E così, finalmente, la suspense è finita. O qualcosa del genere. Il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha finalmente rilasciato la lista di entità e individui russi [in inglese] che potrebbero (condizionale!) essere sanzionati dal Ministero del Tesoro degli Stati Uniti in conformità con la legge H.R.3364 – Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act [in inglese]. Questi due brevi estratti dal rapporto mostrano il perché sto usando il condizionale:

e

Ora traduciamo tutto questo in italiano semplice: gli Stati Uniti hanno preso una copia dell’elenco telefonico del Cremlino, poi una copia della rivista Forbes, e hanno creato una nuova lista che unisce entrambe. Quindi gli Stati Uniti hanno proclamato che queste entità e individui non sono ancora soggetti a sanzioni, ma sono candidati per tali sanzioni.

Per voi  tutto questo ha *un minimo* di senso?!

Beh, se ce l’ha, smettete di leggere e godetevi le vostre doti uniche. Se non ce l’ha, non prendetela a male, perché non ha alcun senso nemmeno per nessuno in Russia. Oh, quanto vorrei che le moderne tecnologie mi permettessero di postare qui tutte le interviste, gli articoli, i talk show e le dichiarazioni pubbliche fatte in Russia nelle ultime 24 ore! Dire che i russi sono sconcertati è, in realtà, un eufemismo.

Due cose sono degne di nota: in primo luogo, questa lista ignora completamente una delle più importanti realtà della politica russa: che la vera, pericolosa opposizione a Putin non viene del popolo (che lo sostiene ovunque tra il 60% e oltre l’80%) o dai media russi (che, sebbene spesso critici, non rappresentano una vera minaccia per lui) o persino dalla Duma (i cui partiti d’opposizione sono critici nei confronti del Cremlino, ma stanno anche molto attenti a criticare Putin per non perdere il sostegno del popolo). Per anni ho spiegato che la vera opposizione a Putin è a) all’interno delle élite dominanti, compresa l’amministrazione presidenziale e il governo e b) nella grande finanza: banche, oligarchi, ecc. Io chiamo questa opposizione (informale) gli “Integrazionisti Atlantici”, perché ciò che vogliono questi globalisti filo-occidentali è che l’Impero Anglo-Sionista accetti la Russia come un partner alla pari e che la Russia si integri pienamente nelle strutture finanziarie e di sicurezza internazionali controllate dagli Stati Uniti: OMC, NATO, UE, G7/8, ecc. In parole povere, potreste considerarli la “gente di Medvedev” (ma si può anche dire che i ministri incaricati dell’economia russa rientrano tutti in questa categoria, come quasi tutti i capi delle banche russe). Io chiamo il gruppo (informale) che sostiene Putin i “Sovranisti Eurasiatici”. Queste sono le persone che vedono il futuro della Russia nel Sud, nell’Est e anche nel Nord, che vogliono strappare la Russia dalle strutture internazionali finanziarie e della sicurezza anglo-sioniste, e che vogliono una Russia veramente sovrana che contribuisca ad un nuovo mondo veramente multipolare, in collaborazione con paesi come la Cina o gli altri paesi del BRICS. Molto approssimativamente si potrebbe chiamare questa gente la “gente di Putin” (ma si potrebbe anche dire che personaggi come Ivanov, Rogozin, Shoigu e pochi altri sono delle personalità chiave).

Questo è importante perché questa lista di persone (potenzialmente sanzionate) non fa assolutamente alcuna distinzione tra questi due gruppi. Date un’occhiata a questo articolo su Russia Today intitolato “Importante banca russa non servirà più l’industria della difesa per timore delle sanzioni statunitensi[in inglese]. Cita l’amministratore delegato di Alfa Bank Michail Fridman, il cui patrimonio netto è stimato da Forbes in 16,2 miliardi di dollari, che avrebbe detto alla rivista che Alfa Bank stava tagliando i legami con l’industria della difesa russa, aggiungendo “Cosa possiamo fare?”. Ora guardate la lista, Appendice II, voce n. 23. Guardate chi c’è? Sì, lo stesso Michail Fridman!

