Lo scorso 3 aprile Vladimir Putin ha partecipato al Forum organizzato dal Fronte Popolare Panrusso, un movimento apartitico di attivismo politico. L’incontro di quest’anno era dedicato ai Media Locali e Regionali. Il Presidente ha risposto alle domande dei cittadini partecipanti, intervenendo su tanti temi: la libertà di stampa, la rappresentanza politica, la sicurezza stradale, il teatro, la pesca nel lago Baikal e l’ecologia in Crimea. Ha risposto anche a numerose brevi domande di carattere personale. Abbiamo deciso di presentarvi una trascrizione del dibattito.

Vladimir Putin: Buon pomeriggio, amici e colleghi. Questo, credo, è il nostro quarto incontro. È diventata una tradizione e, credo, una tradizione utile. È sempre un grande piacere incontrarsi con voi. Non è solo piacevole ma anche davvero utile, perché questo è esattamente il riscontro di cui parliamo tanto spesso. Perché, in particolare, è così utile incontrarsi con voi? Perché voi siete proprio, letteralmente, sulla linea del fonte. State fra la gente, conoscete la situazione, osservate e comprendete quello che accade ed esprimete il vostro punto di vista il che, personalmente, è di mio interesse. I vostri colleghi delle società di comunicazioni federali coprono oggi questo evento, che quindi sarà interessante ed importante per una vasta platea, per i milioni di persone che, tramite i media, vedranno e sentiranno la nostra discussione e si formeranno la loro opinione su quel che dico io e su quel che dite voi. È attraverso la Camera Pubblica, attraverso i rappresentanti locali ed attraverso voi, media regionali, che quei milioni possono influire sulle decisioni prese a livello regionale, locale e federale. Ecco qual è l’oggetto del nostro lavoro comune. Lasciate che concluda qui il mio intervento. Credo sarà più proficuo e interessante, per tutti noi e per i nostri spettatori ed ascoltatori, seguire la nostra discussione in diretta. Molte grazie.

Vladimir Putin: (rispondendo alle osservazioni di Vladimir Pavlovsky, del giornale Krasnoyarsky Rabochy [Il Lavoro di Krasnoyarsk])  Voi state combattendo battaglie con funzionari civili. La burocrazia delle istituzioni civili è causa di molti problemi e su questo punto siamo costretti a intervenire frequentemente. La questione non si pone solo nel nostro contesto, ma in tutti i paesi e una stampa libera in una società  democratica si confronterà sempre con le autorità. È assolutamente giusto ed appropriato. Io preferirei davvero non vedere la stampa e i funzionari civili bloccati in un confronto senza fine. Le assicuro che la burocrazia civile conta nelle sue fila molte persone patriottiche, oneste ed attive. La mia grande speranza è che voi possiate vederli come una risorsa e che loro possano vedervi come una risorsa. Ciò è molto importante, perché se tutti ci esauriamo in questo confronto, finiamo per metterci i bastoni fra le ruote da ambo le parti, ma se lavoriamo in vista di un fine comune, possiamo ottenere risultati molto maggiori.

Vladimir Pavlovsky: Signor Presidente, cerchiamo di trovare un compromesso ma, purtroppo, questo tentativo non è sempre reciproco.

Vladimir Putin: Beh, non sempre, vero. Sempre sarebbe impossibile. Ciascuno lotta sempre per il suo risultato e ricerca alleati. Ma voi avete alleati, perché i funzionari onesti e i giornalisti onesti hanno un fine comune: il bene collettivo. Non possiamo averne altri.

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Ilya Remeslo: Sono Remeslo, un blogger  di San Pietroburgo. Signor Presidente, recentemente abbiamo visto su internet molta informazione illegale, in particolare estremismo ed istigazioni al suicidio. Altri paesi spesso adottano linee molto dure su queste questioni. Ad esempio la Cina ha predisposto un sistema completo per bloccare la rete con firewall e restrizioni alla visualizzazione di grandi siti occidentali. Nello stesso tempo, comunque, internet è uno strumento utile per pubblicizzare il tipo di inchieste che io e i miei colleghi conduciamo. Crede che la Russia dovrebbe copiare il modello cinese di restrizione all’accesso ad internet, o che dovremmo seguire una nostra strada, un approccio più moderato, per non restringere il diritto a pubblicare informazioni utili?

