La Grande Battaglia per Idlib

Nei giorni scorsi sono iniziate le tanto attese operazioni di terra per la liberazione della sacca di Idlib dai terroristi che ne hanno il controllo. Al Qaeda ed altre formazioni jihadiste dovranno essere rimosse con la forza dalla provincia ostaggio del loro terrore.

Aggiornamento flash dai fronti siriani n.1 del 6-5-2019

Alle prime luci dell’alba di oggi, dopo dieci giorni di intensi e crescenti bombardamenti russo-siriani contro le postazioni, i depositi e i comandi di terra della formazione legata ad Al Qaeda (HTS) che controllo TUTTA la sacca di Idlib, sono iniziate le operazioni di terra da parte delle forze congiunte russo siriano ed iraniane contro i terroristi che occupano e tengono sotto un regime di terrore e di radicalismo i cittadini siriani.
La Grande battaglia per Idlib ha avuto inizio.

Aggiornamento flash dai fronti siriani n. 2 del 6-5-2019

Mappa con posizione delle Unità Siriane 6-5-2019

Sono proseguite per tutto il giorno le operazioni dell’esercito siriano. Siamo di fronte alle fasi iniziali dell’attacco di terra.

A supporto delle artiglierie e dei bombardamenti aerei, da terra hanno iniziato a saggiare il terreno le Unità Tigre, preposte a una valutazione attenta del fuoco di risposta nemico. Abbiamo già visto la stessa tattica utilizzata in occasione della Grande Battaglia per Aleppo. Allora l’offensiva si trovava di fronte alle fortificazioni delle fattorie Mallah, furono le Unità Tigre a farsi carico dello studio meticoloso delle forze nemiche e della loro capacità operativa al fine di studiare la migliore strategia da seguire per conquistare le loro posizioni e passare agli obbiettivi successivi e vi riuscirono in pieno, anche a fronte di alcune perdite di valore come due T90 russi consegnati da poco.

Mappa dei combattimenti di terra settore a nord di Hama 6-5-2019

Quando le luci del giorno sono calate lasciando il posto alle tenebre della notte, diversi erano i villaggi liberati dalle Unità Tigre che guidano le forze siriane: Al Bana, Al Janabirah, la collina Tell Othman, Mughayr. Sono serrati i combattimenti attorno ad una seconda altura Tell Sakhr, da cui le Unità Tigre e le forze siriane da loro guidate dominerebbero la prima roccaforte di Jaish al Izza (la formazione che controlla questo settore di fronte), Kafr Nabudah. Questo villaggio è oggetto di pesanti raid aerei contro le difese terroriste. Anche gli elicotteri siriani sono impiegati contro le difese nemiche.

La posizione elevata di Tell Othman, permette di dominare una via di comunicazione tra Kafr Nabudah e i suoi rifornimenti, la piana sottostante è infatti sotto tiro diretto.

Il fuoco nemico è sostenuto e di elevata intensità.

Sono almeno tre i carri armati colpiti da missili anticarro TOW di produzione americana. Lo abbiamo scritto molte volte dove sono prodotti ma è importante ribadire che questi sistemi d’arma non fossero in dotazione all’esercito siriano e che anche possedendo i soldi necessari, non è in vendita nei supermercati. Per averlo occorre avere aperto un canale di rifornimenti con gli USA o con forze della NATO da loro autorizzate, se oggi , come ieri sono in mano a gruppi jihadisti estremamente pericolosi e fanatici, un motivo preciso esiste.

Spostiamoci ora a nord ovest, a Nord di Latakia.

In questo settore opera la 4° Divisione corazzata. Proprio le sue artiglierie stanno ricoprendo di fuoco le truppe di HTS, appostate a difesa di Jisr al Shougur, la roccaforte da cui lanciano di continuo razzi contro le città più vicine e anche contro la base aerea russa di Hemeimin.

