La Grande Battaglia per Idlib

Ritorniamo dopo la pausa elettorale ad occuparci della situazione nello scenario del mondo più infuocato, la Siria.

Continua lo scontro tra gli eserciti in campo, le forze siriane, SAA, NDF ed altre milizie locali come quelle cristiane di Suqaylabiyah (di cui abbiamo parlato in occasione delle 5 ragazze cristiane uccise dai missili delle milizie qaediste mentre si trovavano a catechismo) e le forze jihadiste e filoturche occupanti il settore della sacca di Idlib.

La scorsa settimana avevamo parlato della cattura di Kafr Naboudah, tornata sotto le grinfie terroriste dopo la sua liberazione.

Ricorderete che abbiamo accennato alla reazione siriana che, appena ceduto alle migliori truppe ex Al Nusra la località, aveva dato inizio ad un pesante bombardamento contro le concentrazioni di truppe di Al Qaeda. Possiamo dire che dai rapporti le perdite subite dai miliziani durante la conquista del villaggio e per tentare di mantenerlo sono state davvero elevate.

Tanto elevate che dopo pochi giorni, il 26 per la precisione, l’esercito siriano recuperava il pieno controllo sulla località, ma ancora non ha tentato di catturare anche la vicina altura nota come punto strategico per dominare il campo di battaglia la collina Tel Saker.

Nord ovest Hama 31-5-2019

Questo fatto, di avere una quota elevata sotto controllo nemico crea diversi problemi e presto o tardi dovranno conquistarla.

In seguito alla richiesta turca di sospendere le ostilità per ridare vita ai colloqui, si è arrivai ad un accordo per un cessate il fuoco di settantadue ore, ma ha retto per sole 48.

I turchi infatti, in cambio della promessa del disarmo delle zone smilitarizzate prevista nel vecchio accordo saltato, pretendevano il ritiro siriano dalle posizioni liberate.

Inutile dire che immediatamente è stato posto un netto rifiuto da parte russa e i bombardamenti sui terroristi sono ripresi.

Da ieri sera le forze aeree russe e siriane si alternano nel martellare le postazioni difensive cercando di portare avanti la demolizione della macchina bellica qaedista e di Jaish al Izzah, che sarebbe la fazione jihadista non qaedista, ma estremista,  dominante il settore.

Russia e Turchia stanno proseguendo il loro avvicinamento. Gli interscambi commerciali crescono e di molto, la collaborazione tecnica anche, la fornitura di sistemi bellici avanzati come gli S400 procede nonostante la feroce opposizione americana fatta di ricatti e minacce, dalle sanzioni economiche (guerra commerciale) al rifiuto di consegnare gli F35 ordinati da Ankara. Cosa che credo danneggi più gli USA e gli altri acquirenti che non la Turchia.

Comunque i riflessi di questa collaborazione ci sono anche a livello siriano in quanto sebbene siano presenti truppe turche, le forze siriane hanno potuto attaccare i terroristi e dare inizio a questa campagna tanto attesa.

Oggi i terroristi hanno tentato un nuovo attacco, questa volta non sono tornati su Kafr Naboudah ma si sono rivolti ad alcuni piccoli villaggi più a nord, in particolare stanno attaccando Al Huwayz.

Più di dieci incursioni sono state eseguite dalla sola aviazione russa.

Ricordo che le forze aerospaziali russe stanno impiegando diversi cacciabombardieri: Su-25, Su24. SU35, Su30 e infine i poderosi SU-34 che si sono rivelati i cacciabombardieri al momento più efficienti al mondo.

Su-34 russo

In tutto i velivoli a disposizione della Russia in questa campagna non superano le 30 unità che rapportate al volume di missioni eseguite e alle ore di impiego rappresentano un esempio di come questi caccia siano migliorati e abbiano superato in capacità operativa in teatro di guerra i corrispettivi velivoli occidentali che non sarebbero mai riusciti a portare a termine un simile numero di incursioni nella stessa unità di tempo.

Tra le unità siriane abbiamo registrato diversi movimenti di truppe, ciò lascia intendere che sia in corso un rafforzamento del settore e un avvicendamento per qualche unità che ha sopportato uno sforzo bellico intenso.

Campagna contro ISIS

Sono proseguiti in questi mesi gli attacchi tra Palmira e Deir Ezzour.

