Alla fine, si sono incontrati. Rex Tillerson ha trascorso diverse ore a parlare con il Ministro degli Esteri Lavrov e, in seguito, con il presidente Putin. Tillerson e Lavrov hanno poi tenuto una conferenza stampa congiunta piuttosto bizzarra, durante la quale Tillerson ha ripetuto come un mantra tutte le sciocchezze che siamo abituati a sentir dire sulla Russia, mentre Lavrov ha demolito con la logica ogni argomento americano uno per uno. Suppongo che potrei discutere dell’intera conferenza stampa parola per parola, ma non è stata così interessante e, inoltre, penso che Tillerson soffra della “sindrome di Kerry”: a Mosca ha fatto sfoggio del suo miglior comportamento solo per tornare di nuovo rabbioso non appena tornerà a Washington. Comunque, chi di voi è interessato può leggere la trascrizione completa della conferenza stampa qui [in Inglese].

Lasciatemi riassumere il motivo per cui, tutto sommato, questo viaggio non è una cattiva notizia (ma non posso nemmeno definirlo una “buona notizia”).

Per prima cosa – quando due superpotenze parlano tra di loro di solito stanno cercando di evitare un’escalation. In secondo luogo, Tillerson ha incontrato Putin: se Tillerson fosse venuto a Mosca solo per vomitare il solito torrente di minacce e accuse non sarebbe stato ricevuto da Putin (o, se è per questo, da Lavrov). Questo significa che si è discusso di qualcosa di una certa importanza, non ci si è messi d’accordo, ma almeno si è discusso. In terzo luogo, anche se entrambe le parti hanno ammesso di avere molte differenze, hanno fatto cenno di volere un miglioramento delle relazioni. Penso che la seguente frase di Tillerson sia assolutamente cruciale:

Ho espresso l’opinione che lo stato attuale delle relazioni Stati Uniti-Russia è a un punto basso e c’è uno scarso livello di fiducia tra i nostri due paesi. Le due potenze nucleari più importanti del mondo non possono avere questo tipo di rapporto.

Capisco perfettamente che, provenendo da qualcuno molto probabilmente già infettato dalla “Sindrome di Kerry”, questo potrebbe non essere molto, ma, amici, questo è meglio di niente!

Per favore, cercate di capirmi: sono così inorridito dalla follia rabbiosa dell’amministrazione Trump che a questo punto sarò grato a Dio anche “solo” se non ci sarà una guerra diretta tra Stati Uniti e Russia. Questa è l’unica cosa nella quale ho ancora qualche speranza, perché a parte questo, il quadro è molto, molto cupo.

Nel tipico stile Neoconservatore, gli Americani si sono messi all’angolo da soli: hanno fatto COSÌ TANTE affermazioni francamente stupide sulla Siria e Assad che semplicemente non possono più fare marcia indietro, proprio come ci sono esattamente ZERO possibilità che gli Americani possano mai accettare un’inchiesta indipendente e onesta su quello che è realmente accaduto durante l’ultimo incidente chimico (io non lo chiamo “attacco”, perché non sono nemmeno sicuro che sia stato un attacco). Questo è come l’11 settembre – NON c’è neanche modo che la nomenklatura americana possa MAI permettere un’indagine indipendente su quell’evento, ci sono dentro fino al collo e non possono tornare indietro.

Ho spesso l’impressione che gli Americani, ben sapendo quanto abbiano torto, spesso si mettono deliberatamente in un angolo solo per essere in qualche modo “protetti dalla realtà” rimanendo bloccati; in un certo senso, questo li rende quasi immuni dagli argomenti logici e basati sui fatti. Qualunque sia il caso, la Russia e gli Stati Uniti non lavoreranno insieme in Siria, e questo significa che l’intera idea degli Stati Uniti di sconfiggere il Daesh è morta per sempre. La Russia e l’Iran potrebbero aiutare i Siriani a cacciare il Daesh dalla maggior parte della Siria, ma anche questo non “sconfiggerà” il Daesh in modo significativo. Inoltre, sono giunto alla conclusione che Israele abbia avuto un ruolo chiave nel colpo di Stato contro Trump, e che Israele ora farà tutto quanto in suo potere per far sì che il Daesh combatta il più a lungo possibile (dirò di più sull’argomento nella mia prossima analisi la settimana prossima). Il Daesh potrebbe sicuramente essere schiacciato da uno sforzo congiunto USA-Russia, ma ora grazie a Trump il Daesh ha una nuova prospettiva di vita. Ben fatto, Donald!

