Il 22 novembre, 63 giorni fa, il 22 novembre è partita [in inglese] la corsa dei media “occidentali” alla guerra in Ucraina:

Gli Stati Uniti hanno condiviso informazioni, comprese mappe con gli alleati europei, che mostrano un accumulo di truppe e artiglieria russe che si preparano a un’offensiva rapida su larga scala in Ucraina da più località, se il presidente Vladimir Putin deciderà di invadere, secondo persone che hanno familiarità con le conversazioni.

Quelle informazioni sono state trasmesse ad alcuni membri della NATO la scorsa settimana per sostenere le preoccupazioni degli Stati Uniti sulle possibili intenzioni di Putin, e uno sforzo diplomatico sempre più frenetico per dissuaderlo da qualsiasi incursione, con i leader europei che si confrontano direttamente con il presidente russo. La diplomazia è informata da una valutazione americana secondo cui Putin potrebbe pensare ad un’invasione all’inizio del prossimo anno, mentre le sue truppe si ammassano di nuovo vicino al confine.

Da allora non è successo nulla, ma non c’è stata alcuna interruzione nella narrazione [in inglese]:

In questo momento la vastità e la portata delle operazioni di informazione occidentali riguardanti l’Ucraina e la Russia, a mio avviso, sminuiscono ciò che è stato fatto prima della seconda invasione dell’Iraq.

Anche nella poco importante Australia, le emittenti pubbliche e commerciali presentano storie quotidiane sui coraggiosi ucraini che si preparano a un’imminente invasione russa, e la stampa presenta articoli di riflessione su Putin che cerca di ricreare i giorni di gloria di Caterina la Grande e un nuovo impero russo, ecc. Poi ci sono le storie di valorosi membri della NATO che si precipitano ad assistere la piccola Ucraina. Ora sono molto innervosito dalla portata e dall’evidente strabismo di questa copertura. I media sono totalmente a bordo del carro della guerra.

La maggior parte della propaganda è solo merda [in inglese]. Oggi sentiamo parlare di un richiamo di famiglie dei diplomatici statunitensi e britannici da Kiev, promesse di denaro e armi aggiuntive a Kiev, riposizionamento delle forze NATO e così via. Niente di tutto ciò avrebbe alcun effetto in caso di guerra. Ma tutto è fatto per mantenere questo articolo in cima alle notizie. Questa è senza dubbio una campagna condotta dalla CIA/MI6.

Manca solo una cosa, ed è l’interesse russo a invadere l’Ucraina.

Tuttavia, l’ex ambasciatore M.K. Bhadrakumar pensa che accadrà [in inglese] per ragioni strategiche:

Fondamentalmente, gli Stati Uniti hanno guadagnato terreno grazie a sforzi sostenuti negli ultimi tre decenni, da quando l’amministrazione Clinton ha messo in atto una strategia concertata in previsione di una Russia in ripresa in poco tempo. Ora che gli Stati Uniti hanno preso il sopravvento, sono riluttanti a rinunciarvi.

Dal punto di vista di Washington, questo è un modello chiave della lotta geopolitica che si sta svolgendo per il nuovo ordine mondiale, dopo l’ascesa della Cina e lo spostamento della dinamica del potere da ovest a est. Ridurre le dimensioni della Russia ed essere in grado di intimidirla è un prerequisito prima che gli Stati Uniti affrontino la Cina in modo totale. Basti dire che l’Ucraina è diventata un campo di battaglia in cui si sta svolgendo una titanica prova di volontà.

L’obiettivo finale della Russia sarà un’Ucraina federata attraverso una riforma costituzionale, preservando intatte la sovranità, l’unità nazionale e l’integrità territoriale del paese, mentre le regioni godono di autonomia. L’Europa potrebbe accoglierla come il modo migliore per stabilizzare la situazione e rimuovere il potenziale di futuri conflitti.

Beh forse. Ci sono diversi thread su come una tale invasione potrebbe plausibilmente procedere [entrambi in inglese]. Nessuno dubita che la Russia vincerebbe militarmente.

La Russia ha buone ragioni per invadere l’Ucraina, ma ci sono anche buone ragioni per non invaderla. Potrebbe diventare un macigno al collo della Russia.

