San Pietroburgo, Via Savushkina n. 55 è il palazzo di uffici più famoso del mondo, grazie alla instancabile promozione del governo degli Stati Uniti, della CIA, del FBI, e dei poteri che gestiscono l’intero complesso mediatico occidentale, finanziati dai governi occidentali. Voice of America, National Public Radio e Svoboda dal governo USA, la BBC dal governo del Regno Unito, la CNN dal governo dell’Arabia Saudita, la Detusche Welle dal governo tedesco; e così via di seguito. Qualunque esempio si faccia, hanno tutti sincronizzato gli orologi per fare pubblicità a questo edificio.

A voler essere accurati non è nemmeno un palazzo, ma diversi edifici contigui che sorgono su di un intero isolato, un modello si sviluppo urbano comune a Pietroburgo. Ecco perché tutte le aziende qui hanno l’indirizzo di Via Savushkina n. 55, seguito dal numero dell’edificio. Potete fare un giro virtuale a quel civico e controllare di persona. Gli edifici sono condivisi da diverse dozzine di imprese private, dal Distretto di Polizia locale e dagli studi di una mezza dozzina di emittenti russe come la FAN (Agenzia Federale Notizie) e la Nevskie Novosti (Notizie della Neva), Russia Politica, Agenzia di Stampa di Kharkov, che pubblica notizie sull’Ucraina, ed altre. Sono tutte di proprietà e dirette da soggetti privati e generano più di 55 milioni di visitatori unici al mese. Nel complesso diverse migliaia di persone vengono in questi uffici a lavorare ogni mattina. Nulla di tutto ciò risulta dai resoconti dei media occidentali. Per oltre due anni, queste persone sono state molestate e marchiate in massa come “I TROLL DEL CREMLINO”.

L’edificio è molto popolare perché è situato in un tranquillo sobborgo storico, facilmente raggiungibile a piedi dalla stazione del treno suburbano. I suoi uffici, recentemente ristrutturati, offrono piani open space con decorazioni floreali scandinave molto apprezzate da questi operatori del mondo dell’informazione. Aggiungiamo che gli affitti in questo edificio sono più bassi che nel centro città. Ecco perché Evgeny Zubarev, ex editore capo di Ria News, lo ha scelto per la sua startup editoriale. Ha scelto diversi uffici, che gli hanno permesso di gestire il suo gigante informativo in crescita senza perdere tempo nei trasferimenti. Al momento la sola sala stampa di FAN impiega circa 300 giornalisti.

Non è sempre stato così.

All’inizio del 2014 l’edificio era ancora in costruzione e restauro, quando un gruppo di hacker ostili al governo russo chiamati in un primo tempo “The Anonymous International” e in seguito “Shaltay-B0ltay” lo indicarono come “la sede dei Troll del Cremlino”. Il blog wordpress è ancora qui. E’ stato aggiornato per l’ultima volta nel Novembre 2016. Il suo titolo recita: “Anonymous International. Shaltay Boltay/Segretariato Stampa del Gruppo. Creare realtà e dare significato alle parole.”.

Il 7 novembre 2014 Khodorkovsky, parte integrante del Progetto CIA “Troll del Cremlino”, ha twittato la foto di una delle entrate di uno degli edificio dicendo: “Via Savuchkina 55. La nuova casa dei bot. Accesso riservato con Sistema di sicurezza. Nessuna insegna. Non rivelo l’autore della foto.”

Un lettore commentò il 7 novembre. Il commento dice: “vivo lì e passo davanti all’edificio andando a lavorare”. L’insegna dice: “Affittasi”.

“Mikhail, passo di qui ogni giorno andando a lavorare. E… si, non dico di chi è questa foto con l’annuncio”.

