La macchina della propaganda Anglo-Sionista ci avvisa costantemente che la Russia sta per invadere un paese. L’elenco dei candidati per l’invasione è lungo, e spazia dalla Norvegia all’Ucraina e include gli staterelli baltici, la Polonia e persino paesi più a ovest. Naturalmente, ci viene anche detto che la NATO e gli Stati Uniti sono qui per impedirlo. Bene, grazie a Dio per loro, giusto?

Ma quello che manca in modo evidente in questa narrazione è una discussione sui possibili motivi russi per una simile mossa militare. In genere, ci viene semplicemente detto che la Russia ha violato l’ordine e le frontiere europee post-Guerra Fredda “annettendo” la Crimea e inviando forze militari nel Donbass. Chiunque abbia un QI a temperatura ambiente o superiore ormai si rende conto che entrambe queste affermazioni sono assolutamente false. Quelli che effettivamente hanno infranto l’ordine e le frontiere internazionali dopo la Guerra Fredda sono stati gli stati membri della NATO quando hanno usato la forza militare, in completa illegalità, per frammentare la Jugoslavia. Per quanto riguarda il popolo della Crimea, ha avuto l’opportunità di votare sul suo futuro in un referendum, diversamente dagli abitanti del Kosovo che non hanno avuto tale opportunità. Per quanto riguarda la guerra dell’08.08.08, anche gli europei alla fine, e con molta riluttanza, hanno concordato sul fatto che, in realtà, Saakashvili ha iniziato questo conflitto, non la Russia.

Ma mettiamo da parte tutto questo e supponiamo che i leader russi non esitino ad usare di nuovo la forza militare a loro vantaggio. Supponiamo che, sì, i russi non abbiano nulla di buono in mente e che potrebbero provare a prendersi un altro pezzo di terra da qualche parte in Europa.

Una tale ipotesi solleverebbe immediatamente una domanda cruciale: perché i russi vogliono farlo?

Per qualche ragione, questa domanda viene fatta raramente, se non mai.

Oh certo, ci viene detto che “Putin vuole ricostruire l’Unione Sovietica” o qualche altro tipo di impero ma, di nuovo, nessuno sembra chiedersi perché lo vuole!

Diamo un’occhiata ai possibili motivi per un simile attacco:

Motivo numero uno: ottenere più terra

Questa è probabilmente la ragione meno credibile di tutte. La Russia è un paese vasto (17.098.246 km2) con una popolazione relativamente piccola (144.526.636 abitanti) che ha una densità di popolazione molto bassa. Non solo la Russia è enorme, ma il suo territorio ha immense risorse naturali. L’ultima cosa di cui la Russia ha bisogno è altra terra.

Motivo numero due: aumentare la popolazione russa

Beh, sì, la Russia ha sicuramente un deficit di popolazione. Ma ciò non significa che qualsiasi aumento della popolazione sarebbe una miniera d’oro per la Russia. Ad esempio, la Russia si troverà in una situazione peggiore solo se aumenterà il numero di persone che dipendono dalla disoccupazione, dai servizi sociali o dalle pensioni. Allo stesso modo, la Russia non trarrebbe beneficio da una popolazione politicamente ostile. Quindi, anche se la Russia potrebbe trarre beneficio dall’avere una popolazione più numerosa, ciò di cui ha bisogno sono più *russi* giovani e ben istruiti, non disoccupati e indigenti ucraini o lituani! Il massiccio afflusso di rifugiati ucraini, tra l’altro, ha già contribuito ad un aumento degli specialisti qualificati, compresi medici e ingegneri altamente qualificati del complesso militar-industriale ucraino che, quando hanno visto i loro uffici e le loro industrie collassare in Ucraina, si sono trasferiti in Russia per continuare a lavorare. Non c’è bisogno che la Russia invada qualcuno per ottenere specialisti altamente qualificati. Per quanto riguarda gli ucraini senza qualifiche speciali, si sono già presentati in Russia, e l’ultima cosa di cui la Russia ha bisogno è altri di loro (possono andarsene a pulire i bagni in Polonia o nel Regno Unito). Inoltre, ci sono già molti immigrati provenienti da altre parti del mondo in Russia, e averne di più non è una buona idea. Quindi, anche se la Russia trarrebbe beneficio da giovani russi più qualificati, invadere altri paesi non è il modo per ottenerli.