Abbiamo scritto diverse volte di questo, per cui ve ne ricorderete.

Dopo la caduta della sacca ISIS oltre il fiume Eufrate, in territorio occupato dagli USA per grazia delle truppe mercenarie curde YPG e siriane SDF (tribù in parte ex ISIS e in parte ex FSA) le ostilità delle forze del Califfato residuali nella sacca di Al Suknah si sono rivitalizzate, questo grazie ad un probabile e possibile flusso di miliziani infiltrato in Siria dall’Iraq attraverso la base occupata di Al Tanf che , guarda caso si trova proprio al centro del settore dove avvengono gli attacchi.

Siria sud orientale 10-6-2019

Aggiungiamo che ancora gli USA stanno impedendo ai siriani presenti nel campo profughi vicino alla base di fare rientro alle loro città e villaggi ormai liberi.

Ricordo che nello stesso tempo ben 20.000 siriani sono rientrati in madrepatria dalla frontiera riaperta con la Giordania, molti di più sono invece già rientrati dal Libano, sebbene gli operator delle ONG, che godono di molti finanziamenti dall’Europa, pare facciano pressione perchè non rientrino.

Poi ci sono gli attacchi di un vicino Paese terrorista, Israele.

Per ben due volte in un mese Israele ha attaccato il sud della Siria.

La prima volta ha tentato di colpire un settore ad ovest della capitale Damasco, e l’ultima invece il fuoco è stato diretto contro una batteria antiaerea nel settore sud della Siria, nei pressi di Quneitra. Questa batteria infatti aveva abbattuto diversi razzi lanciati da Israele e due droni che tentavano di entrare nello spazio aereo siriano.

Le politiche di aggressione che Tel Aviv porta avanti sono via via più violente e provocano vittime tra i soldati. In diverse occasioni anche tra la popolazione civile e fa questo nella totale indifferenza dei governi occidentali, sempre ligi al diritto internazionale quando non va a ledere i loro interessi economici.

Attacco chimico, Ciack si gira…

Sono in corso le manovre di preparazione per accusare nuovamente la Siria di un finto attacco chimico.

Non sono bastate infatti le tremende figure dei paesi assalitori e manovratori di media occidentali, Francia, USA e GB. No, a loro serve ripetere le cose che già sono fallite e che già sono state svelate come false e lo fanno ignorando bellamente la realtà dei fatti e procedendo in una narrazione ormai grottesca.

Stanno infatti dicendo che la Siria stia preparando un nuovo attacco, come se mai ne avesse compiuto uno, e che in caso loro sarebbero pronti a colpire nuovamente. Ecco, i loro missili erano invece reali.

Vedremo fino a dove si spingeranno.

6-6-2019

Scrivo oggi della Siria, una guerra ancora in corso, ma oggi ricordo una operazione storica per mezzi impiegati e logistica messa in campo.

L’operazione Overlord è stata da questo punto di vista la più grande messa in campo sul fronte occidentale, ma il suo significato e valore al fine della vittoria sulla Germania di Hitler e dei nazisti è stato ampiamente sopravvalutato.

Nel 44 ormai oltre l’80% delle forze armate dell’Asse, con le loro migliori unità, era schierato sul fronte occidentale, per rallentare l’inarrestabile avanzata sovietica.

Nulla avrebbero potuto mai fare i nazisti se non perdere di fronte all’avversario che li ha sconfitti anche nel pieno delle loro forze.

Se avrete mai modo di recarvi nel cimitero tedesco vicino Omaha Beach, avrete modo di osservare le lapidi dei caduti, moltissimi ragazzi di 17, 18, 19 anni, o soldati delle Ost Truppen, i famigerati ucraini banderisti o prigionieri che si arruolavano con i loro conquistatori, ma di certo non erano soldati altamente addestrati o tenacemente risoluti a resistere. Le forze migliori erano sì presenti ma in numero del tutto inadeguato per poter resistere, e difatti dopo poco cedettero di schianto.

Anche se oggi vediamo Frau Merkel a fianco degli “Alleati” ricordiamoci sempre, pur ricordando ed onorando i caduti di questa operazione, che la guerra era già stata vinta e fu vinta ad est!

Torniamo alla Siria

Base T4 Tiyas

L’inizio di questa settimana è stato segnato da un ennesimo attacco israeliano.

