* никогда
(Nik-og-da)
La parola russa per MAI

Mentre entriamo nel nuovo anno, Putin entrerà nel suo ventesimo anno da presidente. Il Cremlino ritrae Putin come un salvatore: un leader che ha sollevato la Russia in ginocchio dopo gli anni successivi al declino dell’Unione Sovietica.

E quasi 20 anni dopo che Boris Eltsin gli ha consegnato la presidenza, e con tre mandati completi alle spalle, Putin sembra più forte che mai, nonostante l’efficace propaganda dell’Occidente contro di lui.

Putin è stato al potere per più tempo di quanto molti russi riescano a ricordare, e addirittura da prima che molti nascessero. Ha vinto le ultime elezioni presidenziali con oltre il 75% dei voti.

Nel frattempo, il Presidente Vladimir Putin innervosisce l’Occidente con avvertimenti sulle armi ipersoniche e sugli scudi missilistici che Mosca sta sviluppando, ricordandoci i giorni della MAD* (Mutually Assured Destruction, distruzione mutua assicurata) tra le due superpotenze della Guerra Fredda, e del “bluff” del programma americano “Guerre Stellari”.

La Russia, per la prima volta nella sua storia, ha una vera influenza in Medio Oriente e Nord Africa, mentre abbraccia sempre più stretta la Crimea per contrastare la mossa della CIA di prendere il potere politico in quello che è diventato un vero e proprio regime fascista – in Ucraina.

I suoi detrattori dicono che Putin sta perdendo il suo legame con il popolo russo. Non credete alla “Neolingua” dell’Occidente.

Putin in soli 20 anni ha sollevato il profilo della Russia sul palcoscenico mondiale di un secolo o più. Detto questo, esiste una contraddizione nella sua personalità; Putin ha mostrato segni di empatia in molti modi, nella sua vecchiaia. A molti piacerebbe perfino vedere Putin fatto Zar! Fantasioso, per non dire altro. Per far sì che diventi una remota e distante possibilità, è necessario comprendere la sensibilità di Putin, la sua empatia e i suoi sentimenti che gli richiedono di mostrare costantemente alla gente della Russia che si preoccupa ancora profondamente dei “suoi sudditi”. Lui ama il suo Paese!

Dal Moscow Times del 26 dicembre:

“La presidente del Parlamento russo ha sollevato la possibilità di cambiare la Costituzione, mentre crescono le speculazioni sul fatto che il Cremlino stia considerando modi per consentire al presidente Vladimir Putin di rimanere al potere oltre la fine del suo attuale mandato, quando la legge attuale gli imporrà di dimettersi”.

Alcuni sondaggi recenti mostrano che la popolarità di Putin sta calando ma, come ha scritto una volta Mark Twain, le statistiche sono flessibili.

Nei suoi primi due mandati, nel 2000-08, Putin era in una situazione fortunata, c’erano un sacco di soldi, l’economia era vivace con il prezzo del petrolio alto che alimentava una forte crescita del PIL, e la preoccupazione occidentale per il terrorismo, tra le altre cose, voleva dire un “Sistema internazionale permissivo” per l’allora relativamente sconosciuto presidente russo.

Il paese era in una “grave stagnazione” e qualsiasi altra sanzione occidentale avrebbe potuto peggiorare ulteriormente la situazione, secondo un ex ministro delle finanze. Ha detto che nuove sanzioni potrebbero limitare il trasferimento di tecnologia con l’Occidente; uno sviluppo che smorzerebbe le speranze per il tipo di svolta voluto dal Presidente.

Con o senza nuove sanzioni, l’obiettivo dichiarato di Putin è raddoppiare il PIL entro il 2021; più o meno intorno a quel periodo potrebbe iniziare a rivelare i suoi piani per ciò che verrà dopo il 2024, quando il limite costituzionale di due mandati consecutivi gli impedirà di accedere all’incarico.

In passato, Putin è costantemente riuscito ad evitare la colpa delle disgrazie della Russia, con i media controllati dallo Stato che lo hanno aiutato a mettere in crisi i soliti sospetti: l’Occidente, il suo gabinetto e funzionari incompetenti o corrotti di livello inferiore.

L’economia russa non è in recessione ora, come lo era due anni dopo il crollo dei prezzi del petrolio del 2014 e l’inizio delle sanzioni per l’aggressione all’Ucraina, causata, vi ricordo, dalla conquista dell’Ucraina da parte della CIA.

Che sia vero o meno, la mano di Putin viene vista ovunque nel mondo. Paranoia!

Ma quasi ogni mossa che la Russia ha fatto oltre i suoi confini dal 2014, o è stata accusata di fare, ha portato critiche, accuse o condanne da parte dell’Occidente.

In Siria, Putin è accusato di sostenere un sanguinario dittatore; in Gran Bretagna, di aver commesso un attacco con armi chimiche, ma ora Putin ha l’opportunità di lodare l’America per il suo ritiro militare dalla Siria, e si spera anche dall’Afghanistan. Sembra tutto piuttosto confuso, ma non è così. La verità è lì se osservate bene.

Per quanto riguarda la religione, come al solito, è un problema. Un problema esistente tra i leader Cristiani Ortodossi causato dall’incontro in Ucraina il 15 dicembre per formare una nuova Chiesa unificata e libera dalle rivendicazioni di supremazia russe, “una Chiesa senza Putin”, come ha detto il presidente ucraino Petro Poroshenko.

Certo, alcuni analisti sostengono che Putin incoraggi in modo particolare una mentalità da assedio, e rafforzi il sentimento anti-occidentale per promuovere la sua immagine e distogliere l’attenzione dai problemi all’interno della stessa Russia. E perché no? Questo è esattamente ciò che fanno i paesi occidentali.

Per non farlo, non dimentichiamo mai la COPPA DEL MONDO di enorme successo, organizzata la scorsa estate in Russia.

La morale della politica globale di oggi è che noi (principalmente Stati Uniti e Regno Unito) dobbiamo imparare a sviluppare i nostri reciproci interessi con la Russia, non attirarla verso una guerra nucleare. Quello sì che sarebbe FOLLE!

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Articolo di Richard Galustian pubblicato su The Duran il 31 dicembre 2018
Traduzione in italiano a cura di Raffaele Ucci per SakerItalia.

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