Motivo numero tre: ragioni geostrategiche

E i porti del Baltico? E i gasdotti ucraini? La verità è che in epoca sovietica i porti baltici o gli oleodotti ucraini erano risorse strategiche cruciali. Ma dalla loro indipendenza, questi paesi non solo hanno rovinato loro stessi e distrutto le infrastrutture ereditate dagli “occupanti sovietici”, ma la Russia ha sostituito con successo le infrastrutture e le industrie perse dopo il 1991. Così, ad esempio, la Russia ha attivamente sviluppato i propri porti commerciali sul Mar Baltico, e ha ormai superato quelli degli stati baltici (si veda qui [in inglese] per una buona tabella comparativa). Per quanto riguarda i gasdotti ucraini, non solo sono in condizioni terribili, ma la Russia ha costruito con successo il “Nord” e il “South” Stream che le permettono di aggirare completamente l’Ucraina e la necessità di trattare con la folle giunta di banderisti a Kiev. La semplice verità è che mentre gli staterelli del Baltico o gli ucronazisti si immaginano come un premio molto prezioso, la Russia non ne ha assolutamente bisogno.

In realtà, è vero il contrario: in questo momento, la Russia riesce a malapena a finanziare tutti i programmi di ricostruzione che sono così urgentemente necessari dopo decenni di dominio nazionalista in Crimea. In futuro, la Russia dovrà anche aiutare la ricostruzione del Donbass. Qualcuno crede seriamente che i russi possano permettersi di salvare ancora altri paesi o territori?!

Motivo numero quattro: motivi revanscisti

Questa è la tesi di Hillary Clinton/Zbigniew Brzezinski: i russi sono intrinsecamente espansionisti, imperialisti, militaristi e revanscisti e non hanno bisogno di un motivo per invadere qualcuno: è semplicemente quello che fanno: invadere, terrorizzare, opprimere. Bene, una veloce visione obiettiva della storia proverebbe che è l’Occidente che ha sempre mostrato un simile comportamento, non la Russia, ma possiamo anche ignorarlo. La verità è che mentre ci sono molte persone in Russia che hanno bei ricordi delle loro vite in Unione Sovietica, non c’è solo un gruppo di persone che faccia pressione per la rinascita dell’Unione Sovietica o per qualsiasi tipo di imperialismo. Se non altro, molti russi sono molto più isolazionisti e non vogliono essere coinvolti in guerre o nell’invasione di paesi stranieri. Questo non è solo il risultato dei ricordi delle guerre in Afghanistan o degli interventi in Germania, Ungheria o Cecoslovacchia, ma anche dell’amara constatazione che anche i cosiddetti “fratelli Ortodossi” (alcuni dei quali sono debitori alla Russia dell’esistenza del loro paese sulle mappe del mondo!) sono ora completamente rivolti contro la Russia e sono diventati disponibili colonie della NATO (si pensi alla Bulgaria o alla Romania). Sì, Putin ha detto che il crollo dell’Unione Sovietica è stato una tragedia (obiettivamente, lo è stato, e ha portato immense sofferenze a milioni di persone), ma questo non significa affatto che Putin, o chiunque altro, voglia davvero “resuscitare” l’Unione Sovietica, anche se fosse fattibile (e non lo è). Se non altro, sono stati gli Stati Uniti, la NATO e l’Unione Europea che, per ragioni puramente ideologiche, hanno deciso di espandere la loro influenza verso oriente e che sono ora costantemente impegnati in una campagna di russofobia ininterrotta (fobia sia nel senso di “paura” che di “odio”). Sì, i russi sono disgustati dall’Occidente, ma questo non significa che vogliano invaderlo.