Vladimir Putin: Noi seguiamo sempre la nostra strada, ma ciò non vale solo per noi. Per la verità quasi tutti i paesi seguono una loro strada. Ci sono alcune tendenze e regole comuni che noi seguiamo. Dobbiamo comunque considerare lo stato della nostra società. Prima di tutto, in nessun posto del mondo troverà una deregolamentazione e liberalizzazione totale di internet. Tutti i paesi impongono restrizioni di questo o quel tipo sui contenuti e sull’utilizzo. L’Europa e gli Stati Uniti hanno regole molto rigide. Sono state introdotte e rafforzate sotto la pressione dei tragici eventi dell’11 settembre negli Stati Uniti e dopo una serie di attacchi terroristici nei paesi europei. Non credo noi si abbia il diritto di criticare chicchessia, perché tutte queste restrizioni e regolamentazioni devono corrispondere al livello di sviluppo delle singole società. Ci ricordiamo entrambi gli anni novanta. Qui ci sono tanti giovani, ma probabilmente anche loro sanno che, a quei tempi, la democrazia venne sulle prime intesa come permissivismo indiscriminato e il mercato come un furto di massa delle proprietà statali. Semplicemente non eravamo pronti a quei processi ma, in seguito, gradualmente, le società maturano e la gente inizia a capire cosa va bene e cosa va male, cosa possiamo accettare oggi e cosa invece non ci serve. Quindi non penso che abbiamo il diritto di criticare, poniamo, la Cina. Sono un miliardo e mezzo. Bene: ci provi lei a governare un miliardo e mezzo di persone.

Napoleone una volta disse “la Cina dorme e speriamo che dorma più a lungo possibile”. Comunque  la Cina si è svegliata da lungo tempo e questi processi devono essere gestiti in qualche modo. La libertà in internet è uno spazio in cui possono dilagare bufale, bufale diffuse con sistemi automatici, che inducono l’intero sistema a mettersi  in moto e lo inducono a produrre appelli, agitare le persone per questa o quella causa… e tutto ciò viene fatto da un singolo centro di controllo. Naturalmente le autorità devono tenere presente questa situazione e adottare misure che possano scongiurare possibili minacce.

Le nostre restrizioni sono ben note. Proibiamo l’istigazione al suicidio, la pornografia infantile, il terrorismo, il narcotraffico e così via. Queste restrizioni sono ben operanti; comunque, se ricorda, quando questi argomenti furono pubblicamente discussi, vennero sollevati timori che le autorità avrebbero cominciato a zittire tutti, a proibire qualsiasi cosa. Ma no, non abbiamo proibito nulla. Tutto va avanti normalmente. Molte persone pensano che le nostre misure siano insufficienti e sostengono che dovrebbero essere più rigorose. È il genere di materia scottante che richiede un lavoro e una soluzione comuni. Le autorità non dovrebbero adottare l’approccio che gli è più congeniale. Personalmente credo che queste restrizioni siano sufficienti nella situazione attuale. Credo che l’approccio generale debba essere quello di contrastare tutto ciò che la legge proibisce e che questo dovrebbe essere fatto con attenzione, con competenza e in modo civile in rete. È tutto qui. Tutto ciò che non è proibito dalla legge, è permesso.

Irina Alexandrova: Irina Alexandrova, capo editore del sito internet ulnovosti.ru, Regione di Ulyanovsk. La mia domanda è sulle strade. Il progetto “Ispezione delle Strade del Fronte Popolare” iniziò nel 2008. Ritengo che, quest’anno, dei volontari hanno fatto un passo in più predisponendo una mappa interattiva delle strade “bombardate” della Federazione Russa e proponendo ai cittadini di segnalare la loro strada “bombardata” preferita su questa mappa interattiva. Crede che questo progetto del Fronte Popolare potrebbe e dovrebbe diventare una forma di raccomandazione e un manuale pratico per i funzionari nel loro lavoro?

