Esaminiamo oggi la situazione di diversi fronti, i più attivi di questi sono sicuramente Deir Ezzour, che sta vivendo ore drammatiche a causa di un attacco davvero poderoso del Califfato, la valle del fiume Barada, dove prosegue decisa l’avanzata siriana, il Goutha est, e il settore est della provincia di Homs, dove i siriani continuano a recuperare terreno perduto.

Iniziamo quindi con i combattimenti più cruenti di Deir Ezzour, qui i bollettini pubblicati sulle pagine FB, mie e del Sakeritalia.

 

Deir Ezzour

                                                                         Deir Ezzour inizio offensiva 15-1-2017

 

Aggiornamento flash da Deir Ezzour, 15-1-2017

Città siriana assediata da ISIS ormai da 4 anni, ha vissuto oggi la sua giornata più drammatica degli ultimi mesi, e ancora non è fuori pericolo anzi…
A differenza di Palmira, che non era ancora tornata ad essere abitata prima di cadere nuovamente sotto il Daesh nel mese scorso, Deir Ezzour vede la presenza di circa 200.000 civili difesi da milizie della NDF, forze di difesa nazionale e soldati siriani, a cui si sono aggiunti corpi speciali per rinforzarne le fila; sono mantenuti in vita ed in attività solamente dal ponte aereo sostenuto da Siria e Russia che paracaduta tonnellate e tonnellate di aiuti e munizioni alle forze difensive.
Gli attacchi ISIS si susseguono da mesi, ma ultimamente le milizie del Califfato si sono rafforzate in questo settore, forse in quanto fatte esfiltrare dall’Iraq volutamente; comunque sia ora stanno operando nell’est della Siria e fanno danni davvero pesanti.
Deir Ezzour non può e non deve cadere in mano del Califfato: la mancanza di vie di fuga ci metterebbe di fronte non ad una sconfitta militare dell’esercito siriano ma ad un massacro cui mai ci siamo trovati di fronte nei decenni passati; l’ultima volta che i tagliagole del califfo sono penetrati nelle difese della città presero in ostaggio 300 famigliari dei combattenti , donne anziani bambini, e li decapitarono tutti: fu un massacro impressionante.
Ecco perché tutti i cittadini sono stretti attorno ai soldati e collaborano alla difesa della città.
Forze aeree sia Siriane che Russe stanno portando supporto intenso alle difese, ma la situazione è davvero grave.
Muovendo dalle alture conquistate mesi fa grazie all’attacco americano che colpì, intenzionalmente o meno, le truppe siriane (ricordo 86 morti e più di cento feriti anche gravi) i takfiri sono riusciti a penetrare nelle difese prendendo alcune alture strategiche; al momento hanno posizioni che arrivano a fiancheggiare l’aeroporto, sono ad un passo dal dividere le difese della città in due, riunendosi alle schiere del califfo che occupano parte della città.
Nella notte ora attendiamo che pesanti ed efficaci bombardamenti riescano a colpire depositi di munizioni e carburante, oltre che raggruppamenti di truppe del Daesh, in modo da fiaccarne l’impeto e limitarne le capacità operative; difficile immaginare rinforzi che arrivino in città, ma la speranza è l’ultima a morire, e anche un paio di centinaia di soldati preparati darebbe davvero necessaria.

 

                                                                     Deir Ezzour 16-1-2017 offensiva verso il cimitero

 

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 16-1-2017

                                Deir Ezzour 16-1-2017 offensiva che apre il primo corridoio e taglia in due le difese della città


Deir Ezzour

In queste ore Deir Ezzour vive il suo momento più drammatico: come scrivevamo ieri le orde del Califfo spingevano sul centro dello schieramento siriano per spezzare in due le difese, e in serata hanno preso quelle alture che vi abbiamo mostrato in mappa; poi hanno tentato diversi assalti contro l’aeroporto, tutti respinti. Nella notte e ancora in mattinata si sono susseguiti attacchi aerei per fermare gli attacchi dei Takfiri, ma a nulla sono valsi: pochi minuti fa, durante un deciso assalto al centro dello schieramento siriano, i miliziani ISIS sono riusciti a spezzare le difese di Deir Ezzour e riunirsi ai loro commilitoni che occupano una parte della città. Ciò che più temevamo si è avverato, le difese sono ora spezzate in due: a sud l’aeroporto ed una parte della città, a nord invece la base militare e altri quartieri; ora però si pongono diversi problemi che mettono davvero a rischio la tenuta di tutta la città: i rifornimenti dovranno intanto essere doppi, e sperare che entrambe le parti tengano perchè se non viene spezzata la linea ISIS sarà impossibile per l’esercito tamponare le falle nelle difese per fronti interni come finora sono sempre riusciti a fare, e ora non potranno più…
Io inizio a pregare per loro, sono valorosi ma le forze in campo sono troppo a svantaggio dei difensori, i numeri non si scansano all’infinito.