Anche oggi hanno tentato di colpire la base aerea rispondendo come potevano all’offensiva in corso, su questo settore ancora non di terra ma aerea o con artiglieria pesante.

La 4° Divisione ha portato al fronte anche i potentissimi Golan 1000 lanciarazzi di produzione siriana basati sul telaio del T72 o montati su camion, questo lanciarazzi porta appunto 1000 Kg di esplosivo ed è il razzo più potente al momento disponibile per un esercito.

Lo abbiamo visto in azione in tutta la sua potenza durante l’offensiva nella Ghouta est e poi nel deserto nero di Al Safa.

Le forze qui dispiegate sono disposte oltre che nel settore montagnoso, anche di fronte alla pianura di Al-Ghab.

È ipotizzabile quindi che si possa aprire questo come secondo fronte, avendo infatti tra gli obbiettivi principali ed irrinunciabili, l’allontanamento di tutte le milizie oltre il raggio d’azione delle loro artiglierie per poter mettere in piena sicurezza la base russa e la città di Latakia.

Un avviso per tutti, nessuno si aspetti una passeggiata di salute, qui hanno trovato ricovero decine di migliaia di assassini feroci e ben addestrati da eserciti occidentali e del Medio Oriente. L’esercito siriano si trova di fronte il peggior nemico di sempre, ben armato, ben indottrinato, e risoluto a difendere le ultime posizioni, da qui non hanno altro luogo dove riparare.

Ci saranno molte perdite.

Nei prossimi giorni seguiremo l’evolversi della situazione, non solo sul campo di battaglia, ma anche sui mezzi di informazione “nostrani” al fine di valutare come vengano date le informazioni.

Questa sera ho seguito il TG3 delle 19.00, il Tgla7 delle 20.00 e una edizione di SkyNews, ma nessuno ha fatto il minimo accenno.

È tutto dire…

Aggiornamento dai fronti siriani del 7-5-2019

Sono proseguiti oggi i pesanti combattimenti iniziati ieri nella sacca di Idlib.

Mappa da Military maps 7-5-2019 fronte a nord di Hama

L’esercito siriano ha dovuto respingere diversi tentativi di assalto da parte delle formazioni jihadiste.

Le posizioni strategiche di ieri sono state mantenute, nonostante la violenza e la decisione di questi attacchi, come abbiamo scritto ieri, si trovano di fronte delle truppe preparate, alcune unità sono addestrate addirittura a livello di corpo scelto, merito dei generosi paesi finanziatori e organizzatori della guerra in Siria, che intendevano usarli per rovesciare il governo democraticamente eletto.

I fatti del giorno.

Questo pomeriggio le truppe siriane hanno attaccato nuovamente le postazioni nemiche site presso alcuni villaggi, Tell Sakher era nuovamente nel loro mirino, l’altura domina la pianura che circonda le roccaforti di Kafr Nabudah e Al Habit.

Sono giunti rinforzi da diverse formazioni filo-turche, che sono presenti in zona, le NLF (National Liberation Front) per contrastare l’attacco, anche se si tratta di una fase iniziale, di studio potremmo definirla.

Imponente il supporto aereo russo. Ricordiamo che le Unità Tigre sono molto ben addestrate a coordinarsi con le forze aeree russe, al fine di ottimizzarne l’apporto strategico sul campo di battaglia.

I bombardamenti pesanti, ad opera dei caccia bombardieri russi Su-25, Su-34, ed SU-24 sono imponenti e tremendamente efficaci.

I nemici vengono individuati grazie all’attacco siriano e una volta scoperti i nidi di mitragliatrice e le posizioni fortificate può intervenire l’aviazione e colpirle causando ingenti perdite ai nemici.

Inoltre gli attacchi siriani costringono i terroristi a svelare la catena di rifornimenti al fronte, rivelando la posizione di depositi di armi e munizioni e i centri comando.

Tutte informazioni che nei prossimi giorni (o ore) verranno messe a frutto per demolire pezzo per pezzo la tenuta delle difese della “fortezza Idlib”.