Vladimir Putin: Certo che sì. Il Ministero del Trasporti ha una estesa organizzazione pubblica, e potete lavorare tramite loro, ma è molto importante avere un supporto informativo, una copertura della materia, perché questo ci permette di comprendere la situazione reale. Quando il Fronte Popolare ha iniziato a sollevare il tema, ciò ha motivato il governo federale e, in particolare, le autorità regionali, a prendere l’iniziativa, sebbene siamo tutti d’accordo che siamo lontani da una soluzione. Ma i programmi necessari sono stati varati, in particolare grazie a questi sforzi. Uno dei nostri programmi prioritari, per esempio, porterà il 50% delle strade nelle città pubbliche al livello degli standard entro il 2018, e l’85% entro il 2025. Questo tipo di informazioni potrà essere volto apprezzato nel perseguimento di questa nobile causa. Grazie.

Anna Votinova: Buon pomeriggio, Signor Presidente. Mi chiamo Anna Votinova, sono una giornalista ed una volontaria della regione di Voronez. Il movimento del volontariato oggi è un argomento molto rilevante. Molte persone vogliono aiutare gli altri o farsi aiutare dagli altri, ma non sanno come farlo. Informazioni sul volontariato appaiono per lo più sulle reti sociali, ma solo raramente sui media. Non esiste un riferimento unico, una fonte unitaria su internet, dove tutte le informazioni possano essere raccolte in un solo posto. In questa situazione, proporrei di creare una fonte unica federale su internet per il volontariato. Ho anche un’altra proposta. Quest’anno è l’Anno dell’Ambiente. L’anno prossimo potrebbe essere l’anno dell’attivismo civico e del volontariato. Un altro punto è che, a livello mondiale, la gente celebra la Giornata del Volontariato il 5 Dicembre, me questa data non è molto enfatizzata in Russia. Potrebbe forse diventare festa nazionale? Grazie.

Vladimir Putin: Le pare che non abbiamo abbastanza vacanze? Siamo criticati per averne troppe, e Lei suggerisce di aggiungerne un’altra? Sempre sulla breccia, giusto? L’idea in sé è molto buona. Come sa, sempre più gente pratica volontariato. Come ho già detto in precedenze, pubblicamente, in varie occasioni, queste persone semplicemente rispondono alla chiamata dei loro cuori. Posso sbagliarmi, ma penso che circa il 7% della popolazione qui da noi partecipi ad iniziative di volontariato, e circa il 15% a questa o quella iniziativa di interesse pubblico. È un sacco di gente,  un buon dato. Naturalmente Lei ha ragione sostenendo che dobbiamo fare attenzione a questa gente, sostenerla, anche sul piano morale, e sarebbe opportuno istituire un Giorno del Volontario.

Darò istruzioni al Governo di procedere in questo senso e di assicurarsi che ciò non causi passivi di bilancio. Naturalmente, per tutti quelli che desiderano rendersi utili, una fonte di informazioni potrebbe essere di grande aiuto. Ci penseremo e lavoreremo sulla Sua proposta. Grazie.

Olga Syomina: Buon pomeriggio, Signor Presidente. Sono Olga Syomina, della città di Osa, nella regione di Perm. Redigo la pagina degli eventi culturali per il mio giornali, e amo il teatro. Il Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm [in italiano] è conosciuto in tutto il mondo. È una compagnia professionale che organizza brillanti rappresentazioni.

Vladimir Putin: Il Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm? Avete anche la migliore scuola di danza del paese.

Olga Syomina: È vero. Molti teatri nel nostro paese ricevono fondi federali, mentre il Teatro dell’Opera e del Balletto, uno dei migliori del paese con Mariinsky ed il Bolshoi, non riceve alcun sostegno? Potrebbe il Teatro e dell’Opera Accademica e del Balletto di Perm contare sul sostegno federale?