Il numero di telefono sulla foto è 324-56-06 ed appartiene all’Agenzia Immobiliare privata Praktis Consulting & Brokerage che gestiva l’ affitto degli uffici. A metà dell’ estate del 2014 Evgeny Zubarev con la sua start up e con diverse centinaia di giornalisti si trasferì nell’ immobile, assieme con il Dipartimento di Polizia ed una sfilza di altri imprenditori. Non sapevano cosa li aspettava.

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Il modo migliore per ottenere informazioni è mettercisi di impegno.

Tutto ciò che al momento sappiamo sui cosiddetti “troll del Cremlino della Internet Research Agency pagata dal cuoco preferito di Putin” viene da una sola fonte: un gruppo di spie della CIA che usavano la mascotte di Shaltay-Boltay, altrimenti detto Humpty-Dumpty, per le imprese online del loro avatar collettivo.

Sono stati arrestati nel novembre 2016 e smarcherati come ufficiali ed ex ufficiali del FSB. Uno di essi dirigeva persino un dipartimento di sicurezza di Kaspersky Lab. Si trattava di persone tutte altamente qualificate ed addestrate nella manipolazione e nella creazione di grandi database online, su ogni campo di ricerca online possibile ed immaginabile, e con la capacità di violare sistemi ed alterare database, inclusi quelli gestiti dal governo russo. Non erano morti di fame. Non lo facevano per danaro. Erano motivati ideologicamente. Il loro odio per la Russia ed il suo popolo erano la causa che giustificava la loro azioni.

Un bel giorno, Gazeta.ru, una pubblicazione russofoba online, ipotizzò che “Shaltai-Boltai” fosse “solo una distrazione mirata a confondere il pubblico”. Loro stessi furono più laconici affermando che stavano lavorando per cambiare la realtà.

Le autorità russe, le corti, gli avvocati, si rifiutarono di chiamare questi uomini “hacker”. Non erano hacker nel senso classico del termine, che si usa quando qualcuno acquisisce l’accesso ad informazioni reali e le copia. Questo gruppo non stava necessariamente acquisendo informazioni esistenti, ma piuttosto stava disseminando informazioni. Stavano creando file su società e impiegati falsi ed inesistenti, cartelle con buste paga artefatte, pro memoria, mail, messaggi telefonici e così via. Le patacche avevano un aspetto convincente, ma si trattava comunque di falsificazioni che potevano essere facilmente smascherate da qualcuno che avesse avuto accesso alle informazioni reali.

E’ in quel momento che la violazione ebbe a prodursi, quando gli agenti del FSB si inserirono nel database del governo e crearono profili di persone e società inesistenti. Ritengo che parte dei motivi per cui alcuni del gruppo sono stati condannati a pene miti di tre anni di detenzione in prigioni di sicurezza comuni, mentre altri sono stati rilasciati, non risiedano solo nel fatto che decisero di collaborare con il governo russo, ma anche del fatto che, in sostanza, non rubarono alcuna informazione relativa a funzionari governativi come Medvdev e la sua portavoce, Nataliya Timakova, o del padrone della più grande società di catering d’Europa, Evgeny Prigozhin. Costruirono informazioni e sostennero fossero reali.

Questi tizi hanno sporcato il lavoro di tutti gli hacker, le gole profonde, gli informatori e le spie. Oggi qualunque giornalista si presenti con segreti “hackerati” e carpiti deve pensarci molto bene sopra, o finirà prendendosi uova in faccia come quelli di Fontanka, Vedomosti e Novaya Gazeta nell’affare dei “troll del Cremlino”. Se prendiamo atto del fatto che il gruppo Shaltay Boltay stava lavorando per creare e distribuire documenti da loro artefatti, pretendendo si trattasse di file hackerati, capiremo anche una misteriosa dichiarazione da loro rilasciata a BuzzFeed.