L’obiettivo della Russia è cambiare la posizione aggressiva che gli Stati Uniti e i loro ascari della NATO stanno assumendo nei suoi confronti.

Invadere l’Ucraina farebbe il contrario. Aumenterebbe il numero di truppe nei paesi NATO dell’Europa orientale,, e avrebbe un impatto negativo sulla posizione strategica della Russia. Solo il complesso industriale militare e mediatico occidentale ne trarrebbe profitto.

Credo che l’attuale campagna mediatica “occidentale” è concepita per fornire copertura ad una operazione ucraina contro le province ribelli del Donbass.

Murad Gazdiev @MuradGazdiev – 12:47 UTC • 24 gennaio 2022

❗️Il Presidente Zelenskyj parla al Servizio di Intelligence Estero dell’Ucraina:

“Abbiamo imparato a contenere le minacce esterne. È tempo di iniziare azioni offensive volte a garantire i nostri interessi nazionali. I nostri cittadini sono uniti nel volere restituito il loro territorio”

Video incorporato

La Russia deve essere spinta a non intervenire nella campagna ucraina o, in alternativa, ad intervenire con una massiccia invasione. Entrambe si adatterebbero ai desideri degli Stati Uniti, anche se la prima è preferita. Ecco perché gli Stati Uniti stanno minacciando la Russia di sanzioni. (Sanzioni che porterebbero il petrolio sopra i 100 dollari al barile? Sanzioni che danneggerebbero i paesi europei della NATO e il mercato azionario statunitense molto più della Russia?)

Il presidente russo Vladimir Putin è un judoka, non un pugile.

Se il Donbass venisse attaccato, la Russia interverrebbe sicuramente, ma potrebbe e probabilmente lo farebbe senza un’invasione. L’artiglieria e forse qualche campagna aerea sarebbero sufficienti per distruggere gli attaccanti ucraini.

Il quadro reale è molto più ampio. La Russia vuole costringere gli Stati Uniti ad accettare un’atteggiamento non aggressivo in Europa. Ciò richiede una minaccia per gli stessi Stati Uniti. Washington tornerà in sé solo quando sentirà di essere sotto una minaccia diretta. Una minaccia nuova e molto visibile.

Ecco perché trovo intrigante questa notizia:

Vladimir Putin ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente della Repubblica di Cuba Miguel Díaz-Canel [in inglese].

24 gennaio 2022 18:10

I leader hanno avuto un approfondito scambio di opinioni sulla cooperazione bilaterale nel commercio, nell’economia e negli investimenti. Il Presidente di Cuba ha ringraziato la Russia per gli aiuti umanitari forniti alla repubblica, anche nel contesto della lotta al COVID-19. I presidenti hanno discusso dell’ulteriore coordinamento delle azioni di Russia e Cuba nell’arena internazionale in linea con i principi del partenariato strategico e le tradizioni di amicizia e comprensione reciproca.

Vladimir Putin e Miguel Diaz-Canel hanno riaffermato il loro impegno a rafforzare le relazioni bilaterali e hanno deciso di intensificare i contatti a diversi livelli.

Quattro giorni fa si è tenuta una telefonata simile [in inglese] con il Presidente del Venezuela:

I leader hanno riaffermato il loro impegno per uno stretto coordinamento negli affari internazionali in linea con i principi di partenariato strategico che sono alla base delle relazioni bilaterali.

Quando la Russia ha consegnato a Washington due bozze di trattati, ha minacciato che sarebbero seguiti passi “tecnici militari” se gli Stati Uniti avessero rifiutato le richieste della Russia. Credo che questo sia linguaggio in codice per il dispiegamento di sistemi d’arma esistenti o nuovi.

Durante la Guerra Fredda, lo stazionamento di missili russi a Cuba costrinse gli Stati Uniti a ritirare i missili dalla Turchia e dall’Italia. Nient’altro aveva funzionato, ma i missili su Cuba sì.

Allora perché non imparare dalla storia e ripetere un passo del genere?

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Pubblicato su Moon of Alabama il 24 gennaio 2022
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

[le note in questo formato sono del traduttore]

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