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Tag "BREXIT"

Recessione forzata come strumento di guerra sociale contro il 99%

Se non capite subito questo titolo, non avete afferrato qual è l’obiettivo primario del capitalismo neoliberale degli ultimi 40 anni circa. Smettetela di dare per scontato che l’1% voglia un’economia di crescita… per favore. Veramente, basta. L’interesse dell’1% risiede nel sostenere il modello “mi tengo tutto quello che ho”. Accettate questa regola e sarete a metà della strada per l’illuminazione, e vedrete attraverso la menzogna tecnocratica secondo cui “l’economia è

Il Regno Unito intensifica le provocazioni contro la Russia

Il giorno di Natale ha visto la fregata HMS St Albans scortare la nave da guerra russa Admiral Gorshkov mentre attraversava il Mare del Nord. Il rapporto della BBC ha citato diligentemente la Royal Navy, che ha affermato che la presenza della nuova fregata lanciamissili, che sta ancora svolgendo le prove in mare, è un’“attività in aree di interesse nazionale” e un esempio del recente “aumento delle unità russe di

Recensione del libro di Varoufakis: economista rock star, ma finto politico di sinistra

Quanto è dura essere il più fico in una stanza piena di economisti?  Ma non è che magari questo riconoscimento imbarazzerebbe uno veramente fico? L’ex Ministro delle Finanze Greco Yanis Varoufakis ha appena pubblicato un nuovo libro, ed è stato criticato per quanto sia autocelebrativo e scritto a fini di autopromozione. Io non l’ho letto – questa recensione riguarda il suo libro del 2016, “I deboli sono destinati a soffrire?”

Come la vittoria della Merkel potrebbe nascondere il malcontento crescente

I cittadini tedeschi si recheranno ai seggi questa domenica, nell’ultima serie di elezioni dei grandi paesi europei di quest’anno. Prima della votazione, c’erano timori che in alcuni casi i partiti populisti e anti-sistema avrebbero potuto vincere, a seguito della vittoria del voto della Brexit dello scorso anno e dell’elezione di Donald Trump come presidente degli Stati Uniti. Non è accaduto, poiché Marine Le Pen del Fronte Nazionale è stato sconfitta

L’Inghilterra sembra più instabile adesso di quanto abbia mai visto prima

C’è una scena famosa nell’Enrico V di Shakespeare sulla notte prima della Battaglia di Azincourt, quando i nobili francesi parlano dell’inevitabilità della loro futura vittoria. Gonfi di arroganza, deridono gli Inglesi: “Mostratevi soltanto da lontano a quella banda di morti di fame”. Naturalmente, tutto questo si rivelerà un atto di superbia quando i nobili, troppo fiduciosi, riceveranno la loro punizione il giorno successivo. Stavo pensando a questa scena quando Donald

La Grande Albania e i Balcani

Da sempre i Balcani portano con sé una maledizione ricorrente: che ogni entità al suo interno possa, ad un certo punto, ingrandirsi ai danni dei territori adiacenti. Ogni Nazione ha, e in alcuni casi continua ad avere, il sogno proibito di espandersi, travalicando i confini e sperando che se ne accorgano in pochi. Le strategie espansive tendono ad avere un problema: sono difficili da valutare nei termini convenzionali di accordo,

Eurolandia sul baratro della disintegrazione?

L’anno scorso, la decisione della maggioranza degli elettori britannici di uscire dall’Unione Europea, è stata più di una semplice votazione del popolo. La campagna a favore della Brexit è stata promossa e finanziata delle più influenti banche della City di Londra e della Casa Reale inglese. Lungi da essere la fine della Gran Bretagna, la Brexit è molto più probabilmente l’inizio della fine del disastroso esperimento dell’euro come moneta unica.

Il nuovo ordine mondiale di Putin

Vladimir Putin è il leader russo più popolare di tutti i tempi? Sembra proprio di sì: in una recente indagine condotta dal Centro di Ricerca per la Pubblica Opinione di Tutte le Russie, l’indice di gradimento di Putin è salito ad uno strabiliante 86 per cento, il doppio di quello di Obama quando lasciò l’incarico nel 2016. E quel che è più sorprendente è che la popolarità di Putin ha

È ora di chiudere Gibilterra, parte importante di una rete criminale

La sovranità britannica su Gibilterra deriva dallo stesso trattato che ha dato alla Gran Bretagna il monopolio sul commercio degli schiavi e concesso il Brasile al Portogallo. E, come tutti questi abomini, appartiene alla pattumiera della storia. La scorsa settimana la classe dirigente britannica stava schiumando di indignazione dopo i commenti su Gibilterra del Presidente dell’Unione Europea Donald Tusk nella sua lettera a Theresa May. In risposta alla lettera [in Inglese]

Ecco che si comincia: i paesi fondatori dell’UE creeranno l’Unione Federale degli Stati Europei

Venti anti-establishment e anti-europeisti soffiano forti in tutta Europa, mentre il blocco si dirige [in Inglese] sempre più vicino al collasso. L’effetto domino iniziato dalla Brexit sta continuando la reazione a catena in tutta l’Unione. Le crisi abbondano, e tutte si riducono a persone che in ultima analisi danno la precedenza alla loro identità nazionale e regionale sul progetto sovranazionale. Le prossime modifiche possono far svanire l’Occidente come lo conosciamo, con