Vladimir Putin: Ho menzionato la scuola di danza. Davvero, assieme alla scuola di danza Vaganova di San Pietroburgo e alla scuola di Mosca, è una delle migliori del nostro paese e senza dubbio una delle migliori al mondo. Ci sono ottime tradizioni e la scuola è bellissima. Il vostro teatro ha più di 100 anni. Ha aperto nel 1890, o forse nel 1870. Naturalmente è un fantastico gruppo di persone con grandi tradizioni. Per quanto riguarda i finanziamenti, questa idea è partita nel 2003, ma non per merito mio. Beh, in effetti l’ho sostenuta, ma ho avuto l’imbeccata dal direttore artistico della Filarmonica di San Pietroburgo Yuri Termirkanov, che venne da me nel 2003 e mi convinse che i principali gruppi musicali hanno bisogno di un sostegno diretto. È che così che l’idea prese forma. Poi ha iniziato gradualmente ad espandersi. Credo che al momento siano 83 i gruppi musicali che ricevono finanziamenti. Più tardi introducemmo i finanziamenti governativi. Alcune regioni provvedono a finanziamenti regionali. In generale questa prassi è intelligente. Purtroppo, dal 2012 (se il Ministro della Cultura Medinsky è presente lo confermerà), non abbiamo più aumentato l’importo annuale dei finanziamenti, che è rimasto a 5 miliardi di rubli. In conseguenza, aggiungere un’ altro beneficiario da soddisfare con questi 5 miliardi, tenuto conto del fatto che l’importo non è mai stato adeguato all’inflazione, significherebbe un taglio di bilancio per gli altri. Ripeto: non abbiamo aumentato la somma dal 2012 sebbene sappia che il signor Medinsky ha affrontato la questione di incrementare gli stanziamenti presso il Governo.

Quindi dobbiamo in definitiva girare questo problema al Governo. In ogni caso i finanziamenti non risolvono questo problema, in generale. Come ho accennato prima, l’idea dei finanziamenti diretti venne promossa come strumento straordinario in un periodo di particolari difficoltà finanziarie e in un contesto economico molto difficile. Ciò di cui abbiamo bisogno è di elevare il livello di benessere materiale dei nostri migliori collettivi.

Sa che questi finanziamenti erano finalizzati a mantenere l’eccellenza dei gruppi musicali ad un livello internazionale, in modo che i membri di questi gruppi fossero pagati non meno di quelli dei migliori gruppi del mondo? Diversamente, con le frontiere aperte, avrebbero semplicemente lasciato il nostro paese. Come si sa, il lavoro, e anche la musica è un lavoro, un lavoro duro, cerca il migliore ambiente per esprimere le proprie potenzialità, è così che funziona. Siamo quindi stati costretti ad alzargli gli stipendi, forse non proprio al livello dei migliori musicisti internazionali, ma vicino, tenuto conto della qualità della vita nel nostro paese e del fatto che loro vivono nel loro paese, nella loro lingua e nella loro cultura, fattore anche questo importante. Ecco quindi quali erano le linee guida sulle quali prendemmo quelle decisioni.

Vediamo cosa possiamo fare per le squadre del Teatro dell’Opera e del Balletto di Perm. Almeno, dovremmo adeguare il loro compenso all’inflazione. Il signor Medinsky, dovrà impegnarsi su questo fronte, ed io cercherò di sostenerla. Dobbiamo incrementare la somma dei finanziamenti. Non lo facciamo dal 2012 ed è colata a picco.

Co-presidente del Comitato Centrale del Fronte Popolare Russo Stanislav Govorukhin: Posso inserirmi? So, per esperienza dagli incontri precedenti, che le conversazioni più interessanti iniziano quando Lei assume il ruolo di regista e inizia a fare domande al pubblico. Mi sa che questo momento stia per arrivare. Comunque, prima che Lei prenda il timone, suggerisco che si cambi un po’ il tono delle nostre conversazioni, da uno accademico ad uno più dinamico. Ieri abbiamo messo un bussolotto con la scritta: “la più breve domanda al Presidente”. Abbiamo raccolto un numero incredibile di domande. Ne ho selezionate alcune che mi sono piaciute. Facciamo un giro veloce? Ha tempo per la narrativa?

Vladimir Putin: Sì.