 

Aggiornamento flash n.2 del 16-1-2017

                             posizioni controllate Deir Ezzour sera del 16-1-2017 si evidenziano gli scontri al cimitero

A Deir Ezzour non hanno CLOWN, da mostrare alle telecamere occidentali, per i fessi che ci credono, ma soldati coraggiosi!!
La situazione sul campo rimane stabile, i combattimenti sono furiosi, i siriani ed Hezbollah libanese combattono senza sosta per difendere la città con una determinazione ed un coraggio davvero senza pari: posso solo immaginare che inferno si sia scatenato su questi valorosi.
Da ieri sono stati più di 100 i radi aerei della sola aviazione Russa.
L’unica preoccupazione dei difensori della città è quella di terminare le munizioni.
Il nostro pensiero è fisso sulle sorti della città siriana di Deir Ezzour, ma le nostre speranze sono ben riposte nell’immenso valore e coraggio che in questi 3 anni i soldati siriani e la popolazione siriana di Deir Ezzour hanno dimostrato; ma in particolar modo adesso sono sì preoccupato, ma anche ottimista perché so che assieme ai suoi uomini con cui ha difeso la città per diversi anni, è tornato con un volo, assieme a rinforzi, il comandante dei paracadutisti della Guardia Repubblicana Issam Zahareddine, che qui vedete in foto prese oggi; nell’altra foto alla destra, c’è il figlio, anche lui arrivato oggi per difendere la città dalle orde takfire dell’ISIS: non ci sono mani migliori per difendere la città.
Vittoria o morte sono il loro grido di guerra!!
Nelle foto potete vedere sia il comandante Zahaeddine che il figlio; nella foto di gruppo a destra sono a Deir Ezzour.

                                              Zahareddine in Deir Ezzour 16-1-2017

                                                            Figlio di Zahareddine sulla destra, in Deir Ezzour 16-1-2017

 

 

Aggiornamento flash dai fronti siriani del 17-1-2017

Deir Ezzour 17-1-2017 primo pomeriggio attacco ISIS su tre assi


Deir Ezzour

Proseguono i continui attacchi dei terroristi ISIS sulle difese della città: al momento l’esercito ha perso il controllo sull’area del cimitero cittadino, e il corridoio che divide in due la città si è allargato.
Isis sta attaccando su tre assi: verso l’aeroporto, nella zona del cimitero e alla rotonda detta Panorama, per il centro commerciale.
Sono circolate voci della morte del comandante Issam Zahareddine, che però sono state smentite dai comandi dell’esercito: so che è uno di quei rari comandanti che si presentano sul fronte in prima linea a comprendere la reale situazione sul campo e a parlare coi propri uomini per rincuorarli e rafforzarne il morale; un comandante che da solo e con pochi valorosi, mitragliatrice in pugno ha tenuto una posizione disperata; in passato è stato capace di frapporsi tra la disfatta della città e le orde nemiche, facendo la differenza e respingendo ogni attacco a suon di assalti anche all’arma bianca.
Un vero eroe epico di altri tempi.
Ferito e dato per morto molte volte, mai ha dato questa soddisfazione ai nemici.
È tornato a Deir Ezzour nell’ora più buia assieme a suo figlio, è tornato per salvare la città ed i suoi uomini o morire nel provarci, non esiste per lui altra scelta o altra possibilità.
I raid delle forze aeree siriane o russe si susseguono senza soluzione di continuità: già oggi sono più di 100, dall’inizio dell’attacco sono state effettuate più missioni che in tutto il mese di dicembre.
Le nostre preghiere si uniscono a quelle dei circa 150.000 abitanti assediati: molti di loro hanno raggiunto i soldati per combattere, uomini e donne, nessuno si arrende.
Di fronte a questo immane pericolo grida vendetta l’indifferenza che tutta la stampa occidentale sta manifestando. Grida tanto più vendetta in quanto di fronte alla liberazione di Aleppo dai terroristi, invece, la stampa ed i media davano credito alle vicende inventate dai terroristi di deliberati bombardamenti sui civili, dei massacri compiuti dai terroristi su civili in fuga e prigionieri giustiziati, attribuiti invece all’esercito incolpevole.
Dove son le fiaccolate, dove sono le marce per questi civili, dove sono i piagnistei isterici di tanti giornalisti e governanti in malafede??
Dimenticavo, a Deir Ezzour ci sono eroi veri, non caschi bianchi o clown inventati.

 

Aggiornamento flash del 18-1-2017 n.1

Deir Ezzour situazione del 18-1-2017

Deir Ezzour mattina del 18-1-2017

 

Oggi sono atterrati i primi elicotteri, che hanno potuto trasferire i feriti più gravi; si inizia a parlare di possibili rinforzi, continuano invece gli aviolanci di rifornimenti, derrate alimentari e munizioni davvero vitali in questa situazione che necessita di livelli di fuoco davvero sostenuti.

