È con rammarico che dobbiamo ammettere che lo Stato russo sta ancora seriamente facendo molto male sul fronte dell’informazione. E poi ci chiediamo perché molti cittadini del paese non vedano i successi quando sono proprio a portata di mano, ma accolgono con entusiasmo qualsiasi assurdità anti-russa francamente delirante.

Si prenda almeno l’esempio più recente. Il 20 luglio 2020, il presidente russo Vladimir Putin ha preso parte alla solenne cerimonia del varo di due navi da guerra nei cantieri del Golfo di Kerch.

Formalmente, questo è stato scritto da assolutamente tutte le principali pubblicazioni. Ma lo hanno fatto in modo sbrigativo. Nel migliore dei casi, queste cose non sono le più importanti. Bene, insieme a questi due scafi, lo stesso giorno il paese ha varato due nuovi incrociatori lanciamissili a propulsione nucleare a Severodvinsk e due fregate a San Pietroburgo.

Alcuni hanno ironicamente notato la differenza sul fatto che in Crimea, che è diventata russa, la grande costruzione navale è visibilmente ripresa, e in Ucraina in questo momento l’ultimo cantiere navale di Nikolaev è in demolizione. Anche i siti web tecnicamente avanzati ed esperti dal punto di vista militare hanno dato solo asciutte caratteristiche tecniche. E questo è tutto.

Ma “dall’altra parte delle barricate”, gli avversari hanno usato l’occasione informativa in un modo completamente diverso. I sottomarini sono noiosi e non rilevanti. È difficile confrontarli. E dopo una serie di incidenti con navi americane, incluso il recente incendio sulla nave da sbarco USS Bonhomme Richard [in inglese], non è più possibile parlare del terribile tasso di incidenti in Russia. Le fregate in generale lasciano il tempo che trovano. Sono solo delle piccole cosette, non ha senso neanche parlarne.

Anche solo per le persone che capiscono cos’è successo, l’evento è estremamente importante. Il paese ha iniziato la costruzione di sei navi per la cosiddetta zona d’alto mare.

Il 6 luglio, il comandante in capo della marina Nikolaj Evmenov ha riferito al giornale “Krasnaja Zvezda” che attualmente da 60 a 100 navi da guerra russe di varie classi servono costantemente in questa zona di mare più lontana. Si scopre che anche se non si tiene conto delle basi rimanenti, la potenza navale russa negli oceani ha fatto un passo verso un aumento del 6-10%.

Anche con un certo grado di convenzione – non è sufficiente varare le navi, devono ancora essere completate – questo è ancora un evento di grande importanza e significato. La Russia sta tornando attivamente negli oceani del mondo, dopo aver superato la recessione più profonda dal crollo dell’Unione Sovietica.

Ma ai “critici” non interessa. Loro, come un cane affamato in una salumeria, si aggrapparono con entusiasmo al tema chic dell’evidenza di un esempio di nota inferiorità russa. “Ah, a Kerch”, dicono, “è iniziata la costruzione di due navi anfibie universali! E allora? Queste sono “solo” simili alle “Mistral” francesi. Se le autorità non avessero fatto qualcosa di stupido ai loro tempi, se non avessero litigato con l’Occidente, il paese avrebbe avuto due di queste navi molto tempo fa. E a metà prezzo!

Da questo punto, a giudicare dalle statistiche di visualizzazione dell’articolo, inizia la cosa più interessante per il pubblico di massa. Il contratto per due navi francesi avrebbe dovuto ammontare a 1,2 miliardi di euro. Sì, ma di fatto Mosca ha dato solo 840 milioni di euro a Parigi, per poi ricevere un risarcimento di circa 900 milioni di euro. Tecnicamente, abbiamo persino realizzato un profitto. Qualche centesimo per compensare e qualcos’altro dalla vendita dei nostri elicotteri di coperta all’Egitto, che alla fine ha comprato queste portaelicotteri.

Ma la questione è un’altra. Se l’importo menzionato viene diviso per due e moltiplicato per il tasso di cambio dell’euro, una nave anfibia universale di “costruzione francese” dovrebbe costare alla marina russa qualcosa come 25-27 miliardi di rubli. Mentre la costruzione della “Ivan Rogov” e della “Mitrofan Moskalenko” costerà 100 miliardi di rubli. E questo importo non è definitivo. Anche se tutto procede “secondo il piano”, la stima finale supera spesso quella iniziale di almeno il 5-10%.

Pertanto, tutto questo grande trionfo, “in realtà”, dicono, costa ai contribuenti russi poco meno di 60 miliardi per nave. Il doppio di “quanto avrebbe potuto essere”. Bene, e poi parlano dell’inettitudine, della “nostra” incapacità di fare qualcosa di utile, dell’arretratezza della marina russa, sia in generale che in questo caso in particolare, e per finire – di una chiara conferma della corruzione russa.

E sapete cosa? A giudicare dal numero e dal contenuto dei commenti sui social network e sui siti aggregatori di tali pubblicazioni, un numero enorme di persone crede a queste assurdità. Come stiano davvero le cose, nessuno lo spiega davvero, e queste storie sono molto simili alla verità. Beh, qui ci sono una nave anfibia universale e una nave anfibia universale, quindi sono uguali. Con i soldi “anche i ciechi riacquistano la vista”. Ed ecco che si è formata un’opinione. Ora lasciate che i patrioti provino a dimostrare il contrario.

