Andrey Vandenko: I progetti nazionali sono un classico: nulla riesce bene la prima voltaVladimir Putin: E perché?

Andrey Vandenko: Lei ha detto che i risultati del primo anno non sono stati così soddisfacenti…

Vladimir Putin: In primo luogo non ho detto così. Almeno non del tutto così. Questo come prima cosa. In secondo luogo io devo sempre…

Andrey Vandenko: «Le persone non hanno percepito i risultati», così recita una citazione di qualcuno vicino alla fonte originale.

Vladimir Putin: In primis io non solo devo tenermi costantemente bene informato ma anche tenere sotto pressione coloro che devono eseguire questi compiti. Mi creda…

Andrey Vandenko: Per scuotere le persone.

Vladimir Putin: Si, è necessario scuotere. Bisogna che le persone sentano il peso della propria responsabilità. Devono stare sotto una costante pressione amministrativa e in tensione. Semplicemente in base alla mia esperienza lavorativa, che è piuttosto seria, ho visto che basta togliere questa tensione che le persone iniziano subito a rilassarsi, per questo lo dico. Questa è la prima cosa.
Secondo, in effetti, non tutto è stato completato. Dei 38 obiettivi che erano stati fissati per quest’anno, solo 26 sono stati portati a termine.

Andrey Vandenko: In quest’anno? Il 2019?

Vladimir Putin: I restanti no. Ma 26 tuttavia sono stati portati a termine. E lei dice che la gente non l’abbia percepito…

Andrey Vandenko: Questo lo ha detto lei.

Vladimir Putin: Ma si, in un certo senso… Ho detto che devono percepire i risultati e in effetti qualcosa non lo hanno percepito. Non è tanto importante il fatto che le persone sappiano, quanto che percepiscano realmente i risultati su sé stessi.
Prendiamo ad esempio gli alloggi pericolanti: abbiamo fatto molto di più di quanto era stato pianificato. E chi ne ha beneficiato sono persone concrete. Questo è evidente. E uno. Queste sono cose che non possono essere inventate di sana pianta o cadere dal cielo; bisogna lavorarci sopra, stanziare delle risorse adeguate che vanno stornate da altri progetti. Non arrivano dal nulla. Possiamo dire ad esempio, ecco: «non deve succedere». Ed è tutto qui? E chi lo farà? Lo devono fare le persone. Oppure prendiamo un obiettivo generale: l’aumento della durata della vita: ecco, è aumentata, e anche durante quest’anno. Ed è la conseguenza del fatto che il tasso di mortalità si è abbassato, e si è abbassato in modo notevole. Questo è un fatto concreto, capisce?

Andrey Vandenko: Mentre nell’anno abbiamo avuto un calo (di popolazione).

Vladimir Putin: Abbiamo avuto un calo perché…

Andrey Vandenko: Oltretutto significativo.

Vladimir Putin: 260 mila, conosco quasi tutte le cifre.

Andrey Vandenko: Non avevo dubbi.

Vladimir Putin: E non ne dubiti perché me ne occupo ogni giorno. Lo si capiva già da prima. Guardi com’è da noi la situazione: la quantità di bambini in età scolare è cresciuta e continuerà a crescere nei prossimi anni. E sa perché? Perché qualche anno fa, diciamo 7-10 anni fa, è entrata in età fertile una generazione piuttosto numerosa. Mentre adesso in età fertile è entrata una quantità di persone piuttosto esigua a causa di due cali: negli anni 43-44 e a metà degli anni 90. Queste due linee si sono piegate verso il basso formando una depressione. Abbiamo semplicemente meno persone in età fertile. La quantità di donne nella fascia di età da 20 a 29 anni si è ridotta di 4,5 milioni, tutto qui. Questi sono dati oggettivi.

Andrey Vandenko: Non volevo dire che non ci debbano essere progetti nazionali. Voglio dire… lei ha molta esperienza. Prendiamo ad esempio le Olimpiadi di Soci, i Mondiali di calcio, il Summit della Cooperazione Economica Asiatico-Pacifica di Vladivostok, ovvero: obiettivo concreto, attacco, risultato, urrà!

Vladimir Putin: Non ho bisogno di nessun urrà. Ciò di cui ho bisogno è che il Paese si sviluppi e che lo faccia in modo progressivo, con sicurezza, in modo regolare e in tutti i settori.
Ciò che lei dice certo mi fa molto piacere. Ma è soprattutto vedere il risultato ciò che mi fa molto piacere, non quello che dice lei. Quando ad esempio vado a Vladivostok e guardo l’aeroporto che ho visto in costruzione, o guardo l’Università federale, lì dove è stata costruita un’intera città studentesca, mi fa molto piacere. E anche come si sta sviluppando la città di Soci.
Ma questi sono risultati singoli, isolati, capisce? Noi dobbiamo invece ottenere risultati su larga scala; non è sufficiente riuscire a portare a termine solo dei singoli progetti. Tutti gli strumenti utilizzati finora, inclusi i cosiddetti programmi statali, non sono adatti al raggiungimento degli obiettivi che abbiamo adesso di fronte a noi. L’ho già detto e lo voglio ripetere: la differenza tra i progetti nazionali e i precedenti programmi nazionali consiste proprio in questo: noi definiamo degli obiettivi concreti – prendiamo ad esempio il fattore demografico…

Andrey Vandenko: Alla tedesca (Si riferisce al modo di contare)

Vladimir Putin: Proprio così: uno, due, tre… Sì, obiettivi concreti. In secondo luogo andiamo a determinare il livello, il volume di risorse aggiuntive che consideriamo necessarie per il raggiungimento di questi obiettivi. Terzo, stabiliamo le persone responsabili per il raggiungimento degli obiettivi. Una finalizzazione di questo genere non l’abbiamo mai avuta in passato. Ci sono dei problemi legati al fatto che abbiamo degli obiettivi nazionali e dei progetti nazionali come strumento per raggiungere questi obiettivi. Forse dobbiamo combinare queste cose, come suggeriscono alcuni miei colleghi.
Ma questi meccanismi si possono perfezionare e allineare soltanto lavorandoci su. Non possiamo limitarci a stare seduti e osservare come scorre l’acqua.

