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Il ritiro dal Trattato INF di Russia e Stati Uniti

Maxim A. Suchkov         @MSuchkov_ALM  2 feb 2019 – 14:07   Una corta serie di tweet sul ritiro di Russia e Stati Uniti dal trattato INF [in italiano]. Il trattato è stato firmato dagli Stati Uniti e dalla Unione Sovietica l’8 dicembre 1987. È entrato in vigore il 1° giugno 1988. La Unione Sovietica si è frantumata il 26 dicembre 1991. Io stento a credere che il trattato sia stato un pilastro

Le Nazioni Unite devono uscire totalmente dal controllo amministrativo degli Stati Uniti

Da quando fu deciso di insediare la sede delle Nazioni Unite a New York, l’organismo mondiale è stato tormentato da continue ingerenze da parte del paese ospitante, ovvero gli Stati Uniti, che hanno violato sempre di più la lettera e lo spirito del trattato del 1947, riguardante la sede dell’ONU tra gli Stati Uniti e le Nazioni Unite. Il trattato, firmato il 26 giugno 1947 a Lake Success (New York)

Genocidio in Yemen per il controllo del petrolio

Il corrente genocidio di fatto nella Repubblica dello Yemen, in una guerra la cui fase più intensa è iniziata nel 2015, è stato fino a poco tempo fa ignorato dai media occidentali. Ciò che è stato ignorato è anche il casus belli fondamentale per la guerra saudita sostenuta dagli Stati Uniti, apparentemente contro gli Houthi sciiti da parte dei wahhabiti sunniti dell’Arabia Saudita. Come praticamente in ogni guerra e destabilizzazione,

Ogni “clic” ci porta un passo più vicino al “bang!”

Trump ha premuto il grilletto, ma invece di un “bang!” quello che il mondo ha sentito è stato un modesto “clic”. Considerando che stiamo parlando di un pericolosissimo gioco della roulette russa anglo-sionista potenzialmente nucleare, il “clic” è davvero una buona notizia. Ma, per usare le parole di Nikki Haley [in inglese], la “pistola” statunitense è ancora “pronta e carica”. Ci sono un certo numero di versioni, là fuori, su

Implicazioni dei nuovi sistemi d’arma russi

Durante la guerra russo-georgiana di agosto 2008, le operazioni della 58-esima Armata russa vennero definite “coercizione alla pace”. È una definizione appropriata se ci si ricorda come andarono le cose. I russi vinsero quella guerra e, in effetti, costrinsero la Georgia ad assumere un atteggiamento molto più pacifico. Per dirla con Von Clausewitz, i russi raggiunsero l’obiettivo principale della guerra, costringendo il nemico a conformarsi alla loro volontà. I russi,

Le prove ancora inesistenti del Russiagate

Uno scambio di ruoli portato dal Russiagate è che i liberali, usualmente i più scettici nei confronti delle agenzie di controspionaggio statunitensi (specialmente delle loro affermazioni prive di prove) ora mettono in dubbio il patriottismo di quegli americani che insistono sul fatto che la comunità di quelle agenzie debba fornire le prove a sostegno delle pericolose affermazioni su di un “hacking” russo delle email democratiche, specialmente quando alcuni veterani esperti

Espansione della NATO: cosa ha sentito Gorbaciov

Alcuni documenti declassificati rivelano le garanzie ai leader sovietici contro l’espansione della NATO da parte di Baker, Bush, Genscher, Kohl, Gates, Mitterrand, Thatcher, Hurd, Major e Woerner. La tavola rotando di Studi Slavi tratta “Chi ha promesso cosa e a chi in merito all’espansione NATO?” Washington D.C., 12 dicembre, 2017 – La famosa dichiarazione “non un pollice verso est” da parte del Segretario di Stato americano James Baker in merito

Le politiche statunitensi verso l’Iran

Zach Carter      @ZachJCarter 10:10 – 6 gen 2018   Piuttosto che commentare sulla politica interna iraniana, trovo molto più istruttivo riflettere sulle politiche statunitensi che hanno plasmato (e torturato) l’Iran per oltre sessant’anni. Nel fare ciò, noi potremo immaginare le risposte di un Occidente responsabile alle molto reali rimostranze degli iraniani. Zach Carter      @ZachJCarter 10:10 – 6 gen 2018   Nel 1953, la CIA rovesciò il

Svelate le mire imperialiste americane in Niger

L’uccisione di quattro soldati illustra il crescente militarismo in tutto il continente Non c’è stata alcuna discussione sostanziale all’interno dei media statunitensi controllati dalle corporazioni e dal governo, sul perché Washington stia accelerando la sua presenza nello stato dell’Africa occidentale del Niger. Le notizie sulla morte di quattro Berretti Verdi si concentrano esclusivamente sulle nozioni di una “guerra al terrorismo” che ormai sta raggiungendo il continente africano. Successivamente la controversia

L’Occidente mira alla ricolonizzazione dell’Africa tramite una guerra infinita; rimuovere Gheddafi fu solo il primo passo

Esattamente sei anni fa, il 20 ottobre 2011, Mu’ammar Gheddafi venne ucciso, unendosi ad una lunga lista di rivoluzionari africani martirizzati dall’Occidente per aver osato sognare l’indipendenza continentale. All’inizio di quel giorno, la città natale di Gheddafi, Sirte, era stata occupata da milizie filo-occidentali, dopo una battaglia lunga un mese, durante la quale la NATO e i “ribelli” suoi alleati bersagliarono gli ospedali e le case della città con l’artiglieria,