Motivo numero cinque: megalomania

Beh, forse i russi sono arrabbiati per aver perso la Guerra Fredda e ora vogliono diventare di nuovo una superpotenza? In effetti, no. Affatto. Non solo i russi non sentono di aver “perso” la Guerra Fredda, sentono addirittura di essere già una superpotenza: una che sfida con successo l’Impero e che continua a lottare per la piena sovranizzazione in un momento in cui tutti i paesi europei si contendono il titolo di lacchè più asservito dell’Impero. Proprio come l’Unione Sovietica dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Russia, dopo l’incubo degli anni ‘90, è stata ricostruita con grande successo, nonostante la costante sovversione e il sabotaggio dell’“Occidente unito” che ha tentato ogni sporco trucco del manuale per impedire alla Russia di riprendersi dagli orrori che la “democrazia liberale” appoggiata dall’Occidente (e, in realtà, gestita da esso) le venne imposta durante gli anni di Eltsin. Certo, i russi vogliono che il loro paese sia prospero e potente, ma questo non significa che vogliono diventare un egemone del mondo come gli Stati Uniti, che vengono coinvolti in ogni conflitto sul pianeta. A dire il vero, anche la vecchia e cattiva URSS non era anti-USA, e non ha mai avuto il tipo di ambizione globale degli USA (beh, tranne Trotsky, ma Stalin cacciò a calci quei pazzi, molti dei quali in seguito emigrarono negli Stati Uniti e vennero ribattezzati Neoconservatori). Certo, c’è l’eterno “giullare di corte” russo, alias “Zhirik” alias Vladimir Zhironovskii. Ha fatto ogni sorta di minacce (comprese quelle nucleari) contro vari paesi vicini alla Russia, ma tutti sanno che lui è proprio questo, un giullare di corte, e che quello che dice è fondamentalmente una sciocchezza.

Motivo numero sei: per salvare il “regime” di Putin.

È vero che i regimi impopolari usano la guerra per distrarre dai loro fallimenti e per far sì che la popolazione spenga il cervello per “mettere in cerchio i carri” ed essere “patriottica”. Questo è sicuramente ciò che Poroshenko sta facendo in questo momento. Ma Putin non ne ha bisogno! Anche se la riforma delle pensioni gli è costata parecchio in termini di popolarità, è ancora molto più popolare in patria (e anche a livello internazionale!) di qualsiasi leader politico in Occidente, e l’economia russa sta andando bene [in inglese], nonostante la famose sanzioni. È vero, il governo in gran parte Integrazionista Atlantico di Medvedev non è molto popolare, ma quei funzionari (come Shoigu o Lavrov) che sono tipicamente associati a Putin e ai suoi Sovranisti Eurasiatici rimangono molto popolari. La semplice verità è che Putin non ha bisogno di alcuna “crisi distraente” perché rimane straordinariamente popolare nonostante tutte le difficoltà che la Russia sta attualmente affrontando. Se non altro, sono i Trump, i Macron, le May e compagnia che hanno bisogno di una guerra distraente, non Putin!

Potrei continuare ad elencare altre pseudo-ragioni insensate sul motivo per cui la Russia vorrebbe occupare un qualche pezzo di terra da qualche parte, ognuna più inverosimile e infondata della precedente, ma avrete capito: la Russia non ha alcun interesse negli interventi militari. Di fatto, ciò di cui la Russia ha bisogno più che altro è la pace il più a lungo possibile.

Ora, torniamo alla realtà,

Putin è un continuatore di un altro grande riformatore russo: Petr Arkadievich Stolypin

Petr Stolypin (1862-1911)

Presidente del Consiglio dei Ministri e Primo Ministro della Russia dal 1906 al 1911, Petr Arkadievich Stolypin, una volta disse “Il prossimo obiettivo è il nostro compito principale: rafforzare le nostre classi inferiori. In esse risiede la forza del nostro paese. Ve ne appartengono più di 100 milioni di persone, e le radici del nostro stato saranno sane e forti e, credetemi, la voce del governo russo davanti all’Europa e al resto del mondo suonerà in modo molto diverso. Il nostro motto, di tutti noi russi, dovrà essere un lavoro comune e unito basato sulla fiducia reciproca. Concedete alla Russia 20 anni di pace, interna ed esterna, e non riconoscerete la Russia odierna” (questa è la mia libera traduzione. Questo è il testo originale: На очереди главная наша задача – укрепить низы. Ви них вся сила страны. Их более 100 миллионов и будут здоровы и крепки корни у государства, поверьте – и слова Русского Правительства совсем иначе зазвучат перед Европой и перед целым миром … Дружная, общая, основанная на взаимном доверии работа -. вот девиз для нас всех, Русских Дайте Государству 20 лет покоя, внутреннего и внешнего, и вы не узнаете нынешней Poccии).

