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Tag "Daesh"

Una fetta di torta: la nuova normalità della politica estera di Trump

Ecco il Comandante in Capo della  Scuola di Politica Estera della Bella Fetta di Torta di Cioccolato, che spiega la prossima mossa sulla Corea del Nord “Stiamo mandando una armada, molto potente. Abbiamo sottomarini, molto potenti. Molto più potenti delle portaerei.  Ve lo garantisco” [nel video di Fox Business, il Presidente Trump sbaglia il paese che gli Stati Uniti hanno bombardato: nomina l’Iraq invece della Siria, ma ricorda la bella

Situazione operativa sui fronti siriani al 28-4-2017

    Mappa aggiornata della Siria con evidenziate le aree sotto controllo del governo e delle varie fazioni Vorrei esaminare i recenti progressi ottenuti dall’esercito siriano nella provincia di Hama, che sono rimasti grossomodo intatti dal mio post di qualche giorno fa. Un paio di contrattacchi hanno avuto luogo da allora, ma nessun risultato è stato ottenuto dalla Alleanza qaedista che coordina gli attacchi nel nord della provincia di Hama.

Siria: guardando il confine giordano

Mentre l’attenzione per quanto riguarda il conflitto siriano si è spostata quasi esclusivamente sui recenti attacchi dei missili da crociera degli Stati Uniti, è evidente che gli attacchi sono stati progettati per gettare le basi per implicazioni molto più grandi. Particolare attenzione dev’essere prestata alle forze statunitensi che operano sia all’interno del territorio siriano che lungo i confini della Siria. Banalizzare l’uso di armi per attacchi da grande distanza come

Iran: target del Pentagono (e del Daesh)

Il Generale Joseph Votel  – comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) – ha recitato la sua versione del Dottor Stranamore di fronte al Comitato delle Forze Armate della Camera statunitense. “Ci dobbiamo concentrare sulle opportunità di fermare l’Iran con le armi o altri mezzi”. Orwelliani come possono essere i nostri tempi, suona comunque come una dichiarazione di guerra. Con la conseguenza intrinseca di fare a pezzi l’accordo sul

Una analisi a più livelli dell’attacco statunitense con missili da crociera alla Siria, e delle sue conseguenze

Il recente attacco missilistico americano contro una base dell’aeronautica siriana è un evento così importante, da così tanti punti di vista, da richiedere il suo esame in dettaglio. Proverò a farlo oggi, con la speranza di riuscire a fare un po’ di luce su un attacco piuttosto strano che, nondimeno, avrà profonde conseguenze. Ma per prima cosa, cominciamo dando un’occhiata a ciò che è effettivamente accaduto. Il pretesto: Non credo

L’amministrazione Trump colpita da follia neoconservatrice

Cavolo ragazzi, non ci è voluto molto. Come ho scritto a febbraio, i Neoconservatori e lo stato profondo americano hanno completamente castrato Trump [in italiano]. Basta guardare questi due titoli di RT (e leggere gli articoli) [in Inglese]: “Ha oltrepassato diversi limiti”: Trump parla del presunto attacco con gas chimici in Siria “Saremo costretti a intraprendere azioni unilaterali” se le Nazioni Unite falliranno in Siria – afferma l’inviato degli Stati Uniti

La causalità della frutta marcia

Il mio amico Anwar Khan ha recentemente scritto un interessante editoriale [in inglese] nel quale ha espresso il suo disaccordo con quello che ha percepito come un mio pregiudizio pro-Sciita, e nel quale ha ricordato alcune delle atrocità commesse dagli Sciiti. Non è mia intenzione scrivere una confutazione completa oggi, né penso che sia opportuno per me, in qualità di Cristiano Ortodosso, schierarsi in una controversia tra i Musulmani. Tuttavia,

Al-Bab I terroristi dell’ISIS sono ormai accerchiati

L’esercito siriano si avvicina sempre di più alla città di Al-Bab. Ora si trova a meno di 6 km. dal centro cittadino e controlla l’unica via di rifornimento rimasta ai terroristi asserragliati nella città. Un servizio di Anna News. ***** Sottotitoli in Italiano a cura di Mario per SakerItalia.it

PRESIDENZA TRUMP – Siamo già ai primi casini

E’ un raro privilegio quello di poter criticare un uomo politico solo perché rispetta le promesse della sua campagna elettorale, ma Donald Trump è un presidente unico nel suo genere e questa settimana ci ha offerto proprio questa opportunità, con non una, ma con ben tre differenti situazioni disastrose di cui parlare. Primo, c’è stata la maldestra incursione contro il presunto rifugio di al-Qaeda a Yakla, nello Yemen. Lasciatemi pensar

Rischi ed opportunità per il 2017

Siamo solo da pochi giorni nel 2017 e possiamo già affermare con un notevole grado di confidenza che il 2017 sarà un anno storico. Penso anche che il 2017 sarà l’“anno di Trump” perché accadrà una di queste tre cose: Trump manterrà in pieno le sue minacce e le sue promesse, Trump manterrà qualcuna, ma non tutte, delle sue minacce e delle sue promesse o, alla fine, Trump sarà neutralizzato