– Stefano Orsi –

Bollettino di guerra n. 124 Situazione militare nel Donbass al 4 giugno 2015. Nella giornata odierna le truppe di Kiev bombardato pesantemente la città di Donetsk: ci sono stati più di 60 feriti, secondo alcune agenzie. Colpiti i quartieri di Petrovskyi, Kirov, distretto Kiev, Staromihaylovka, Krasnogorovka, Marinka. Questo bombardamento non è stato un episodio isolato.  Sono stati colpiti altri centri abitati in altre parti della Repubblica di Donetsk precisamente Debaltsevo (con grande violenza) Gorlovka e Shirokino. Qui potete visionare un filmato girato nel quartiere Kievskij di Donetsk, che testimonia la brutalità dei colpi inferti dalle artiglierie governative. 

Contemporaneamente sono iniziati dei combattimenti attorno alla capitale, le truppe di Kiev hanno ingaggiato battaglia assalendo le posizioni difese dai soldati Novorussi, a Spartak, Pesky, nella zona dell’aeroporto, ma in particolare gli attacchi si sono concentrati su Marinka, nella periferia sud-occidentale della capitale. Non sono mancati attacchi di tipo elettronico-mediatico: sono state oscurate le televisioni locali e russe e mandate in onda a trasmissioni di canali ucraini.

A questo punto il governo della Repubblica di Donetsk ha ritenuto nei fatti decaduto l’accordo di Minsk 2, ha ordinato alle truppe di far cessare ogni attacco ucraino alla città e contrattaccare. Le forze armate del Donbass (VSN) hanno eseguito gli ordini e contrattaccato in forze, con intenso fuoco di controbatteria, assaltando le postazioni di Kiev a Marinka. Stimo che la controffensiva novorussa abbia impiegato diverse unità, in complesso circa mille uomini e 20 carri armati, protetti da adeguato fuoco di sbarramento dell’artiglieria. All’azione parteciperebbe la Brigata Vostok. Dopo 5 ore di intensi combattimenti sono state segnalate pesanti perdite da parte ucraina, e le fonti riferiscono di scene penose, con decine di corpi di soldati di Kiev deceduti, e molti mezzi e attrezzature distrutti. L’esercito governativo (VSU) ha richiesto l’immediato invio di rinforzi che sono partiti con una lunga colonna di blindati e trasporti truppe dalle retrovie di Maksimilianovka, lungo la strada che porta a Marinka.

Settore Marinka

Settore Marinka

Sulla parte ucraina la 28° Brigata Meccanizzata, schierata a Marinka, da attaccante si è trasformata in difensore delle posizioni ucraine sul fronte di Donetsk, ma lamenta molte perdite e dopo diverse ore iniziano le difficoltà. Costretta ad un ripiegamento, ha dovuto cedere buona parte dell’abitato agli attaccanti. 

Sulla parte novorussa molti feriti, sia della battaglia che dei bombardamenti in città, sono stati portati negli ospedali di Donetsk, in centro città sono stati attivati dei centri per la raccolta di sangue da donatori. Secondo il servizio stampa di Donetsk, dopo aver preso Marinka, le VSN avrebbero proseguito incalzando le truppe di Kiev in ritirata e portando i combattimenti a ridosso di Georgievka, dove erano intanto giunti i rinforzi ucraini.

Con queste forze l’esercito governativo avrebbe contrattaccato con diversi tentativi di sfondamento, a quanto risulta tutti respinti. Le artiglierie novorusse, con pezzi da 120 e 152 mm rispondevano battendo le vie di collegamento tra Maksimilianovka e Geogievka, per ostacolare i rifornimenti alle truppe di Kiev e colpirne le retrovie.

Nel frattempo (intorno alle ore 13 locali) sono iniziati i combattimenti in un fronte più a nord, nei sobborghi di Gorlovka: qui le truppe di Kiev hanno ingaggiato battaglia attaccando le postazioni difensive delle forze novorusse e riprendendo il bombardamento su alcuni quartieri della città. E’ più o meno a quell’ora che i media ucraini hanno iniziato  a riportare le notizie di violenti assalti da parte di “terroristi russo-separatisti” senza peraltro dar conto della perdita di Marinka.