“In un corrispondenza email con BuzzFeed, un rappresentante del gruppo ha sostenuto che loro non erano “hackers nel senso classico del termine”. “Cerchiamo di cambiare la realtà. La realtà ha iniziato a cambiare in seguito alla diffusione delle nostre informazioni in pubblico” ha scritto il rappresentante, il cui account email reca il nome di Shaltaj Boltai, la versione russa dell’eroe della filastrocca tragica Humpty- Dumpty (Tombolo Dondolo”).

Buzzfeed, peraltro, già nel 2014 affermava che “con il materiale sottratto dalla Internet Research Agency è la prima volta che certi commenti agli articoli di notizie possono essere direttamente connessi ad una campagna russa“.

Ora, questo è una sottolineatura molto importante. Pensate a questo schema di lavoro: Shaltay Boltay assieme ad un gruppo di “attivisti” anti governativi crea la “Internet Research Agency”. Loro stessi, assieme agli “attivisti” crano 470 account Facebook che vengono usati per postare commenti dall’aspetto inconfondibilmente “troll”. Di seguito, entità affiliate alla CIA, e con loro l’intero complesso mediatico occidentale, sostengono che vi sia stata una “interferenza russa nelle elezioni USA”. Infine, l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale (ODNI) pubblica un rapporto privo di qualsiasi prova. Il link al rapporto è il seguente, ma non vi raccomando di leggervelo. Leggendo questo rapporto otterrete tante informazioni quante ne otterreste masticando un giornale bagnato (chiedere al mio cane per dettagli):

Assessing Russian Activities and Intentions in Recent US Elections

https://www.dni.gov/files/documents/ICA_2017_01.pdf

Tre paragrafi sono interessanti a pagina 4:

"La Russia ha usato troll (così come RT) come parte della sua strategia persuasiva per denigrare il Segretario di Stato Clinton. Questi sforzi consistevano nell' amplificare le indiscrezioni e gli scandali sul conto del Segretario Clinton ed il ruolo di Wikileaks nella campagna elettorale.

Il probabile finanziatore del cosiddetto Internet Research Agency di troll professionali situato a San Pietroburgo, è uno stretto alleato di Putin ally con legami nei servizi russi. 

Un giornalista che è un esperto di fama sul conto della Internet Research Agency ha sostenuto che alcuni account su social media che sembrano legati ai troll russi (perchè in precedenza erano votati al sostegno della causa russa in Ucraina) hanno iniziato a promuovere il Presidente Eletto Trump verso il Dicembre 2015."

In altre parole nel suo rapporto con il sottotitolo: “Fondamento delle Presunte Attività ed Intenzioni Russe nelle Recenti Elezioni USA”: il Processo Analitico e l’Attribuzione degli Incidenti Informatici” l’Ufficio del Direttore dell’Intelligence Nazionale cita Shaltay Boltay, un groppo palesemente al servizio della CIA nel “creare la realtà”. L’unica ragione per cui non viene fornita alcuna prova, nemmeno un pidocchioso indirizzo IP collegato alla pista russa, che possa portare in maniera convincente alla società nota come Internet Research Agency è che questa società non è mai esistita, non ha mai avuto un indirizzo IP assegnato verificabile da terze parti come il RIPE Network Coordination Center o attraverso strumenti di verifica online dei domini.

E’ chiaro che tenere centinaia di persone al lavoro dieci / dodici ore al giorno, come viene affermato, a postare centinaia di messaggi ogni ora, richiederebbe l’utilizzo di un’ampiezza di banda illimitata che solo una attività commerciale può ottenere. Inevitabilmente tale connessione internet avrebbe un indirizzo IP assegnato. Nessun provider internet consentirebbe che un simile utilizzo di banda creasse questo tipo di traffico senza essere costretto a separarlo dagli altri clienti.

