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Populismo, Democrazia e il Ruolo degli Intellettuali

Ho appena letto un interessante articolo di Paolo Ercolani (“Vaccini: l’ignoranza è più popolare della conoscenza”) che mi ha fatto riflettere. Mi ha fatto riflettere in particolare perché avevo appena dialogato con alcune persone, culturalmente formate e ben informate, che però nell’articolo di cui sopra, in quanto scettici verso le autorità, ricadrebbero nell’ambito dei “sudditi ideali”. Nell’articolo, con un certo involontario senso del paradosso, questi cittadini, definiti “scienziati improvvisati e

Il duplice attacco all’Ortodossia e alla Russia

Mentre il Presidente statunitense Donald Trump e il Presidente russo Vladimir Putin si preparano all’incontro di Helsinki, tutti gli occhi sono puntati su quelli che generalmente sono considerati i “soliti” argomenti che dividono le due principali potenze militari: Ucraina, Siria, sanzioni economiche, accuse di interferenze nelle elezioni, e così via. Questo riflette il punto di vista quasi universale, ma erroneo, che interpreta questa seconda guerra fredda contro la Russia come

Elezioni presidenziali russe: noiose, inutili e necessarie?

Mentre si avvicinano le elezioni presidenziali in Russia sono stupito dal vedere quanto interesse questo evento stia generando, nonostante sia sicuro che questo sarà un evento incredibilmente noioso e, francamente, totalmente inutile. Ma prima, una spiegazione completa: io non ho molta fiducia nel cosiddetto “processo democratico”. Guardate l’UE e ditemi: credete davvero che le persone al potere rappresentino la volontà e gli interessi delle persone che, presumibilmente, le hanno elette?

Paolo Becchi a Saker Italia: è il Federalismo l’antidoto alla Globalizzazione

“Ormai solo uno zar ci può salvare” è l’inconsueto (per la stampa italiana) titolo di un fondo comparso su Libero il 30 novembre scorso a firma Paolo Becchi. Gli Stati Uniti, argomenta il Prof. Becchi, erano la terra votata alla “salvezza intrisa di senso religioso del genere umano”, ma sono ora divenuti “il luogo dove si prepara un futuro post umano, dove gli uomini saranno governati da intelligenze artificiali robotizzate”.

Il nuovo ordine mondiale di Putin

Vladimir Putin è il leader russo più popolare di tutti i tempi? Sembra proprio di sì: in una recente indagine condotta dal Centro di Ricerca per la Pubblica Opinione di Tutte le Russie, l’indice di gradimento di Putin è salito ad uno strabiliante 86 per cento, il doppio di quello di Obama quando lasciò l’incarico nel 2016. E quel che è più sorprendente è che la popolarità di Putin ha

Propongo Viktor Orban per il Premio Nobel per la Pace

Ora, prima che tutti voi abbiate una qualsiasi reazione, confermo di essere pienamente cosciente del fatto che il Comitato Norvegese del Nobel, che decide appunto i vincitori del Premio Nobel, scelga ispirandosi all’agenda globalista. Qualcuno potrebbe sostenere che siano addirittura corrotti. Sono altresì consapevole che in passato hanno conferito il premio a candidati non propriamente amanti della pace, come Henry Kissinger, Barack Obama, persino l’Unione Europea. Ciononostante voglio proporre il

Cosa ne è stato della Sinistra?

Quelli che conosco della mia generazione sono rimasti perplessi per la scomparsa della Sinistra americana. Si ricordano di quando c’era molta meno guerra, molto meno ladrocinio del monopolio capitalistico, un’élite meno ricca e potente, meno violenza della polizia contro i civili, meno militarizzazione, meno privatizzazione e deregolamentazione, un minor numero di attacchi contro la rete della sicurezza sociale e meno propaganda da parte dei media, eppure, nonostante lo stato di

Angela Merkel passerà alla Storia

Articolo di Cesare Corda Seguendo il cammino politico della Cancelliera ripercorriamo gli ultimi dieci anni della UE. Esattamente un secolo fa si dissolse un grande Stato Europeo, multietnico e germano-centrico: l’Austria-Ungheria, erede del Sacro Romano Impero. Musil descrisse questo passaggio storico, la stagione convulsa e decadente in cui si svolse e gli insicuri e spesso inadeguati protagonisti che lo vissero in prima persona in un capolavoro che, pur rimasto incompiuto,

Brexit: come gli Inglesi hanno disatteso le aspettative del loro governo (un breve commento)

Dopo la rivolta del 17 giugno il segretario dell’Unione degli scrittori fece distribuire nella Stalinallee dei volantini sui quali si poteva leggere che il popolo si era giocata la fiducia del governo e la poteva riconquistare soltanto raddoppiando il lavoro. Non sarebbe più semplice, allora, che il governo sciogliesse il popolo e ne eleggesse un altro? La soluzione, Bertold Brecht [1] Dire che il Brexit è stato un evento storico

Breve Dizionario in Neolingua

Quanto la società dell’Occidente assomiglia a quella descritta nelle opere di Orwell? Il modo in cui parliamo influenza profondamente il modo in cui pensiamo. Anche un solo termine utilizzato a sproposito, o a cui attribuiamo un significato divergente rispetto a quello che dovrebbe essere il suo senso etimologico, può deviare i ragionamenti che facciamo e portare a conclusioni diverse da quelle che vorremmo raggiungere. Se poi gli errori non sono