Stanislav Govorukhin: Pensa di attraversare il Ponte di Crimea in macchina?

Vladimir Putin: Sì.

Stanislav Govorukhin: Ok, eccone una un po’ più impegnativa: chi se la passa bene in Russia?

Vladimir Putin: Registi e gente che lavora nel ramo creativo.

Stanislav Govorukhin: Va bene, ci sto. Che beve la mattina, the o caffè?

Vladimir Putin: The.

Stanislav Govorukhin: Qual è il suo cibo preferito.

Vladimir Putin: La kasha [pappa di cereali].

Stanislav Govorukhin: Che tipo?

Vladimir Putin: Oggi l’ho presa di riso. Per lo più la prendo di riso o di grano saraceno. I nostri cereali tradizionali russi. Non mangio fiocchi d’avena. Di tanto in tanto, miglio.

Stanislav Govorukhin: C’è un posto in Russia dove non è mai stato e dove le piacerebbe andare.

Vladimir Putin: La Chukotka [nell’estremo Oriente russo, sullo stretto di Bering].

Stanislav Govorukhin: Che cartone animato sovietico ogni russo dovrebbe vedere?

Vladimir Putin: Quello con la lepre ed il lupo.

Olga Timofeyeva: Ma promuove il fumo.

Vladimir Putin: Vediamo pubblicità di ogni cosa. È importante avere la prospettiva giusta sulle cose.

Stanislav Govorukhin: Qual è la cosa più difficile da fare, per lei?

Vladimir Putin: Alzarsi la mattina.

Stanislav Govorukhin: Chi arriverà primo su Marte?

Vladimir Putin: Qualche tipo di macchina. Perché? Pochi sanno che con i veicoli spaziali attuali è improbabile che un organismo vivente sopravviva molto lontano dalla Terra. Un organismo vivente, nello spazio esterno, non è protetto dall’astronave. Forse le cose cambieranno e questa possibilità verrà realizzata presto, ma per ora si sono incontrati degli ostacoli. Ecco perché la ricerca spaziale verrà condotta usando attrezzature speciali.

Stanislav Govorukhin: Sente musica? Di che tipo?

Vladimir Putin: Ogni giorno. Rachmaninov, Bach, Beethoven, Mozart, e Tchaikovsky.

Stanislav Govorukhin: Dove comincia la Patria?

Vladimir Putin: La Patria è nei nostri cuori. Comincia tutto con le nostre mamme.

Stanislav Govorukhin: Ha un sogno?

Vladimir Putin: Sì. (Risate fra il pubblico)

Stanislav Govorukhin: La gente vuole una risposta più dettagliata.

Vladimir Putin: No, ha fatto una domanda, ho risposto. (Risate fra il pubblico.)

Stanislav Govorukhin: Chi vorrebbe incontrare dei grandi russi del passato?

Vladimir Putin: Pietro il Grande e Caterina la Grande.

Alexey Gerasimov: Alexey Grasimov, vice capo redattore del giornale Chas Pik [Ora di Punta]. Signor Presidente, recentemente Lei ha sottolineato la necessità di ascoltare la gente, la Nazione. Sa, forse ascoltano, ma la gente non ha riscontro, non ha un riscontro diretto. Nella Regione di Sverdlovsk hanno abolito le elezioni dirette dei sindaci delle città e dei municipi. Ora una persona ordinaria non ha possibilità di venire eletta. Le imprese che sostengono le città, le grandi realtà economiche mettono sul piatto le loro finanze e l’uomo della strada non ha nessuna speranza di competere. Quindi vorrei chiedere, o meglio suggerire: forse dovremmo ripristinare le elezioni, le elezioni dirette dei sindaci ed elezioni dei deputati in circoscrizioni singole.

Vladimir Putin: Nessuno ha abrogate le elezioni dirette. La legge in vigore prevede elezioni tramite voto diretto e segreto.

Alexey Gerasimov: Signor Presidente, mi perdoni, ma Lei recentemente ha detto che sa come vengono eletti gli organi rappresentativi pubblici (credo lei parlasse ad un convegno di argomento medico) e i deputati, sfortunatamente, sono eletti nello stesso modo. È molto difficile cambiare quel processo.

