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Devo pubblicare un altro bollettino sulla situazione sui fronti siriani: nuovi sviluppi ci sono stati sia in Aleppo, che in direzione di Raqqa.

La flotta russa è in posizione da giorni , ma ancora non stanno lanciando attacchi: probabile che stiano attendendo un potente attacco da terra per far pesare il loro carico di missili.

Aleppo

Aleppo 14-11-2016

Aleppo 14-11-2016

Le truppe dell’esercito siriano, guidate dalle Unità Tigre del coll. Hassan, hanno proseguito negli attacchi, come abbiamo scritto nella precedente SITREP; spiegavamo come, insistendo per più giorni, le milizie jihadiste cedessero, come avvenuto sul fronte del Complesso 1070: così è accaduto anche per i quartieri Dahiyat al Assad, o le cartiere, dopo alcuni giorni di resistenza alla fine hanno ceduto e si sono dovuti ritirare sconfitti.

Terminava così l’ultima offensiva di Al Qaeda in città, perdendo tutto il terreno conquistato.

Al momento i fronti si stanno stabilizzando, i combattimenti sono scesi di intensità fino a placarsi: alcuni abitanti di Aleppo hanno fatto ritorno nel Complesso 1070, per trovare purtroppo distruzione e devastazione quasi totale.

Nord di Aleppo

 Nord della provincia di Aleppo  14-11-2016

Nord della provincia di Aleppo 14-11-2016

A nord della città si sta combattendo per prendere il controllo della città di Al-Bab, ultima roccaforte ISIS a nord della città di Aleppo.

In questo caso, a combattere, sono i miliziani turcomanni, appoggiati dalla Turchia, richiamati da Ankara a nord della provincia dal fronte di Idlib (separati quindi da al Qaeda) e lanciati a devastare ISIS e tenere a bada le velleità curde, che ora meditano severamente sulle loro discutibili amicizie americane… Le difese del Daesh, ieri, hanno avuto un tracollo all’altezza di Sousian, che cedendo, ha dato il via ad una veloce ritirata delle schiere del Califfato.

Uno dopo l’altro sono caduti molti villaggi, Hazwan, Sousian, Sheik Alvan, Al Kadaz, Hizvan, Vakah, Al Dana, Al-Kufyeira: mancano quindi meno di 2 Km alla cerchia urbana di Al Bab, e va bene così; non appare alcun segnale di scontri con le forze siriane, fattore indicativo di qualche accordo per evitare che i curdi ottengano un territorio indipendente a spese della Siria: paese di cui i Curdi non sono originari, in quanto trasferitisi colà all’inizio del secolo scorso migrando dalla Turchia.

Prendendo Al-Bab, fanno quindi in modo che i curdi non possano unirsi e dare vita alla loro immaginaria Rojava: forse conveniva che invece di attaccare le forze in Hasakah, restassero alleati di Assad come fatto fino all’arrivo degli americani; situazione che si spera muti dopo l’elezione di Donald Trump, molto più attento al rispetto, almeno a parole, della legalità internazionale rispetto ai suoi predecessori recenti; lo vedremo all’opera dal 20 di gennaio, salvo sorprese da parte dei Grandi Elettori…

Si sono purtroppo susseguiti gli attacchi con armi chimiche: i terroristi hanno lanciato contro i soldati siriani munizionamento caricato con gas, probabilmente di cloro, che ha causato decine di intossicazioni.

Le prove dell’uso di queste munizioni sono state trovate, raccolte e catalogate da esperti russi intervenuti sul posto con tutte le protezioni anti NBC del caso.

Arriviamo ora a tirare due somme.

L’offensiva terrorista su Aleppo, l’ultima lanciata su due direttrici, da nord ovest e da sud ovest, si è conclusa in una catastrofica sconfitta: sono stati sacrificati decine di suicidi per non ottenere nessun obbiettivo; ripetutamente hanno rilanciato proclami inneggianti ad una imminente nuove e risolutiva offensiva, che in realtà mai è giunta.

Solamente gli allocchi vi hanno prestato fede.

Una della cose che più mi ha impressionato è stata la mancanza di incisività degli assalti dei qaedisti: non solo non avanzavano attaccando, ma anche il giorno seguente, secondo le loro tattiche, segue un attacco più potente del primo, ma non riuscivano a oltrepassare il misero guadagno di pochi metri.

Perché tutto ciò?? Evidentemente iniziano a soffrire le campagne di attacchi partita questa estate che, se ricordate, sebbene coronate da parziali successi, erano da noi celebrate come un vantaggio per i siriani, che arretravano di poco su terreni non strategici, a sud della città di Aleppo, ma avevano modo di infliggere perdite davvero pesanti ai terroristi; e così a quanto pare è stato: non abbiamo stime corrette di quanti siano gli uomini caduti in battaglia dall’una o dall’altra parte, ma di sicuro dalla parte dei terroristi queste ultime devono essere state davvero tremende, e stanno pesando non poco sull’efficienza della macchina bellica di Al-Qaeda.

I terroristi hanno subito il colpo più terribile quando hanno aperto una breccia nelle difese dei siriani e riaperto un corridoio verso Aleppo est, corridoio che credevano di riuscire a mantenere e che invece si è trasformato in un mattatoio dove riversare colpi di artiglieria, missili, granate, colpi di mortaio ed in ultimo, i bombardamenti più devastanti mai visti finora nel conflitto.

Al termine dell’attacco si sono ritirati, lasciando sul campo migliaia di morti, che non sono stati in grado di rimpiazzare, forse spinti da promesse di qualche aiuto esterno; hanno poi attaccato a nord di Hama, altro fallimento: persi quasi tutti i guadagni e tanti miliziani deceduti; ed infine questa offensiva, stesso esito.

