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L’Iran merita il giusto riconoscimento per la caduta dell’ISIS

Ma gli Stati Uniti stanno ora permettendo che i suoi ultimi resti sopravvivano in Siria per far dispetto a Teheran?  Fino a poco tempo fa gli Stati Uniti consideravano lo Stato Islamico in Iraq e Siria, o ISIS, una delle principali minacce alla stabilità regionale in Medio Oriente. Barack Obama si è dato la missione di ridurre [in inglese] le conquiste territoriali e propagandistiche dell’ISIS, Donald Trump ha fatto una campagna per promettere

Mosca ha alzato la posta in Siria, stavolta c’è una grande differenza

Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS) ha scritto collettivamente una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump esortandolo a parlare ora e con autorità di ciò che la Russia e il mondo vorrebbero sentire: dire agli jihadisti radicati in Siria che “la loro è una causa persa”. Nella lettera dei VIPS vengono affrontate una serie di problemi, compresa la pericolosa prospettiva di “ostilità dirette fra Russia e Stati

Il genocidio della nazione greca

La copertura politica e mediatica del genocidio della nazione greca è iniziata ieri (20 agosto) con l’Unione Europea e altre dichiarazioni politiche che annunciano la fine della crisi greca. Con questo intendono che la Grecia è terminata, morta e finita. È stata sfruttata fino al limite, e la carcassa è stata gettata ai cani. 350.000 greci, principalmente giovani e professionisti, sono fuggiti dalla Grecia ormai esanime. Il tasso di natalità

La risposta dell’Iran: niente guerra e niente negoziati

Possiamo tutti ringraziare Dio per il fatto che gli Anglo-Sionisti non hanno lanciato una guerra contro la Corea del Nord, che nessun attacco ucronazista al Donbass sia avvenuto durante la Coppa del Mondo in Russia, e che i leader dell’impero abbiano apparentemente rinunciato ai loro piani per lanciare una riconquista della Siria. Tuttavia, ognuna di queste ritirate dalla loro retorica isterica ha solo reso i Neoconservatori più frustrati e determinati

Siria e Iraq – gli USA coccolano l’ISIS – i piani per la battaglia finale sono altri

Account verificato del portavoce dell’OIR @OIRSpox – 15:02 UTC – 24 aprile 2018 #L’attacco iracheno ad un noto quartier generale del Daesh in Siria è stato pianificato/condotto dalle forze di sicurezza irachene, con il supporto della @CJTFOIR. Questo attacco dimostra la volontà dell’Iraq di fare ciò che è necessario per la sicurezza dei suoi cittadini e per assicurarsi il suo ruolo importante nella coalizione globale per sconfiggere il Daesh. Il

Colonnello israeliano pescato a collaborare con l’ISIS

Questo sicuramente non sarebbe dovuto accadere. Sembra che un militare israeliano con il grado di colonnello sia stato “catturato con i pantaloni dell’IS calati”. Intendo dire che è stato catturato in mezzo ad un branco di cosiddetti terroristi IS – o Stato Islamico o ISIS o DAESH, a seconda delle preferenze -, dai soldati dell’esercito iracheno. Sotto interrogatorio da parte dell’intelligence irachena, a quanto pare ha detto molto sul ruolo

Tintinnar di sciabole, minaccia nucleare – O una guerra ancora più devastante?

Il World Economic Forum (WEF) a Davos è iniziato e finito, e niente è cambiato per davvero. I meravigliosi nel mondo hanno colpito ancora – spargendo aria fritta ai quattro angoli del mondo. Quando in realtà il povero diventa più povero, il ricco più ricco, guerre e conflitti sono in aumento – e l’umanità, almeno nel mondo occidentale, è sempre più esposta alle bugie della propaganda e alle manipolazioni della

Le politiche statunitensi verso l’Iran

Zach Carter      @ZachJCarter 10:10 – 6 gen 2018   Piuttosto che commentare sulla politica interna iraniana, trovo molto più istruttivo riflettere sulle politiche statunitensi che hanno plasmato (e torturato) l’Iran per oltre sessant’anni. Nel fare ciò, noi potremo immaginare le risposte di un Occidente responsabile alle molto reali rimostranze degli iraniani. Zach Carter      @ZachJCarter 10:10 – 6 gen 2018   Nel 1953, la CIA rovesciò il

Svelate le mire imperialiste americane in Niger

L’uccisione di quattro soldati illustra il crescente militarismo in tutto il continente Non c’è stata alcuna discussione sostanziale all’interno dei media statunitensi controllati dalle corporazioni e dal governo, sul perché Washington stia accelerando la sua presenza nello stato dell’Africa occidentale del Niger. Le notizie sulla morte di quattro Berretti Verdi si concentrano esclusivamente sulle nozioni di una “guerra al terrorismo” che ormai sta raggiungendo il continente africano. Successivamente la controversia

L’Occidente mira alla ricolonizzazione dell’Africa tramite una guerra infinita; rimuovere Gheddafi fu solo il primo passo

Esattamente sei anni fa, il 20 ottobre 2011, Mu’ammar Gheddafi venne ucciso, unendosi ad una lunga lista di rivoluzionari africani martirizzati dall’Occidente per aver osato sognare l’indipendenza continentale. All’inizio di quel giorno, la città natale di Gheddafi, Sirte, era stata occupata da milizie filo-occidentali, dopo una battaglia lunga un mese, durante la quale la NATO e i “ribelli” suoi alleati bersagliarono gli ospedali e le case della città con l’artiglieria,