Ora aggiungo questo: con l’attuale clima politico in Russia, avere conti in banca in Occidente è considerato vergognoso e non patriottico, e questo è qualcosa che persino i più disonesti e ipocriti Sovranisti Eurasiatici difficilmente possono permettersi per ragioni politiche (ciò non significa che alcuni non ci provino, lo fanno, ma ad un grande rischio politico). Al contrario, tra gli Integrazionisti Atlantici, il cui potere e la cui influenza non dipendono dall’opinione pubblica, avere beni all’estero è molto meno pericoloso e, quindi, molto più comune.

Ora che il Ministero del Tesoro degli Stati Uniti ha rilasciato questa “lista di individui segnalati” (con le loro famiglie, i parenti o le entità corporative associate) per una potenziale, non specificata, futura sanzione, chi pensate che farà arrabbiare di più, i Sovranisti Eurasiatici o gli Integrazionisti Atlantici? Inoltre, guardate un po’ oltre e dimenticatevi degli Stati Uniti per un secondo: la Russia sta cercando di lavorare con gli europei in molti progetti congiunti. Che effetto pensate che avrà la creazione di una tale lista sulle joint venture tra imprenditori europei e russi? Prevedo due cose:

  1. Farà molta pressione sulle società europee perché non facciano affari con i russi e, quindi, metterà ulteriormente l’UE e gli USA in rotta di collisione.
  2. Danneggerà gli Integrazionisti Atlantici dove gli farà più male: nei loro interessi finanziari.

Francamente, se fossi pagato per pensare a lungo e seriamente sul come prendere la decisione di politica estera più stupida e più autodistruttiva per gli Stati Uniti, non potrei mai fare meglio di ciò che l’amministrazione Trump e il Congresso hanno appena fatto. Questo è, a proposito, qualcosa su cui tutti gli analisti russi sono d’accordo. Ciò su cui non sono d’accordo sono le ragioni di questa mossa apparentemente stupida allo stadio terminale. Ecco le varie scuole di pensiero in Russia su questo fatto:

Gruppo Uno: “lo schiaffo in faccia alla Russia”:

Crede che l’unica intenzione fosse quella di insultare e umiliare la Russia, dichiarando fondamentalmente che tutti i russi più importanti sono dei gangster. Secondo loro, non c’è molto che gli Stati Uniti possano fare in Russia se non continuare una guerra di insulti e molestie (come l’espulsione dei diplomatici russi e il sequestro degli edifici consolari russi negli Stati Uniti).

Gruppo Due: “è tutta politica interna degli Stati Uniti”:

Questo gruppo dice che ciò non ha niente a che fare con la Russia. Secondo loro, l’economia americana sta andando bene con Trump, i democratici non hanno nulla da usare contro di lui, quindi tutto ciò che fanno è continuare a martellare con la fiaba della “minaccia russa”, a cui Trump risponde con azioni deliberatamente inefficaci e totalmente simboliche che lo fanno sembrare anti-russo quando in realtà sta tranquillamente sabotando i tentativi dei democratici di peggiorare le relazioni con la Russia e impedire ai democratici di giocare la carta della “minaccia russa” contro Trump.

Gruppo Tre: “Трамп Наш” (Тrump è dei nostri):

No, nessuno in Russia crede seriamente che Trump sia un agente russo o sia in qualche modo “di proprietà” della Russia, ma lo dicono per scherzo, sempre ridendo. Ma quello che vogliono dire è che in fondo Trump è un amico della Russia, e sta effettivamente aiutando la Russia e Putin. Come? Adottando ogni sorta di misure che danneggiano gli Stati Uniti, e aiutando molto efficacemente la Russia (ad esempio costringendo gli oligarchi russi a riportare in Russia i loro beni esteri). Alcuni arrivano addirittura a dire che questa lista è più dannosa per la gente che si oppone a Putin, e che gli dà un pretesto per licenziarli tutti dopo le elezioni presidenziali in Russia. Lungi dal considerare Trump un idiota, questo gruppo lo considera un politico consumato che sta effettivamente creando le circostanze per fare del male davvero ai suoi (veri) nemici e aiutare i suoi (veri) amici.