T4 dopo attacco Israele 10-5-2019

Il bersaglio designato è stata la base Tiyas T4 posta sulla strada tra Palmira e Homs.

I caccia di Tel Aviv dovrebbero essere passati in territorio siriano attraverso la zona occupata di Al Tanf, vera porta attraverso la quale gli Usa molto probabilmente stanno non solo permettendo le incursioni di Tel Aviv ma anche rifornendo i terroristi ISIS e infiltrandone di nuovi dopo la loro raccolta ad est del fiume Eufrate.

attacco alla base T4 10-6-2019

Il percorso più sicuro per i caccia con la stella di David, passa dalla Giordania e quindi attraverso Al Tanf trovano un corridoio che li lancia nel deserto siriano, dove non vi sono basi operative e riattrezzate a puntino oltre la T4, che però non è difesa dai sistemi più aggiornati forniti dalla Russia e pertanto i caccia non hanno avuto grossi problemi a compiere la loro missione e rientrare.

I danni arrecati però non sono stati enormi, anzi, più che altro sono le tre vite umane spezzate da questo attacco, l’ennesimo, del tutto ingiustificato. Nessuno sta minacciando Israele e ciò nonostante loro ritengono sia un diritto uccidere impunemente spacciando questo per una forma di difesa. Del tutto inaccettabile!

Inutile segnalare che da tutta Europa, Italia compresa, solo il silenzio si è udito di fronte a questi crimini.

Nel dettaglio questo attacco è avvenuto quando era ormai notte, ha visto comunque le difese aeree siriane attivarsi e cercare di intercettare i missili lanciati da distanza relativamente breve, con un minimo preavviso che non ha dato modo ai mezzi (non tra i più moderni diciamo) di raggiungere in tempo utile i loro bersagli, solo pochi sono stati colpiti quindi ed altri sono andati a bersaglio.

Passiamo ora agli altri fronti in Siria

Nella provincia di Deir Ezzour abbiamo avuto notizia di strani avvenimenti, innanzitutto le milizie mercenarie al soldo USA, le SDF ed i curdi YPG hanno distrutto delle chiatte che lungo il fiume Eufrate andavano a rifornire alcune località con prodotti petroliferi, il terrorismo, perchè ormai di questo si tratta, contro la popolazione siriana procede anche con la violenza reale oltre a quella economica delle sanzioni e del blocco di cui vi abbiamo dato notizia negli articoli passati.

Chiatta petrolifera in fiamme sull’Eufrate 10-6-2019

La strategia dell’embargo economico infligge non solo sofferenza alla popolazione rendendo difficile o impossibile una ripresa economica, ma causa anche migliaia di morti all’anno a causa delle limitazioni nelle importazioni di medicinali.

Il giorno dopo queste azioni, con non poca faccia tosta, il presidente Trump chiedeva a Russia e Turchia di sospendere le operazioni su Idlib, richiesta cui i russi ed i siriani hanno immediatamente risposto intensificando i bombardamenti contro gli obbiettivi nemici.

A tali rapporti si aggiungono le preoccupanti notizie dalla provincia occupata di Al Hasakah, dove le forze di occupazione SDF e YPG curde stanno seguendo le direttive USA di causare danni all’economia locale e anche possibili problemi negli approvvigionamenti di cibo, la notizia di incendi ai campi di grano sono molteplici. A queste voci si unisce quella del rapimento di un giornalista siriano della TV Ikhbariya che essendosi recato sul posto e documentato i fatti è stato sequestrato e se ne sono perse le tracce, il suo nome è Muhammad As Saghir.

Base di Hemeimin

P8 Poseidon

Ha destato preoccupazione il tentativo di un P8 Poseidon USA di avvicinarsi alla base russa in Siria, subito l’aereo spia è stato intercettato e “invitato” ad allontanarsi e rispettare i protocolli sottoscritti da Russi e Statunitensi nel 2015. Mai fino al 4 giugno era stato violato.

Idlib

Fronte di Kafr Naboudah 5-6-2019

Dopo aver ripreso Kafr Naboudah, le forze siriane hanno proseguito l’offensiva. Procedono in maniera discontinua, alternando attacchi a riposizionamenti difensivi in attesa della risposta jihadista.