Ciò è negativo perché in realtà la versione promossa dai “critici” è completamente manipolativa dall’inizio alla fine. Solo la classe funzionale delle navi è la stessa. Sotto tutti gli altri aspetti, la nave anfibia universale russa Progetto 23900, nome in codice “Priboj”, si differenzia dalla francese “Mistral” come un incrociatore da un motoscafo.

Cominciamo con il fatto che la nostra nave è più grande. È più lunga di 21 metri, più larga di un metro sul ponte superiore, quasi 1,6 volte più potente in termini di propulsione, ha un dislocamento a pieno carico 1,5 volte superiore, ed è del 15% più veloce con le macchine a tutta forza. Ovvero stiamo parlando di una nave con una sopravvivenza in combattimento significativamente maggiore.

Ma non è nemmeno questo il punto. È strutturalmente realizzata in modo sostanzialmente diverso. Contrariamente alla Mistral, la “Priboj” russa ha una sala motori divisa in due compartimenti stagni isolati. Il Progetto 23900 ha sistemi di protezione antincendio per i serbatoi di carburante. E in termini di navigabilità, è progettata per funzionare fino alle latitudini settentrionali, il che non sorprende, dato che una delle navi anfibie universali è destinata alla Flotta del Nord. La francese non è solo più piccola o più semplice: le acque settentrionali le sono assolutamente controindicate.

Andiamo avanti. Diamo un’occhiata alle armi. La “Mistral” ha armi per l’autodifesa ottime solo contro un tentativo di catturare la nave da parte di “pirati somali”. Quattro mitragliatrici M134 a fuoco rapido calibro 7,62 mm, quattro mitragliatrici calibro 12,7 mm di grandi dimensioni e due lanciamissili “resi più in stile navale”, che in origine erano dei convenzionali missili portatili antiaerei guidati da fanteria “Mistral”, che in base alle caratteristiche corrispondono approssimativamente ai MANPADS russi “Strela”. Se la francese ha possibilità di sparare ai pirati, per le minacce dall’aria ha necessariamente bisogno della copertura esterna di altre navi.

La “Priboj” invece ha due SAM “Pantsir-M”, due complessi di artiglieria missilistica antiaerea “Palash” e un cannone A-190 da 100 mm. È facile intuire che il confronto di cui sopra tra un incrociatore e un motoscafo non è un’esagerazione poetica così forte.

La differenza nella capacità di carico è ancora più pronunciata. La nave anfibia universale “Mistral” è progettata per ospitare 16 elicotteri multiruolo, 4 mezzi da sbarco, e trasportare fino a 450 fanti di marina con 60 veicoli corazzati leggeri (jeep o APC, se solo camion – fino a 70 unità) o con 13 carri armati del tipo AMX-56 “Leclerc”. Autonomia in mare – fino a 30 giorni. Se non si imbarcano mezzi, e quindi l’autonomia in mare scende a 10 giorni, la francese è in grado di imbarcare fino a 900 truppe con solo armi leggere.

È certamente impressionante, ma non così tanto. La nave anfibia universale russa Progetto 23900 è stata progettata per una forza anfibia a tempo pieno di 1.000 persone, con 75 veicoli blindati. Con un’autonomia in mare di 60 giorni. Ci sono 20 elicotteri e 6 navi da sbarco a bordo. Il raggio d’azione è di 6.000 miglia nautiche.

Come dice il proverbio, trovatemi due somiglianze. Secondo la mia opinione di vecchio topo di costa, la Russia ha iniziato a costruire due navi di un progetto che è in realtà due volte più grande di quello francese. C’è da meravigliarsi, quindi, che la differenza dei costi sia circa la stessa?

Questo è ciò che avrebbe dovuto essere spiegato fin dall’inizio. Anche il “Gazel” imbarcato è un veicolo da carico necessario e utile, ma non è corretto confrontarlo con un “Ural”, per dirla in parole povere.

Inoltre, questo problema non si limita a parametri puramente tecnici. Lunedì scorso la Russia ha allestito non solo navi da guerra di classe oceanica. Per la prima volta nella storia, la marina russa intende acquisire strumenti di livello e scopo fondamentalmente diversi.

Le nostre solite navi anfibie di grandi dimensioni, infatti, sono progettate per trasportare truppe ed equipaggiamenti da un punto all’altro. Carico, 40-50 ore di traversata marittima, scarico. O sbarco, ecco come va. È impossibile usarle come base per una forza di spedizione per un certo periodo di tempo. Solo 3-5 giorni, poi la fai sbarcare o vai a casa. A bordo l’abitabilità non è molto buona. le grandi navi anfibie non vengono create per tali compiti.

Al contrario, le navi anfibie universali sono qualcosa di simile ad una grande base per una forza di spedizione, tecnicamente ben equipaggiata e molto mobile, da cui è possibile sbarcare truppe su una costa straniera per catturarla, e garantire le azioni in profondità delle forze di terra.

In altre parole, come le portaerei, la nave anfibia universale è uno strumento per la proiezione della forza geopolitica. Il fatto che la Russia abbia iniziato a costruirle, anche due contemporaneamente, indica cambiamenti significativi in questo aspetto della scena internazionale.

Come la loro comparsa nella marina russa influenzerà la struttura del personale delle unità del Corpo della Fanteria di Marina e il metodo della loro applicazione, si può discutere a lungo. Ma è ovvio che i compiti geopolitici della Russia sul mare e sull’oceano sono già cambiati radicalmente.

Questo è ciò di cui si deve parlare, e non pontificare sui nomi delle nuove navi che il presidente ha scelto. Ma per fare questo bisogna amare la Madrepatria.

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Articolo di Aleksandr Zapolskis pubblicato su Stalker Zone il 23 luglio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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