L’esercito siriano quindi oggi è riuscito in due importanti compiti. Il primo naturalmente era quello di mantenere le posizioni prese ieri, ed è stato eseguito, il secondo consiste nel proseguire il lavoro di ricerca degli obbiettivi e una volta emersi, individuarli e colpirli appena possibile.

Infliggere danni con costanza sfianca le difese, presto saranno indebolite a sufficienza da non poter reggere ad un assalto di proporzioni maggiori e dovranno arretrare.

Come abbiamo visto l’anno scorso, le difese dei gruppi terroristici non avevano grande profondità e una volta superate le prime linee dopo pochi Km nelle retrovie i qaedisti con anche i turcomanni, non riuscivano più a ricomporre una linea di difesa in grado di fermare e stabilizzare un nuovo fronte da opporre ai siriani.

Mentre scriviamo però arrivano notizie poco rassicuranti sulla crisi USA Iran.

Ieri si sono incontrati su terreno neutrale, presso Helsinki, il segretario di stato Pompeo ed il Ministro degli esteri Lavrov.

Lavrov e Pompeo 05-2019

Molti ritengono che il tema principale sia stato il Venezuela, dopo i ripetuti e clamorosi fallimenti di Guaidò che è senza seguito e senza alcuna influenza nel Paese, ma in realtà temo che abbiano discusso prioritariamente della questione IRAN.

http://parstoday.com/it/news/world-i187985-lavrov_risponde_bruscamente_a_giornalista_cnn_sul_venezuela?fbclid=IwAR2Jcyf0z9sISIZHvgLjktIYsR6FpGIIlX4KWXK3-a3aWk5yTGosS_yD06g

Gli USA infatti in spregio di ogni accordo sottoscritto anche da loro e contro ogni diritto internazionale hanno fatto scattare le misure di blocco contro le esportazioni di greggio iraniano, l’Iran ha il sostegno aperto della Cina come della Russia, anche l’India e la Turchia hanno reso noto di voler proseguire liberamente a commerciare petrolio ed altri beni con il Paese persiano.

Inoltre le nuove misure punitive contro i beni importati negli USA dalla Cina creano nuova tensione tra i due Paesi e nelle borse mondiali.

I colloqui si sono protratti per tutto il giorno e stamane sono ripresi, in maniera serrata.

Oggi pomeriggio si sono salutati e hanno preso il volo verso le loro destinazioni, ma Pompeo ha annullato altri impegni in Europa ed è volato a Baghdad, non ne conosciamo le ragioni.

http://parstoday.com/it/news/middle_east-i187986-iraq_segretario_di_stato_usa_pompeo_a_sorpresa_in_visita_a_baghdad?fbclid=IwAR3xDYsYGdLJtWcwP2u-OcMlxna_ntunJwvAL3v-s6uTcuQiJlungml9JQM

https://www.rt.com/news/458646-pompeo-iraq-surprise-visit/?fbclid=IwAR1jDbJe6IIJK-2JkWClg5QTurK3on1Iy-Uzx_r-Zt5rBLZHKis0bjYPLo8

Contemporaneamente la rotta del gruppo d’attacco della CVN-72 Abramo Lincoln, annullava la prevista sosta a terra (era prevista la Croazia) per proseguire la rotta verso il canale di Suez.

CVN-72 Abramo Lincoln

Destinazione i mari insidiosi attorno alla penisola Saudita.

Ci ha preoccupati ancora di più sapere che il ministro degli esteri iraniano Mohammad Javad Zarif ha preso un volo alla volta di Mosca, in piena notte. Del tutto inusuale l’orario, e i tempi.

