In seguito alla riconferma di Medvedev e del suo governo più o meno rimescolato, l’opinione pubblica in Russia e all’estero si è divisa sul fatto che questo fosse un buon segno di continuità e unità tra i dirigenti russi, o se fosse una conferma che c’è una quinta colonna nel Cremlino che lavora contro il Presidente Putin e cerca di imporre politiche neoliberiste e filo-occidentali al popolo russo. Oggi voglio dare una rapida occhiata a ciò che sta accadendo in Russia, perché credo che la politica estera russa sia ancora prevalentemente controllata da quelli che chiamo i “Sovranisti Eurasiatici”, e che per rilevare le attività degli “Integrazionisti Atlantici” dobbiamo guardare a cosa sta succedendo all’interno della Russia.

La quinta colonna russa e le sue operazioni tipiche

In primo luogo, voglio iniziare condividendo con voi un breve video tradotto dalla comunità Saker di uno dei più astuti analisti russi, Ruslan Ostaško, che si chiede come una stazione radio rabbiosamente filo-occidentale e rumorosamente anti-Putin chiamata “L’Eco di Mosca” non solo riesce ad eludere la normale legislazione russa, ma ottiene anche denaro dal gigante del gas Gazprom, la cui maggioranza è posseduta dallo Stato russo. L’Eco di Mosca è anche così filo-israeliana da guadagnarsi il soprannome di “Ekho Macij” (Ekho Moskvij significa “L’Eco di Mosca” mentre “Ekho Macij” significa “L’Eco della Matzah” [il pane azzimo rituale ebraico]). Inutile dire che la radio ha il sostegno costante e totale dell’ambasciata americana. Non sarebbe esagerato dire che L’Eco di Mosca serve da incubatrice per i giornalisti russofobi, e che la maggior parte dei giornalisti liberali filo-occidentali nei media russi sono stati, in un momento o in un altro, associati a questo gruppo di propaganda. Nonostante questo o, più precisamente, a causa di ciò, L’Eco di Mosca è già in bancarotta da un po’ di tempo, eppure continua ad esistere. Ascoltate le spiegazioni di Ostaško (e assicuratevi di premere il pulsante “cc” per vedere i sottotitoli in inglese):

Interessante, no? Il gigante statale Gazprom sta facendo tutto il possibile per mantenere a galla e al di sopra della legge L’Eco di Mosca. Infatti, Gazprom finanzia da anni L’Eco di Mosca! Secondo l’iper-politicamente corretta Wikipedia: “Nel 2005 L’Eco di Mosca era in maggioranza di proprietà di Gazprom-Media, che detiene il 66% delle sue azioni”. Se la maggioranza di Gazprom è di proprietà dello Stato russo, e la maggioranza de L’Eco di Mosca è di proprietà di Gazprom, allora questo non significa che L’Eco di Mosca sia fondamentalmente finanziata dal Cremlino? La realtà è anche peggiore, come sottolinea Ostaško, L’Eco di Mosca è il caso più visibile, ma ci sono parecchi media filo-occidentali in Russia finanziati, direttamente e indirettamente, dallo Stato russo.

Quindi lasciate che vi ponga una semplice domanda: pensate davvero che Ostaško sia meglio informato delle autorità russe, incluso lo stesso Putin?

Ovviamente no! Allora, cosa sta succedendo?

Prima di tentare di rispondere a questa domanda, diamo un’occhiata ad un’altra notizia interessante dalla Russia: il recente articolo “La riforma delle pensioni come strumento della quinta colonna per rovesciare Putin” (titolo originale “A proposito di un sistema pensionistico equo”) di Michail Khazin, tradotto da Ollie Richardson e Angelina Siard del blog Stalker Zone (e cross-postato qui e qui [entrambi i link in inglese]). Si prega di leggere l’articolo completo, in quanto getta una luce molto interessante su ciò che il governo Medvedev ha fatto da quando è stato rinominato. Quello che voglio citare qui sono le conclusioni di Michail Khazin (corsivo e grassetto aggiunti):

In altre parole, tutte queste riforme sono semplici cazzabubbole, uno scherzo politico volto a distruggere le relazioni tra il Popolo (la società) e le Autorità. Lo scopo specifico di ciò è rovesciare Putin, come ai nostri liberali viene ordinato di fare dai loro partner scelti del progetto globale “occidentale”. Ed è proprio così che dovremmo trattare questa riforma. Non ha alcuna relazione con le riforme economiche – né quelle buone, né quelle cattive. Non una riforma economica, ma un complotto politico! Ed è da qui che dobbiamo procedere.