Un esempio: una donna con il cognome Malcheva ha fatto causa contro la compagnia “Internet Reasearch LLC” e la “Teka LLC” lamentando un arretrato nei pagamenti degli stipendi. La corte le ha chiesto di dare prova del suo lavoro, e quindi ha respinto la sua domanda dopo che lei ha prodotto una foto di un computer con un indirizzo IP sullo schermo come prova del suo impiego: 

IP Address         109.167.231.85

inetnum:        109.167.231.0 – 109.167.231.255

netname:        WESTCALL-NET

descr:          S-Peterburg Hotel Corintia Wi-Fi

Si tratta dell’indirizzo IP assegnato ad un hotel di lusso a San Pietroburgo. Un hotel premiato con numerosi riconoscimenti internazionali per la sua eccellenza. Un hotel immensamente popolare fra i viaggiatori esigenti. La donna pretendeva di essere un “troll online” che lavorava alla sua posizione dieci ore al giorno con centinaia di altri troll virtuali. Il Giudice non le ha creduto? Voi lo avreste fatto?

I personaggi del gruppo Shaltay Boltay non erano hacker in senso stretto perché lavoravano con e per la CIA. I servizi di sicurezza comuni e ordinari raccolgono e analizzano informazioni per i loro governi. La CIA inventa le informazioni, poi si dedica alla loro costruzione creando documenti falsi che sostengano le informazioni inventate; infine recluta persone in altri paesi e presso altri governi per rivendicare di aver “ottenuto” prove esplosive. Se sei un poliziotto corrotto come lo è la CIA, non cerchi e trovi prove, ma infili prove false addosso alle tue vittime.

Basta questo per cambiare la nostra realtà attuale e passata, e per cambiare il nostro futuro. Cambiano la nostra storia creando “prove” mai esistite ed inventando miti. Assoldano ed addestrano gruppi di militari che recitano la parte di “manifestanti” attorno agli edifici governativi, mentre altri militari di altri paesi sparano a sostenitori insospettabili la cui morte permette a Washington di accusare di ogni malefatta governi sovrani.

I gruppi gestiti dalla CIA arrestano ed uccidono funzionari governativi, o li costringono alla fuga, come in Ucraina. Occupano un paio di edifici governativi e dichiarano la propria vittoria su un grande paese, proprio come successe in Russia nel 1991 e 1993 e in Ucraina nel 2005 e nel 2014. Per qualche ragione, pensano che “governo” sia un po’ di gente in un paio di palazzi in una città. In realtà, i governi dei nostri paesi sono costituiti da persone il cui nome abbiamo scritto sulle schede elettorali, a prescindere dal posto in cui si trovino. Non starnazziamo come polli con la testa mozzata ad eleggere un nuovo presidente ogni volta che quello che abbiamo già eletto lascia il paese.

Tornando al progetto Humpty Dumpty della CIA messo online in qualche momento del 2013. Perché qualcuno avrebbe dovuto battezzare la propria impresa con un nome tanto fallimentare, potete chiedere. Perché nella versione russa Shaltai-Boltai significa “agita e vantatene” e non come nella versione originale di Carrol “montar sopra e cader giù”.

Sono uscito di testa quando qualcuno mi ha ritwittato questo video della CNN intitolato “la Russia ha usato Pokemon Go per interferire nelle elezioni USA.”  Mi sono anche ascoltato il video, nel quale hanno infilato l’ “Internet Research Agency” di San Pietroburgo. Il fatto di sapere per certo che gli hacker che avevano “manomesso” le informazioni su questa “agenzia” sono stati arrestati ed in seguito fondatamente imputati di tradimento perché lavoravano per la CIA doveva impedire alla stessa CIA di diffondere bufale a proposito di entità e personaggi da lei stessa artefatti. Si può pensare che, in seguito agli arresti, tutto l’ affare dei “troll del Cremlio da San Pietroburgo” dovrebbe essere morto e sepolto. La CIA ed altre 16 agenzie di sicurezza dovrebbero pensarci meglio prima di usare informazioni che (ora lo si sa per certo) sono state “scoperte” con il loro “aiuto”.  Perché è tutta una bufala e noi lo sappiamo.