La messa in stato di allerta delle basi aeree americane nelle zone interessate e lo spostamento presso alcune basi nello scacchiere di bombardieri strategici B2 (in numero imprecisato ma crediamo si tratti di almeno 2 B-2 e 4 B-52) non ci ha di certo rasserenati.

https://www.rt.com/news/458627-b52-middle-east-iran/?fbclid=IwAR2JmOI02JB8dTErai7iA3Oae3sw4TOZvwuDXM8DRcklXRacyHhK7Y5saE0

Aggiornamento dai fronti siriani del 9-5-2019

Sacca di Idlib offensiva siriana 8-9 maggio 2019

Proseguono intensi gli scontri a fuoco a nord di Hama, le operazioni di terra stanno procedendo come immaginato.

Le Unità Tigre guidano questa operazione legata alla necessità di acquisire dettagliate informazioni sulle attuali capacità belliche delle milizie jihadiste.

progressi siriani a nord di Hama 9-5-2019

Reduci da un sanguinoso conflitto interno che ha visto HTS prevalere all’interno della sacca, l’SAA ha ora bisogno di capire l’effettiva efficienza bellica del nemico e di mappare la logistica impegnata al sostenere il fuoco del fronte avanzato.

Mappa strategica dell’avanzata siriana 9-5-2019

Pertanto sul modello di precedenti campagne, procedono le forze speciali alla testa di milizie meno addestrate e pur ottenendo già dei risultati concreti, come la conquista di diversi capisaldi e punti di valore strategico, il loro fine è a più ampio respiro.

Ieri è stata una giornata con notevoli progressi dell’esercito siriano, due sono state le roccaforti cadute in queste ultime 24 ore, ieri pomeriggio è stata Kafr Nabudah a essere liberata, mentre oggi le forze siriane sono arrivate in prima mattinata presso Qalaat al Madiq e hanno proseguito lungo la strada statale 56 fino ad arrivare in queste ultime battute presso Lirkat.

Sacca di Idlib piana di al gaab 9-5-2019

L’accelerazione è significativa, pensando a due fattori, il primo che le Unità Tigre, stanno coordinando milizie ed NDF e non le unità di élite come la 4 Divisione o il 5° Corpo d’Armata, per cui avere progressi importanti nella sacca di Idlib è un segnale incoraggiante in vista del prossimo impiego delle unità migliori, il secondo fattore è che avremo presto modo di valutare il grado di approntamento delle difese interne alla sacca, visto che già in passato hanno dato segnale di essere poco tenaci una volta superate le prime linee, l’esercito quando penetrava di alcuni Km non trovava più difese organizzate ma solo punti di resistenza nei centri abitati.

L’azione offensiva di ieri ha portato, dopo duri scontri con le milizie filo-turche (Jaish al Izza) al controllo della periferia del villaggio, poi dopo altri violenti scontri, nel pomeriggio l’esercito annunciava di avere il pieno controllo di Kafr Nabudah. Erano state respinte tutte le controffensive scattate dopo la perdita della roccaforte. La situazione è favorevole ad ulteriori sviluppi verso est in direzione di Khan Shaykun in quanto la strada diretta che collega i due centri passa attraverso il vicino villaggio di Hobait. Se dovessero controllarlo, la via verso la grande roccaforte del sud della Sacca sarebbe facilmente fruibile per i siriani.

Prendere Khan Shaykun è importante, oltre che per il valore simbolico della roccaforte dove venne inscenato il finto attacco chimico di due anni fa, perchè costringerebbe le milizie jihadiste più a sud al ritiro forzato dalle loro posizioni. Kafr Zhita, Marek, Al Lataminah potrebbero essere recuperate quindi senza grande sforzo.

Mentre ad ovest osservando una mappa più ampia appare evidente come lungo la SS56 vi siano tutta una serie di alture che dominano la piana di Al Gaab e che se catturate, garantirebbero una facile avanzata in direzione di Jisr al Shougur che si trova più a nord lungo la pianura.

La strategia di questa iniziativa, appare dunque confermata come propedeutica a nuove e più corpose battaglie che si vanno profilando e di cui presto potremo parlare.

