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La trasformazione economica euroasiatica va avanti

È ormai chiaro che il tentativo dell’amministrazione Trump e degli ambienti connessi al complesso militare-industriale americano è fallito nel suo obiettivo primario, ovvero quello di infilare un cuneo permanente tra Russia e Cina, le due grandi potenze eurasiatiche in grado di porre fine pacificamente all’egemonia della Superpotenza Unica, gli Stati Uniti d’America. Alcuni recenti esempi di passi apparentemente piccoli ma con un enorme potenziale economico e geopolitico futuro tra Russia

Le regole del gioco, di Trump.

Il generale James “Mad Dog” [“cane pazzo”] Mattis, scelto dal presidente eletto Donald Trump come nuovo capo del Pentagono, è un servitore modello dell’Impero del Caos. Il suo marchio di fabbrica non poteva che essere “caos” [in inglese]. Il Marine Corps Special Operations Command (MARSOC) ne tesse addirittura il panegirico: “San Mattis da Quantico, Santo Patrono del Caos”. Il Santo, nella sua iconografia pop, fa bella mostra di un coltello

Il nuovo governo dell’Armenia cavalcherà l’onda o affonderà nel caos?

Sia le dimissioni del Primo Ministro Hovik Abrahamyan, trapelate due giorni prima che avvenissero, che la candidatura del suo successore, non sono state una sorpresa. La mattina dell’8 settembre, Abrahamyan ha annunciato le sue dimissioni, e la notte stessa il Presidente Serž Sargsyan ha presentato un’unica candidatura per l’incarico di primo ministro, il primo vicepresidente di Gazprombank, Karen Karapetyan. Proprio dopo aver ottenuto l’incarico, Karen Karapetyan ha annunciato di voler presentare

La decisione definitiva per il ventunesimo secolo: OBOR o guerra

Il G20 si riunisce nel polo tecnologico di Hangzhou, in Cina, nel bel mezzo di una congiuntura geopolitica estremamente tesa. La Cina ha investito [in inglese] un immenso capitale politico/economico per preparare questo summit. Le discussioni saranno incentrate sulla ricerca di soluzioni “per un’economia mondiale rinvigorita, interconnessa e inclusiva.” I Ministri del Commercio del G20 hanno già concordato di stendere nove principi base per gli investimenti globali, e in questo summit la

Putin: Nyet ai neo-liberali, Da allo sviluppo nazionale

Dopo più di due anni di peggioramento della crescita economica e con un’economia in difficoltà con il 10,5% di tasso di interesse della banca centrale, cosa che rende virtualmente impossibile accedere a nuovo credito per stimolare la crescita, il Presidente della Russia, Vladimir Putin, ha rotto finalmente uno stallo fra le fazioni interne. Il 25 luglio, ha dato mandato ad un gruppo economico detto il Club Stolypin [in italiano] di

Il Big Bang Eurasiatico: come la Cina e la Russia aggirano Washington

Iniziamo con il Big Bang geopolitico del quale non sapete nulla, quello che ha avuto luogo solo due settimane fa. Ecco le sue conseguenze: da adesso in poi, ogni possibile attacco futuro sull’Iran, minacciato dal Pentagono (congiuntamente alla NATO), sarà essenzialmente un assalto al piano di un insieme di organizzazioni interconnesse – le nazioni BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa), la SCO (Organizzazione di Shanghai per la Cooperazione),

Putin all’UE: abbandonate il TTIP ed unitevi all’Unione Eurasiatica

La Russia ha presentato una proposta sorprendente per superare le tensioni con l’Unione Europea: quest’ultima dovrebbe rinunciare all’accordo di libero scambio TTIP con gli Stati Uniti e invece entrare in partnership con la neonata Unione Economica Eurasiatica. Una zona di libero scambio con i tuoi vicini avrebbe più senso di un accordo con gli Stati Uniti. L’Ambasciatore russo presso l’UE, Vladimir Chizhov, ha sorpreso tutti con una nuova proposta: il

L’Impero Anglosionista è veramente diventato un “Impero di Illusioni”

Lunedì 17 novembre 2014 Questo è strano. I due recenti summit (APEC, Asia-Pacific Economic Cooperation e il G20) si sono rivelati un completo disastro per gli USA e i suoi alleati (si vedano questi link in lingua inglese qui, qui e qui) mentre Russia, Cina e il resto dei BRICS sono chiaramente in controllo della situazione; alcuni continuano comunque a credere ai media corporativi occidentali che ritraggono Putin e la