Sappiamo anche che tutto quello che la CIA tocca è una patacca. Per usare un tecnicismo è come se tutti quei tizi calvi di mezza età iniziassero a leccarsi le palle da soli venendoci poi a raccontare di avere una relazione appagante. Se siete soli, amici, non è una relazione. Siete soli! Fatevene una ragione!

La comunità dei servizi di sicurezza americana non può dimostrare l’ esistenza di minacce contro l’ America se tutte le impronte in queste “minacce” indicano la comunità dei servizi di sicurezza americana. Affermare che qualcuno ha interferito nelle elezioni USA utilizzando l’ Internet Research Agency è esattamente lo stesso che affermare che è stata la CIA in persona ad interferire.

Prima di dirvi cosa esattamente è accaduto, vorrei esaminare in sintesi tutta la questione.

Il 6 settembre 2017 Alex Stamos, un Alto Ufficiale della Sicurezza, ha postato una dichiarazione del titolo “Un Aggiornamento sulle Operazioni Informative su Facebook”: “Nel riesaminare gli acquisti di inserzioni, abbiamo trovato una spesa di circa 100.000 $ in annunci piazzati fra giugno 2015 e maggio 2017 (in relazione a circa 3.000 inserzioni) legati a circa 470 profili e pagine falsi in violazione delle nostre regole. La nostra analisi suggerisce che questi profili e questa pagine erano reciprocamente collegate e probabilmente operavano dalla Russia“.

Per essere certi che la gente (incluso chi scrive) non trovasse questi profili, Facebook li ha cancellati.

“Non consentiamo profili posticci su Facebook e, di conseguenza, abbiamo disabilitato i profili e le pagine identificate come ancora attive.“.

Ecco come si fa negli USA: distruggono tutte le possibili prove mentre assestano un pesante rimprovero alla Russia. Facebook distrugge le prove dei “crimini russi” mentre il pubblico chiede di poterle esaminare. Questo significa solo una cosa: le prove portano a qualcosa che Facebook vuole proteggere, e quel qualcosa è la CIA.

Vedete, non sto suggerendo che mentano sul fatto che i profili siano reali, o che siano “collegati con la Russia” perché, se il gruppo Shaltay Boltay ha lavorato con“Team 29,” un gruppo di avvocati specializzati in tema di diritti umani creato nel febbraio 2015 da Soros e Khodorkovsky, allora a quanto pare il loro unico fine era sostenere le operazioni di guerra psicologica dei “Troll su Internet”. Mi pare che avrebbero potuto coordinare il lavoro fatto da questi 470 profili Facebook dall’ interno del territorio russo. Considerato tutto ciò, non è una completa menzogna, per Facebook, sostenere che questi profili erano “collegati con la Russia” e che erano “probabilmente gestiti dalla Russia”.

Facebook può anche affermare (con negazione plausibile) che non erano a conoscenza del fatto che le persone dietro l’ inganno dei troll della Internet Reasearch Agency sono stati dichiarati da una corte russa affiliati della CIA, mentre le persone che hanno funto da “testimoni” per questo progetto sono avvocati di Team 29 “attivisti dei diritti umani e giornalisti del norvegese Bonnier AB, padroni di Fontanka, della Novaya Gazeta (sede legale a Taiwan) e di Meduza (sede legale in Lettonia), gente che è comprovatamente sostenuta da Soros, un ramo finanziario della CIA, e da un giornalista recentemente premiato da Kodorkovsky.

L’ intera campagna di accuse alla Russia per la sua “ingerenza”  è stata riportata senza NESSUNA prova tangibile e verificabile proveniente da almeno due fonti esistenti, ed è per questo che dobbiamo aggrapparci a QUALSIASI granello di informazione. E’ questo il motivo per cui è molto importante l’ affermazione di Facebook secondo cui “circa un quarto di queste inserzioni sono state geograficamente localizzate e la maggior parte ci queste risale al 2015, più che al 2016″.

