Tag "Dipartimento di Stato"

Chi è il vero manipolatore di elezioni?

Il rapporto pubblico [in Inglese] del Direttore dell’Intelligence Nazionale sul presunto [in Inglese] hackeraggio russo si apre col “giudizio chiave” che “gli sforzi della Russia per influenzare le elezioni presidenziali statunitensi del 2016 rappresentano la più recente espressione del desiderio di lunga data di Mosca di minare l’ordine democratico liberale guidato dagli Stati Uniti”. Questa è una affermazione forte, che suggerisce una sfida fondamentale e sostenuta del Cremlino alla libertà occidentale, che

Rischi ed opportunità per il 2017

Siamo solo da pochi giorni nel 2017 e possiamo già affermare con un notevole grado di confidenza che il 2017 sarà un anno storico. Penso anche che il 2017 sarà l’“anno di Trump” perché accadrà una di queste tre cose: Trump manterrà in pieno le sue minacce e le sue promesse, Trump manterrà qualcuna, ma non tutte, delle sue minacce e delle sue promesse o, alla fine, Trump sarà neutralizzato

La guerra di Siria è stata sempre e solo l’inizio

Con la liberazione di Aleppo nella Siria settentrionale, sembra che il governo di Damasco sia sulla strada giusta per mettere fine al terribile conflitto che ha causato quasi sei anni di distruzione nel paese. Ma pensare che il conflitto siriano sia sul punto di essere risolto, significa ritenere che sia stato combattuto in un vuoto geopolitico, disconnesso dai piani delle altre potenze regionali e mondiali. In effetti, la guerra per

Basta coi regali di Natale ai regimi repressivi

Gli Stati Uniti stanno vendendo armi ad un paese che sta uccidendo un bambino ogni 10 minuti, e questo deve finire. Mentre il mondo è stato trafitto dall’epica tragedia della Siria, un’altra tragedia – ignorata – sta affliggendo i bambini dello Yemen. Afflitto dai mali gemelli della guerra e della fame, ogni 10 minuti un bambino in Yemen muore di malnutrizione, diarrea o infezioni respiratorie, afferma l’UNICEF [in Inglese], e senza cure mediche

L’amico Tillerson: fin dove l’ex capo della ExxonMobil porterà il rapporto con la Russia

Rex Tillerson ha abbastanza meriti perché gli avversari di Donald Trump facciano di tutto per affossare la nomina dell’ex capo di ExxonMobil a capo della diplomazia degli Stati Uniti. Ai loro occhi, l’ex capo di una delle più grandi aziende del mondo è la personificazione di tutti i cambiamenti nei rapporti con la Russia promessi dal nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. E infatti dopo la notizia della nomina

Paura e delirio nello “Stato Profondo”

Tutti nello “Stato Profondo” sono minacciati dalla Presidenza Trump. Lo Stato Profondo comprende che il potere, i finanziamenti, gli stratagemmi ideologici e il dominio su governi, media, circoli accademici, think tank e ONG sono nel ‘campo di battaglia’, per utilizzare il titolo di un libro, da parte di un obiettivo primario che lo Stato Profondo intende distruggere al fine di salvarsi da Trump. Il Tenente Generale a tre stelle (in

Siria ed Iraq stretti fra “nuovi analisti” e media politicizzati

Le guerre in Siria e in Iraq hanno segnato la dolorosa dipartita della “stampa libera ed indipendente” e l’ascesa dei cosiddetti “neo-analisti”. Questi ultimi se ne stanno in terre lontane, senza nessuna esperienza pratica di guerra, raccogliendo informazioni ed analisi attraverso i contenitori multicolorati dei social media. Hanno anche il coraggio di pensare di poter dettare all’amministrazione americana le misure da prendere, chi bisogna sostenere e, come se poi fossero

Quelli che manifestano contro Trump sono strumenti dell’Oligarchia

“Le riforme provocano sempre la rabbia di quelli che dal vecchio ordine traevano vantaggi”. Arthur M. Schlesinger, Jr., The Crisis of the Old Order [La crisi del vecchio ordine]. Chi sono i manifestanti anti-Trump che infangano il nome dei progressisti, dicendo di essere loro dei progressisti, e che poi rifiutano di accettare il risultato dell’elezione presidenziale? Sembrano, e, anzi peggio, agiscono proprio come quella “feccia bianca” che stanno biasimando. Penso di

Trump e Putin combatteranno Al-Qaeda e ISIS insieme?

  Donald Trump dovrebbe seguire il suo istinto e chiudere l’accordo con Vladimir Putin per porre fine alla guerra in Siria, in modo che USA e Russia possano cominciare a combattere insieme il terrorismo jihadista.   Dal momento che Donald Trump eredita da Barack Obama una cornucopia di problemi in politica estera, un settore in cui potrebbe ottenere subito dei rapidi risultati – se si fiderà del suo istinto –