Gruppo Quattro: “Наших бьют!” (Il nostro popolo è sotto attacco!):

Questo è il gruppo a cui non interessa affatto perché gli Stati Uniti stanno facendo questo o quello, non importa quanto goffo sia. Tutto ciò che gli sta a cuore è che questo è un altro attacco al “nostro popolo” (ovvero individui russi o entità corporative) e questo significa che i russi dovrebbero “mettere i carri in cerchio” e venire in soccorso degli attaccati. Questo gruppo esige in modo molto rumoroso delle ritorsioni dal Cremlino. Sono una minoranza chiassosa.

Gruppo Cinque: “Филькина Грамота” (documento pasticciato prodotto da idioti che non sanno che fare [traduzione molto approssimativa!])

Questo è il gruppo che fondamentalmente dice che è tutto molto più semplice, e non sono necessarie spiegazioni complesse: l’amministrazione Trump e il Congresso sono composti da idioti ignoranti che non hanno idea di cosa diavolo stanno facendo e che vogliono solo prendere qualche decisione politica solo per sembrare che contino ancora in un mondo in cui in realtà non contano nulla. Putin stesso sembra essere in questo ultimo gruppo, visto che ha ufficialmente definito questo ultimo documento americano “di una completa stupidità[in inglese].

Francamente, nella mia esperienza il processo decisionale negli Stati Uniti non è quasi mai il risultato dell’impegno di un singolo attore. Infatti, le decisioni politiche statunitensi sono il “vettore di somma” dell’effetto di molti vettori diversi che agiscono insieme per produrre un vettore di somma che a volte sembra privo di senso, ma che è comunque il risultato logico dell’effetto congiunto di tutti i vettori che lo hanno determinato. In altre parole, tutte le spiegazioni di cui sopra potrebbero essere giuste, anche se a vari livelli. Detto questo, apprezzo fortemente l’ultima perché, come Putin, sono giunto alla conclusione che l’Impero è gestito da ideologi stupidi e ignoranti che vivono in un mondo totalmente staccato dalla realtà.

Quello che è assolutamente certo è che questa ultima mossa degli Stati Uniti è, ancora una volta, un sogno divenuto realtà per Putin e i suoi sostenitori, specialmente poco prima delle elezioni.

Innanzitutto, questo è chiaramente un attacco al “nostro uomo” e anche a “tutti noi”, e questo scatenerà una reazione di sostegno molto forte da parte della gente. Inoltre, separa tutti i russi fondamentalmente in due campi: primo, i sostenitori di Putin e, secondo, quelli che sono dei tali venduti degli Stati Uniti (come Ksenia Sobchak) che vorrebbero persino restituire la Crimea solo per essere amici dell’Occidente. Il primo gruppo include all’incirca, oh, diciamo il 95%-98% della popolazione, il secondo circa il 2%-5%.

In secondo luogo, è ora chiaro che ogni oligarca russo (insieme ai suoi familiari e colleghi) ha un grande bersaglio dipinto sulla schiena, e che ora dovrebbe affrettarsi a mettere i suoi beni nell’unico luogo dove l’Impero non può impossessarsene: in Russia.

In terzo luogo, molti di quegli oligarchi e funzionari che si oppongono più o meno attivamente a Putin e alle sue politiche, ora devono tornare da lui e, con il cappello in mano e con un tono supplicante, devono fare ammenda e chiedere il suo perdono e la sua misericordia. Hanno scommesso sugli anglo-sionisti e hanno perso. Ora devono tornare da papà e chiedere clemenza (che probabilmente otterranno). Tutto ciò poco prima delle elezioni è davvero molto utile, anche se nessuno ha mai dubitato del risultato di queste elezioni fin dal principio.

Per riassumere: l’ultima mossa è una vera benedizione per Putin e la Russia in termini sia economici che politici, e gli unici veramente danneggiati da tutto questo sono i Sovranisti Atlantici (che stanno comunque attraversando dei brutti momenti).

Il paradosso: sanzioni statunitensi – una benedizione sotto mentite spoglie?