Naturalmente, Stolypin fu alla fine assassinato da un rivoluzionario ebreo, Mordechai Gershkovich Bogrov, e la Russia fu costretta ad entrare nella Prima Guerra Mondiale. Alla fine, la monarchia russa fu rovesciata da una cospirazione massonica guidata da Aleksandr Kerenskij. Questi “liberali” (cioè i plutocrati) fecero esattamente quello che fecero i loro successori sotto Eltsin, e gettarono la Russia nel caos totale. Otto mesi dopo, i Bolscevichi presero il potere e iniziò la guerra civile. Invece di 20 anni di pace, la Russia ottenne 30 anni di guerre. Dopo immensi sacrifici e molti orrori, la Russia riuscì a riprendersi solo dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale.

Nessuno in Russia vuole ripetere questa terribile esperienza anche se, alla fine, la Russia prevarrebbe. I costi sono troppo alti.

Oggi, proprio come nel 1911, la Russia ha bisogno di pace interna ed esterna più di ogni altra cosa, e non è quello che otterrebbe se fosse coinvolta in qualche avventura militare all’estero! In realtà, attaccare un’alleanza che include tre potenze nucleari sarebbe un suicidio, e i russi sono tutt’altro che suicidi.

Se la Russia ha bisogno di pace così disperatamente, perché queste continue voci di guerra?

È davvero semplice! Primo, Poroshenko è in guai seri e, a meno di una grave crisi, la sua unica opzione è quella di frodare completamente le elezioni. Quest’ultima opzione potrebbe essere complicata, perché se l’“Occidente collettivo” come sempre, chiuderà un occhio sulle azioni del regime ucronazista, l’opposizione interna a Poroshenko potrebbe non farlo. Quindi alcuni gravi disordini civili, o anche un contro-colpo di Stato, sono reali possibilità. Da qui il disperato bisogno di Poroshenko di una crisi.

Dicono che un’immagine vale più di mille parole. Bene, seguendo quel detto, controllate questa:

A sinistra: le regioni in cui è stata imposta la legge marziale. A destra: le regioni che hanno votato contro Poroshenko nel 2014 (a proposito, non vi suggerisce un qualche genere di confine futuro? 🙂

Come volevasi dimostrare, giusto?

C’è anche un’altra ragione, particolarmente vergognosa: anche se è vero che Hitler e gli Anglo-Sionisti, alla fine, si sono combattuti a vicenda, è anche vero che per molti aspetti Hitler ha incarnato veramente il sogno di una “Europa unita” e una “rinata civiltà occidentale” (anche se pagana!). Nella storia dell’imperialismo europeo, Hitler rappresenta un apogeo, almeno fino a quando gli Stati Uniti non hanno sostituito i nazisti come egemone globale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Non c’è molta differenza tra il “Reich Millenario” (così modestamente promesso) di Hitler e la “Fine della Storia” di Fukuyama (o, se è per questo, l’idea marxista del Comunismo realizzato che avrebbe anch’esso posto fine alla storia risolvendo le contraddizioni dialettiche che sono il motore della Storia). A livello psicologico, Hitler fu il continuatore dei Papi e di Napoleone – un “Kulturträger” autodefinito che portava la “civiltà occidentale” alle barbariche e disumane orde mongole di “Untermensch” dell’Oriente. Quindi, anche se Hitler era decisamente un “figlio di puttana”, era sicuramente “il nostro figlio di puttana” (da qui la rabbia impotente che il mio uso del termine “ucronazista” suscita in vari tipi di difensori della “civiltà occidentale” o, meglio ancora, di una presunta “civiltà bianca”!). Bene, sappiamo tutti come sono finiti questi suprematisti bianchi “portatori di cultura” nazisti:

sic transit gloria mundi…

Questi portatori dei valori dell’“Europa unita” e della “civiltà occidentale” furono totalmente sconfitti da questi uomini:

Questi sono gli uomini che distrussero l’80% delle forze armate naziste e che vinsero “davvero” la Seconda Guerra Mondiale (non Patton o MacArthur!)

