La grande battaglia per Aleppo

Aleppo 2-10-2016 il fronte nord

Aleppo 2-10-2016 il fronte nord

Ancora novità dai fronti di Aleppo: ieri abbiamo dato la notizia del prosieguo dell’offensiva siriana per la liberazione del quartiere Al Shokaief, e delle cave ad est dell’ospedale al- Kindy.

Ebbene oggi possiamo comunicarvi che entrambe le operazioni si siano concluse con la piena liberazione e controllo di questi quartieri da parte delle forze siriane congiunte, SAA e Liwa al Quds, volontari palestinesi, il quartiere Sokaief si trova a nord del quartiere Sheikh Maqsoud e di un tratto importante della Castello Road, le avanguardie siriane sono giunte fino alla rotonda Dzhandoul, ma ancora non cessa la loro azione.

Da nord con la conquista piena delle colline su cui sorgono le cave, le forze siriano-palestinesi, hanno potuto mettere il cappello, credo in maniera definitiva, anche sull’area su cui sorgeva l’ospedale al-Kindy, distrutto tre anni fa dai terroristi di Al-Qaeda con due camion kamikaze devastanti, ed ora hanno nel mirino le milizie che occupano il quartiere di Avaidja; se dovessero riuscire a prenderne il controllo, poco o nulla si opporrebbe dal portare la bandiera siriana fino al confine del quartiere di Shik Khider e lambire il centro città del quartiere Bustan al-Pasha; sarebbe certamente un passo avanti importantissimo per costringere le forze di Al Qaeda ad accettare la resa offerta e il loro trasferimento disarmati ma vivi presso la provincia di Idlib, salvaguardando quella popolazione civile bloccata, forse obbligata a rimanere nei quartieri occupati per essere utilizzata come scudo umano o arma di pressione mediatica per tramite di compiacenti media occidentali.

3-10-2016 aggiornamenti

Aleppo 3-10-2016 fronte nord, nuovo quartiere conteso , i siriani  proseguono nella liberazione

Aleppo 3-10-2016 fronte nord, nuovo quartiere conteso , i siriani proseguono nella liberazione

Proseguono i progressi dell’esercito arabo siriano a nord di Aleppo: come avevamo giustamente indicato ieri, i siriani sono riusciti a conquistare un altro quartiere, Awijahsta, liberato completamente dalla presenza terrorista; anche a sud delle cave si combatte e i siriani avanzano: si tratta di posizioni importanti, perché potrebbero preludere al definitivo allontanamento dei qaedisti dal nord di Aleppo. A combattere in questo settore sono i famigerati gruppi di Nurredine al Zinky e Jabhat al Shamiyah, oltre a sporadiche presenze identificabili in FSA. Combattono, i terroristi, combattono, ma non riescono a fermare l’avanzata siriana, segno evidente che la mancanza di rimpiazzi e forse l’assottigliarsi dei depositi di armi sopravvissuti ai pesanti bombardamenti che ne hanno distrutti molti, si iniziano davvero a sentire.

Aleppo 2-10-2016 centro città

Aleppo 2-10-2016 centro città

Anche dall’interno di Aleppo, nella zona a nord della storica cittadella, unità siriane della Guardia Repubblicana unitamente a battaglioni del partito Ba’ath e a milizie NDF e Guardia Nazionale, portano avanti scontri per avanzare all’interno della parte antica del centro città e impedire ai gruppi di Fatah Halab e Jaysh al Fateh di muovere in soccorso dei gruppi in difficoltà a nord.

Non ci interessa affatto l’eliminazione o la sconfitta di questi gruppi, per quanto essi si siano manifestati in tutta la loro brutalità sanguinaria, giunta all’autocompiacimento del farsi filmare, da parte del gruppo maggiormente rappresentativo dei terroristi in Aleppo est, Nourredine al Zinky, dal medesimo operatore che riprese il bambino dentro una ambulanza per uso e consumo delle televisioni di mezzo mondo; dicevo che si sono fatti riprendere mentre decapitavano un bambino di 12, dico 12 anni, e fieri mostravano a tutti la sua testa come trofeo.