Press’a poco alla stessa ore, venivano segnalati dai partigiani del Donbass altri convogli governativi di rinforzo in movimento verso il fronte, in transito nella località di Kurakhovo (forze stimate attorno ad almeno 60 carri armati, anche esse in movimento verso il fronte di Georgievka).

La fretta con cui questi rinforzi sono stati fatti affluire potrebbe indicare la debolezza delle prime linee e la relativa fragilità del sistema difensivo governativo in quel punto.

Intorno alle 15,30 venivano comunicate le perdite novorusse durante il controattacco, stimate in circa 15 tra soldati e civili caduti e molti altri feriti; molto peggio è andata, senza dubbio, agli ucraini.

Georgevka

Georgevka

Anche a Kiev il portavoce militare teneva una conferenza stampa, ammettendo l’uso di artiglieria semovente, mortai da 120 mm., missili grad stoccati in precedenza…. tutto in aperta e palese violazione degli accordi di Minsk 1 e 2. Dubitiamo, comunque, che la stampa occidentale presterà attenzione a questa palese incongruenza.

Alle ore 17.00 locali veniva diramata dalla Repubblica di Lugansk una agenzia che riportava di combattimenti in corso sul fronte nord, presso i posti di blocco n. 29 e n. 37 e presso la quota 175, nei villaggi di Krim, Sokolniki e davanti a Popasnaya. Venivano anche denunciate alcune perdite. 

A Donetsk, alle 18.00 ora locale, nel bollettino medico rilasciato dall’ospedale i ricoverati provenienti dal solo quartiere Petrovski, superavano il centinaio. Nell’ospedale 14 di Petrovsky era anche in corso l’evacuazione dei feriti in quanto già da due ore era venuta a mancare la corrente a causa dei bombardamenti.

Alle 19.00 ora locale, sul fronte sud, si intensificavano anche i bombardamenti su Shirokino.

Si arriva alle 23.00 ora locale, a Marinka proseguono i bombardamenti governativi con sistemi di artiglieria semoventi Garofano e Peonia e con i carri armati.
Verso la mezzanotte si spargono voci di scioperi a Dnepopetrovsk, e di ingorghi in cui sarebbero rimaste bloccate le ambulanze che trasportano i feriti di Marinka.

Questo è stato il resoconto della giornata, piuttosto movimentata. Ora alcune notazioni. A fronte di una offensiva, certamente non in grande stile, dell’esercito ucraino, le autorità di Donetsk hanno deciso di contrattaccare, visto che da Kiev avevano utilizzato per gli attacchi non già le solite milizie volontarie o battaglioni della Guardia Nazionale, ma truppe regolari. Queste unità non agiscono di propria iniziativa, ma solo dietro precisi ordini, il che toglie alla parte ucraina ogni possibile pretesto e la possibilità di scaricare la colpa della rottura ad iniziative individuali. Considerando quindi gli accordi di Minsk 2 violati, i Novorussi sono partiti all’attacco, cogliendo in contropiede le truppe ucraine, e mettendole in seria difficoltà.  Dopo poche ore di resistenza, si è creato il panico tra le fila dei regolari di Kiev che si sono dati alla fuga abbandonando Marinka ai liberatori novorussi.

Attendiamo di sapere come evolverà la situazione, il nuovo punto di contatto, ora, è dove si sono incontrate le truppe DNR e quelle di Kiev a ridosso di Georgievka. I rinforzi non sono giunti in tempo per evitare la perdita di Marinka, Kiev ha inviato circa 50 blindati e altri 60 blindati, tra cui molti carri armati che stanno sopraggiungendo ora sul luogo.
Per le forze Novorusse è importante tenere lontane le truppe ucraine lontane dalla città per evitare lo stillicidio dei bombardamenti bombardamenti.

Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.

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