Perché?

Perché le entità dedite alla diffusione di bufale note come “Internet Research Agency” e “Internet Research”, essendo iscritte nel registro elettronico delle aziende governative, sono state trattate dal sistema come delle aziende reali. A causa della loro inattività in tutti i conti correnti bancari e per aver omesso la compilazione dei moduli richiesti dalla legge, sono state automaticamente poste in liquidazione dal sistema elettronico.

La banca dati del Registro Unitario degli Affari in Russia lavora in osservanza delle leggi federali, e quindi dopo 12 mesi di inattività una impresa viene semplicemente posta in liquidazione. L’ Internet Research Agency è stata liquidata nel Dicembre 2016 dal sistema governativo dopo essere stata inattiva per 12 mesi. La sua inattività implicava che la società non avesse dipendenti, non avesse uffici e non avesse compiuto transazioni bancarie per almeno 12 mesi! L’ Internet Reasearch Company è stata liquidata il 2 settembre 2015 per incorporazione nella società TEKA. Secondo il Registro federale degli affari la TEKA si occupava di vendite immobiliari al dettaglio. Non sono riuscito a trovare una singola informazione, come un ufficio, un numero di telefono, un nome di dirigente o impiegato, qualsiasi cosa che indicasse la reale esistenza di questa società. Proprio come Internet Research Agency e Internet Research, TEKA esiste solo nei registri federali e in nessun altro luogo. La messa in liquidazione automatica nel registro federale per inattività spiega la caduta delle attività sui profili gestiti da Shaltay Boltay e dagli altri. Oh, si, erano anche braccati ed in fuga, fuori dal paese. E’ difficile usare conti bancari o simulare attività dopo che hai lasciato il paese.

Il Team 29, quello composto di avvocati ed attivisti dei diritti umani, è stato creato nel febbraio 2015. Per dare a questa nuova società qualche parvenza di sostanza e una notorietà immediata hanno immediatamente intentato una causa alla Internet Research Company usando una attivista con un cognome ucraino Ludmila Savchuk (Людмила Савчук) che citò in giudizio la società, lamentando stipendi non pagati. La sua prima causa venne immediatamente rigettata dal giudice. Solo dopo che l’ ufficio della procura generale ebbe fatto pressione sul giudice perché conoscesse la vertenza, la corte distrettuale esaminò il caso e riconobbe parzialmente le pretese della ricorrente, ma non le liquidò i “danni morali”. Pretendeva soldi per aver lavorato nella “fabbrica dei troll”. Quello che volevano era un pezzo di carta ufficiale, scritto da un giudice, che mettesse nero su bianco la presenza di una “fabbrica di troll” per la quale questa povera donna avrebbe lavorato. Senza esaminare il fascicolo non so a cosa pensasse il giudice, ma avrebbe dovuto annusare che fra questi troll virtuali si nascondeva un ratto.

Tutto ciò è accaduto nell’ agosto del 2015 ed entro il 2 settembre 2015 una società di paglia dal nome Internet Reasearch è stata estinta per fusione, nel registro degli affari, con un’ altra società di paglia, la Teka, creata nella primavera del 2015 come dettagliante immobiliare.

“Facebook ha rivelato mercoledì di aver identificato più di 100.000 dollari di annunci aventi ad oggetto argomenti divisivi e scottanti comprati da una oscura società russa legata al Cremlino.” La maggior parte di questi 3.000 annunci non si riferivano a candidate particolari, ma si focalizzavano su argomenti divisive sui social, come la razza, i diritti gay, il controllo delle armi e l’ immigrazione, secondo un post su Facebook di Alex Stamos, il capo della divisione sicurezza della compagnia. Gli annunci, comparsi fra giugno 2015 e maggio 2017, erano collegati a 470 profili e pagine falsi che la compagnia ha comunicato di aver disabilitato”.

