I russi incolpano gli americani, non gli ucraini, per la guerra, secondo un nuovo sondaggio nazionale – e non gli americani personalmente, ma il governo e i funzionari statunitensi. L’odio razziale verso i russi, del tipo trasmesso dai media anglo-americani, europei e ucraini, non è ricambiato dai russi verso i loro accusatori.

La rabbia russa verso gli Stati Uniti è in forte aumento, senza alcuna prova che le accuse dei media occidentali sui crimini russi contro l’umanità e le atrocità di guerra siano credute dalla crescente maggioranza del pubblico russo. Sembra che stia accadendo il contrario – più virulenti sono i media occidentali, più incredula è la reazione russa.

Il Levada Center, un’agenzia di sondaggi indipendente di Mosca, ha pubblicato un sondaggio [in russo] con interviste dirette condotto nell’ultima settimana di marzo in tutto il paese. “C’è stato un forte deterioramento degli atteggiamenti verso i paesi occidentali. È stato registrato un aumento delle valutazioni negative degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. L’atteggiamento verso l’Ucraina non è praticamente cambiato a marzo. L’atteggiamento verso la Cina è notevolmente migliorato”.

 

L’atteggiamento russo verso gli Stati Uniti

 

Legenda:

nero=positivo. Picchi: Mar 1997, 72%; settembre 2001, 70%; luglio 2005, 66%; novembre 2011, 64%.

blu=negativo. Picchi: Aprile 2003, 66%; Settembre 2008, 67%; Luglio 2014, 74%; Gennaio 2015, 81%; Marzo 2022, 72%.

Levada misura il sentimento pro-americano dall’aprile 1990, quando l’atteggiamento positivo era del 75%. Poi è salito all’80% nel novembre 1991. Questo è stato il massimo storico. Mentre i russi si opponevano al presidente Boris Eltsin, l’amministrazione Clinton che lo appoggiava è scesa anche nella valutazione popolare russa. Tra l’aprile 1993, quando il Parlamento russo sfidò apertamente Eltsin, fino al marzo 1997, dopo la distruzione del Parlamento e l’approvazione di una nuova Costituzione truccata, Levada evitò di misurare l’atteggiamento verso gli Stati Uniti. Due anni dopo, nel maggio 1999, il sentimento positivo registrato dal sondaggista era sceso al 32%.  Due settimane fa, la misura era scesa ulteriormente al 17% – e sta ancora scendendo.

I russi con meno istruzione e con la memoria più corta sono l’unico segmento della popolazione che pensa relativamente bene degli Stati Uniti. Secondo Levada, i giovani russi tra i 18 e i 24 anni registrano il 26% di sentimenti positivi; il 25% tra quelli tra i 25 e i 39 anni. Queste percentuali sono ancora più alte tra i giovani sotto i 24 anni a Mosca e San Pietroburgo.

 

Stepan Goncharov

“Non facciamo sondaggi specifici secondo le classi sociali”, dice Stepan Goncharov (un sociologo di Levada che è stato associato ai think tank americani di Washington e Chicago.  “Guardiamo l’età e il luogo di residenza – le città e le zone rurali.  Naturalmente, i cittadini con un reddito medio o superiore hanno un atteggiamento più positivo [verso gli Stati Uniti]”.

I sentimenti russi, che Goncharov crede siano misurati dal sondaggio, non sono personali, nazionali, etnici o razziali. Sono politici.

“Gli atteggiamenti russi verso gli Stati Uniti, l’Unione Europea e la NATO dipendono dall’agenda dei media e dalla loro copertura della situazione in Ucraina. Ma nel prossimo futuro, diciamo un mese o più, l’atteggiamento sarà com’è ora, o peggiorerà. Anche il tipo di fonte mediatica è importante, perché la televisione crea un atteggiamento peggiore rispetto a internet”.