Pensiamo a ciò che gli Stati Uniti hanno fatto negli ultimi due anni. Ufficialmente, gli Stati Uniti hanno cercato di “isolare” la Russia. Ma isolare esattamente da cosa? Dal Perù? O forse dagli scambi culturali con il Marocco? Difficile. Quando gli USA dicono che vogliono isolare la Russia, significa tagliare fuori la Russia dai mercati occidentali (commercio), dal sistema finanziario occidentale (credito) e dalle élite politiche occidentali (forum). Queste sanzioni avrebbero dovuto danneggiare la Russia proprio perché la Russia dipendeva, almeno in parte, dagli scambi con l’UE, dai crediti delle istituzioni finanziarie occidentali e dalla sua partecipazione agli eventi come il G8 (che ora è il G7). Putin ha previsto che ci sarebbero voluti 2 anni perché la Russia si riprendesse da queste sanzioni (e dal concomitante calo dei prezzi dell’energia) e ha avuto ragione: la Russia non solo ha creato nuovi legami commerciali, ma ha anche iniziato ad investire nel suo mercato interno, ha trovato crediti altrove (Cina) e in termini di forum, è risultato che il G7 senza la Russia era più o meno come il Consiglio d’Europa o, se è per questo, il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite: inutile. Invece, i leader mondiali hanno iniziato a prenotare voli e visitare Mosca. Ora le ultime sanzioni statunitensi stanno mettendo un’enorme pressione sugli oligarchi russi perché riportino i loro soldi a casa. Di certo mi sembra che le sanzioni statunitensi abbiano reso possibile a Putin fare qualcosa che non avrebbe mai potuto fare senza di esse: iniziare seriamente a riformare la Russia (che aveva assolutamente bisogno di tali riforme). Ricordate, i Sovranisti Eurasiatici sono proprio questo – dei sovranisti; mentre gli integrazionisti atlantici sono proprio questo – degli integrazionisti. “Tagliando la Russia fuori dall’Occidente” chi hanno danneggiato di più gli USA, gli integrazionisti o i sovranisti? Può essere che Putin debba la sua immensa popolarità, e la Russia il suo successo, almeno in parte alle sanzioni statunitensi?

La teoria fondamentale della deterrenza sostiene che “la deterrenza è negli occhi dello spettatore”. In altre parole, non posso supporre che ciò che scoraggia me dall’agire potrebbe scoraggiare anche te. Per scoraggiarti ho bisogno di capire quali sono i tuoi obiettivi e valori. Affermo che quando le élite statunitensi decisero di sanzionare la Russia (presumibilmente per impedirle di resistere ulteriormente all’Impero) fecero un’ipotesi fondamentalmente errata: che la Russia era governata da Integrazionisti Atlantici che sarebbero rimasti inorriditi e scoraggiati. Invece, queste sanzioni hanno finito per essere una benedizione per i Sovranisti Eurasiatici, che hanno usato queste sanzioni per paralizzare gli Integrazionisti Atlantici, per spingere riforme molto necessarie, e sostanzialmente per eliminare l’opposizione filo-occidentale. Sotto molti aspetti la Russia è ancora un disastro e un paese in difficoltà, ma grazie alle sanzioni statunitensi nessuno di questi avrà alcun impatto sulle prossime elezioni presidenziali in Russia, e i Sovrani Eurasiatici sono più potenti che mai. Grazie, Zio Shmuel!

Possibili reazioni russe:

Qualunque sia la ragione di tutte queste assurdità, queste esigono un qualche tipo di reazione della Russia, e penso che, a giudicare da tutte le situazioni simili nel recente passato, la reazione russa sia abbastanza facile da prevedere.