E così ecco quello che sta accadendo: la politica di Trump, se si vuole chiamarla così, sulla guerra in Siria è nata morta: gli Americani stessi l’hanno uccisa, con la loro aggressione alla Siria fantasticamente stupida e la fiaba del “gas sarin” usata come pretesto. Trump è stato completamente castrato, il suo “Cane Pazzo” abbaierà molto ma non otterrà nulla, così come McMaster – che può tornarsene di nuovo a scrivere altri documenti sulla strategia che ha fatto perdere l’Esercito americano un po’ ovunque.

Questa è l’opzione uno.

L’opzione due è infinitamente peggiore: i pazzi continuano a rilanciare e ci ritroviamo nella Terza Guerra Mondiale. Io preferisco l’opzione uno. Questo è il motivo per cui penso che Tillerson a Mosca sia un successo: si sposta il pianeta appena un po’ più vicino all’opzione uno e un po’ più lontano dall’opzione due.

In questo momento, questo è tutto quello che possiamo ancora sperare: che gli imbecilli senza spina dorsale che oggi gestiscono gli Stati Uniti non scatenino la Terza Guerra Mondiale. Se in qualche modo riusciranno a non innescare la Terza Guerra Mondiale nei prossimi quattro anni, avremo di nuovo un immenso debito di gratitudine nei loro confronti (anche se li disprezzeremo per tutto quello che senza dubbio faranno dopo).

Ancora una cosa: non fatevi trarre in inganno – la situazione odierna è molto più pericolosa della crisi dei missili cubana.

Durante la Guerra Fredda entrambe le parti erano governate da uomini razionali, uomini non necessariamente gentili, ma fondamentalmente razionali. È stato evidente per tutti quelli coinvolti che non si deve mai, mai, correre il rischio di far scoppiare una vera guerra nucleare. Non ho alcun dubbio sul fatto che i Sovietici non hanno mai avuto alcuna intenzione di invadere l’Europa occidentale. Ma SE lo avessero fatto, non ho alcun dubbio sul fatto che gli Stati Uniti non sarebbero mai arrivati ad utilizzare le armi nucleari strategiche. Ho conosciuto un sacco di alti ufficiali americani, che vanno dagli ufficiali dei servizi segreti della Marina, agli analisti scelti dell’Office of Net Assessment, agli ufficiali che hanno lavorato al Programma YF-22/23 ad un membro degli Stati Maggiori Congiunti. Sono tutti d’accordo sul fatto che arrivare alla guerra nucleare era semplicemente qualcosa che nessun Presidente degli Stati Uniti avrebbe mai fatto. Uno di loro parlò chiaro dicendo “non abbiamo intenzione di scambiare Boston con Monaco”. Erano tutti dei patrioti, ma riconoscevano la pazzia quando la vedevano, e la guerra tra gli USA e l’URSS era un’idea folle che avrebbe potuto porre fine alla civiltà.

Al giorno d’oggi abbiamo chiaramente già due amministrazioni americane che sono disposte ad impegnarsi in quello che io chiamo un “gioco del pollo nucleare” con la Russia, perché sono troppo stupide per rendersi conto che la Russia non cederà quando avrà le spalle al muro (ed è con le spalle al muro sia in Ucraina che in Siria), e che la Russia può semplicemente spazzare via gli USA dalla faccia della terra (e gli Stati Uniti possono fare lo stesso con la Russia). Quando sento che vogliono imporre una zona interdetta al volo sulla Siria contro la volontà della Russia ho un nodo allo stomaco, perché capisco perfettamente dove questo potrebbe portare.

Questo è molto peggio della crisi dei missili cubana e durerà, ahimè, molto più a lungo.

Spero e prego che Tillerson non dimentichi completamente le sue parole sulle due potenze nucleari più importanti che non possono avere questo tipo di rapporto quando tornerà a Washington, e che trovi il coraggio di ripetere queste parole davanti alle folle isteriche che esigono il sangue al Congresso, nei media Sionisti americani e nella palude del Ramo Esecutivo.

Per quanto riguarda Trump, che continui a farsi consigliare in politica estera da Ivanka, proprio come Clinton si fece consigliare da Hillary, tanto il danno è già fatto, e ora appartengono entrambi allo stesso mucchio di immondizia della storia.

Il Saker

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Articolo pubblicato su The Saker il 13 aprile 2017.

Traduzione in Italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[Le note in questo formato sono del traduttore]

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