Questi ricordi sono ciò che terrorizzano veramente le élite occidentali: l’esistenza di una diversa sfera di civiltà che non solo osa sfidare apertamente l’Impero Anglo-Sionista, ma che ha già sconfitto ogni potenza egemone occidentale che ha osato attaccarla in passato.

Il popolo russo, a proposito, vede l’attuale confronto nelle molto simili “coordinate mentali” dei russofobi occidentali, proprio con un segno di valore invertito che significa che capiscono perfettamente che il tipo di guerra che l’Impero sta conducendo contro la Russia in questo momento ha le sue radici nel risultato della Seconda Guerra Mondiale. Questo è uno dei motivi per cui tutti amano i ricordi dei milioni di persone che sono morte combattendo la “civiltà occidentale” e un’“Europa unita”. Questo è meglio dimostrato dai “Reggimenti Immortali” in tutte le città russe:

Il “Reggimento Immortale” come espressione dell’acuta coscienza storica del popolo russo

Questa consapevolezza storica è anche mostrata nella sfilata di prigionieri di guerra ucronazisti a Donetsk:

Ancora una volta, il riferimento alla Seconda Guerra Mondiale è inconfondibile.

Come ho detto molte volte in passato, una delle differenze più significative tra la Russia e l’Occidente collettivo è che i russi temono la guerra, ma sono comunque disposti a combatterla, mentre gli occidentali non temono la guerra, anche se non sono preparati ad essa. Davvero “gli idioti si precipitano dove gli angeli hanno paura di mettere piede (pensate a Pompeo, Mattis e al resto di loro). Eppure, nonostante questa apparente noncuranza, i leader degli Anglo-Sionisti hanno una paura e un odio quasi genetici per la Russia, perché ricordano come tutti i loro predecessori furono alla fine sconfitti dalla nazione russa.

E, infine, ricordiamo la domanda cruciale che fece Bertolt Brecht: “Come può qualcuno dire la verità sul fascismo se non è disposto a parlare contro il capitalismo, che lo sostiene?”. Sì, a parole e solo a parole, l’Occidente collettivo ha condannato il fascismo e il nazionalsocialismo. Ma nei fatti? No, per niente. Ecco perché la feccia fascista alla Poroshenko ottiene *sempre* il sostegno delle élite occidentali, “perché è un figlio di puttana, ma è il nostro figlio di puttana”?

[Nota a margine: pensateci, durante la guerra di Crimea il presunto “Occidente Cristiano” si unì all’Impero Ottomano (Musulmano) contro la Russia. Durante gli anni della rivoluzione, i banchieri Ebrei americani hanno finanziato i Bolscevichi. Poco prima della Seconda Guerra Mondiale, anche i britannici finanziarono Hitler. Durante la Prima Guerra Mondiale e la Seconda Guerra Mondiale l’Occidente appoggiò i separatisti ucraini, compresi genuini nazisti. Durante la Guerra Fredda, l’Occidente ha appoggiato i folli Wahhabiti in Arabia Saudita (no, MBS non è il primo maniaco saudita assetato di sangue!) e in Afghanistan. L’Occidente ha sostenuto politicamente anche il Sud Africa dell’apartheid per quanto più tempo possibile. In America Latina gli Stati Uniti hanno appoggiato volentieri ciò che Roger Waters chiamava “macellai glitterati” latinoamericani, cioè i molti regimi militari che erano tutti fascisti di ogni tipo. In Kosovo l’USAF divenne l’aeronautica dell’UÇK anche se gli Stati Uniti avevano precedentemente considerato l’UÇK una pericolosa organizzazione terroristica (che era contro i serbi ma, secondo Strobe Talbott, l’obiettivo principale era mostrare alla Russia cosa poteva accaderle se avesse resistito). Durante le guerre cecene, l’Occidente appoggiò i pazzi Takfiristi. Poi, dopo l’11 Settembre, gli USA infine divennero compagni di letto di Al-Qaida (specialmente in Siria) anche se la fiaba ufficiale vuole farci credere che Al-Qaida e Bin Laden siano stati responsabili della morte di 3000 persone (non importa che il NIST abbia ammesso per implicazione diretta che il WTC7 è stato distrutto con esplosivi[1]). Qualcuno dubita che se Satana stesso si impossessasse di un corpo e ci comparisse davanti, gli Stati Uniti non lo appoggerebbero in tutto e per tutto se promettesse di essere anti-russo o, meglio ancora, anti-Ortodosso? Alleandosi per decenni con ciò che può essere tranquillamente descritta come la peggior feccia malvagia dell’umanità, non è come se si fossero già alleati con Satana per molti, molti, anni?]