In primo luogo, non ci saranno grandi gesti o dichiarazioni iperboliche del Cremlino. Putin ha lamentato scherzosamente il fatto che il suo nome non fosse nella lista, Peskov ha detto che si è trattato di un atto ostile, alcuni membri della Duma russa hanno cancellato il previsto viaggio negli Stati Uniti, e i commentatori russi hanno espresso vari gradi di sgomento e disgusto. Ma, tutto sommato, questo è molto, molto poco. Come al solito, questo sarà completamente frainteso in Occidente, dove la cultura è all’incirca “se il tuo nemico ti schiaffeggia, devi immediatamente schiaffeggiarlo per non sembrare debole”. Nella maggior parte dell’Asia (e anche del Medio Oriente, a proposito), la norma è totalmente diversa: “se il tuo nemico ti schiaffeggia, fai un passo indietro e pianifica come abbatterlo sul lungo termine, perché ciò che conta non è atteggiarsi per qualche tempo, cosa che può essere anche pericolosa e controproducente, ma giocare sul lungo termine e vincere”. Si potrebbe dire che in Occidente la durata dell’attenzione e la pianificazione a lungo termine si contano in giorni o settimane, mentre in Asia e nel Medio Oriente si contano in anni e decenni. Quindi, anche se potrebbe non esserci nulla di particolarmente fotogenico o degno di citazione proveniente dal Cremlino, alcuni russi hanno fatto cenno a quella che sarà la politica russa: “buona fortuna agli americani che cercano di ottenere qualcosa di importante sul pianeta senza il nostro aiuto”. E per chiarire questo punto a coloro che riescono ad unire i puntini, l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatolij Antonov, parlando al canale televisivo russo Rossija 1, ha dichiarato che il direttore del Servizio di Intelligence Estero russo (SVR), Sergei Naryshkin, si  è recato di recente negli Stati Uniti e ha incontrato personalità americane di alto livello (tra cui, secondo fonti statunitensi [in inglese], il direttore della CIA, Mike Pompeo). Come ha scritto Newsweek, Naryshkin sarebbe stato “la principale spia russa dietro la campagna di hackeraggio delle elezioni del 2016”, che vari pazzi hanno persino definito un atto di guerra. È in cima a tutte queste liste di sanzioni, ma eccolo lì, che viaggia negli Stati Uniti e si incontra con i più importanti funzionari statunitensi. Perché Antonov lo ha rivelato? Semplicemente per dimostrare che nonostante tutto lo sbraitare e gli atteggiamenti iperbolici, la realtà è che gli USA e la Russia stanno ancora lavorando insieme, perché non possono permettersi di non farlo (mentre scrivo queste parole ho trovato un link ad un articolo del Washington Post [in inglese] che ora dice che anche Aleksandr Bortnikov, il capo del Servizio di Sicurezza Federale (FSB) e persino il Colonnello Generale Korobov, il capo del Direttorato Principale dello Stato Maggiore Generale (GU GSh), il servizio di intelligence militare (ex GRU) hanno preso parte a questo viaggio negli Stati Uniti).

Questo è il vero messaggio russo per gli Stati Uniti: avete bisogno di noi molto più di quanto abbiamo bisogno di voi, perché avete bisogno di lavorare con noi, altrimenti non farete niente; siamo ancora disposti a lavorare con voi, ma se darete di matto, i vostri interessi globali soffriranno molto più dei nostri; nonostante tutta la vostra aria fritta, avete sempre lavorato con noi e se esagererete con le assurdità, prima riveleremo l’estensione della nostra collaborazione e, se questo non vi basterà per calmarvi, la interromperemo.

Non c’è alcun dubbio per me che per la maggior parte degli abitanti dell’Impero Anglo-Sionista la nozione che gli onnipotenti Stati Uniti abbiano bisogno della combattente Russia (ed economicamente relativamente piccola) più che la Russia abbia bisogno degli Stati Uniti è ridicola. Queste persone direbbero qualcosa del genere: “qual è la quota russa della produzione mondiale lorda, quante compagnie aeree ha la Russia e qual è il peso russo nelle istituzioni finanziarie internazionali? E come sta andando il tuo rublo inzuppato di vodka, amico?!” I russi non risponderebbero nulla, la maggior parte semplicemente sorriderebbe con disprezzo e penserebbe qualcosa del tipo “quando è stata l’ultima volta che hai ottenuto qualcosa con successo, stupido asino pomposo?”. Questo è fondamentalmente un bene, dato che questo messaggio non è destinato ai droni ideologici ma a coloro al potere negli Stati Uniti che sanno quanto vale davvero lo Zio Sam e che si rendono conto che in questo momento è l’Impero, non la Russia, che è quasi completamente paralizzato e isolato (oh che ironia!) a tutti i livelli.

