Ormai tutti abbiamo sentito la notizia, l’intero governo russo ha rassegnato le dimissioni ed è stato nominato un nuovo Primo Ministro, Mikhail Mishustin. E sappiamo anche che Internet è esploso con ogni sorta di speculazioni sul significato di tutto ciò.

Purtroppo, fino a quando non sapremo chi sarà incluso nel nuovo governo, c’è davvero poco che possiamo dire. Voglio dire, sì, in teoria, potremmo trattenere il respiro e aspettarci che Glazev sia nominato in una posizione di vertice nel cosiddetto “blocco economico” del governo, ma come facciamo a sapere che non sarà invece Kudrin?!

Non possiamo.

Una cosa che sappiamo per certa è ciò che Putin aveva annunciato nel suo discorso. Potete leggere il testo completo [in inglese] qui da soli, ma ci sono due cose che voglio individuare:

  1. Putin ha annunciato un grande impegno per affrontare la (ancora spaventosa) povertà subita da molti russi
  2. Putin ha annunciato un grande impegno per rafforzare veramente la sovranità della Russia

Nel primo caso, Putin ha proposto una serie di importanti programmi governativi per far fronte alla spaventosa povertà in cui vivono ancora molti russi, incluso un fondo a favore della maternità molto rinforzato (che affronterà anche la questione demografica), tassi ipotecari ridotti, sanità gratuita, pasti nelle scuole, ecc.

Nel secondo caso, Putin ha annunciato quanto segue:

“La Russia può essere e può restare Russia solo come stato sovrano. La sovranità della nostra nazione deve essere incondizionata. Abbiamo fatto molto per raggiungere questo obiettivo. Abbiamo ripristinato l’unità del nostro stato. Abbiamo superato la situazione in cui alcuni poteri del governo erano essenzialmente usurpati dai clan degli oligarchi. La Russia è tornata alla politica internazionale come un paese la cui opinione non può essere ignorata”.

e

“Suggerisco di formalizzare a livello costituzionale i requisiti obbligatori per coloro che ricoprono posizioni di importanza critica per la sicurezza nazionale e la sovranità”.

Come minimo, questo è un ottimo segno. Come ho suggerito molte volte, lo slogan di “ripristinare la piena sovranità” può essere un grido di battaglia sia per i patrioti russi che americani. E sappiamo anche chi rimarrà assolutamente sconvolto da tutti questi discorsi sulla “sovranità”, no?

Eppure.

Sento che devo mettere in guardia tutti, e ricordarvi che il problema in Russia (e negli Stati Uniti) non è tanto quello delle personalità, ma prima di tutto quello di un cattivo sistema. Non toccherò il lato americano di questo problema, ma vorrei chiarire rapidamente cos’è successo in Russia negli ultimi decenni.

La Russia di oggi è un prodotto di diversi fattori:

  1. L’irriformabile Unione Sovietica degli anni ‘80, che si trasformò in una sorta di “torta” per la “Nomenklatura” sovietica che, quando si rese conto che avrebbe perso il controllo del paese, decise di dividere l’Unione Sovietica in 15 paesi diversi (tra cui alcuni totalmente immaginari) e si ribattezzò da “difensori del Partito e dell’URSS” in “ferventi nazionalisti”. Fu un cambio di marchio falso come non mai, ma non c’era nulla che la maggioranza della gente (che voleva mantenere l’Unione Sovietica) potesse fare.
  2. Poi vennero gli orrori degli anni ‘90, durante i quali la Russia (e il resto delle repubbliche nate di recente) furono sommerse da un’orgia di illegalità, violenza, corruzione, e totale, assoluta, sottomissione all’Impero Anglo-Sionista.
  3. Infine, durante gli anni 2000 abbiamo visto un periodo di condivisione del potere tra gli Integrazionisti Atlantici guidati da Medvedev e i Sovranisti Eurasiatici guidati da Putin. Questa fu una difficile collaborazione in cui gli Integrazionisti Atlantici avevano il controllo del “blocco economico”, mentre i Sovranisti Eurasiatici avevano il compito di occuparsi degli affari esteri e della difesa della Russia.

Come suggerisce il loro nome, gli Integrazionisti Atlantici vogliono integrare i russi (e loro stessi!) nella sfera di controllo Anglo-Sionista, mentre i Sovranisti Eurasiatici vogliono una Russia veramente sovrana. Ora immaginate cosa provò quel primo gruppo quando sentì Putin dichiarare:

Suggerisco di formalizzare a livello costituzionale i requisiti obbligatori per coloro che ricoprono posizioni di importanza critica per la sicurezza nazionale e la sovranità. Più precisamente, i capi delle entità costituenti, i membri del Consiglio della Federazione, i deputati della Duma di Stato, il Primo Ministro e i suoi vice, i ministri federali, i capi delle agenzie federali e i giudici non dovrebbero avere nessuna cittadinanza straniera o permesso di soggiorno o qualsiasi altro documento che consenta loro di vivere permanentemente in uno stato straniero. L’obiettivo e la missione del servizio statale è di servire il popolo, e coloro che entrano in questo percorso devono sapere che facendo questo collegano indissolubilmente la propria vita con la Russia e il popolo russo, senza senza alcuna supposizione e indennità. I requisiti devono essere ancora più rigorosi per i candidati alla presidenza. Suggerisco di formalizzare un requisito in base al quale i candidati alla presidenza devono avere residenza permanente in Russia da almeno 25 anni, e nessuna cittadinanza straniera o permesso di soggiorno, e non solo durante la campagna elettorale, ma in qualsiasi momento anche precedente.

