Il 5 febbraio, la Russia ha dichiarato che stava espellendo diplomatici di Svezia, Polonia e Germania, accusandoli di aver partecipato ad una manifestazione a sostegno del personaggio dell’opposizione Aleksej Navalnyj.

Il ministero degli Esteri russo ha accusato diplomatici svedesi e polacchi a San Pietroburgo, e un diplomatico tedesco a Mosca, di aver preso parte a quelle che ha definito manifestazioni “illegali” il 23 gennaio.

I diplomatici sono stati dichiarati “persona non grata” e hanno dovuto lasciare la Russia “in breve tempo”, si legge in una dichiarazione del ministero.

L’annuncio è arrivato mentre il capo degli affari esteri dell’Unione Europea Josep Borrell era in visita a Mosca. Ha detto al ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov che il trattamento di Navalnyj rappresenta “un punto basso” nelle relazioni tra Bruxelles e Mosca.

La Germania ha detto che il suo diplomatico stava adempiendo al suo dovere seguendo gli sviluppi, e ha avvertito Mosca che la sua azione non rimarrà senza risposta, convocando l’ambasciatore russo.

“Consideriamo questa espulsione ingiustificata, e pensiamo che sia un altro aspetto delle cose che sono piuttosto lontane dallo stato di diritto”, ha detto a Berlino la cancelliera tedesca Angela Merkel dopo una videoconferenza con il presidente francese Emmanuel Macron. Macron ha espresso solidarietà a Germania, Polonia e Svezia e ha condannato “con termini più forti” le espulsioni e quanto accaduto a Navalnyj “dall’inizio alla fine”.

La Svezia ha detto di “considerare questo del tutto ingiustificato, cosa che abbiamo anche trasmesso alla parte russa”,

Il portavoce del ministero degli Esteri Mats Samuelsson ha detto in una dichiarazione all’Associated Press.

Stoccolma “respinge fermamente le affermazioni russe secondo cui il diplomatico ha preso parte ad una manifestazione in Russia” e “si riserva il diritto di prendere misure appropriate in risposta”, ha detto.

Anche la Polonia ha avvertito Mosca che la mossa peggiorerà ulteriormente le relazioni.

Anche gli Stati Uniti sono entrati immediatamente in azione. Il Segretario di Stato americano Antony Blinken ha condannato l’espulsione. Ha twittato:

“Questo atto arbitrario e ingiustificato è l’ultimo allontanamento della Russia dai suoi obblighi internazionali”.

Il ministro degli Esteri britannico Dominic Raab ha anche affermato su Twitter che l’espulsione di diplomatici “per il semplice fatto di svolgere il proprio lavoro è un grossolano tentativo di distrarre dal fatto che la Russia sta prendendo di mira leader dell’opposizione, manifestanti e giornalisti”.

Parlando all’inizio dei suoi colloqui con Lavrov, e prima di scoprire l’espulsione, Borrell ha detto che “le nostre relazioni sono in grave tensione e il caso Navalnyj è un punto basso nelle nostre relazioni”.

Dopo l’annuncio, Borell ha detto di aver trasmesso le sue preoccupazioni per la prigionia di Navalnyj e gli arresti di migliaia di persone che si erano mobilitate a suo favore.

Il funzionario dell’UE ha detto di aver anche comunicato il sostegno del blocco per il rilascio di Navalnyj e per un’indagine sull’avvelenamento di agosto, ma ha aggiunto che non ci sono state proposte di sanzioni aggiuntive contro la Russia da parte dell’UE.

La visita di Borrell a Mosca avrebbe dovuto esprimere anche il sostegno a Navalnyj, ma in gran parte ha fallito.

Ha dimostrato che la Russia non è interessata all’atteggiamento degli attori esterni, e si occuperà da sola dei suoi affari interni.

Un altro alleato di Navalnyj, Vladimir Milov, ha espresso disappunto per la visita di Borrell a Mosca. L’ha definita una “visita disastrosamente debole” e ha detto che Lavrov “lo ha usato come decorazione per tenere conferenze all’Europa sul “diritto internazionale””.

“Forse porterà a casa alcuni vaccini Sputink V come ricompensa”, ha twittato Milov, riferendosi alle lodi di Borrell al vaccino contro il coronavirus sviluppato a livello nazionale dalla Russia.

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Pubblicato da Southfront il 6 febbraio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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