Quest’anno il Valdai Discussion Club ha cambiato il suo formato – per la prima volta quattro leader in carica sono venuti a Sochi per partecipare contemporaneamente alla sessione plenaria principale. Grazie a questo quattro presidenti e un re si sono seduti sulle sedie bianche di Krasnaja Poljana, che di per sé suona come il nome di un romanzo di Dumas.

Per questo motivo, prima della sessione plenaria Vladimir Putin ha dovuto lavorare sodo. Il Presidente dell’Azerbaigian Ilham Aliyev, il Presidente del Kazakistan Kassym-Jomart Tokayev, il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte e il Re della Giordania Abdullah  II sono arrivati in Russia durante una visita di lavoro, ed è stato necessario avviare trattative con tutti loro. Pertanto, nella sala “Granat” dell’hotel “Glade in 1389” a Krasnaja Poljana, c’è stato solo il tempo sufficiente per cambiare le bandiere, mentre le delegazioni si susseguivano.

E solo dopo è iniziato l’evento principale, dedicato al ruolo dell’Oriente nel mondo moderno.

Quello che ci siamo abituati a chiamare ordine mondiale è finito, un sistema ordinato di norme, regole e forme di comportamento non ci sarà più, il mondo entra in un’era che può essere chiamata di anarchia internazionale – un libero arbitrio, dove tutti agiscono a loro discrezione”, ha spiegato il moderatore prescelto della discussione, il politologo Fedor Lukyanov. “Un equilibrio è possibile solo se si tiene conto degli interessi di tutti i partecipanti al processo internazionale, e in primo luogo dell’Oriente”.

Oggi l’Asia, con tutta la sua enorme estensione, torna al suo posto naturale negli affari globali, con la sua grande eredità”, ha affermato Putin in accordo. “Avendo usato saggiamente i frutti della globalizzazione e della rivoluzione tecnologica, ed essendo stati tra i leader economici, gli stati dell’Asia cercano di svolgere un ruolo più significativo e nella politica globale”.

Inoltre, non ha evitato la questione di un nuovo ordine globale in cui l’Oriente deve svolgere un ruolo importante.

Non si può fare a meno di un ordine globale coerente, ma sono necessarie sia flessibilità che non linearità”, ha sottolineato. “È necessario agire insieme, scavalcando stereotipi e cliché geopolitici. Solo in questo modo è possibile completare efficacemente compiti a livello globale, regionale e nazionale”.

Il presidente ha citato l’operazione russa in Siria come esempio.

Non tutti credevano che potesse finire in qualche modo positivamente. Al contrario, molti erano molto scettici, e si sono chiesti se fosse necessario, hanno chiesto se avessimo capito o no in quale vespaio ci saremmo ritrovati”, ha ricordato Putin. “Abbiamo sconfitto il terrorismo internazionale, che stava già quasi vincendo sul territorio della Siria. Dopo diversi anni la maggior parte del territorio siriano è stato liberato dai terroristi, il livello di violenza è diminuito in modo cardinale. Siamo riusciti ad entrare in stretto contatto con l’Iran, la Turchia, Israele, l’Arabia Saudita, la Giordania, altri paesi del Medio Oriente e con gli Stati Uniti. Certo, diversi anni fa era difficile persino immaginare un allineamento diplomatico così complicato di stati molto diversi, con emozioni molto diverse l’uno rispetto all’altro. Ma l’abbiamo raggiunto”.

Commento di Aleksandr Kots:

“Ho notato molto tempo fa che quattro anni dopo l’inizio dell’operazione nei commenti online o in radio ci si chiedeva beffardamente “E perché siamo lì?”, ma le persone semplicemente non sono interessate alla risposta. Bene, si può ripetere diverse volte che la distanza dal confine russo al confine siriano è inferiore di quella da Mosca a San Pietroburgo; che abbiamo ricevuto gratuitamente due basi nel Mediterraneo orientale; che quasi tutto il personale di volo ha vissuto un’esperienza unica lì; che quasi 5000 terroristi di lingua russa sono stati liquidati; che il finanziamento dell’operazione è derivato da una riduzione delle spese per le esercitazioni, e che i due terzi sono stati pagati grazie a contratti per la vendita di armi firmati durante questo periodo, e ciò non sarebbe stato possibile se le loro opportunità di combattimento non fossero state “mostrate visivamente”; che alla fine abbiamo restaurato la nostra influenza nella regione, confermando il rango di grande potenza tra i paesi e le civiltà, come ha affermato il presidente”.

Il presidente russo ha affermato che l’accordo siriano può diventare una sorta di modello per risolvere le crisi regionali, compresa la crisi nella penisola coreana. Un attento atteggiamento nei confronti delle tradizioni e della cultura reciproche dovrebbe aiutare a stabilire relazioni in uno spazio così vasto come l’Oriente, e qui, come ha sottolineato Putin, anche la Russia può imparare.

La Russia è una civiltà contadina che ha assorbito organicamente molte tradizioni e culture, e ha preservato la loro originalità, unicità e allo stesso tempo ha preservato, cosa molto importante, l’unità delle persone che vi abitano. Siamo molto orgogliosi e apprezziamo questa armonia di identità e destino comune dei popoli della Russia”, ha detto Putin.

Inoltre, a Putin è stato chiesto perché l’Ucraina è mostrata in cattiva luce sulla televisione russa?

Non dovremmo mostrare i nostri vicini, un popolo fraterno, sotto una cattiva luce”, ha concordato Putin. “Si può parlare delle politiche delle autorità al potere, ma non delle persone in alcun modo. Quindi, manca qualcosa nei nostri programmi. Ora parliamo della politica delle autorità ucraine in relazione ad un accordo nel sudest dell’Ucraina. La richiesta di un accordo è ovvia, penso, ed è per questo che Zelensky ha vinto in modo così convincente. Se avrà abbastanza coraggio per affrontare la questione fino in fondo, si affermerà come un politico forte. Riuscirà a farlo – non lo so. Deve mantenere le sue promesse elettorali”.

Nei loro discorsi i leader degli altri paesi hanno parlato dei propri problemi, ma quasi tutti erano in accordo.

Il fattore principale nel fatto che la Russia ha superato con onore i test più difficili è il fattore Vladimir Putin”, ha dichiarato Ilham Aliyev.

La Russia è un grande stato! Nessuno potrà negare che nessun problema globale o regionale può essere risolto nel mondo moderno senza la partecipazione costruttiva della Russia. Il merito globale di Vladimir Putin sta in questo”, ha fatto eco Kassym-Jomart Tokayev.

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Articolo di Dmitrij Smirnov pubblicato su Stalker Zone il 3 ottobre 2019
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per Saker Italia.

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