Tag "Amos Pozzi"

Cambiare o Perire: la dura Scelta del Bolivarismo venezuelano

L’arte di vincere la si impara nelle sconfitte (Simon Bolivar) Il tentato golpe raffazzonato di Juan Guaido degli ultimi giorni ha riportato sotto i riflettori mondiali il Venezuela. E con esso il solito insieme di cliché sulla sua situazione economica. I media non ci hanno risparmiato nulla: dal socialismo “che rende tutti poveri”, all’aneddoto dei cugini che “stavano benissimo” e ora “muoiono di fame”. Ma abbiamo anche sentito la campana

Germania: il Mefistofele mercantilista presenta il Conto a Faust

È ben noto che nessun popolo è più preciso dei tedeschi nella preparazione e nella pianificazione di un’attività, ma ugualmente nessun popolo può risultare maggiormente sconvolto quando i suoi piani falliscono. Essi non sono in grado di improvvisare. (Winston Churchill) [Negli anni cinquanta] Amo talmente tanto la Germania che sono felice di vederne due. (François Mauriac) Il tedesco è sicuro di sé nel peggiore dei modi, nel modo più disgustoso

USA: Superpotenza dai Piedi d’Argilla

In realtà, la globalizzazione è un altro nome con il quale si esercita il ruolo dominante degli Stati Uniti. (Henry Kissinger) Spendere è molto più americano di pensare. (Andy Warhol) L’America non sarà mai distrutta dall’esterno. Se vacilleremo e perderemo le nostre libertà, sarà perché noi abbiamo distrutto noi stessi. (Abraham Lincoln) Dopo avere brevemente trattato, nel precedente intervento per questa testata, la situazione economica europea, ed in particolare, il

La Grande Scommessa: Roulette russa per l’Economia europea

La crisi è sistemica nel senso che è diventato impossibile continuare con il modello di sviluppo del capitalismo degli ultimi decenni. Samir Amin, La crisi, 2009 Si addensano nuvole sul ciclo economico finanziario iniziato nel marzo 2009 con i minimi di borsa della crisi subprime. Oggi non ci interessa constatare gli abnormi limiti di crescita di  questo ciclo, che per molte nazioni e per le classi sociali medio basse non

Lavorare Stanca – Sullo Stato della Disoccupazione in Italia

Lavorare stanca recitava il titolo di una raccolta di poesie di Cesare Pavese. Non lavorare però, se non si è rentier, distrugge. Come è cambiato il mondo del lavoro dalla Grande Crisi del 2007/8 ad oggi nel nostro paese? E’ vero che il recupero dell’occupazione è stato pressoché totale? O quella frattura violenta ha lasciato segni indelebili nel mondo del lavoro, e quindi nella possibilità di costruirsi una vita di

Debito Pubblico: le Fondamenta del nostro Benessere

Uno dei luoghi comuni più duri a morire nella trattazione dell’annoso “problema” del debito pubblico italiano è quello secondo cui noi abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi. Con l’argomentazione implicita che gli altri paesi siano stati più rigorosi, efficienti, meno spendaccioni, con meno evasione fiscale. Questa argomentazione può fare breccia in molti strati della popolazione, ognuno con il proprio bersaglio preferito. L’idraulico evasore per i dipendenti, il dipendente

Dell’Euro e di altri Demoni

Nel dibattito economico di questi ultimi anni l’attenzione si è concentrata, da un lato, sull’entità del debito pubblico (il famoso “fardello sulle spalle delle future generazioni”), dall’altro sulla questione Euro Si – Euro NO (con tutti i suoi corollari riguardanti “le regole” e “l’austerità). Questa focalizzazione non è stata casuale. Battere il tasto del “debito insostenibile” (vedasi pregiudizi assortiti sugli “italiani spendaccioni e pigri”) infatti (ne abbiamo parlato qui e qui)

Chi ha paura dello Spread?

Sopra il 3% il bilancio pubblico italiano diventa insostenibile, titola l’ Economist. Proseguendo poi con il consiglio, rivolto a chi non crede in rotture dell’ eurozona, di comprare, dando per scontato che gli altri paesi saranno costretti a intervenire. Lasciamo però perdere questa seconda affermazione, non del tutto scorretta, e concentriamoci sulla prima. E’ vero che sopra il 3% andiamo incontro al baratro finanziario, a meno che qualcuno ci salvi?

Non chiamateci PIGS. Cosa temono (davvero) i “Mercati”

Italia spendacciona. Italia che ha vissuto sopra le proprie possibilità. I mercati ci puniscono perché, se non seguiamo le raccomandazioni, il nostro debito è insostenibile. Il pensionato norvegese finanzia lo stipendio della maestra italiana. Questi alcuni assiomi del “pensiero” liberale in materia di debito pubblico, poi ripetuti come fossero mantra da chi, fino a ieri, confondeva spread con spritz o da volonterosi studenti di economia che si illudono di essere