Non un nuovo ordine mondiale , ma il rispetto per la Russia in quello attuale

Vi è una diffusa consapevolezza tra le élite politiche e finanziarie russe che nel futuro prossimo il Paese continuerà ad essere in conflitto con l’Occidente.

Gli incredibili dati dei sondaggi sul gradimento del Presidente Vladimir Putin dicono chiaramente che ha il sostegno dell’opinione pubblica. E questo dà fiducia sia a Putin che alla Russia.

Per anni il Presidente è stato molto chiaro circa il fatto che la Russia non gradisce lo status quo globale. Il suo discorso al Consiglio della Federazione di questa settimana ne è la riprova.

Secondo Putin, l’intero sistema internazionale è truccato a vantaggio di Washington. L’esistenza stessa del dollaro statunitense assicura che Washington e i suoi più stretti alleati non permetteranno mai che il campo da gioco sia equo.

Detto questo, Putin non è ansioso di vedere il collasso dell’attuale sistema globale. Vuole più uguaglianza politica, ma sa anche che la Russia e le altre potenze emergenti affronteranno le conseguenze per aver sfidato e spezzato il consenso globale disegnato da Washington.

Perciò la Russia si sta preparando a futuri conflitti, una guerra con altri mezzi. I militari saranno sempre pronti per ogni eventualità, ma i conflitti che Putin ha in mente sono focalizzati su finanza, commercio, e guerra economica.

E il fatto che, mentre si prepara alla guerra, il Cremlino sia stato colpito dalle sanzioni occidentali a causa della crisi ucraina, è un nuovo campanello d’allarme.

Colpire uno o più individui e la loro ricchezza cambia raramente le scelte di politica interna o estera di un Paese. Ma colpire la capacità del settore energetico di agire sui mercati internazionali, per esempio, ha svelato debolezze pericolose. Da allora il Cremlino ha condotto “stress test” in numerosi settori alla ricerca di altri punti critici.

Putin spera per il meglio, ma si aspetta sfide importanti. Prepararsi ad una guerra non è mai facile.

Le sanzioni mordono, ma ciò che veramente fa male è il prezzo del petrolio

Ad oggi il bando all’importazione di prodotti alimentari ha avuto contraccolpi negativi minimi. I consumatori non sono preoccupati per il cibo; hanno altro in mente. La vera preoccupazione è la crescita dell’inflazione e la dolorosa caduta del rublo negli scambi internazionali, in atto dall’inizio del 2014.

Bassi prezzi del petrolio perduranti nel tempo hanno compresso gli appetiti fiscali e costretto la Russia a considerare una propria forma di austerità. Cosa che hanno dovuto fare anche molti individui. Presto sapremo quanti russi ha deciso di rimanere a casa durante la prossime festività invernali. E questo sarà un indicatore economico e politico interessante.

La situazione di stallo Russia – Occidente: entrambi sono determinati, la Russia è pronta

Fin dall’avvento della “stagione delle sanzioni” entrambe le parti si attengono all’uso delle loro armi classiche. Acciacchi e dolori, sì, ma finora non ossa rotte o un visite al pronto soccorso . Il bilancio per la Russia è molto buono.

Il Paese è in grado di coprire facilmente e ampiamente i debiti esteri e prevedere un lieve deficit di bilancio per la fine del 2015, senza dover ricorrere ai mercati internazionali per il rifinanziamento o la sottoscrizione di nuovi prestiti. Ciò implica una situazione di recessione per la maggior parte dell’anno.

Inoltre, un rublo debole aggiunge sicurezza al bilancio. E ancora, la sostituzione delle importazioni continuerà a ritmo sostenuto, come ad esempio i pezzi di ricambio militari un tempo provenienti dall’Ucraina. Tutto sommato, la Russia è pronta, mentre l’Occidente si azzuffa a combattere le divisioni interne.

Quale sarà la prossima mossa occidentale? Il Presidente statunitense Barack Obama e la Cancelliera tedesca Angela Merkel continuano a dire che sono impegnati a mantenere la linea dura contro la Russia, ma sono vaghi su ciò che potrebbero prevedere ulteriori sanzioni. In realtà non c’è molto altro che l’Occidente possa fare contro la Russia, senza colpire pesantemente le proprie economie.

Minacciare la Russia come l’Iran o la Corea del Nord è semplicemente insensato. L’Europa congelerebbe in inverno e il prezzo del petrolio salirebbe alle stelle. Tali condizioni potrebbero creare davvero l’impensabile – una guerra “calda” che in seguito sarebbe chiamata Terza Guerra Mondiale.

Un Ordine Mondiale russo?

Fin dalla Grande Recessione del 2008 la Russia è stata brillantemente consapevole delle proprie vulnerabilità. Essere troppo strettamente legata alle istituzioni finanziarie occidentali è una di queste.

La crisi ucraina ci ricorda che la Russia deve sviluppare misure di salvaguardia contro le debolezze e i pericoli provenienti dall’Occidente, in particolare quelli che si trovano a Wall Street. Ma sarebbe un errore credere che Putin vuole far uscire la Russia del sistema economico globale.

Putin sta faticosamente cercando di progettare un “Ordine Mondiale russo”. La Russia vuole semplicemente un accesso equo ai mercati internazionali; vuole che le sue aziende siano veramente internazionali, e commercio equo per tutti. E se lo avete ascoltato negli ultimi 14 anni, sapete che Putin vuole istituzioni come i BRICS e il G20 a fare il lavoro pesante, quando si tratta di fare politica globale.

Ma non ingannatevi, la Russia è decisa a tutelare i propri diritti sovrani allo stesso modo con cui i Paesi europei hanno imparato a negare i loro.VVP

I media occidentali affermano che il linguaggio di Putin è bellicoso e minaccioso, e questa è una enorme menzogna. Al contrario, vuole semplicemente che alla Russia non sia negata una posizione rispettata nel mondo.

Pertanto la Russia e i russi stanno facendo molto per far sì che ciò accada, anche se Washington insiste con la politica dello scontro.

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Traduzione a cura di Luciano M. per sakeritalia.it
Articolo di Peter Lavelle, apparso su Russia Insider il 6 dicembre 2014

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