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Medio Oriente, instabilità in crescita

Il presidente del Comitato per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale dell’Assemblea Consultiva Islamica dell’Iran, Heshmatollah Falahatpisheh, ha dichiarato che l’Iran sta compiendo ogni sforzo possibile, insieme con l’India, la Russia e le nazioni dell’Asia centrale e del Caucaso, per iniziare una campagna regionale congiunta contro il terrorismo. Ha sottolineato che solo con l’aiuto di tali sforzi congiunti si può combattere il terrorismo, la piaga del XXI secolo, utilizzato

A chi serve ora la nuova NATO araba?

“L’Iran è la principale minaccia in Medio Oriente e affrontare la Repubblica islamica è la chiave per arrivare alla pace nell’intera regione”. Mentre il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, pronunciava queste parole in Polonia, nelle stesse ore, il 13 febbraio scorso, l’Iran veniva colpito da un attentato kamikaze: 42 i pasdaran morti nella provincia sud-orientale del Sistan e Balucistan. La rivendicazione è arrivata dal gruppo jihadista sunnita Jaish al-Adl

L’incidente nello Stretto di Kerč’: una prospettiva mediorientale

Lo Stretto di Kerč’, un luogo che non viene menzionato spesso nei media – o nei social media – mediorientali è diventato molto più familiare in quella regione da quando le navi ucraine sono entrate di recente nelle acque territoriali russe nel Mar Nero. Nel mondo arabo un certo numero di giornalisti ha discusso dell’incidente: hanno trattato le due parti come uguali, e si sono concentrati sugli aspetti militari piuttosto

La provocazione di Kerč’ – cause e conseguenze

Quando in estate due navi delle Forze Navali Ucraine passarono attraverso lo Stretto di Kerč’[in inglese], Kiev cercò di convincere tutti che era avvenuta un “eroico sfondamento”. Ma divenne subito chiaro che gli “eroi”, in piena conformità con le richieste e le regole russe, informarono in anticipo del loro passaggio, chiesero il permesso e un pilota marittimo, e in generale presero tutte le precauzioni possibili. Allora la “vittoria” non ci

Siria, Iran e il “caos nelle relazioni internazionali”

Anche nel contesto di un ambiente geopolitico post-verità fuori controllo, il presidente russo Vladimir Putin che dice al telefono alla sua controparte iraniana Hassan Rouhani che ogni ulteriore attacco occidentale contro la Siria potrebbe “portare al caos nelle relazioni internazionali”, dovrebbe essere visto almeno per ciò che è, cioè un’enorme eufemismo. Secondo il Cremlino, Putin e Rouhani hanno concordato che i bombardamenti di Francia, Gran Bretagna, Stati Uniti, cioè secondo

Unione Europea: “suicidio da negazione della realtà”

Quello che doveva succedere è successo. L’Unione Europea, essendo l’anello debole della catena, alla fine ha ceduto e gli Olandesi sono stati i primi a votare contro l’associazione dell’Ucraina. Naturalmente, gli euroburocrati possono sempre trovare qualche ragione per invalidare il voto; possono sempre dire che è stata violata qualche legge, possono anche negoziare qualche cambiamento di scarsa importanza all’accordo associativo, o possono decidere di ignorare semplicemente il voto. Niente di

L’Unione Europea adotta cinque assurdi “principi guida” per “trattare” con la Russia

Basta anche una veloce lettura di queste cinque linee guida per capire come esse rappresentino l’ulteriore distruzione di quello che rimane di un rapporto civile con la Russia.   Attenzione al giorno che precede le Idi di Marzo! Il 14 marzo, Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri e la Sicurezza, ha avuto un incontro con la stampa alla conclusione di una lunga riunione del Consiglio per

Il Caso Savchenko e le Consegne Straordinarie: i soliti doppi Standard Occidentali

– Marco Bordoni – Oggi l’ambasciata americana di Kiev e i suoi manutengoli locali hanno organizzato una bella gazzarra su scala mondiale (“oltre ottanta manifestazioni in tutto il mondo” annunciano i portali Euromaidan) per chiedere il “rilascio immediato” della signora Nadya Savchenko, imputata in Russia di duplice omicidio. A queste richieste si sono subito associati il Commissario Mogherini, i Parlamentari Europei (alcuni dei quali hanno messo in scena addirittura uno

La UE mette in opera un proprio sistema di propaganda

Qualche mese fa  il giornale online EUobserver segnalava l’esistenza di un documento informale redatto su iniziativa della Gran Bretagna, della Lituania, dell’Estonia e della Danimarca, che chiedeva di dotare la UE di mezzi d’informazione comuni volti a “decostruire… la propaganda ostile” che i media russi rappresenterebbero nella cornice del conflitto ucraino. La contrapposizione tra il blocco americano-occidentale e la Russia ha in effetti permesso che si rendesse evidente l’irregimentazione dei