Ci interessa molto invece che la città ritrovi la pace, la cessazione dei bombardamenti che da Aleppo est piovono quotidianamente sulla inerme popolazione di Aleppo ovest, i tremendi hellcannon che lanciano i “barili-bomba”, e i profughi fuggiti dalla parte est di Aleppo possano tornare a ricostruire le loro case, i tecnici a ripristinare le condutture dell’acqua interrotte e la corrente elettrica, come il governo siriano si è ostinato a riparare nella parte ovest della città anche quando essa fu assediata nella totale noncuranza di noi occidentali.

Con la resa dei terroristi potremo aprire un capitolo di ricostruzione per questa grande e storica città, la guerra continuerà certamente, ma grazie al lavoro impagabile di chi sta realmente combattendo il terrorismo nel mondo, il fronte verrà via via allontanato dalle periferie finché un giorno spero vicino, il frastuono delle cannonate non verrà più udito in Siria, e non vedremo più bambini utilizzati come trofei o mostrati alle tv come comparse in macabre e ridicole messe in scena.

In questo video il servizio di Russia 24 da Aleppo:

Allego un video, nel quale Abdallah Muhaysni, un portavoce di Al-Nusra, famigerata componente della più grande Alleanza qaedista, loda i Caschi Bianchi, che ci risulta siano una emanazione della stessa Nusra, e li definisce come Mujahideen. Ricordo a tutti che qualche pazzo ha pensato bene di candidare i Caschi Bianchi al Premio Nobel per la Pace….. e ho detto tutto.

Fronte di Hama

In questo settore sono ormai settimane che i terroristi qaedisti portano avanti una violentissima offensiva spingendo verso sud le truppe siriane; principalmente in questa zona operano forze di riservisti NDF, persone che non sono militari nella vita comune, ma che da padri di famiglia spesso di mezza età, si sono offerti di aiutare il loro paese a combattere i terroristi.

Si oppongono quindi a gruppi ben armati e ben addestrati di fanatici suicidi, con l’animo che potremmo avere tutti noi nella medesima situazione: il poco addestramento pesa e si fa sentire, cedono spesso al timore, giustificato, di essere catturati e, diciamolo chiaramente, più di una volta hanno abbandonato le loro posizioni; spesso questo viene ordinato proprio per evitare di perdere unità preziose, salvaguardandone l’integrità, altre volte invece non è stato così ed il terrore, figlio del poco addestramento, ha preso il sopravvento sul senso del dovere.

Dopo i primi giorni, i comandi siriani hanno cercato di porre rimedio, individuando dai fronti attigui quelle unità che potevano essere spostate per rafforzare i fronti e bloccare la marcia qaedista su Hama; e vi sono riusciti, costringendo però i terroristi a spostare la loro azione su villaggi ad est del fronte principale, e pian piano stanno conquistando anche questi; sono guadagni tutto sommato modesti, ma suscitano preoccupazione principalmente per le sorti della popolazione civile che potrebbe , se non fuggita per tempo, finire nelle mani di pericolosi e spietati tagliagole sanguinari.

Nei giorni scorsi il colonnello Hassan, assieme a diverse Unità Tigre, è giunto nel settore: conosciamo bene la capacità di queste forze speciale nel galvanizzare i soldati anche meno addestrati, e trasferire in loro la fiducia nella vittoria e la necessità di vincere le battaglie; e lo fanno dando quell’esempio di valore e capacità di comando necessarie ad infondere questi sentimenti nei soldati.

A loro è affidato il compito di arginare l’avanzata nemica da subito, ed organizzare una necessaria controffensiva per arrestarne definitivamente l’avanzata, affinché da nord possa procedere la liberazione di Aleppo e nessuna unità terrorista possa essere disimpegnata per portare loro soccorso a nord.

Guerra aerea

Nuovi rinforzi per l’aviazione russa: le informazioni raccolte parlano di 6 Su-34 e una decina di Su-24 che sono stati avvistati in volo in arrivo dalla Russia; ma non è tutto: sono stati annunciati in arrivo alcune squadriglie, si parla di 20 caccia, di  Su-25, caccia bombardieri da attacco al suolo, reduci da recentissimo aggiornamento. Numeri ancora da confermare. Attendiamo impazienti di vederli all’opera.

Stefano Orsi

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