In apparente violazione delle norme del concorso, ma sotto la pressione dei radicali, l’Ucraina vieta alla cantante russa di partecipare all’Eurovision Song Contest di quest’anno a Kiev.

Le autorità ucraine hanno messo in atto la loro minaccia di impedire a Julija Samojlova [in Inglese] – la cantante paraplegica che i Russi hanno scelto per essere rappresentati all’Eurovision di quest’anno a Kiev – di entrare in Ucraina.

Il motivo di questo divieto è che la Samojlova ha violato la legge ucraina, prendendo parte ad un concerto in Crimea nel 2015.

In realtà, nessuno dubita del fatto che la decisione di interdire la Samojlova due anni dopo il suo concerto in Crimea abbia lo scopo di impedire la sua partecipazione al prossimo Eurovision Song Contest a Kiev. Alla Samojlova avrebbe potuto essere proibito l’ingresso in Ucraina in qualsiasi momento nel corso degli ultimi due anni a partire dal suo concerto in Crimea, nel qual caso probabilmente i Russi non l’avrebbe scelta per rappresentarli nel concorso di quest’anno. La decisione di vietarle l’ingresso nel paese alla vigilia del concorso mette in evidenza il vero motivo del divieto, ovvero impedire la partecipazione russa al concorso.

Ufficiosamente le autorità ucraine hanno ammesso di essere preoccupate dal fatto che la partecipazione della Samojlova al concorso avrebbe innescato azioni di protesta da parte dei radicali ucraini che ora nessuno riesce a fermare, dopo che hanno imposto un blocco dei trasporti verso il Donbass e il blocco delle filiali delle banche russe.

Nel corso delle ultime settimane è diventato cristallino che le autorità ucraine non sono in grado di controllare i radicali o di agire contro di essi, e la risposta alle loro proteste crescenti è invariabilmente la capitolazione alle loro richieste.

Il fatto strano sul divieto contro la Samojlova è che in Russia si stava già discutendo se non fosse più saggio per il paese non partecipare affatto al concorso. Poche settimane fa Vitalij Milonov, influente deputato del parlamento russo, ha scritto alla stazione televisiva russa Pervyj Kanal [in Inglese], sollecitando il boicottaggio del concorso

La verità è che saremo ospiti indesiderati in un paese ostaggio di fanatici, che sognano di distruggere tutto quello che c’è di buono tra i popoli russo e ucraino

Il leggendario cantante russo Iosif Kobzon – che è stato definito a volte il Frank Sinatra russo e che è anche un deputato – ha sostenuto la richiesta di Milonov, dichiarando

Sono categoricamente contrario all’esibizione di fronte ad un pubblico che diffonde la russofobia. Dobbiamo ignorare questo festival. Si svolge in un paese che sta uccidendo la gente nel Donbass

Le richieste di boicottaggio sono rimaste inascoltate in Russia, ma sono state prese in considerazione dalla stessa Ucraina.

Il divieto contro la Samojlova mette gli organizzatori dell’Eurofestival in una posizione scomoda. Avevano detto in precedenza che il diritto della Samojlova di partecipare al concorso era fuori discussione. Escluderla dal concorso sembra violarne una delle regole di base, ovvero lasciar fuori la politica. I Russi hanno già lasciato intendere che a meno che gli organizzatori dell’Eurovision non sostengano la Samojlova, in futuro boicotteranno tutti gli Eurovision Contest, e in ogni mondo razionale gli organizzatori coglierebbero l’antifona e agirebbero in base alle loro regole e principi e nei loro interessi, insistendo sul diritto della Samojlova di partecipare al concorso.

In realtà la politicizzazione del concorso è in corso da molto tempo, ed era a pieno regime l’anno scorso. Un rapporto dell’anno scorso sul quotidiano britannico Daily Mirror ha apertamente ammesso [in Inglese] che sono stati fatti tutti gli sforzi per impedire che il partecipante russo al concorso di quell’anno vincesse, perché sarebbe stato “impopolare” per alcune persone

Una fonte dell’Eurovision ha detto al Mirror: “La sensazione è che l’Unione Europea di Radiodiffusione [link ad una serie di articoli tutti in Inglese] sappia quanto sarebbe impopolare una vittoria della Russia, e farà tutto il possibile per aiutare gli altri favoriti per la vittoria”.

Alla fine il concorso venne vinto da Jamala, un cantante ucraina Tartara, con una canzone apertamente politica sulla persecuzione staliniana dei Tartari di Crimea, nonostante non sia riuscita ad arrivare prima sia tra le giurie che tra il pubblico televisivo.

Questo episodio continua a provocare malumori in Russia, dove solo poche settimane fa anche il cantante pop Filipp Kirkorov, coautore della canzone russa dello scorso anno, ha chiesto il boicottaggio russo del concorso di quest’anno per il fatto che è diventato così politicizzato

Io non manderei nessuno. Sono profondamente disilluso da come sia diventato politicizzato e di parte il concorso

Questa storia infelice fa supporre che gli organizzatori del concorso non prenderanno una posizione forte a favore della Samojlova.

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Articolo di Alexander Mercouris pubblicato su The Duran il 22 marzo 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]

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