Tag "Brasile"

Il Saker intervista Jorge Valero, Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela

Sto provando a comprendere ciò che realmente sta succedendo in Venezuela, parlandone con coloro che ne sanno qualcosa e, dopo la mia intervista con Michael Hudson, è con immenso piacere e onore che oggi vi presento l’intervista completa con Sua Eccellenza Mr. Jorge Valero, Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica Bolivariana del Venezuela alle Nazioni Unite e altre organizzazioni internazionali a Ginevra. Sono immensamente grato all’Ambasciatore Jorge Valero per aver

Il Segretario di Stato USA Mike Pompeo, arruola gli alleati per “ripristinare la democrazia” in Venezuela

Questa settimana il Segretario di Stato Americano Mike Pompeo [in inglese] ha incontrato gli alleati in un tour dell’America Latina, in cui ha parlato di intensificare gli sforzi contro il Venezuela. L’amministrazione Trump è stata sempre più ostile nei confronti della nazione caraibica, aumentando le sanzioni e persino minacciando una “opzione” militare. Il Presidente venezuelano Nicolas Maduro ha iniziato il suo secondo mandato il 10 gennaio, avendo vinto la rielezione

Le Nazioni Unite devono uscire totalmente dal controllo amministrativo degli Stati Uniti

Da quando fu deciso di insediare la sede delle Nazioni Unite a New York, l’organismo mondiale è stato tormentato da continue ingerenze da parte del paese ospitante, ovvero gli Stati Uniti, che hanno violato sempre di più la lettera e lo spirito del trattato del 1947, riguardante la sede dell’ONU tra gli Stati Uniti e le Nazioni Unite. Il trattato, firmato il 26 giugno 1947 a Lake Success (New York)

Il fascismo in marcia

L’America Latina si sta trasformando nel giardino di casa di Washington e, come effetto collaterale, sta tornando verso il fascismo, esattamente, se non peggio, com’era avvenuto negli anni Sessanta, Settanta e Ottanta nell’ambito del Plan Condor, il programma gestito dalla CIA. Molti chiamano l’attuale spostamento verso destra il Piano Condor2, e probabilmente non sono lontani dalla verità. Tutto è ideato da Washington, ovvero dalla CIA, ma in un modo più rigoroso

Brasile: Bolsonaro, verso una dittatura militare, peggio di 80 anni fa

Pubblichiamo questo articolo di Peter Koenig (scritto prima del ballottaggio) solo oggi, ben dopo la vittoria di Bolsonaro, perché riteniamo la sua analisi ancor più interessante se letta a giochi fatti. Una settimana prima del secondo turno di elezioni in Brasile, Jair Bolsonaro, il candidato di estrema destra del Partito Social Liberale (PSL), contro Fernando Haddad del Partito dei Lavoratori (PT), il Partito di Lula, per il turno finale delle elezioni presidenziali

Benvenuti nella giungla

E’ buio alla pausa di mezzogiorno (tropicale). Jean Baudrillard una volta ha definito il Brasile “la clorofilla del nostro pianeta”. Eppure, una terra ampiamente riconosciuta a livello mondiale come il paese con il soft power della gioia di vivere, ha eletto a presidente un fascista. Il Brasile è una terra devastata. L’ex paracadutista Jair Bolsonaro è stato eletto con il 55,63% dei voti. Anche se c’è stato il record di

Il futuro della democrazia occidentale si sta giocando in Brasile

Niente di meno del futuro della politica in Occidente – e nel Sud del mondo – si sta giocando in Brasile. Andando al nocciolo della questione, le elezioni presidenziale in Brasile rappresentano uno scontro diretto tra democrazia e neofascismo da inizio XXI secolo, cioè tra civilizzazione e barbarie. Le ripercussioni economiche geopolitiche e globali saranno immense. Il dilemma brasiliano mette in evidenza tutte le contraddizioni che circondano l’offensiva populista di

Lista degli obiettivi: distruggere la “B” dei BRICS

La posta in gioco non potrebbe essere più alta. Non solo è in bilico il futuro dei BRICS, ma il futuro di un nuovo mondo multipolare. E tutto dipende da cosa accadrà in Brasile nei prossimi mesi. Cominciamo con la kafkiana agitazione interna. Il colpo di Stato contro il Presidente Dilma Rousseff rimane una tragicommedia politico/teatrale mediatica senza pari che continua a dare i suoi frutti. Vale anche come caso

Dilma è fuori: la plutocrazia brasiliana ha mandato in fumo 54 milioni di voti

Mai nella storia politica moderna era stato così facile “abolire la gente” e cancellare in un colpo solo 54 milioni di voti, espressi in un’elezione presidenziale libera e corretta. Dimenticatevi i brogli elettorali (1), come in Florida nel 2000. Questo è un giorno che verrà ricordato con infamia in tutto il Sud del mondo, quando una delle sue più dinamiche democrazie è stata fatta diventare, con una fragile parvenza giuridico-parlamentare,