“E’ l’economia a essere stupida”. E’ la corruzione a essere stupida.

La ragione per cui il presidente Putin ha appena fatto un’importante riorganizzazione del governo e abbia liquidato il primo ministro Medvedev, la sua economia nel gestire deputati e ministri, così come molti ministeri dalle basse performance, è senza dubbio il fallimento del governo stesso nel rafforzare la crescita economica degli ultimi anni. La piaga della povertà nel Paese è solo la conseguenza dell’incapacità governativa a invertire la tendenza di una prolungata crescita economica al di sotto delle aspettative.

Il mercato russo ha effettivamente fatto dei considerevoli passi in avanti, evidenziati dall’indice della Banca Mondiale sulla “facilità di fare affari”. Nel 2019 la Russia si è piazzata al 28° posto, salendo dal 124° del 2010.

L’indice della Banca Mondiale sulla “facilità di fare affari” in Russia

L’inflazione è scesa dal +6% al di sotto del 4% previsto.

Inflazione

Comunque, sorprendentemente non c’è stata una crescita reale; al contrario, l’economia ha rallentato passando da una crescita del PIL a lungo termine del 2% su base annuale a circa l’1%.

Anche se per qualcuno le basse performance dell’economia si potrebbero attribuire alle sanzioni occidentali, difficilmente si possono considerare una ragione primaria.

A dir la verità, la Russia ha dovuto pagare a caro prezzo la riunificazione con la Crimea. Il rublo ha perso il 50% del suo valore alla fine del 2014. Comunque, l’inflazione non è cresciuta nella stessa misura. E’ rimasta più bassa del 13% annuo sia nel 2014 che nel 2015. La spiegazione è che la neo-costituita produzione domestica era già operativa, pronta per soddisfare la crescente richiesta di beni prodotti localmente a seguito del taglio sulle costose importazioni. Da qui è arrivato l’insuccesso. Invece di basare la migliorata “facilità nel fare gli affari” e capitalizzare il vantaggio sotto forma di valuta nazionale debole per l’industria manufatturiera, la Russia ha continuato a crescere poco, meno del 2% all’anno.

Inoltre, nel 2019 l’altamente sponsorizzato programma per i Progetti Nazionali dal valore di 26 trilioni di rubli (circa 0,4 trilioni di dollari) è risultato essere di scarso aiuto all’economia. Il governo ha dovuto sviluppare un piano  [in inglese] di 6 anni (dal 2019 al 2024) per raggiungere gli obiettivi [inglese] economici formulati dal presidente Putin nel suo discorso annuale all’Assemblea della Federazione nel maggio 2018. Gli obiettivi per il 2024 sono i seguenti:

  1. Crescita stabile della popolazione (da dicembre 2019, è prevista ufficialmente tra il 2020 e il 2035 una decrescita annuale della popolazione russa dello 0.5%, nel caso più basso, e di un 0.2% ancora negativo, in un caso intermedio)
  2. Aumento dell’aspettativa di vita fino ai 78 anni rispetto agli attuali 74 (da dicembre 2019 al 2024, i casi inferiore, intermedio e alto sono ufficialmente 47.1, 75.5, 76.8, ancora però al di sotto dell’obiettivo)
  3. Un significativo aumento del reddito reale e delle pensioni (di base, il fallimento del mandato ventennale del presidente Putin)
  4. Riduzione di due volte del livello di povertà
  5. Miglioramento degli alloggi per 5 milioni di famiglie all’anno
  6. Digitalizzazione dell’economia e dei servizi sociali
  7. Raggiungere la 5°posizione nell’economia mondiale e tenere l’inflazione ad un valore più basso del 4%
  8. Creare dei settori orientati all’esportazione in specifiche e fondamentali industrie, garantendo la disponibilità e l’utilizzo di tecnologia moderna e professionisti di alto livello

Il 2019 è stato il primo anno del programma Progetti Nazionali. L’economia non sta crescendo.

Ma non c’è da meravigliarsi. Dato che il budget federale rimane costante in termini reali da più di dieci anni, è difficile, infatti, parlare di una qualsiasi crescita significativa prodotta dalla spesa pubblica.

Budget di spesa in Russia in rubli a valore calcolato (2019), trilioni

A tal fine, a dicembre 2019 Alexey Kudrin, capo della Camera dei Conti della Federazione Russa e controllore su mandato governativo delle finanze nazionali e che risponde all’Assemblea Federale russa, ha dichiarato in maniere eloquente: “La realizzazione del programma Progetti Nazionali non si tradurrà nel raggiungimento degli obiettivi nazionali”. Ciò indica chiaramente una significativa discrepanza tra, da una parte, il target del +3% della crescita reale del PIL e del 25% di riduzione del livello di PIL per gli investimenti di capitale, e l’attuale livello di spesa prevista dal governo, dall’altra. Tale discrepanza è la causa reale della sostituzione di tutto il blocco economico del governo della Federazione Russa.