Sacca di Idlib fronte provincia di Latakia settore Kabani 9-5-2019

Intanto un nuovo fronte si è aperto ieri pomeriggio, ci spostiamo quindi nella provincia di Latakia, e vediamo che in questo settore, dopo i bombardamenti sulle postazioni difensive dei giorni scorsi, ora la 4° Divisione corazzata passa a muoversi sul terreno.

La 42° brigata della Divisione ha attaccato le milizie jihadiste di HTS (Al Qaeda) presso il villaggio di Kabani, e prendendo il controllo della strategica altura a quota 1156, che domina proprio il villaggio, una importante evoluzione dello scenario bellico in quanto inizia ora ad operare anche la potente divisione corazzata protagonista delle battaglie più cruente ed impegnative della guerra. Vista da un punto di vista strategico, la località è sempre finalizzata a controllare quelle alture che danno il controllo, oltre che su vicini villaggi come Kabani, anche sulla piana di Al Gaab che in questo caso rimarrebbe ad est del settore conquistato.

Al fine di garantire una ottimale comprensione delle zone di cui si parla ho inserito nell’articolo i link con gli aggiornamenti che ho diffuso sui social tramite il mio profilo

https://www.facebook.com/stefano.orsi.376

o la mia pagina che potete seguire, mentre sul profilo ho raggiunto il limite dei 5000 contatti.

https://www.facebook.com/Orizzonte-degli-eventi-geopolitici-pagina-di-Stefano-Orsi-545874095818367/?modal=admin_todo_tour

Qui invece, Sascha di SakerItalia ed io, nella nostra 51° video SITREP su Venezuela, Libia e Siria. Se non aveste tempo, guardatela a pezzi e mandateci le vostre domande e riflessioni , sono sempre gradite.

Buona visione!

Giorno 15-5-2019

Qalaat al Madiq sacca di Idlib siria 10-5-2019

Innanzitutto si è manifestata finalmente la reazione bellica delle formazioni jihadiste.

Riunite contro il nemico comune, gli attacchi alle le forze armate siriane si sono moltiplicati.

Kafr Naboudeh Siria sacca di Idlib 10-5-2019

Gli attacchi sulle località conquistate sono stati potenti e ripetuti, ma nella maggior parte dei casi non hanno portato a nessun recupero di territorio.

Solamente Kirkat venne ripresa e la controffensiva nei giorni 10 ed 11 si fermò presso Bab al Taqa, non andò mai oltre.

Peggio ancora quanto accaduto sul fronte di Kafr Nabudah dove le perdite jihadiste sono state davvero alte.

Qalaat Al Madiiq avanzata siriana 11-5-2019

Un fatto che ha avuto eco in quasi tutto il mondo civile, il che se non ne avete sentito parlare nei media nazionali esclude la nostra Europa, è stata la morte di 5 ragazzine della città cristiana di Mahrdeh o Al Sqaylabyeh. Grande commozione ha colpito tutta la Siria e il mondo. Le ragazzine sono state uccise da una salva di missili lanciata dai combattenti jihadisti che intendevano proprio colpire i civili. Non vi sono installazioni militari nel centro cittadino, vicino, ma non sulla linea del fronte.

Si trovavano a lezione di catechismo durante l’improvviso attacco e non hanno avuto il tempo di mettersi al riparo.

Il giorno 12 maggio la 42° Brigata della 4° Divisione corazzata siriana ha iniziato una offensiva contro il bastione di HTS lungo il fronte del nord di Latakia, in territorio montuoso, purtroppo l’attacco ha avuto un epilogo pessimo.

Nonostante l’azione preparatoria fosse durata alcuni giorni, le difese jihadiste sono apparse da subito estremamente attive e risolute nel difendere le loro postazioni.

Su questo fronte i siriani si trovano a combattere contro formazioni miste di turcomanni TIP e di Al Qaeda (che si sono combattuti per due anni ma che di fronte al nemico comune tornano immediatamente alleati).