Vladimir Putin: Lo penso anche io e, mi creda, siamo sulla stessa lunghezza d’onda. Ma la democrazia parlamentare ha molti difetti e li vediamo in ogni ambito. Questi difetti sono intrinseci al sistema della democrazia parlamentare, semplicemente esistono. In Europa li analizzano con grande attenzione e criticano la distanza fra i parlamentari ed il popolo. Se legge le analisi che fanno là, vedrà che la faccenda è la stessa. Quando abbiamo autorizzato le autorità locali a scegliere le modalità di formazione  delle istituzioni locali abbiamo inteso che il voto diretto e lo scrutinio segreto rimanessero: se non puoi eleggere un sindaco, devi farlo scegliere dall’assemblea eletta, che gli fa firmare un contratto e così via.

Tutto questo può ovviamente essere cancellato da una legge federale, la questione può essere chiusa  e tutti i candidati finirebbero sullo stesso piano, chiusi in un carro bestiame, ma ci piacerebbe non essere costretti a farlo. Vorremmo dare alla gente la possibilità di scegliere i metodi di formazione dei corpi governativi locali nella maniera che più si confà alla loro particolare regione.

Vede, siamo un paese multinazionale, abbiamo repubbliche nazionali, diverse entità etniche, ciascuna con le proprie caratteristiche distintive. Per esempio, in alcune entità federali nel Caucaso uno, due tre o quattro gruppi etnici sono considerati protetti e devono essere rappresentati nei corpi governativi. Diciamo le cose come stanno: la gente dovrebbe essere eletta nei corpi governativi ed amministrativi per meriti personali, e non sulla base di appartenenze etniche. Giusto? In ogni caso il fatto è che storicamente se qualche gruppo etnico non è rappresentato questo diventa un problema, da quelle parti. Noi prendiamo atto della situazione perché è così da decenni, forse secoli. Bisogna dargli la possibilità di affrontare queste questioni in maniera indipendente.

Nello stesso modo non ha senso introdurre regole differenti per le repubbliche nazionali. Per esempio, il maggiore gruppo etnico in Russia dopo i Russi è quello dei Tatari. Metà di loro vive in Tatarstan e l’altra metà sparsa su tutto il territorio della Federazione Russa. E quindi? Dovremmo fissare regole speciali per il Tatarstan? E allora gli altri Tatari che vivono nelle altre regioni dovrebbero avere i diritti riconosciuti in misura minore? Non è possibile. In ogni caso dobbiamo considerare anche questo problema.

Per quanto riguarda le grandi imprese e le altre imprese di importanza sistemica per le città, i villaggi e così via… Guardi. Eserciteranno la loro influenza in ogni caso. Ci ho pensato. Eserciteranno la loro influenza anche se si vota con voto diretto e segreto. Come ha detto giustamente hanno un peso finanziario ed amministrativo, hanno influenza sui sindacati dei loro dipendenti. L’influenza resterà. Dovremmo inventare qualche forma di democrazia diretta, efficiente e capace di minimizzare i rischi. Dovremmo pensarci. Siamo sulla Sua stessa lunghezza d’onda. Ci penseremo, ok?

Yulia Mamontova: Mi chiamo Yulia Mamontova. Vengo dalla regione di Irkutsk. Sono una giornalista del giornale Baikalskiye Zori [Albe del Baikal] nel distretto di Olkhon, sulle rive del Lago Baikal. I miei concittadini non mi perdoneranno mai se non Le chiederò un favore. Abbiamo un grande numero di problemi irrisolti nel Baikal: ecologici, socioeconomici, relativi alla proprietà della terra e così via. Per esempio l’anno prossimo sarà proibita la pesca al salmone omul. Così centinaia o addirittura migliaia di famiglie resteranno senza reddito. Diversi tipi di attività economiche sono già proibiti nella regione. L’anno scorso Lei diede specifiche istruzioni, in particolare al governatore della regione di Irkutsk e al Presidente della Repubblica di Buriazia, di adottare misure per risolvere il problema della disoccupazione. Non hanno nemmeno organizzato un incontro di lavoro sull’argomento. Quindi crediamo che dovrebbe essere nominato un inviato presidenziale per la Buriazia, per coordinare le varie agenzie governative che passano tutto il tempo a litigare fra loro, con l’incarico di riferire a Lei. Grazie.