Dopo aver spiegato cosa sta succedendo, Khazin prosegue dichiarando apertamente come sia possibile un’operazione del genere:

Ora passiamo ai media. Dovrebbe essere chiaro che alla fine degli anni ‘90-inizio degli anni 2000 praticamente tutti i media non liberali morirono. Completamente. E, naturalmente, praticamente tutti i giornalisti non liberali morirono definitivamente (rimangono solo poche dozzine di mastodonti dei tempi del socialismo). E i giovani usciti dalla facoltà di giornalismo sono in generale totalmente liberali. Sono stati un po’ soppressi a metà degli anni 2000, ma dopo l’arrivo di Medvedev al posto di presidente sono di nuovo sbocciati. Ma poi è iniziato l’attacco dello Stato su tutto ciò che non riflette “le politiche del partito e del governo”. E poi è accaduto che ora ci sono molte pubblicazioni “patriottiche” in Russia che impiegano principalmente giornalisti liberali. Uno spettacolo incantevole. Questi giornalisti (in piena conformità con le idee di Lenin che non hanno letto) vedono il loro compito principale nel sostenere “loro” – cioè finanzieri liberisti, Nemtsov, Navalny e, così via, e nell’imbrogliare il “sanguinoso KGB”! Ed è questo il modo in cui sono coinvolti, nel senso che, propagandando il più possibile le politiche del governo, irritano in modo ottimale la popolazione usando Putin personalmente. C’è sempre il bisogno di inventare una storia disgustosa (come un uomo anziano è morto sulla strada per il policlinico o l’ospedale, come dei bambini sono stati portati via da una famiglia numerosa, come un funzionario o un prete ha investito una donna incinta e/o dei bambini piccoli con la sua auto chic), per spiegare che questo non è solo il risultato delle politiche del potere liberale, ma una colpa concreta del Presidente, che ha messo ai loro posti gli stessi ministri e ufficiali delle forze dell’ordine che incoraggiano tutto ciò.

Incredibile, no? Questo è un tentativo di rovesciare Putin ed è coperto dalla stampa (pseudo) patriottica. Che mi dite di Putin stesso? Perché non agisce? Khazin spiega anche che:

Certo, il Presidente è colpevole, prima di tutto, perché capisce che se comincia a ripulire questa “stalla di Augia”, allora sarà obbligato a versare del sangue, perché non restituiranno volontariamente i loro privilegi. Ma la cosa più importante, e questa è l’essenza: l’élite russa liberale ha stabilito per sé il compito politico di rimuovere Putin. Perché ha deciso di farlo è una domanda interessante: se Putin stesso e un liberale sono carne della stessa carne, allora questo compito è stupido e insensato. Per non dire suicida. Ma se non è un liberale (è probabilmente corretto dire che non è un liberale politico) allora, naturalmente, questa attività ha un senso. Ma allo stesso tempo, per ragioni puramente propagandistiche – poiché la gente odia i liberali, c’è bisogno di appendere su di lui l’etichetta di liberale politico.

Ora colleghiamo tutti i punti: c’è una fazione filo-occidentale (in realtà, controllata dal’Occidente) all’interno del governo, che sta finanziando coloro che stanno tentando di rovesciare Putin rendendolo impopolare tra il pubblico russo (che si oppone in modo schiacciante alle politiche economiche “liberali” e che disprezza le élite liberali russe) costringendolo costantemente a politiche economiche liberali che chiaramente non gli piacciono (si dichiarò categoricamente contrario a tali politiche nel 2005 [in inglese]) e i cosiddetti “media patriottici” ne stanno ampiamente trattando. E Putin non può cambiare questo stato di cose senza spargere sangue.