Stamattina gli aggiornamenti ci presentano una situazione incoraggiante: se ieri sera ISIS attaccava su tre assi, rotonda centro commerciale Panorama, cimitero e aeroporto, oggi vediamo che tutti gli attacchi sono stati respinti dalle truppe siriane, sapientemente guidate e rassicurate dal loro comandante Issam Zahareddine; alcuni bollettini ci presentano un cimitero ora conteso: grazie ad alcuni contrattacchi le forze siriane hanno ripreso il controllo di parte di questo importante punto strategico; è essenziale riaprire il collegamento con la parte delle difese cittadine rimasta separata, in modo da poter ottimizzare la distribuzione di aiuti e rifornimenti per le truppe ed i civili assediati.

Le perdite accertate da parte ISIS ammonterebbero a poco più di 200 miliziani e diverse centinaia di feriti, un rapporto di almeno 1 a 3, per cui siamo sull’ordine di circa 600 feriti: sono cifre pesanti, hanno perduto molti mezzi blindati e corazzati, 28 erano i tank messi in campo all’inizio dell’offensiva, ora molti sono stati distrutti e seriamente danneggiati.

Proseguono intensi i raid aerei sia russi che siriani e speriamo siano efficaci.

Resteremo attenti ad ogni ulteriore cambiamento della situazione su questo importante scenario.

Nella foto potete vedere un vivo e vegeto Issam Zahareddine che controlla le posizioni ISIS ed impartisce ordini per le difese della città: come sua abitudine è in prima linea.

                                                Issam Zahareddine in prima linea a Deir Ezzour 18-1-2017

 

Goutha est

      Goutha est 18-1-2017

Prosegue l’offensiva siriana che ha portato le forze di Damasco a circondare una cittadina roccaforte dei terroristi legati ad Al Qaeda nel Goutha est.

Al Nashabiyah è ormai circondata e pronta ad arrendersi: con essa cadrà l’ultima cittadina nella parte orientale della sacca; da lì in avanti sarà più semplice ridurne le dimensioni spingendo i terroristi verso Beit Sawa e Hamoryah.

Poco più a nord i siriani stanno liberando il villaggio di Davahira: ottenuto quell’obbiettivo potranno agevolmente avanzare da Meydani e via dicendo; ci saranno spazi molto aperti in cui pochi sono i rifugi per i terroristi che dovranno ritirarsi per forza di cose.

 

Valle del fiume Barada

Wadi Barada e valle del fiume Barada 18-1-2017

Come scrivevamo sulle pagine della scorsa Sitrep, le forze siriane premevano sia da occidente che da oriente a nord della valle, al fine di isolare del tutto i terroristi dalla sacca più a nord, e chiudere ogni possibile via di fuga o rifornimento.

Qui si annidano i terroristi che hanno avvelenato le fonti dell’acquedotto di Damasco con cisterne di gasolio versate nelle condotte di rifornimento.

I terroristi hanno rifiutato le prime trattative, e nei giorni scorsi assassinato un mediatore; ora non hanno molte opzioni: da est i siriani stanno risalendo il corso del fiume Barada e hanno liberato Bassemeh, Ain al-Khadra e ora stanno liberando Ali Abbas; è solo questione di pochi giorni e saranno direttamente alle porte di Wadi Barada e la partita sarà chiusa del tutto; a quel punto sappiamo già quel che succederà: i capi terroristi, naturalmente vivi, opteranno per essere trasferiti con le truppe superstiti in Idlib, accettando tutte le condizioni del governo siriano, un copione ormai consumato.

 

Palmira base T4

 Palmira e base T4 18-1-2017

Proseguono gli scontri tra forze siriane e orde ISIS: ieri sera il Califfato ha tentato un’offensiva che è stata respinta, mentre lentamente avanzano i siriani; come nello scorso bollettino, sia verso nord, campi di estrazione gas e direzione Palmira, mantenendo costante la pressione sulle difese ISIS.

 

Aleppo

Aleppo nord est Al Bab 18-1-2017

             Aleppo villaggi a nord est 18-1-2017

Dopo la liberazione della parte occupata della città, la parte est, la città sta vivendo un periodo di serenità come da anni non si vedeva: i servizi cittadini si stanno rimettendo in marcia, le strade vengono pulite, acqua e luce ripristinate di quartiere in quartiere, e i cittadini tornano alle case bonificate dalle mine.

Seguiremo i lavori a mano a mano che procederanno verso la piena rinascita di Aleppo.

Nella parte a nord-est invece l’esercito siriano ha iniziato una serie di offensive liberando da ISIS tre villaggi: Afrin, Sahrur, Rasm al Abd, senza troppa fatica, le operazioni sono condotte dalle Unità Tigre.

Nel settore di Al Bab le truppe turche e turcodirette, stanno continuando l’offensiva contro le milizie del Califfo nascoste nelle abitazioni della cittadina di Al Bab, dalla quale prosegue nella sua strategia di difesa aspra e feroce.

Raid aerei stanno ammorbidendo le loro posizioni, le missioni di interdizione dal cielo vengono condotte dalle aviazioni Turca e Russa: ormai gli Usa non appoggiano da tempo le offensive contro il califfato del Daesh.

Stefano Orsi