Vladimir Putin: Ha proposto argomenti interessanti. Per quanto riguarda il salmone omul. È chiaro che queste norme sono a tutela dell’ambiente. Se oggi peschi tutto, non ci sarà più nulla da pescare domani, e quindi il risultato sarà sempre restare a mani vuote, ma in circostanze tragiche. Sebbene, naturalmente, sia necessario fare attenzione anche alla correttezza ed alla tempestività della decisione. Naturalmente dobbiamo pensare all’occupazione. Se questo non accade, vi prometto (non so se ci serva un inviato speciale, ho talmente tanti inviati che presto non sarò nemmeno più in grado di ricordarmi come si chiamano) che mi occuperà del problema della disoccupazione, che è estremamente importante. Se viene proibito qualcosa, bisogna dare qualcosa in cambio, questo è chiaro. E prometto di mandare un segnale sia alle autorità regionali che al governo russo.

Anton Parkhomenko: Sono Anton Parkhomenko della Sevastopol Independent Television. Prima di tutto, prima di farle una domanda, vorrei ringraziarla a nome di tutti i residenti, chiunque io conosca, per la decisione presa nel 2014. È stata molto importante per noi. Grazie (applausi). Io credo che tutti gli abitanti del paese dovrebbero venire in Crimea, venire a Sebastopoli, ad ogni costo. In ogni caso, perché possiate godervi la vostra visita, dobbiamo prenderci cura del nostro unico patrimonio naturale. La mia domanda riguarda l’ambiente, e il tema specifico della riserva naturale di Laspi. È un posto meraviglioso presso la costa meridionale della Crimea al confine di Sebastopoli. Quando eravamo parte dell’Ucraina, circa 2.000 appezzamenti furono sottratti alla riserva, e in alcuni di essi sono già iniziate le costruzioni, certa gente stava costruendo grandi insediamenti residenziali. Sembra che ci si stia occupando del problema, sono state tenute delle audizioni, ed è stata approvata la creazione di un parco naturale protetto. Poi sono arrivati, non problemi, ma almeno preoccupazioni da una provenienza inaspettata. Sono uscite delle indiscrezioni secondo cui il Ministero dello Sviluppo Economico sta varando una legge che permette la costruzione di condomini e hotel dentro le aree protette, qualora sorgano all’interno dei confini cittadini. Vorrei segnalarLe che qui potrebbe nascere un problema potenziale. E avrei anche una domanda più ampia per Lei. Come si può trovare un equilibrio fra protezione ambientale e sviluppo della Crimea, che riceve enormi stanziamenti di bilancio, inclusa Sebastopoli, e con il Ponte di Crimea che, una volta costruito, provocherà ovviamente una massiccia espansione dello sviluppo, in modo da non perdere ciò che abbiamo?

Vladimir Putin: Sa, questo è un dilemma eterno. Eterno. È come chiedere cos’è l’amore. Vede, c’è sempre un conflitto fra sviluppo e conservazione, fra protezione della natura e sviluppo. Dovrebbe essere compito delle autorità della Crimea e di Sebastopoli assieme a voi, i residenti, determinare dove le costruzioni possono e devono essere intraprese e dove sia meglio soprassedere per preservare la natura unica della Crimea. Davvero unica. Sappiamo tutti che è una penisola, ma la distanza fra il continente e la costa meridionale è 290 chilometri, credo. Oltre al famoso pino di Crimea e ad altre specie vegetali, c’è anche un clima unico. È tutto davvero unico e dovremmo prendercene cura. Dovremmo usare tecnologie all’avanguardia, dovremmo rendere più stringenti le norme e i regolamenti sui piani urbanistici. Non voglio nemmeno commentare quello che hanno costruito nei decenni precedenti, lo sapete e lo vedete da soli: sono mostruosità. Questo è un atteggiamento consumistico, guadagnare ad ogni costo senza pensare a ciò che verrà dopo e a quello che penseranno le future generazioni.