Ma ipotizziamo, per amor di discussione, che Putin sia davvero un sincero liberale e creda nel tipo di economia del “consenso di Washington”. Anche se fosse così, sicuramente deve essere consapevole che il 92% dei russi si oppone a questa cosiddetta “riforma” [in russo]. E mentre il portavoce del presidente, Dmitrij Peskov, ha dichiarato che lo stesso Putin non era associato a questo piano [in inglese], la verità è che questo processo ferisce anche la sua immagine politica con il popolo russo e i movimenti politici. Come risultato diretto di questi piani, il Partito Comunista russo sta lanciando un referendum contro questo progetto mentre il partito Russia Giusta sta ora raccogliendo le firme per licenziare l’intero governo [in inglese]. Chiaramente, è in atto una lotta politica di proporzioni monumentali, e l’opposizione interna a Putin tradizionalmente piuttosto malmessa (sto parlando dei principali movimenti e partiti politici, non delle piccole “ONG” finanziate dalla CIA e/o da Soros) si sta ora trasformando in un tipo di opposizione molto più determinato. L’ho predetto circa un mese fa, quando scrissi che:

è abbastanza chiaro per me che un nuovo tipo di opposizione russa si sta lentamente formando. Beh, è sempre esistita, davvero – sto parlando delle persone che hanno sostenuto Putin e la politica estera russa, e che non hanno gradito Medvedev e le politiche interne russe. Ora la voce di quelli che dicono che Putin è troppo morbido nella sua posizione verso l’Impero diventerà solo più forte. Così come lo saranno le voci di coloro che parlano di un grado veramente nocivo di nepotismo e clientelismo nel Cremlino (di nuovo, Mutko è l’esempio perfetto). Quando tali accuse provenivano da rabbiosi liberali filo-occidentali, hanno avuto pochissima trazione, ma quando arrivano da politici patriottici e persino nazionalisti (Nikolaj Starikov per esempio) iniziano a prendere una dimensione diversa. Ad esempio, mentre il buffone di corte Žirinovskii e il suo partito LDPR hanno appoggiato lealmente Medvedev, il Partito Comunista e Russia Giusta no. A meno che la tensione politica intorno a figure come Kudrin e Medvedev non venga in qualche modo risolta (forse uno scandalo tempestivo?), potremmo assistere alla crescita di un vero movimento di opposizione in Russia, e non del tipo guidato dall’Impero. Sarà interessante vedere se le valutazioni personali su Putin inizieranno a calare e cosa dovrà fare per reagire all’emergere di una così reale opposizione.

Chi ha negato con veemenza che ci sia un vero problema di 5a colonna all’interno del Cremlino avrà un doloroso risveglio quando si renderà conto che grazie alle azioni di questi “liberali” sta gradualmente emergendo un’opposizione patriottica, non tanto contro Putin quanto contro le politiche del governo di Medvedev. Perché non contro Putin?

Perché la maggior parte dei russi capisce istintivamente quello che sta succedendo, e capisce non solo le dinamiche anti-Putin in atto, ma anche come e perché è stata creata questa situazione. Inoltre, a differenza della maggior parte degli occidentali, la maggior parte dei russi ricorda ciò che è avvenuto nei cruciali e formativi anni ‘90.

Le radici storiche del problema (riassunto molto approssimativo)

Tutto iniziò alla fine degli anni ‘80 quando le élite sovietiche si resero conto che stavano perdendo il controllo della situazione e che qualcosa doveva essere fatto. Per riassumere quello che hanno fatto, direi che queste élite hanno prima fatto esplodere il paese in 15 feudi individuali gestiti da gruppi di clan composti da queste élite sovietiche, poi hanno afferrato senza pietà qualsiasi cosa di valore, sono diventati milionari dal giorno alla notte, e hanno nascosto i loro soldi in Occidente. Essere favolosamente ricchi in un paese completamente in rovina ha dato loro un potere politico e un’influenza fantastiche per sfruttare ulteriormente e derubare il paese di tutte le sue risorse. La stessa Russia (e le altre 14 repubbliche ex-sovietiche) ha subito un incubo indicibile, paragonabile ad una grande guerra, e negli anni ‘90 la Russia si è quasi frammentata in molti altri pezzi ancora più piccoli (Cecenia, Tatarstan, ecc.). A quel punto, la Russia stava eseguendo in modo subordinato tutte le politiche economiche raccomandate da una miriade di “consiglieri” statunitensi (centinaia di loro con base negli uffici di molti ministeri chiave e varie agenzie statali, proprio come oggi in Ucraina), ha adottato una Costituzione redatta da elementi filo-statunitensi, e tutte le posizioni chiave nello Stato sono state occupate da quelli che posso chiamare solo agenti occidentali. In cima, il Presidente Eltsin era per lo più ubriaco, mentre il paese era gestito da 7 banchieri, i cosiddetti “oligarchi” (di cui 6 ebrei): la “Semibankirščina[in inglese].