Questa è chiaramente una condanna a morte pronunciata sulla speranza suprema degli Integrazionisti Atlantici, che d’ora in poi non saranno in grado di integrare la Russia o anche loro stessi (tramite passaporti, conti bancari o immobili) nelle élite Anglo-Sioniste. Ora c’è persino una barzelletta che gira su Runet (l’internet russo):

13:00 – Путин заявил, что госслужащие должны быть только гражданами России
16:30 – Правительство в полном составе ушло в отставку

traduzione:

13:00 – Putin afferma che i politici dovrebbero avere solo la cittadinanza russa
16:30 – l’intero governo si dimette

E anche se qui c’è un elemento di iperbole, c’è anche molta verità!

Tuttavia, dobbiamo sempre ricordare che nella storia russa il nemico interno è stato sempre molto più pericoloso per il leader della Russia di qualsiasi altro nemico straniero. Nel nostro caso, questi Integrazionisti Atlantici non solo resisteranno a qualsiasi forma di vera sovranità della Russia, ma saranno sostenuti da una classe politica molto potente e ricca, che fece milioni rapinando la Russia negli anni ‘90; e sono sostenuti anche da ogni singolo governo occidentale e dai veri leader dello “Stato Profondo” dell’Impero Anglo-Sionista.

Poi ci sono quelli della blogosfera teoricamente filo-russa, che sono stati abbastanza felici in tutti questi anni passati nel vedere la Russia come una socialdemocrazia in stile occidentale con un’economia veramente, diciamo, “liberale” (preferisco la parola “capitalista”, in quanto è un’economia più onesta e meno ambigua); ora si sentiranno minacciati da quella che sembra essere una svolta piuttosto brusca a sinistra, il che significa che il Cremlino sta finalmente ascoltando la volontà la gente, e che il turbo-capitalismo ora sarà gradualmente sostituito da un forte aumento della solidarietà sociale. Non vedo l’ora di praticare lo yoga mentale nel quale queste persone dovranno ora impegnarsi per fingere di sostenere Putin mentre, allo stesso tempo, faranno propaganda per gli Integrazionisti Atlantici.

Come ho già detto molte volte, Putin è un uomo molto bravo a capo di un sistema molto cattivo, e riformare veramente un sistema molto cattivo è un compito estremamente difficile.

Quindi, anche se sì, E’ possibile che ciò che accadrà alla fine (finalmente!) sarà una purga di tutti i membri della quinta colonna seduti ai vertici del potere in Russia, questo non è affatto una cosa già fatta, e dovremmo aspettare e vedere che tipo di persone otterranno effettivamente le loro posizioni chiave nel governo russo e, soprattutto, nel “blocco economico”.

Non dovremmo mai dimenticare la delusione dei veri patrioti russi quando, in seguito alla vittoria trionfale alle elezioni, Putin ha sostanzialmente riconfermato la maggior parte del governo (molto impopolare) di Medvedev. Invece di una purga della quinta colonna abbiamo avuto la pessima debacle della riforma delle pensioni.

Alcuni in Russia stanno già sognando ad occhi aperti una vera purga, in stile Stalin, delle élite politiche al potere. Hanno anche notato che il nuovo Primo Ministro ha una significativa somiglianza con Lavrentij Berija, il capo della polizia segreta di Stalin; guardate di persona:

Mikhail Mishustin

Lavrentij Berija.

Va bene, sì, c’è una somiglianza, ma i TEMPI sono completamente cambiati! Nonostante tutta la propaganda occidentale che afferma che la Russia sia una sorta di “Mordor” autocratica/dispotica, la verità è che la Russia è uno stato di diritto, e che Putin è un presidente che agisce rigorosamente entro i confini della legge russa. Non ci saranno epurazioni di massa, né arresti notturni, né esecuzioni segrete.

Personalmente, sono cautamente ottimista. Il linguaggio usato da Putin nel suo discorso ha tutte le parole e le espressioni giuste, e le riforme suggerite hanno perfettamente senso. Ma in passato ci sono stati altri discorsi presidenziali di questo tipo con obiettivi non meno elevati, e poi l’immensamente potente burocrazia russa (sì, anche quella fa parte dell’inesistente quinta colonna) si è assicurata che questi obiettivi non venissero mai raggiunti.

Il nuovo Primo Ministro ha promesso che l’elenco completo dei nominati per il nuovo governo sarà reso pubblico prima del 21. Suggerisco di attendere fino a quando non avremo tutti i fatti prima di fare previsioni.

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 17 gennaio 2020
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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