La pendenza negativa negli ultimi due anni dell’indice composito dell’attività manifatturiera IHS e che attualmente affonda sotto il livello del 50%, potrebbe anche evidenziare la grande aspettativa, apparentemente immotivata, dell’impatto sull’economia che ha avuto il programma Progetti Nazionali.

Indice composito dell’attività manifatturiera IHS in Russia (crescita 50+, contrazione meno di 50)

La suddetta discussione sulla fatica che fa l’economia russa, non ci dice nulla su una qualche recessione in arrivo. Molti fattori sosterranno la crescita del PIL appena al di sopra del 2%:

  1. Sviluppo delle infrastrutture in corso in tutto il Paese
  2. Inflazione sotto controllo, migliore accesso ai finanziamenti
  3. Probabile miglioramento del raggiungimento degli obiettivi di spesa di bilancio (è un problema attuale) e implementazione della responsabilità delle performance su base di KPI per i governatori
  4. Ampio margine di crescita della spesa di bilancio federale per attuare le misure sociali aggiuntive promesse dal presidente Putin nel suo ultimo discorso all’Assemblea Federale del 15 gennaio 2020
  5. Impegno aggiuntivo previsto al fine di rivitalizzare i programmi di investimento aziendale su larga scala (la cosiddetta “la lista di Belousov”, che prende il nome dal neo nominato vice primo ministro Belousov)

Tale analisi ci porta a concludere che ci deve essere qualcosa di più dei semplici fattori economici che sono in gioco da sempre, tali da rendere la crescita della Russia così evidentemente bassa negli ultimi dieci anni.

Il debole governo ha tergiversato troppo a lungo e ha fatto poco per combattere la corruzione. Nel frattempo, anche le elite sono diventate deboli e in madrepatria hanno prodotto pochi significativi traguardi di cui essere fiere ma si sono godute degli yacht da centinaia di milioni di dollari, presumendo con soddisfazione che i loro soldi fossero abbastanza buoni per l’Occidente. La dovizia di seconde cittadinanze o di green card non solo tra l’elite economica ma in tutte le elite, tra cui i più alti funzionari del governo, è diventata una minaccia nazionale. Comunque, la geopolitica è subentrata nel 2014. Nei libri occidentali, la Russia ha superato la linea rossa con la riunificazione con la Crimea e il coinvolgimento militare a sostegno dei ribelli nell’Ucraina orientale. Le elite russe sono state prese alla sprovvista. Ora è davvero terribile per il governo dover recuperare e combattere la corruzione radicata.

Il rimpasto del governo russo nel gennaio scorso, sottende una chiara logica economica: invertire la tendenza delle performance economiche che per anni sono state negative. Comunque, guardando avanti, il paese affronta il problema che sminuisce la sfida dell’attuale rilancio strutturale dell’economia, che finora ha poca attrattiva dal punto di vista degli investitori e degli imprenditori.

E’ la corruzione e la mancanza di forze dell’ordine che, sul lungo periodo, trascinano l’economia verso il basso, fornendo terreno fertile per il conformismo di pensiero nei ranghi governativi, l’auto-censura nei media, la fuga di cervelli e la distruzione dei valori sociali, piuttosto che semplicemente eliminarla dagli investimenti.

Si potrebbe pensare che la virata della Russia faccia parte del gioco delle elezioni presidenziali del 2024. Se questo può essere senza dubbio così, tutto ciò è semplicemente una parte del risveglio in corso in Russia e dell’auspicata gestione dei temi dell’applicazione della politica economica.

Ma la cosa più importante è la fine della debolezza del governo. Con l’obiettivo di una crescita del 3% del PIL, il governo ha un urgente bisogno di stringere un accordo a lungo termine con gli imprenditori russi, facendogli iniziare a investire al fine di raggiungere la riduzione del 25% sull’obiettivo del PIL per gli investimenti di capitali. Il governo offrirà un aumento sostanziale della spesa pubblica, garantendo di fatto i rendimenti dei capitali.

E’ di intralcio il modo di fare “affari come al solito” in stile russo, cioè l’appropriazione indebita. Sarà gestita, deve essere fatto. Tuttavia, non è abbastanza. Sradicare la corruzione è la variabile più significativa della domanda la cui risposta definisce il destino a lungo termine del Paese, e cioè se la Russia riuscirà a difendere la sua sovranità o, altrimenti, sarà destinata a essere sopraffatta dalla parte più sviluppata del mondo dal punto di vista tecnologico.

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Articolo di Alexey Mineev pubblicato su TheSaker.is il 3 febbraio
Traduzione in italiano a cura di Elvia Politi per
Saker Italia.

[I commenti in questo formato sono del traduttore]

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