi a scoprire chi è più prezioso della madre. E Mosca ha già diversificato i suoi rischi nel settore energetico. In tempi di crisi, quando la concorrenza si intensifica, ci sono sempre acquirenti per fonti energetiche russe più economiche, perché ciò riduce il costo dei prodotti e aumenta la loro competitività.

Alla fine, anche gli americani si sono già resi conto che non possono portare il loro costoso gas liquefatto agli europei, ma acquistare gas russo a buon mercato e rivenderlo agli stessi tedeschi come quello più costoso.

Alla Germania viene offerta una scelta molto difficile, ma alla fine nessuno l’ha costretta a sponsorizzare il Maidan ucraino nel 2014, e ora si affretta a curare Navalnyj, che è stato facilmente curato dai medici di Omsk. E nessuno l’ha costretta ad organizzare provocazioni. È giunto il momento di conoscere qual è il tuo posto e di non saltare in giro inutilmente.

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Articolo di Rostislav Ishchenko pubblicato su Stalker Zone il 12 settembre 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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