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L’occidente ha appena perso la Terza Guerra Mondiale dando forfait?

Nell’autunno dell’anno 1480, in un punto non lontano da Mosca, due eserciti si affrontarono sulle rive opposte del fiume Ugra. Da una parte c’erano le forze del Granducato di Mosca, il cui regnante, il Gran Principe Ivan III (conosciuto come “il Grande” e come “l’unificatore delle terre russe”), si era di recente rifiutato di pagare ulteriori tributi alla Grande Orda [in inglese]. Dall’altra parte c’erano le forze del Gran Khan Ahmed

Il Grande Maestro Putin

La grandiosa operazione in più passaggi durata 16 anni Gli anni ’90 sono alle nostre spalle, così come lo è la caduta dell’Unione Sovietica. Il tentennare sull’orlo del precipizio degli anni 2000, gli anni della schiavitù debitoria con l’FMI, lo sfrenato potere degli oligarchi, lo status di potenza regionale, i gruppi di opposizione non sistemica sostenuti dall’ambasciata americana, l’isolamento e gli atteggiamenti altezzosi, tutto questo è un ricordo del passato.

Il grido di guerra di Hillary

Se siete uno dei milioni di Americani che ritengono Hillary Clinton un pessimo futuro Presidente, allora congratulatevi con voi stessi, perché questo è esattamente ciò che ha dimostrato ieri [ormai alcuni giorni fa, NdT]. In un discorso al Consiglio per gli Affari Esteri (CFR), la Clinton ha detto senza mezzi termini che, se nel 2016 verrà eletta, trascinerà la nazione direttamente in guerra. Ricorrendo allo stesso immaginario del suo gemello

Perché Putin NON è Hitler

– Marco Bordoni – Esistono precisi segnali mediatici  dai quali si può chiaramente capire che il blocco atlantico si prepara ad aggredire un Paese e che la sua dirigenza ha iniziato ad ingegnerizzare il consenso delle masse per rendere accettabile l’opzione militare. Uno di questi è la “spoliazione rituale” dal rispetto cerimoniale che si attribuisce ad un capo di Stato, spoliazione che si compie attraverso campagne denigratorie personali ed una rappresentazione

Revanscismo e russofobia: le oscure correnti sotterranee della guerra in Ucraina

La situazione in Ucraina è più o meno calma adesso, e questo è il momento giusto per allontanarsi dal flusso quotidiano di notizie e dare un’occhiata alle correnti sotterranee, quelle più profonde. La domanda che mi voglio porre oggi è una a cui non ho risposta, lo ammetto.  Quello che voglio chiedermi è questo: è possibile che uno dei fattori chiave che motivano il desiderio occidentale, apparentemente illogico ed autodistruttivo,