“I funzionari di Facebook hanno riferito che i profili falsi sono stati creati da una compagnia russa chiamata  Internet Research Agency, nota per l’ utilizzo di profili di “troll” per pubblicare post suoi social e per per commentare le notizie sui siti in rete.”

“L’ informativa dei servizi di gennaio riferisce che il “probabile finanziatore” della Internet Research Agency è “uno stretto alleato di Putin con legami nei servizi russi. “La compagnia, indagata dal New York Times Magazine  nel 2015, si trova a San Pietroburgo ed utilizza il suo piccolo esercito di troll per pubblicare messaggi che sostengono la politica del governo russo”. 

“A tutt’ oggi, mentre i servizi giornalistici hanno scoperto molti incontri e contatti fra persone vicine a Trump e i Russi, non vi sono prove che dimostrino collusione nella pirateria informatica o in altre attività russe.“.

“Mentre non vi sono collegamenti diretti fra il Cremlino e qualunque altro di questi progetti – Sia Surkov che  Zubarev  dicono che le loro imprese sono a capitale privato – la tempistica, la scala e la coordinazione di questi sforzi sono sospette.  BuzzFeed non è riuscita a trovare prove di un finanziamento governativo diretto alla “Internet Research  Agency” il complesso di troll favorevoli al Cremlino che lavorano in via Savushkina 55, ma ha citato un numero di fonti che hanno rivelato qualche livello di complicità.”

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Nel mio prossimo lavoro vi fornirò altri link, schermate e traduzioni. Vi dimostrerò come questa storia si connette con la guerra in Medio Oriente e con la guerra internazionale alla popolazione russa in Ucraina.

In conclusione va solo aggiunto che tutto quello che gli Stati Uniti toccano diventa un campo di battaglia. L’ edificio di via Savushkina, 55 a San Pietroburgo non fa eccezione.

La gente che lavora lì sta ricevendo diverse minacce di morte. Delle realtà del mondo dell’ informazione popolari di buona qualità devono nascondere la loro reale sede e affittare uffici distaccati dall’ altra parte della città per i loro visitatori, perché la gente ha paura di andare lì.

Giornalisti e impiegati di diverse attività minacciati online di stupro.

Minacce di impiccare giornalisti durante un “meeting di protesta” del 1 ottobre 2017

Almeno un caso di attacco terroristico all’ ufficio ha prodotto un incendio doloso il 26 ottobre 2016.

Il 26 ottobre 2016 diversi uomini hanno lanciato bottiglie molotov alle finestre di Nevskie Novosti (Neva News). Fortunatamente negli uffici non c’era nessuno a parte il proprietario del gruppo editoriale, Evgeny Zubarev, che ha spento l’ incendio.

Tutto ciò, ogni minaccia, ogni semplice menzogna è responsabilità del governo degli Stati Uniti, dei suoi servizi di sicurezza, e di alcuni traditori (alcuni dei quali attualmente in carcere, altri a piede libero).


Aggiornamento:

Un paio di membri del Gruppo Kaspersky(Stoyanov e Dokuchaev), incluso il capo delle indagini sul criminne informatico (Stoyanov),  sono stati arrestati dall’ FSB russo con l’ accusa di tradimento nel gennaio di quest’ anno. E’ stato arrestato anche un ufficiale dell’ FSB(Sergei Mikhailov). Le accuse di tradimento lasciano pensare che stessero agendo nell’ interesse di una potenza straniera. Sputnik

Potrebbe essere che le azioni USA contro il softwere anti virus Kaspersky Lab siano un tentativo di limitare le conseguenze del processo agli operativi della stessa Kaspersky e dell’ FSB?

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Articolo di Scott Humor pubblicato su The Saker il 15 ottobre 2017

Tradotto in italiano da Marco Bordoni per Saker Italia il 20 novembre 2017

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