Le forze FSA ora sono formalmente divise tra Al Qaeda e filoturchi, nessuno resta ad interpretare il ruolo che la nostra cavaliera della Repubblica Asmae Dachan che da anni li incensa e loda in maniera aperta e evidente a tutti ma che, purtroppo per lei, orma tutti vedono per ciò che sono realmente.

Stanno subendo perdite notevoli a causa delle offensive siriane e dei costanti bombardamenti aerei sulle loro postazioni e colonne in movimento.

Stanno richiamando sempre più rinforzi dal nord del Paese facendo rientrare nella sacca quelle milizie che si erano recate a uccidere migliaia di curdi durante l’occupazione violenta del cantone di Afrin e che la Dachan non mi risulta abbia mai descritto nei suoi articoli…se mi sbaglio la prego di correggermi.

Con la seconda ondata offensiva SAA ha liberato altri tre villaggi in direzione nord rispetto a Kafr Naboudah e dirigendosi verso Sariyah da dove potrebbero convergere a tenaglia su Lirkat più ad ovest.

Offensiva qaedista su Tal Malah 6-6-2019

Oggi una offensiva delle forze Qaediste cerca di distogliere i siriani dall’iniziativa che li costringe ad inseguire e rispondere alle loro mosse seguendo quindi i loro piani e combattendo sempre in svantaggio tattico. L’attacco si è dispiegato lungo la strada statale 56 che collega Mahardeh all’altra città cristiana di Suqaylabiyah. Al momento sembra che le milizie jihadiste abbiano ancora il controllo di un villaggio lungo la strada Tall Malah, vedremo per quanto lo terranno una volta che le NDF locali attaccheranno per liberare i loro villaggi.

Nel frattempo le Unità Tigre non si fanno distogliere dai loro disegno strategici.

Dobbiamo comunque segnalare che più a nord, la postazione chiave per controllare la piana di Al Gaab, il villaggio di Kabani e la montagna su cui poggia, sono sfuggiti nuovamente all’ultima offensiva della 4° Divisione siriana. Purtroppo tutti sanno quanto si giochi qua e a qualunque costo gli uni difendono e gli altri vorrebbero liberare.

Occorre pazientare ancora un po’ ma presto Kabani cadrà e la via verso Jisr al Shougur sarà in gran parte libera.

L’altra postazione chiave su cui stanno facendo perno le difese qaediste è la collina di Tall Saqr da dove bloccano ogni avanzata verso Hal Habit e da li verso Khan Shaykun.

Anche qui i rischi e la posta in gioco sono chiari a tutti e nessuno si sta risparmiando, gli scontri sono sanguinosi e le vittime tante da ambo i lati.

Uno dei fattori che faranno la differenza sarà di certo la capacità di gettare nella mischia truppe fresche e determinate a sconfiggere gli avversari. Le forze di Damasco in questo sono avvantaggiate in quanto godono dell’appoggio del popolo siriano e le reclute di giovani valorosi soldati sono sempre più numerose, così come migliore è la loro resa sul campo, oggi vengono infatti addestrate con grande efficacia trasmettendo loro l’esperienza maturata dagli istruttori in anni di guerra.

8-6-2019

L’offensiva jihadista lungo la strada che collega Mahardeh a Suqaylabiyah è fallita. Le milizie qaediste hanno ricevuto una pesante lezione.

Sono più di cento i loro caduti di questo attacco risolto nel nulla.

fronti a nord di Hama al momento 10-6-2019

L’esercito siriano unitamente alle NDF locali, una di queste guidate dall’ormai noto comandante cristiano Nabel Alabdalla, ha riconquistato i villaggi che con troppa confidenza nei propri mezzi, gli jihadisti avevano pensato di tenere.

I filmati diffusi mostrano molti caduti tra i miliziani che si sono ritirati e ora stanno tentando di resistere presso Tall Maleh, ma non ci riusciranno.

Il fatto che tentino di queste offensive senza avere modo di portarle a termine, è molto positivo per le forze siriane, i danni che si causano da soli i miliziani, agendo allo scoperto e perdendo molti mezzi e miliziani, in un tempo breve, è essenziale per ottenere il loro logoramento in tempi più brevi e ad un costo umano inferiore per le forze siriane.

