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Lavorare Stanca – Sullo Stato della Disoccupazione in Italia

Lavorare stanca recitava il titolo di una raccolta di poesie di Cesare Pavese. Non lavorare però, se non si è rentier, distrugge. Come è cambiato il mondo del lavoro dalla Grande Crisi del 2007/8 ad oggi nel nostro paese? E’ vero che il recupero dell’occupazione è stato pressoché totale? O quella frattura violenta ha lasciato segni indelebili nel mondo del lavoro, e quindi nella possibilità di costruirsi una vita di

Debito Pubblico: le Fondamenta del nostro Benessere

Uno dei luoghi comuni più duri a morire nella trattazione dell’annoso “problema” del debito pubblico italiano è quello secondo cui noi abbiamo vissuto al di sopra dei nostri mezzi. Con l’argomentazione implicita che gli altri paesi siano stati più rigorosi, efficienti, meno spendaccioni, con meno evasione fiscale. Questa argomentazione può fare breccia in molti strati della popolazione, ognuno con il proprio bersaglio preferito. L’idraulico evasore per i dipendenti, il dipendente

Dell’Euro e di altri Demoni

Nel dibattito economico di questi ultimi anni l’attenzione si è concentrata, da un lato, sull’entità del debito pubblico (il famoso “fardello sulle spalle delle future generazioni”), dall’altro sulla questione Euro Si – Euro NO (con tutti i suoi corollari riguardanti “le regole” e “l’austerità). Questa focalizzazione non è stata casuale. Battere il tasto del “debito insostenibile” (vedasi pregiudizi assortiti sugli “italiani spendaccioni e pigri”) infatti (ne abbiamo parlato qui e qui)

Chi ha paura dello Spread?

Sopra il 3% il bilancio pubblico italiano diventa insostenibile, titola l’ Economist. Proseguendo poi con il consiglio, rivolto a chi non crede in rotture dell’ eurozona, di comprare, dando per scontato che gli altri paesi saranno costretti a intervenire. Lasciamo però perdere questa seconda affermazione, non del tutto scorretta, e concentriamoci sulla prima. E’ vero che sopra il 3% andiamo incontro al baratro finanziario, a meno che qualcuno ci salvi?

Non chiamateci PIGS. Cosa temono (davvero) i “Mercati”

Italia spendacciona. Italia che ha vissuto sopra le proprie possibilità. I mercati ci puniscono perché, se non seguiamo le raccomandazioni, il nostro debito è insostenibile. Il pensionato norvegese finanzia lo stipendio della maestra italiana. Questi alcuni assiomi del “pensiero” liberale in materia di debito pubblico, poi ripetuti come fossero mantra da chi, fino a ieri, confondeva spread con spritz o da volonterosi studenti di economia che si illudono di essere