14194417_868182953315919_37188571_n

Proseguiamo oggi la SITREP dell’altro giorno con gli aggiornamenti sulla situazione della città di Aleppo e arriviamo proprio nel giorno dell’avvenuta conquista della Accademia di Artiglieria e quindi della fisica e totale chiusura del prezioso corridoio dei terroristi per Aleppo est.

Fronte di Aleppo

Aleppo sud , il quadro generale 4-9-2016

Aleppo sud , il quadro generale 4-9-2016

Aleppo sud situazione dettagliata 4-9-2016

Aleppo sud situazione dettagliata 4-9-2016

Le forze siriane stanno combattendo con grande tenacia per riconquistare i punti persi durante l’ultima offensiva di Al-Qaeda. Nei giorni scorsi abbiamo assistito a diversi attacchi siriani alle posizioni di Al Qaeda all’interno dell’Accademia di Artiglieria, con grande tenacia le truppe dell’esercito, unitamente a Guardia Repubblicana, NDF, ed Hezbollah, con assistenza delle forze iraniane e paramilitari irachene (volontari sciiti), le posizioni avanzate sono state mantenute, nonostante i tanti e ripetuti assalti degli Jihadisti. Assalti finiti tutti nel fallimento, con molte perdite in uomini e mezzi. Ricorderete che abbiamo scritto di come in uno solo di questi scontri persero 7 carri armati e un blindato BMP. Anche i difensori asserragliati all’interno della Accademia si sono difesi con tenacia, moltissimi i tiratori scelti e buono lo sbarramento di artiglieria che ha costretto alla fuga diverse volte i siriani.

Ma, ripetuti attacchi e i bombardamenti delle aviazioni, siriana ma principalmente russa, sulle posizioni dei miliziani della jihad, hanno pesantemente indebolito la loro resistenza fino al punto di costringerli al ritiro a causa dei nuovi attacchi (di ieri notte e di stamattina) e lasciare quindi tutta l’Accademia in mano siriana.

Aleppo est quindi non è più soltanto chiusa ai rifornimenti, ora è circondata fisicamente a causa del fuoco che colpiva i convogli impedendone l’accesso. Come vi abbiamo spiegato, dalla posizione della collina di Umm al-kara, le truppe siriane dominavano la strada attraverso la quale le forze terroriste contavano di riaprire la via dei rifornimenti militari ai loro colleghi assediati.

Avendo catturato le colline di Jammayat e Ammarah, si sono assicurati ottime posizioni difensive in caso di contrattacco jihadista.

Qui in video i bombardamenti pesantissimi sulle postazioni di Al-Qaeda all’interno della Accademia di artiglieria.

Non è ancora tutto.

Hezbollah attacca anche più a sud e tenta la riconquista di Al Karassi e dei depositi della caserma siriana di Zharat al Mukulah, mentre le SAA scendono a sud di Musajrifa vicino alla loro collina roccaforte.

La situazione quindi appare positiva negli sviluppi e buona, anche valutando che l’impegno terrorista non è venuto meno. Solo da stamattina sono state 10 le offensive contro la collina tenuta dai siriani, vero punto nevralgico delle difese e spina nel fianco dei terroristi.

Essere riusciti a tenerla nonostante gli attacchi, i terroristi lamentano decine e decine di perdite che sommati hanno fatto a fine giornata centinaia di vittime, ma non sono riusciti a raggiungere alcun obbiettivo necessario ad impedire la vittoria dei siriani. Ora tentano di sviare l’attenzione siriana attaccando dal perimetro cittadino le difese vicine alla zona industriale a est del cementificio. Anche il cementificio ha resistito a molti e potenti attacchi in queste settimane facendo barriera contro ulteriori e necessarie, per loro, espansioni territoriali.

Ora occorre ultimare l’opera e rivolgere le necessarie attenzioni al quartiere di Ramouseh per riportarlo sotto controllo siriano e riaprire la migliore via siriana per l’approvvigionamento di Aleppo ovest, la parte ancora libera della città dove risiede la maggioranza della popolazione.

Terminando l’analisi possiamo concludere che la difesa del corridoio potrebbe davvero essere costata carissima ai terroristi qaedisti che ora si siano trovati a corto di martiri votati al suicidio, non troppo desiderosi di scoprire se davvero ci siano le 72 vergini che donano loro il miele promesso…

Per oggi è tutto.

Stefano Orsi