Conclusione 1: l’Impero esporta principalmente aria fritta

Molti dei miei amici e lettori mi mandano vari articoli con ogni sorta di citazioni da parte di funzionari statunitensi e ho davvero difficoltà a spiegare loro che dovrebbero smettere di ascoltare questa interminabile e ampollosa verbosità. Non solo perché la stragrande maggioranza dei funzionari che fanno queste affermazioni sono sia stupidi che ignoranti, ma perché oggi il prodotto d’esportazione principale dell’Impero Anglo-Sionista è l’aria fritta. Lo abbiamo visto di recente con le grandi dichiarazioni sul Kurdistan o, se è per questo, sui piani “A”, “B”, “C” e “D” sulla Siria: tutte fatte con la stessa solennità finale. Questo è contro-intuitivo, lo ammetto. Dopo tutto, quando il presidente della superpotenza nucleare, un generale a tre stelle o qualsiasi altro alto funzionario prende la parola per fare una dichiarazione ufficiale, tendiamo automaticamente ad assumere che ciò che dicono è importante, specialmente se sono circondati da bandiere e molti giornalisti eccitati. Ma in realtà non lo è. Soprattutto quando l’“altro tizio” (i russi e i cinesi) proviene da una cultura che disapprova l’istrionismo ciarliero: esclamare “coraggio… Fatti ammazzare” semplicemente non è un modo (eur-)asiatico per minacciare qualcuno.

Non intendo suggerire che dovremmo ignorare l’Impero, sicuramente no, ma dovremmo guardare a ciò che l’Impero effettivamente fa e, più o meno, ignorare il suo costante commento narcisistico. Quando l’Impero promette di fare qualcosa di giusto, di solito mente. Quando promette di fare qualcosa di sbagliato, queste sono di solito minacce a vuoto. Quindi qual è l’utilità di prestare così tanta attenzione a queste promesse?

Conclusione due: imparare l’ottimismo e la cautela dalla storia

Se guardiamo alla storia del mondo, possiamo sempre vedere lo stesso fenomeno: quando le cose vanno bene, le élite sono unite, ma non appena le cose vanno male, le élite si aggrediscono reciprocamente. La ragione di questo è abbastanza semplice: le élite non sono mai unite come pretendono di essere. In realtà gli Imperi, e ogni grande paese in realtà, sono gestiti da una coalizione di élite che beneficiano tutte dell’ordine stabilito. Possono odiarsi a vicenda, a volte anche uccidersi a vicenda (SA contro SS, trotskisti contro stalinisti, ecc.), ma lavoreranno insieme proprio come fanno le famiglie criminali della mafia. Ma quando una vera e profonda crisi diventa innegabilmente evidente, queste élite dominanti si rivolgono l’una contro l’altra e quando ciò accade, nessuno è veramente in carica fino a quando, alla fine, l’intero sistema crolla o viene fuori un nuovo governatore/gruppo principale. In questo momento le élite anglo-sioniste sono bloccate in un’enorme lotta che probabilmente durerà per il prossimo futuro. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli che una tale situazione può anche essere utilizzata da una fazione precedentemente meno in vista per fare una mossa e prendere il potere. Questo è esattamente il modo in cui Putin è salito al potere, spinto dai servizi di sicurezza russi anche mentre in teoria Eltsin era ancora il Capo di Stato. Ciò vale anche per l’Ucraina, anch’essa gestita da un gruppo di persone il cui principale contributo attuale alla scena mondiale è l’aria fritta. Ma ciò potrebbe cambiare molto, molto velocemente. Questo è il motivo per cui, mentre suggerisco più o meno di ignorare l’aria fritta proveniente dai principali funzionari statunitensi (o ucraini), terrei un occhio attento al livello immediatamente inferiore al loro, specialmente l’esercito americano (o ucraino). Infine, non dovremmo mai confondere l’incapacità di fare qualcosa con l’incapacità di peggiorare le cose: la seconda non deriva dalla prima. La Germania nazista in pratica fu sconfitta a Stalingrado (febbraio 1943) ma ciò non le impedì di uccidere altri milioni di persone per altri due anni e mezzo prima che due soldati sovietici issassero la bandiera sovietica sopra il Reichstag. Siamo ancora lontani da un momento “bandiera sul Reichstag”, ma siamo sicuri che stiamo assistendo allo svolgersi della “Stalingrado” Anglo-Sionista sotto i nostri occhi.

Il Saker

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Pubblicato su The Saker.is il 2 febbraio 2018.

Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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