Questo è il momento in cui i servizi di sicurezza russi hanno ingannato con successo questi oligarchi, facendogli credere che Putin, laureato in giurisprudenza e che aveva lavorato per il (molto liberale) sindaco di San Pietroburgo (Anatolii Sobchack) fosse solo un piccolo burocrate che avrebbe restaurato una parvenza di ordine pur non rappresentando alcuna minaccia reale agli oligarchi. Lo stratagemma funzionò, ma le élite economiche chiesero che il “loro” uomo, Medvedev, fosse messo a capo del governo, in modo da preservare i loro interessi. Ciò che trascuravano erano due cose: Putin era un ufficiale veramente brillante dell’elitario Primo Direttorato Principale (intelligence estera) del KGB e un vero patriota. Inoltre, la Costituzione, che era stata approvata per sostenere il regime di Eltsin, poteva ora essere utilizzata da Putin. Ma più di ogni altra cosa, non avrebbero mai previsto che un ragazzino con un vestito inadeguato si sarebbe trasformato in uno dei leader più popolari del pianeta. Come ho scritto molte volte, mentre il potere iniziale di Putin era nei Servizi di Sicurezza e nelle Forze Armate, e mentre la sua autorità legale deriva dalla Costituzione, il suo potere *reale* deriva dall’immenso sostegno che ha del popolo russo, che per la prima volta da molto tempo sentiva che l’uomo al vertice rappresentava veramente i suoi interessi.

Putin ha poi fatto ciò che Donald Trump avrebbe potuto fare non appena entrato nella Casa Bianca: ha fatto pulizia. Cominciò immediatamente ad affrontare gli oligarchi, mise fine alla Semibankirščina e fermò la massiccia esportazione di denaro e risorse dalla Russia. Poi ha proceduto a ricostruire la “verticale del potere” (il controllo del Cremlino sul paese) e ha iniziato a ricostruire tutta la Russia dalle fondamenta (le regioni). Ma anche se Putin ha avuto un enorme successo, non ha potuto combattere su tutti i fronti contemporaneamente e vincere.

A dire il vero, alla fine ha vinto la maggior parte delle battaglie che ha scelto di combattere, ma alcune battaglie semplicemente non poteva sostenerle, non a causa della mancanza di coraggio o di volontà, ma perché la realtà oggettiva è che Putin ha ereditato un sistema pessimo completamente controllato da nemici estremamente pericolosi. Ricordate le parole di Khazin sopra citate: “se inizierà a ripulire questa “stalla di Augia”, allora sarà obbligato a versare il sangue, perché non restituiranno volontariamente i loro privilegi”. Così, in un modo tipicamente putiniano, ha fatto alcuni accordi.

Ad esempio, quegli oligarchi che hanno accettato di smettere di intromettersi nella politica russa e che, d’ora in poi, pagheranno le tasse e in generale si atterranno alla legge, non sono stati imprigionati o oggetto di sequestri: a chi ha ricevuto il messaggio è stato permesso di continuare a lavorare come normali uomini d’affari (Oleg Deripaska) e quelli che non lo hanno fatto sono stati arrestati o esiliati (Chodorkovskij, Berezovskij). Ma se guardiamo appena sotto il livello di questi ben noti e famosi oligarchi, quello che troviamo è una “palude” molto più profonda (per usare l’espressione americana): un’intera classe di persone che hanno fatto fortuna negli anni ‘90, che ora è estremamente influente e controlla la maggior parte delle posizioni chiave nell’economia, nelle finanze e negli affari, e che odia e teme assolutamente Putin. Hanno persino i loro agenti all’interno delle Forze Armate e dei Servizi di Sicurezza, perché la loro arma preferita è, naturalmente, la corruzione e l’influenza. E, naturalmente, hanno persone che rappresentano i loro interessi all’interno del governo russo: praticamente l’intero “blocco economico” del governo Medvedev.