Andrey Vandenko: In cosa si differenziano i suoi progetti nazionali da quelli di Medvedev?

Vladimir Putin: Con Medvedev non esistevano progetti nazionali strutturati come quelli che portiamo avanti adesso.

Andrey Vandenko: Intende dire che prima erano solo degli slogan pre-elettorali?

Vladimir Putin: Non erano slogan, erano programmi statali. Spiego nuovamente la differenza: si parlava di un problema generico e si definiva una attività per la sua risoluzione, senza chiarire in che modo. Adesso, lo ripeto ancora, abbiamo definito degli obiettivi; per il problema demografico, ad esempio, raggiungere una determinata durata di vita. Per questi obiettivi vengono stanziate delle risorse concrete. Per combattere le malattie oncologiche – un tot di risorse, per le malattie cardiovascolari – un tot di risorse, per il perfezionamento delle norme e la riduzione della mortalità per incidenti stradali – un tot di risorse, cioè per lo sviluppo della rete stradale e così via. E per ogni progetto viene stabilita una responsabilità di tipo personale. Ecco cosa sono i progetti nazionali. In passato non sono mai stati adottati strumenti simili.

Andrey Vandenko: Tra questi c’è qualche progetto in particolare che si trova sotto il suo continuo controllo?

Vladimir Putin: Tutti.

Andrey Vandenko: Tutti?

Vladimir Putin: Ma certo.

Andrey Vandenko: Così come se…

Vladimir Putin: Certo.

Andrey Vandenko: Ma uno che lei monitora in modo particolare, diciamo tutto il tempo…

Vladimir Putin: Il più importante è l’integratore per allungare la durata della vita.

Andrey Vandenko: Vedo che è già la terza volta che ne parla.

Vladimir Putin: Rispecchia tutto il resto. L’abbassamento del tasso di mortalità significa innalzamento della durata della vita. A proposito, il numero di persone che sono morte, che ci hanno lasciato per cause come problemi cardiovascolari, tubercolosi, incidenti stradali, si è notevolmente ridotto.

Andrey Vandenko: Tuttavia un certo scetticismo rimane riguardo…

Vladimir Putin: Lo scetticismo c’è sempre, c’è sempre stato e ci sarà sempre. È una cosa buona, è…

Andrey Vandenko: Kudrin ha di nuovo detto che non c’è un’intelaiatura nazionale e difficilmente ci sarà…

Vladimir Putin: Lo scetticismo è sempre uno stimolo per chi deve raggiungere un risultato concreto. Kudrin è molto bravo perché quando era ministro delle finanze è sempre intervenuto a favore di una rigida politica macroeconomica e affinché non venissero sperperate le risorse di bilancio in eccesso. Adesso lui sostiene di…

Andrey Vandenko: Sta quindi facendo dell’ironia?

Vladimir Putin: No, non faccio dell’ironia, è sempre stato così, lo ricordo bene; quando lui era ministro delle finanze era sempre contrario su qualsiasi argomento. Ad esempio era categoricamente contrario alla costruzione dell’anello stradale di San Pietroburgo. Venne da me per due volte con l’allora ministro dell’economia German Gref. Quando li misi a tacere, allora stanziarono le risorse per la costruzione dell’anello stradale intorno a San Pietroburgo. E lo stesso per molti altri progetti. Erano contrari per esempio alla costruzione del ponte sull’isola Russkij (per Vladivostok): troppo costoso. Erano contrari alla costruzione di alcuni impianti di carattere infrastrutturale a Soci, dicevano che non servivano, che erano troppo cari. Ecco, adesso sono stati costruiti, e tutto è attivo e funziona, grazie al cielo. Hanno sempre argomentato la propria posizione sostenendo che c’erano altre priorità più importanti, che bisognava avere cura della situazione macroeconomica, che non bisognava squilibrare il bilancio. Adesso invece sostengono che di risorse ce ne sono a sufficienza, che le politiche macroeconomiche e di bilancio possono anche essere ammorbidite, che si può modificare la cosiddetta asticella che prevede il taglio e l’accantonamento degli utili derivanti dall’esportazione di gas e petrolio e dirottare una parte maggiore di questi proventi anche diciamo a favore dei consumi.

Andrey Vandenko: Evidentemente ha cambiato punto di vista.

Vladimir Putin: Si, il suo punto di vista è cambiato e l’occhio vede ora in modo più oggettivo, perché non ha più paura di essere colpito da qualcosa.

Andrey Vandenko: È davvero così?

Vladimir Putin: Certo, per forza. Non ha più una responsabilità diretta. E le persone con le quali ha lavorato, in una certa misura suoi allievi, sono infatti un po’ perplesse.

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Terza parte (di 20) dell’intervista “20 domande a Vladimir Putin” uscita il 25 febbraio 2020
Tradotta in Italiano da Sergio Bedini ed Elena Petrova per Saker Italia il 16 marzo 2020

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