Onestamente, non dovremmo farci illusioni sulla natura della plutocrazia occidentale, e dovremmo sempre tenere conto dell’ovvietà marxista che afferma che “lo stato è un apparato di violenza che soddisfa la volontà della classe dominante”. Sappiamo tutti da chi è composta la classe dominante dell’Impero Anglo-Sionista, no?

Le democrazie liberali occidentali sono in realtà delle plutocrazie create da una classe di criminali capitalisti allo scopo di controllare il nostro intero pianeta. Questo era vero prima della Seconda Guerra Mondiale. Ciò era vero anche durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale, e questo non è cambiato, nonostante tutte le sanguinose denunce del fascismo e del nazismo.

Ciò significa che sono le élite al potere occidentali che hanno bisogno di una guerra per sopravvivere e preservare il Nuovo Ordine Mondiale che hanno tentato di imporre a tutti noi. La Russia non ha bisogno di guerra – ha solo bisogno di pace.

Conclusione: rilassatevi, gente, i russi non stanno arrivando, ve lo prometto!

Nonostante le allucinazioni collettive paranoiche Anglo-Sioniste, i russi non stanno arrivando. Sì, vi annienteranno se sarete abbastanza pazzi da attaccarli ma, no, non arriveranno, almeno non di loro spontanea volontà. Nemmeno per liberare le minoranze russe nella Lettonia dell’Apartheid, o nel Banderastan ucraino occupato dai nazisti. La politica russa verso questi regimi è molto semplice: lasciarli crollare da soli. Dopo tutto, prima o poi alla fine arriveranno tutti a bussare alla loro porta, poiché le illusioni ideologiche sono impotenti contro le realtà geografiche.

Lascerò che sia una persona molto migliore di me a concludere questo articolo.

Questo è ciò che il professor Stephen Cohen ha recentemente detto sui rischi della guerra:

È davvero una “voce che urla nel deserto”.

Un numero sufficiente di persone lo ascolterà per evitare un’apocalisse?

Non lo so.

Il Saker

Nota a piè di pagina 1: il governo degli Stati Uniti – attraverso il NIST – ha riconosciuto ufficialmente il fatto che l’edificio WTC7 sia caduto a una velocità di caduta libera per 2,25 secondi (per una discussione dettagliata di questo si prega di controllare il video che ho postato qui [entrambi i link in inglese]). Quei 2,25 secondi contano veramente? Diavolo, sì!! Ciò significa che il governo degli Stati Uniti ammette che per 2,25 secondi il WTC7 è caduto senza alcun tipo di resistenza a rallentarlo e questo, quindi, significa che non c’era nulla sotto la sezione che stava crollando. Quindi questo fa sorgere una domanda ovvia: poiché ora sappiamo che non c’era nulla sotto la sezione crollata, e dato che ora sappiamo anche che c’era una struttura in acciaio costruita lì prima del crollo, cosa accadde tra quei due eventi? C’è solo una possibile risposta a questa domanda: la sezione con struttura in acciaio dell’edificio che avrebbe normalmente rallentato la sezione crollata dell’edificio è stata rimossa: a) estremamente rapidamente b) simmetricamente. C’è solo una tecnologia che può farlo: gli esplosivi. Quanto sopra non è semplicemente una questione di opinione. Questo è un fatto. Allo stesso modo, è un fatto che gli incendi non avrebbero potuto rimuovere una sezione del WTC7 nel modo in cui è stato osservato. Incredibile ma vero: la stessa NIST ha ammesso che sono stati usati gli esplosivi.

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Pubblicato su The Saker.is il 6 dicembre 2018
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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