Comunque oggi abbiamo una occasione unica per affrontare questi problemi alla radice, con grande attenzione e cura. Siete preoccupati per la decisione che si dice abbia preso il Ministero dello Sviluppo Economico? Parlerò con i miei colleghi, in modo che possano risolvere il problema con la vostra partecipazione, attraverso le strutture pubbliche competenti, anche a livello di ministri federali ed agenzie, fra il Ministero dello Sviluppo Economico, il Ministero delle Risorse Naturali e le autorità regionali. Non dietro le scene, non sottobanco. Non c’è altro modo.

Anastasia Vidyayeva: Signor Presidente, sono Anastasia Vidyayeva, della TV di Stato e Società Radiofonica della Mordovia. Prima di tutto vorrei ringraziarla per ogni cosa, perché la Russia ha attraversato diverse traversie e tutti qui ne sono coscienti (prezzo del petrolio in caduta, sanzioni…) ma la Mordovia è una repubblica agricola, e quindi contribuisce alla sviluppo del complesso agro-industriale. Ecco il tema della mia domanda: continuerà il sostegno all’agricoltura, alle aziende agricole? È importante, perché promuove il nostro sviluppo e, con questo strumento, abbiamo assistito al miglioramento degli affari nella nostra repubblica.

Vladimir Putin: È vero, non ci sono petrolio o gas in Mordovia… per lo meno non in quantità tali da suggerirne la commercializzazione. E l’agricoltura è uno dei principali settori del suo sviluppo. Ultimamente l’agricoltura ha mostrato buoni tassi di crescita, superiori al 3%. La Mordovia non fa eccezione. Avete fatto un ottimo lavoro. Probabilmente siete consci delle cifre del sostegno federale all’agricoltura di quest’anno e dell’anno passato. Non è in discesa, anzi aumenta, e insisteremo in futuro. Comunque credo che le cosiddette sanzioni che Lei ha menzionato non continueranno per sempre, ma se continueranno per sempre, noi limiteremo per sempre l’accesso al nostro mercato ai beni che possiamo produrre da soli. Non limitiamo l’importazione di tutto dagli altri paesi. Le nostre limitazioni sono selettive. Usiamo le sanzioni per restituire i colpi, e non tanto per fare male agli altri, quanto per aiutare noi stessi. E funziona.

Questo è il principio che ci guiderà anche in futuro. Faremo tutto quanto è bene per noi e cercheremo di evitare tutto quanto ostacola il nostro sviluppo. Ovviamente sosterremo tutti i soggetti del settore agricolo, compresi i piccoli coltivatori. Sono conscio del fatto che le questioni sul tavolo sono tante, specialmente quella della terra e sto seguendo con attenzione cosa sta succedendo in particolare nel territorio di Krasnodar. Ho chiesto più volte al procuratore generale di compiere indagini. Credo che i nostri colleghi a Krasnodar, preoccupati per i problemi della terra, sentiranno la nostra voce. Proprio come loro, credo che non ci dovremmo concentrare solo sulla produzione su larga scale, sebbene questa sia importante. Dobbiamo sostenere i piccoli coltivatori ed il commercio locale. Cercheremo di diversificare questo lavoro e non dimenticheremo che circa 40 milioni di nostri concittadini vivono in aree rurali. A loro va un grande grazie per il loro ottimo lavoro.

Moderatore: Grazie mille.

Vladimir Putin: Grazie mille a voi. Sapete, devo andare. Sfortunatamente ho un altro incontro che mi attende.

Moderatore:  Ci saluti Lukaschenko!

Vladimir Putin: Presenterò sicuramente i vostri saluti al signor Lukashenko. Grazie tante per il vostro lavoro. Buona fortuna!

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Trascrizione comparsa sul sito della Presidenza della Federazione Russa il 5 aprile 2017
Tradotto in italiano da Marco Bordoni per SakerItalia il 27 aprile 2017

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