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Tag "Finian Cunningham"

Siria, Russia e Iran passano alla diplomazia, mentre gli Stati Uniti e gli alleati spingono per la guerra

In una settimana importante per i colloqui di pace siriani, il presidente Assad è stato ospitato dal presidente russo Vladimir Putin a Sochi, dove si trovano anche i leader dell’Iran e della Turchia. Giustamente, forse, gli Stati Uniti non hanno voce in capitolo sul rinnovato sforzo per la pace in Siria. Putin ha detto che con la sconfitta dell’ISIS (Daesh, Stato Islamico) e di altri gruppi terroristici in Siria ora

La dipendenza dalla guerra degli Stati Uniti

  Gli Stati Uniti hanno un serio problema di dipendenza. George W. Bush aveva già messo in guardia dalla “dipendenza dal petrolio”; l’attuale presidente Trump, questa settimana, ha dichiarato che la dipendenza da oppioidi è “un’emergenza” nazionale. Inoltre, il suo predecessore Barack Obama aveva evocato lo spettro della “dipendenza da armi”, e aveva chiesto maggiori controlli sulle armi da fuoco a seguito delle numerosi stragi. Ma la più grande dipendenza

Il legame di guerra e pace fra Germania e Russia

Nessun altro paese del continente eurasiatico ha sofferto tanto della guerra quanto la Germania e la Russia. Ma forse da questa esperienza reciproca di dolore, di orrore e di perdita, le due potenze possono insieme forgiare una nuova direzione geopolitica. Una nuova direzione che trasformerebbe i conflitti che covano sotto la cenere e le minacce di guerra in vomeri per coltivare la pace e la prosperità internazionali. L’aggressione nazista della

La crisi coreana nell’Occidente orwelliano

I media occidentali vorrebbero farci credere che la Corea del Nord e il suo arsenale nucleare rappresentino la minaccia numero uno al mondo. La sua continua rappresentazione come stato “canaglia” sui media occidentali, gioca il ruolo di un attacco preventivo alla Corea del Nord nell’agenda statunitense. Ma andiamo dritti al punto. Secondo l’ultima relazione annuale [in inglese] dell’autorevole Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI), la Corea del

La Casa Bianca ammette la sconfitta in Siria

L’annuncio fatto questa settimana dal presidente Trump della cessazione delle operazioni segrete della CIA per armare i militanti in Siria è un’ammissione di sconfitta. Gli Stati Uniti hanno perso la loro guerra di sei anni per il cambiamento di regime nel paese arabo. È giunto il momento di porle fine. Non è ancora finita, naturalmente. Resta da vedere se la decisione di Trump può di fatto essere attuata. La CIA

Gli Stati Uniti… delle false flag

Il governo USA è il leader mondiale nella messa in scena di false flag e atti propagandistici. O, più in generale, di bugie sistematiche. Per giustificare guerre, aggressioni e l’oltraggiosa violazione della legge internazionale. L’attuale presidente e comandante in capo, Donald Trump, è un bersaglio della corrotta intelligence USA, da cui è accusato di essere “in collusione con agenti russi”. In una delle sue rare ammissioni di verità, questa settimana

Il mondo ostaggio della follia militare americana

Che una guerra nucleare scoppi o meno nei prossimi giorni, rimane il fatto deprecabile che il mondo interno sia tenuto in ostaggio dalla follia militare americana. Sembra essere solo una questione di tempo che gli Stati Uniti alla fine scatenino una guerra contro stati stranieri considerati “nemici”, come Corea del Nord, Siria, Iran, Russia o Cina, o qualsiasi altro stato che Washington consideri una “minaccia” secondo la sua paranoica ed

Trump: solo un’altra testa dell’Idra americana

Il militarismo americano sotto la presidenza di Donald Trump sta alzando la sua orribile testa come mai prima. Gli attacchi missilistici USA stanno massacrando la popolazione civile in Iraq e in Siria con una tale sete di sangue che sorprenderebbe anche l’osservatore più assuefatto. I generali dell’esercito e James Mattis, il capo del Pentagono dell’amministrazione Trump, stanno chiedendo una maggiore potenza di fuoco statunitense da dispiegare in Yemen [in inglese], anche

Sedie a rotelle russe, la nuova “minaccia d’invasione”

La messa al bando dall’Eurovision della concorrente russa Julija Samojlova da parte del regime di Kiev è una nuova caduta verso il basso – ammesso che questo regime potesse sprofondare ancora più in basso. Come risultato della restrizione di viaggio imposta questa settimana, l’artista non sarà in grado di partecipare al prossimo Eurovision Song Contest che si terrà a Kiev il 13 maggio. Alla 28enne Julija, che è costretta su

Russofobia: il sintomo dell’implosione USA

C’è stato un periodo in cui la “russofobia” era un’efficace forma di controllo della popolazione, usata soprattutto dalla classe dirigente americana per motivare i cittadini statunitensi ad avere un sentimento di patriottismo. Non più. Ora la russofobia è un segnale di debolezza, di inarrestabile implosione della classe americana al comando per effetto di una decomposizione interna. Questa tecnica di propaganda ha funzionato bene durante i decenni della Guerra Fredda, quando