Difendendosi da questi attacchi, attesi peraltro, le truppe di Damasco, causano perdite ad un tasso superiore rispetto a quello ottenuto con dispendiose offensive.

Sempre infatti, anche nel passato recente, abbiamo visto seguire a queste iniziative qaediste, ritirate rovinose e poi offensive riuscite da parte siriana, come a Kafr Naboudah, riconquistata dai miliziani con un elevato costo in perdite di truppe e poi persa rovinosamente dopo due giorni con nuove ed elevate perdite, ad essa è poi seguita una nuova offensiva siriana che ha invece portato ad una stabile liberazione di altri tre grossi villaggi poco a nord.

L’iniziativa, quindi, contrariamente alle apparenze, resta in mano siriana.

Notizie preoccupanti arrivano invece dal fronte USA.

La presidenza Trump sta richiedendo ai suoi alleati maggior coinvolgimento in Medio Oriente, in Siria in particolar modo, non solo alla Germania, mentre Francia e Inghilterra lo sono già, ma anche all’Italia.

Dopo l’impegno in Iraq che ha visto le nostre truppe presenti presso Mosul e alla sua diga, ora vorrebbero anche infognarci nel pantano Siriano ed in un possibile scenario di allargamento del conflitto.

Come contropartita gli USA mettono sul piatto altri scenari, dalla Libia al sostegno al nostro Paese nello scontro con i nemici interni alla UE, proprio Francia e Germania e loro accoliti.

Per oggi è quasi tutto, devo accennare ad un ennesimo caso di disinformazione.

Nuovamente sulla breccia alcuni giornalisti italiani, stanno celebrando i terroristi che vengono eliminati in Siria.

terrorista ex calciatore

In particolar modo oggi celebrano come fosse un martire, un tale Abdel Bassit Sarout che fu portiere della nazionale siriana.

Chi era costui? Ebbene questo personaggio ha fatto parte dell’ISIS, vi sono diverse fotografie che lo ritraggono con la loro bandiera al vento.

Prima faceva parte di Al Nusra che è Al Qaeda in Siria, mica i boy scout, in questi anni di guerra sfruttava la sua popolarità per inneggiare allo sterminio di cristiani, alawiti e sciiti, rivendicava la sua natura di jihadista

Abdel Bassit Sarout

( guardate di che elemento si tratta… https://twitter.com/kEgJEr3THTPR2uk/status/1136721464936337409?s=19&fbclid=IwAR1_AtLJXuM2XR3KfSYv95PdSGJF2VexTL9k90ohFYM598Rk8nKW0C8Igk4)

vi pare che costui sia un combattente per la libertà forse?

Eppure in Italia esiste una razza di persone che spacciano gli estremisti terroristi per “ribelli” e si prendono premi e riconoscimenti dallo stato, o i cavalierati come accaduto di recente.

Io ritengo che sia da denunciare questa situazione, non è tollerabile che in un Paese civile si inneggi a criminali siffatti, che hanno gettato la Siria nella guerra, che hanno massacrato la popolazione civile o vi si sono fatti scudo. Criminali di guerra che non hanno esitato mai ad usare armi chimiche come accaduto almeno due volte a Douma e nella Ghouta, che per anni hanno tolto l’acqua ad Aleppo assediata, bombardato con gli Hell Cannon la popolazione civile di Aleppo ovest ucciso con le autobombe intere famiglie di profughi che cercavano rifugio nella Siria libera dal terrore.

Ormai tutte le bugie su questa guerra costruita e organizzata fuori dai confini siriani e sostenuta anche mediaticamente dagli stessi organizzatori, sono venute a galla, persino le organizzazioni internazionali dell’ONU come l’OPCW certificano le bugie dei media, come il famoso finto attacco chimico a Douma del 4 aprile 2018, che però costò la vita a numerosi prigionieri ostaggi dei terroristi asfissiati proprio al fine di simulare l’attacco e filmati da morti, chiusi in un appartamento.

Queste persone sono pericolose per la nostra sicurezza, tacendo e dissimulando la reale natura dei miliziani che combattono in Siria ne facilitano la fuga in occidente, come già accaduto più volte.
È bene che tutti sappiano invece cosa realmente sta accadendo e chi è il nostro reale nemico, in Siria come qua.

Per oggi è tutto.

Stefano Orsi

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