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La mia Gioventù nel Fuoco – Parte Terza

Nel libro “la mia gioventù nel fuoco” sono raccolti lavori di studenti, futuri giornalisti della facoltà di filologia della Università Nazionale di Donesk. In questi pezzi gli studenti condividono le loro osservazioni sugli eventi accaduti nel Donbass negli ultimi tre anni. Abbiamo deciso di tradurre un capitolo dell’antologia (che vi proponiamo in  tre puntate), per permettere anche ai lettori italiani di conoscere “la gente straordinaria del Donbass”. Abbiamo già pubblicato

La Mia Gioventù nel Fuoco – Parte Seconda

Nel libro “la mia gioventù nel fuoco” sono raccolti lavori di studenti, futuri giornalisti della facoltà di filologia della Università Nazionale di Donesk. In questi pezzi gli studenti condividono le loro osservazioni sugli eventi accaduti nel Donbass negli ultimi tre anni. Abbiamo deciso di tradurre un capitolo dell’antologia (che vi proponiamo in  tre puntate), per permettere anche ai lettori italiani di conoscere “la gente straordinaria del Donbass”. Abbiamo già pubblicato

La mia Gioventù nel Fuoco – Prima Parte

Nel libro “la mia gioventù nel fuoco” sono raccolti lavori di studenti, futuri giornalisti della facoltà di filologia della Università Nazionale di Donesk. In questi pezzi gli studenti condividono le loro osservazioni sugli eventi accaduti nel Donbass negli ultimi tre anni. Abbiamo deciso di tradurre un capitolo dell’antologia (che vi proponiamo in  tre puntate), per permettere anche ai lettori italiani di conoscere “la gente straordinaria del Donbass”. La gente straordinaria

Il blocco – Perché Poroshenko ha tagliato i legami economici con il Donbass

  Il 15 marzo le autorità ucraine hanno deciso di imporre il blocco totale dei trasporti dai territori sotto il controllo delle repubbliche del Donbass. Così, un blocco parziale delle repubbliche secessioniste da parte dei radicali è stato sostituito dal blocco ufficiale da parte del governo, e sembra essere a tempo indeterminato. Chi e perché ha preso una decisione che ha avuto molta risonanza, qual è stata la reazione dell’Occidente

Il prezzo del blocco: solo a Mariupol rimarranno per strada in 120 mila

L’Ucraina non ha ancora sentito tutti gli effetti del blocco del Donbass effettuato dai nazionalisti radicali. Ma solo per il momento, come avvertono gli esperti ucraini e i dirigenti delle grandi imprese. Se dal 1° marzo le autorità delle repubbliche non riconosciute manterranno le loro promesse, cioè cominceranno la nazionalizzazione delle imprese dei proprietari ucraini, cessando inoltre completamente la fornitura di carbone, allora per l’Ucraina arriveranno tempi duri. Cominceranno le

Una settimana interessante per Vladimir Putin e Donald Trump

L’ultima mossa di Putin Non seguo i media corporativi occidentali, perciò non so veramente quanta copertura mediatica abbia avuto in Occidente questo fatto, ma in Russia e in Ucraina la grande notizia è stata la decisione della Russia di riconoscere i documenti ufficiali novorussi, come i passaporti, le patenti di guida, i diplomi scolastici ed universitari, ecc. I Russi sono stati molto dettagliati nel loro annuncio. Hanno detto che questa

La morte di Givi non spezzerà il Donbass

Ruslan Ostashko ricorda la figura di Mikhail Tolstykh, detto “Givi”, barbaramente assassinato ieri a Donetsk. R.I.P. ***** Sottotitoli in Italiano a cura di Mario per SakerItalia.it

Media briefing di Eduard Basurin, 5 febbraio 2017

Il portavoce del Ministero della Difesa della DNR si appella direttamente ai soldati dell’esercito ucraino affinchè depongano le armi e pongano fine ad una guerra fratricida che dura ormai da oltre due anni. ***** Sottotitoli in Italiano a cura di Mario per SakerItalia.it

USA e Russia non sanno più che fare col Donbass

La squadra di politica estera degli Stati Uniti è confusa, mentre la volontà politica della Russia di aiutare il Donbass è deludente. La squadra di politica estera di Donald Trump continua a percorrere un sentiero di confusione e indecisione, prendendo in prestito la retorica dei tirapiedi falliti di Obama. Ieri, il palcoscenico è stato quello delle Nazioni Unite, dove l’Ambasciatore alle Nazioni Unite di Trump, Nikki Haley, ha dimostrato quanto