Essendo il terreno montuoso, le truppe non possono giovarsi delle normali procedure di combattimento tipiche della pianura come l’essere costantemente affiancate da carri armati.

Un po’ come quanto accaduto alle FSA con l’esercito turco quando hanno attaccato ed invaso il cantone di Afrin e inflitto pesanti perdite ai curdi ma nelle fasi iniziali hanno pagato un prezzo altro in termini di soldati e miliziani caduti e di mezzi corazzati persi, almeno 4 Leopard 2 e svariati M60.

Comunque l’esercito si è poi riposizionato sul fronte iniziale in attesa di nuovi attacchi.

La resistenza opposta ha dato di certo importanti informazioni ai comandi di Damasco sull’organizzazione delle difese, sacrificio dunque necessario e di cui faranno tesoro per il futuro.

Ribadiamo sempre il concetto, questa battaglia sarà dura e costosa in termini di vite su ambo i fronti.

Già il giorno dopo infatti, con appoggio aereo russo, sono ripresi i potenti bombardamenti sulle postazioni difensive nemiche, i siriani hanno rimesso in campo i Golan 1000 i lanciamissili di produzione autoctona.

Proseguiranno presumo per altri giorni tentando di colpire i depositi ed i comandi per ammorbidire la tenuta ed il morale delle difese.

Dal 14 di maggio ad oggi invece abbiamo ritrovato l’iniziativa siriana su tutti i fronti del sud Idlib, l’offensiva è iniziata alle prime ore del giorno 14 dal settore di Bab al Taqa, che è stata subito conquistata e poi è proseguita oltre liberando Jub Suleiman, al Hamra.

Situazione sacca Idlib 15-5-2019

Il giorno 15 vede la prosecuzione delle offensive a nord ovest di Hama e finalmente il cedimento di parte delle difese jihadiste che sono costrette a cedere diversi villaggi.

In particolar modo nel pomeriggio, la conquista di Al Huwaiz segna una vittoria importante per le Unità Tigre, che guidano le operazioni in tutto questo settore.

La resistenza opposta li aveva tenuti fermi per 24 ore, ma alla fine sono riusciti ad avere la meglio e segnare un nuovo progresso che li pone in buona posizione per risalire verso Kirkat e altri villaggi sulle alture strategiche.

Aver preso queste località pone ora l’esercito in buona posizione, le alture della montagna di Zawyah dalla quale potranno dominare un ampio territorio e ripartire verso nord, le alture su questo fianco sono infatti strategiche per la marcia lungo la piana di Al Gaab, che è la porta verso Jisr al Shougur e ultimare la liberazione di tutta la provincia di Latakia ed allontanare definitivamente ogni pericolo di attacco contro le batterie degli S300 e contro la base russa di Hemeimin.

Apriamo ora una parentesi.

Siamo molto preoccupati per gli sviluppi della crisi con il vicino Iran, i ritiri in tutta fretta del contingente tedesco e olandese dall’IRAQ, l’ordine di rientro impartito dalla Spagna alla loro nave cacciasommergibili F104 Mendez Nunez dal gruppo di battaglia della Abramo Lincoln CVN72 americana ci dice quanto sia alto il pericolo di una escalation bellica.

F-104 fregata spagnola Mendez-Nunez

I tedeschi erano basati presso Erbil nel nord dell’Iraq, noi Italiani abbiamo ancora truppe in quel settore, presso la diga di Mosul , a Bagdad e a Kirkuk, sono circa 700 soldati dell’esercito e 100 Carabinieri al comando del gen. di Brigata Nicola Terzano.

Generale di Brigata Nicola Terzano

Anche gli Usa evacuano parte del personale diplomatico nel paese. Temono ritorsioni, in caso di attacco contro l’Iran. In Kuwait le forze armate sono state poste in stato di massima allerta. Insomma le acque del golfo persico sono tutto fuorché calme.

Prevedo di iniziare a breve a redigere bollettini da questi settori.

Per oggi è tutto

Stefano Orsi

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