Mi sarei atteso che ora i siriani spingessero per avanzare ed allontanare il fronte dalla città in modo da avviarne la ricostruzione ormai non rimandabile.

Invece si sono fermati.

In effetti affrontare un’avanzata impegnativa con una linea di rifornimenti che parte da Homs per arrivare ad Aleppo con un lungo giro, non credo sia troppo semplice, e renderà necessario portare in loco munizioni necessarie a sostenere lo sforzo bellico, carburante, cibo e quant’altro serva alla bisogna.

La partita sta volgendo sempre più nettamente in favore della coalizione antiterrorista a guida siriana e appoggiata da Russia e Iran.

Hezbollah appare sempre più forte e determinante al sostegno dello sforzo bellico: nella parata di ieri è apparsa nel pieno del suo potenziale, con molti carri armati e mezzi degni di un vero e tradizionale esercito molto ben addestrato e rifornito.

Ieri sera una notizia diffusa ed una serie di fattori sul campo ci avevano indotto a credere che fosse iniziato un attacco con missili Kalibr da parte russa contro obbiettivi terroristi in Siria. Qui trovate la spiegazione che ne ho dato oggi.

Cosa è accaduto ieri in Siria
La frenetica attività radio tra i comandi siriani e russi, il volo di caccia e di un Tu 214R, alzatosi in volo a monitorare l’area attorno Aleppo e a nord di Hama, ci hanno lasciato intendere che fosse imminente il lancio paventato dei missili Kalibr dalla flotta del Mediterraneo (ricordiamo che oltre che portaerei, la Kuznetsov è anche lanciamissili), dagli incrociatori, e dai sottomarini, tutti attrezzati per il lancio; si parlava anche della flotta del Mar Caspio, come già avvenuto in passato, e dell’uso congiunto di bombardieri a lungo raggio.
Un vero diluvio di fiamme avrebbe travolto tutta una serie di obbiettivi sensibili e strategici, segnando un danno tremendo alle difese di Al Qaeda in Siria.
Non è avvenuto: ora non ne conosciamo il motivo preciso, forse degli obiettivi indicati non erano più individuabili, o forse non ancora ben delineati, ed ecco spiegato allora il volo del TU 214R specializzato, con i sui radar ad altissima definizione che mappano i potenziali agglomerati di truppe e mezzi da colpire, monitorizza tutte le trasmissioni del nemico identificandone e localizzandone tutte le fonti, ha capacità di “vedere” al di sotto del terreno individuando rifugi sotterranei o nascosti sotto sabbia o mimetizzazioni. Il tutto verificato con camere ad altissima risoluzione ottica, sia in gamma visibile che all’infrarosso termico.
Capite bene che se è stato usato il momento dell’attacco siriano su Aleppo est e altrove si sta avvicinando, e ogni segnale è da cogliere per tempo: mi scuso quindi se abbiamo letto male il brulicare di segnali; forse stata proprio un’azione per provocare una risposta anche nelle telecomunicazioni del nemico al fine di monitorarne la risposta e prontezza operativa dei comandi.
Stefano Orsi

La campagna aerea

La campagna aerea su Aleppo est al momento appare ancora ferma: da 23 giorni ormai i caccia russi o siriani non colpiscono la parte est della città, ed attendono pazienti che i terroristi si arrendano; ma ormai il tempo volge al termine: ricordo la scadenza prossima dei tre mesi concessi per garantirsi perdono ed impunità in caso di resa.

Domani potrebbe scadere questo ultimatum e vedremo se e quando gli uomini delle Unità Tigre avranno deciso di porre fine all’occupazione di Aleppo est da parte dei terroristi.

Nel sud di Aleppo invece gli aerei russi e siriani ci sono eccome, e le vie di rifornimento vengono pesantemente martellate causando ingenti danni logistici.

Vediamo ora cosa accade un po’ più a sud: ad Hama tutto come prima, per cui sorvoliamo ed arriviamo nel Goutha Ovest, punto caldo della zona di Damasco.

Goutha Ovest

Goutha Ovest 14-11-2016

Goutha Ovest 14-11-2016

Prosegue con incessante violenza l’attacco siriano per terminare la resistenza degli jihadisti all’interno di questa sacca, che nel tempo si è ridotta, e ora è anche separata in due.

Questo video è stato girato ieri e pubblicato oggi: sono le zone sotto occupazione terrorista.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=H4MPW0dNkTw

Zakiah in questi giorni tratta la resa: i terroristi che la occupano potrebbero essere caricati sui famosi bus verdi e portati a nord verso Idlib, oppure potrebbero decidere di rientrare sotto la bandiera siriana e passare addirittura ad occuparsi, come altri hanno fatto, della sicurezza della zona sotto controllo della giustizia siriana.

Campagna su Raqqa

Raqqa, campagna del SDF 14-11-2016

Raqqa, campagna del SDF 14-11-2016

Procede lenta l’avanzata dei Curdi SDF a nord di Raqqa, forti di una supremazia numerica schiacciante e dell’appoggio aereo della coalizione occidentale; dovrebbero avere la strada spianata, e per ora sono avanzati di appena pochi chilometri; attendiamo per vedere se le difese ISIS dovessero cedere di schianto.

Deir Ezzour

In questi giorni, le attività dell’aviazione siriana o russa sono concentrate nel colpire tutti gli assembramenti di truppe ISIS nei dintorni della città, al fine di prevenire o ritardare quell’attacco pesante che ormai in molti si attendono.

Per oggi è tutto.

Stefano orsi