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Alcuni recenti sviluppi politici che non possono passare inosservati

La pandemia Covid-19/SARS-CoV-2 è, sotto ogni aspetto, un’immensa crisi planetaria che probabilmente cambierà per sempre il mondo in cui viviamo. Eppure, ci sono altri temi forse altrettanto eccezionali e importanti che meritano di non essere dimenticati. Eccone alcuni. Il grande tradimento di Tulsi Gabbard E’ piuttosto chiaro a molti osservatori che Tulsi Gabbard, essendo l’unica e vera “candidata pacifista”, non avrebbe mai avuto la possibilità di avere la nomination, figuriamoci

La mancanza di solidarietà della UE per il coronavirus spinge ulteriormente la Serbia verso la Cina

La pandemia dimostra quanto velocemente sia stato abbandonato il liberalismo per proteggere gli interessi dello Stato. La presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato in un video messaggio su Twitter [in inglese] che la UE sta limitando l’esportazione di dispositivi medici, ha sottolineato che il divieto di esportazione su questi beni si applica in tutta l’Unione Europea, ed è motivato dalla necessità di mantenere sufficienti le forniture

La Cina è bloccata in una guerra ibrida con gli Stati Uniti

Le conseguenze dell’epidemia di Covid-19 mette Pechino e Washington in rotta di collisione Tra gli innumerevoli e sconvolgenti effetti geopolitici del coronavirus, uno è già molto evidente: la Cina si è riposizionata. Per la prima volta dall’inizio delle riforme di Deng Xiaoping nel 1978, Pechino considera apertamente gli Stati Uniti come una minaccia, come ha affermato un mese fa il ministro degli esteri Wang Yi [in inglese] alla Conferenza sulla

Perché Hashim Thaçi ha bisogno di un altro conflitto con la Serbia?

Il 27 maggio il presidente della Serbia Aleksandar Vucic ha esortato ad affrontare la verità e a riconoscere che la Serbia ha perso il Kosovo. Il 28 maggio le unità della polizia kosovara si sono introdotte nei distretti serbi nel nord del Kosovo e hanno arrestato circa due dozzine di persone, inclusi agenti di polizia del Kosovo di nazionalità serba e anche un dipendente russo della Missione delle Nazioni Unite in

La cantonata Kosovo: verso un esercito regolare

Nei Balcani non si può smettere di preoccuparsi per un momento. Il prossimo conflitto sembra sempre scrutare dietro l’angolo con malizioso entusiasmo, desideroso di balzare su punti di vantaggio demagogico e sofferenza personale. I punti centrali del disastro futuro nella regione tendono ad essere il Kosovo e la Bosnia. Il primo è ora intenzionato a formalizzare accordi militari, modellando così una lancia che potrà essere affondata in profondità nel cuore

Il presidente serbo accusa l’Occidente di “brutali interferenze” nelle elezioni in Bosnia ed Erzegovina

L’interferenza occidentale in tutto ciò che è bosniaco fa a malapena notizia. Non oggi, non ieri, non 26 anni fa, quando l’allora ambasciatore USA in Jugoslavia, Warren Zimmerman, incoraggiò il leader fondamentalista Musulmano bosniaco Alija Izetbegović a respingere un piano di pace [in inglese] – accettato, per inciso, dagli stessi leader serbo-bosniaci che presto sarebbero stati demonizzati dall’Occidente unipolare come “aggressori” della propria terra – che aveva buone possibilità di