È davvero una sorpresa che queste persone abbiano anche i loro rappresentanti pagati all’interno dei media russi, compresi i cosiddetti media “filo-russi” o “patriottici”? (Sto lanciando avvertimenti su questo almeno dal 2015)

Proprio come in Occidente, in Russia i media dipendono in primo luogo dal denaro. I grandi interessi finanziari sono molto bravi nell’usare i media per promuovere la loro agenda, negare o offuscare alcuni argomenti mentre spingono gli altri. Questo è il motivo per cui vedete spesso i media russi appoggiare le politiche WTO/WB/IMF/ecc. senza mai criticare Israele o, Dio non voglia, propagandisti rabbiosamente filo-israeliani sulla TV generalista (ragazzi come Vladimir Solovev, Evgenij Satanovskij, Iakov Kedmi, Avigdor Eskin e molti altri). Sono gli stessi media che criticano volentieri Iran e Hezbollah, ma non si chiedono mai perché le principali emittenti televisive della Russia stiano spargendo propaganda filo-israeliana su base giornaliera.

E, naturalmente, ripetono tutti lo stesso ritornello: “non c’è una quinta colonna in Russia!! Nessuna!! Mai stata!!”

Questo non è diverso dai media corporativi pagati negli USA che negano l’esistenza di uno “Stato Profondo” o della “Lobby israeliana” degli Stati Uniti.

Eppure, molte (la maggior parte?) delle persone negli Stati Uniti e in Russia si rendono conto a un livello quasi viscerale di essere vittima di menzogne e che, in realtà, un potere ostile le sta dominando.

Opzioni di Putin e possibili risultati

Purtroppo, negli Stati Uniti, Trump si è rivelato un disastro che ha totalmente ceduto ai neoconservatori e alle loro richieste. In Russia, la situazione è molto più complessa. Finora, Putin ha evitato con abilità di associarsi agli Integrazionisti Atlantici. Inoltre, le maggiori crisi dello scorso decennio erano tutte associate a questioni di politica estera, e quella è ancora controllata dai Sovranisti Eurasiatici. Infine, anche se il governo russo ha chiaramente commesso alcuni errori o promosso alcune politiche impopolari (come ad esempio la riforma sanitaria), ha anche avuto i suoi innegabili successi. Per quanto riguarda Putin, ha continuato a consolidare il suo potere e ha gradualmente rimosso alcuni dei personaggi più famosi dalle loro posizioni. In teoria, Putin potrebbe probabilmente far arrestare la maggior parte dei principali Integrazionisti Atlantici con accuse di corruzione, ma a meno di impegnarsi in una massiccia e sanguinosa epurazione, non può sbarazzarsi di un’intera classe sociale che non è solo grande, ma anche potente.

Alcuni dei miei contatti in Russia si aspettavano una purga degli Integrazionisti Atlantici subito dopo le elezioni. La logica qui era “quando è troppo è troppo” e che una volta ottenuto un forte mandato dal popolo, Putin avrebbe infine cacciato Medvedev e la sua banda dal Cremlino e li avrebbe sostituiti con patrioti popolari. Questo ovviamente non è successo. Ma se questo programma di riforma delle pensioni continuerà a scatenare ulteriori proteste, o se scoppierà una guerra importante nel Medio Oriente o in Ucraina, allora le forze filo-occidentali all’interno del Cremlino subiranno forti pressioni per cedere ulteriormente il controllo del paese ai Sovranisti Eurasiatici.

Putin è un uomo estremamente paziente e, almeno finora, ha vinto la maggior parte, se non tutte, le sue battaglie. Non credo che nessuno possa prevedere con certezza come andranno le cose, ma quello che è certo è che cercare di capire la Russia senza conoscere i conflitti interni e gli interessi dei gruppi che lottano per il potere, è futile. Nella sua storia millenaria, i nemici interni sono sempre stati molto più pericolosi per la Russia di quelli esterni. È improbabile che questo cambi in futuro.

Il Saker

*****

Pubblicato su The Saker.is il 29 giugno 2018.
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

Condivisione: