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La Giornata della Vittoria russa (o la storia della Seconda Guerra Mondiale che non si sente spesso in Occidente)

Ogni 9 maggio la Federazione Russa celebra la sua festa nazionale più importante, la Giornata della Vittoria, il den’ pobedi. Durante le prime ore di quel giorno nel 1945 il Maresciallo Georgij Konstantinovič Žukov, comandante del 1° Fronte bielorusso, che aveva preso d’assalto Berlino, ricevette la resa incondizionata tedesca. La Grande Guerra Patriottica era andata avanti per 1418 giorni di inimmaginabile violenza, brutalità e distruzione. Da Stalingrado e dal Caucaso

Morto che cammina: il Reggimento Immortale russo e il Culto degli Antenati

“Voi siete milioni, noi nugoli agguerriti” (Gli Sciti, Alexander Blok, 1918) Il 9 maggio 2015 Ban Ki-moon, Segretario Generale delle Nazioni Unite, si trovava in visita ufficiale a Mosca per commemorare il settantesimo anniversario della fine della Seconda Guerra Mondiale in Europa. Avendo visto una folla innumerevole dimostrare nelle strade, ne concluse che stava assistendo ad una protesta anti Putin. Questo tipo “equivoco” non è sorprendente. Dopo tutto la narrazione ufficiale dei media

Putin alla Marcia degli Immortali

Putin intervistato in occasione della sua partecipazione alla “Marcia degli Immortali” che tradizionalmente si tiene sulla Piazza Rossa al termine della parata militare del 9 Maggio. ***** Sottotitoli in italiano a cura di Mario per Sakeritalia.it

Il 9 maggio spiegato agli Italiani

– Marco Bordoni – Il 9 maggio i russi festeggiano la vittoria nella seconda guerra mondiale, che loro chiamano “grande guerra patria”. Alla sensibilità italiana la retorica e la magniloquenza della celebrazione sembra eccessiva, visto che si parla di un evento accaduto 70 anni fa. In fondo, tendiamo a pensare, tutti i paesi del mondo hanno vissuto le distruzioni e le devastazioni della guerra. E tutti, bene o male, le

9 maggio a Kiev: si annuncia uno spettacolo imperdibile

Psicodramma a Kiev: il settimanale di moda Elle esce con una copertina dell’attrice Michelle Williams che indossa un abito con colori arancio nero (quelli, per intenderci, del nastro di San Giorgio, insegna del patriottismo nel mondo russo). Di bene in meglio: a quanto pare le strade di Kiev sono tappezzate della pubblicità del giornale. Scoppia la polemica. Nella gara a chi si rende più ridicolo l’ex deputato del partito Bat’kovshina,