Il sentimento positivo e negativo che Goncharov ha sondato è “non verso gli Stati Uniti e la NATO, ma verso gli stranieri in generale, soprattutto gli europei. Questo è dovuto ai possibili contatti tra le persone – per lavoro o per viaggi e turismo, e anche per l’educazione. I russi non hanno un atteggiamento negativo verso la gente degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, ma verso i loro governi e le loro politiche”.

L’ultimo sondaggio rivela che, nella percezione russa, la NATO è nemica come gli Stati Uniti – 78% negativo, 10% positivo. Quest’ostilità è più o meno stabile da diversi anni. Non è lo stesso per gli europei, anche se l’ostilità verso la burocrazia dell’Unione Europea a Bruxelles sta crescendo. 

 

L’atteggiamento russo verso l’Unione Europea

 

Legenda:

nero=positivo, attualmente al 21%, questo è sceso al 19% dopo l’inizio delle sanzioni Unione Europea sulla scia dell’accusa che la Russia aveva abbattuto l’MH17 nel luglio 2014.

blu=negativo, attualmente al 67%. Il massimo storico è stato il 71% nel gennaio 2015.

I russi sotto i 24 anni rimangono più positivi verso l’UE – al 35% – di quanto riferiscano di sentirsi verso gli Stati Uniti e la NATO.

 

L’atteggiamento russo verso l’Ucraina

 

Legenda:

nero=positivo, attualmente 30%; il massimo storico è stato il 74% nel settembre 2012.

blu=negativo. Attualmente è al 57%, che è paragonabile ai livelli registrati nel 2015-2018.

 

L’atteggiamento russo verso la Cina

Legenda:

nero=positivo, attualmente 81%, più o meno uguale al livello del 2015.

blu=negativo, attualmente all’8%, questa misura non è mai stata più bassa.

I russi sono ben consapevoli della russofobia o dell’odio razziale nei media stranieri, ma per il momento i media popolari russi lo riportano come ucraino di origine da Kiev e Lvov, e dagli ucraini quando si spostano in Polonia e Germania. Anche i funzionari del governo tedesco sono stati identificati dalla stampa moscovita come la fonte delle tradizionali opinioni fasciste, ma non il popolo tedesco.

L’odio razziale come politica di stato finanziata e promossa dai governi e dai think tank europei non è stato ancora esplicitamente preso di mira dai media russi mainstream.

 

La rinascita dell’odio razziale tedesco per i russi, finanziato da Unione Europea, NATO e Stati Uniti

 

 

“Non dobbiamo dimenticare che, anche se i russi sembrano europei, non sono europei. In un senso culturale pensano diversamente alla violenza, o alla morte. Invece, la vita può finire presto con la morte… L’aspettativa di vita russa è piuttosto bassa, sapete. Ecco perché trattano la morte in modo diverso, la gente semplicemente muore”. Fonte: Tim Anderson su Twitter [in inglese].

Questo clip, estratto da un popolare talk show televisivo tedesco, è la più esplicita difesa dell’odio razziale per i russi da parte di una tedesca il cui finanziamento è ufficiale. Chi parla è Florence Gaub. Era un’impiegata del NATO Defence College; ora è pagata per essere il vice direttore [in inglese] dell’Unione Europea per gli Studi sulla Sicurezza (EUISS [in inglese] ), un think tank finanziato direttamente dall’Unione Europea.  

La Gaub si guadagna da vivere anche con un’associazione di sostegno all’Ucraina chiamata Fondazione Alpbach [in inglese]. Questa è stata creata in Austria nel 2005. La fondazione non pubblica le sue fonti di finanziamento, ma sembrano provenire dal gruppo bancario austriaco Erste, il cui ex amministratore delegato, Andreas Treichl, dirige Alpbach. Alpbach e Treichl sono anche collegati direttamente alle organizzazioni di Soros, Bilderberg e della Trilateral.

 

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 Articolo di John Helmer pubblicato su Dances with the Bears  il 18 aprile 2022
Traduzione in italiano di Pappagone per SakerItalia

[le note in questo formato sono del traduttore]

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