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La Russia può e deve fermare la guerra in Caucaso?

Ufficialmente, la guerra è fra l’Azerbaijan e la (non riconosciuta) Repubblica del Nagorno-Karabak (RNK [in italiano]), detta anche Repubblica dell’Artsakh (ROA [in italiano]), a cui io mi riferisco sempre con Nagorno Karabakh o “NK”. Come spesso succede, la realtà è molto più complicata. Per dirne una, la Turchia di Erdogan è coinvolta in pieno fin dal primo giorno (e, in verità, perfino da prima) mentre l’Armenia ha sostenuto in tutto

Armenia e Azerbaigian si massacrano di nuovo l’un l’altro

Domenica 27 settembre, l’Azerbaigian ha lanciato un’operazione militare su larga scala sulla linea di contatto in Nagorno Karabakh. L’Azerbaigian ha segnalato la cattura di diversi insediamenti nella regione, mentre il presidente azero Ilham Aliyev ha annunciato che la parte armena ha subito gravi danni. Il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan ha annunciato che l’Azerbaigian ha attaccato la repubblica non riconosciuta del Nagorno Karabakh. L’Armenia e il Nagorno Karabakh hanno dichiarato

Il conflitto armeno-azero scoppia nel Caucaso, minacciando una guerra più ampia

Ieri sono scoppiati scontri militari su larga scala nella contesa regione del Nagorno Karabakh tra Armenia e Azerbaigian nel Caucaso. Il fuoco di artiglieria, droni e carri armati ha ucciso molti soldati e civili da entrambe le parti, ognuno accusa l’altro di aver iniziato il conflitto. L’Armenia ha detto che ci sono stati 16 morti e oltre 100 feriti, mentre l’Azerbaigian ha ammesso di aver subito perdite significative senza fornire

La Russia e le prossime elezioni presidenziali negli Stati Uniti

Introduzione: non è una bella immagine Cominciamo con una dichiarazione liberatoria: in questo articolo presumo che ci sarà un’elezione presidenziale negli Stati Uniti in autunno. In questo momento sembra essere probabile che queste elezioni si svolgeranno (sembra che non ci sia alcun modo legale per annullarlo o ritardarlo), ma questo non è affatto certo (c’è un articolo molto interessante di un analista russo che prevede una diarchia dopo le elezioni, 

Trump inizierà davvero *due* guerre invece che “solo” una?

Nel bel mezzo della paura indotta dalla pandemia in tutto il mondo, la maggior parte di noi ha probabilmente perso le tracce di tutti gli altri potenziali pericoli che minacciano ancora la pace e la stabilità internazionali. Consentitemi di elencare solo alcuni titoli che, credo fermamente, meritano molta più attenzione di quella che hanno ottenuto finora. Ecco qui: Military Times: “5 petroliere iraniane navigano verso il Venezuela tra le tattiche

Il ponte sull’Eufrate costruito dai russi permette agli agricoltori di consegnare i prodotti a Deir ez-Zor

L’unico ponte sull’Eufrate esistente nei dintorni di Deir ez-Zor, costruito dai militari russi, ha permesso agli agricoltori locali di rifornire la città con i loro prodotti e di collegare le comunità da entrambi i lati del fiume. I locali ricordano come qui, prima della guerra, ci fossero dodici ponti sull’Eufrate. I bombardamenti statunitensi li hanno distrutti tutti. Lo scorso anno gli ingegneri militari russi hanno costruito un ponte di barche

Erdogan perde la battaglia, ma la guerra è lontana dalla fine

Dopo 6 ore di estenuanti negoziati, inclusi negoziati diretti tra Putin ed Erdogan, le due parti hanno finalmente concordato quanto segue [in inglese]: Un cessate il fuoco che inizierà a mezzanotte. Russia e Turchia pattuglieranno congiuntamente l’autostrada M4 (l’M5 ora appartiene a Damasco). Una zona cuscinetto di 6 km dovrà essere creata e applicata su ciascun lato della M4 entro il 15 marzo (si veda la mappa sopra) Entrambe le

Fronte di Idlib – Ciò che allarma di più: cosa accadrebbe in caso di Conflitto tra Russia e Turchia

Il conflitto a distanza tra Russia e Turchia nel territorio siriano di Idlib potrebbe generare uno scontro armato diretto di due tra i paesi che posseggono gli eserciti meglio equipaggiati nello scacchiere eurasiatico. Mosca e Ankara sono già di fatto coinvolte in una cosiddetta guerra per procura, appoggiando nel fronte della grande Idlib (provincia di Idlib e Khama, parti delle province di Aleppo e Latakia) forze che si combattono tra

Sitrep con Stefano Orsi Nr.068

Oggi riprendiamo la situazione in Siria da dove l’abbiamo lasciata, ovvero la contesa di Saraquib. Dopo giorni di battaglie la città è tornata in mano governativa, mostrando una Siria determinata e pronta a ristabilire la sua sovranità. Si è materializzato l’aiuto russo e dal punto di vista militare e diplomatico ci sono le prime novità e successi. Durata 1h circa Buona visione  

L’atteggiamento americano nel Medio Oriente: prepararsi al disastro

Bugie, maledette bugie e statistiche Si scopre che Trump e il Pentagono hanno mentito. Di nuovo. Questa volta sul vero impatto del contrattacco iraniano alle forze statunitensi in Iraq. Prima hanno affermato che non vi è alcun ferito tra il personale statunitense, per poi dover confessare che 34 soldati avevano subito lesioni cerebrali traumatiche (che Trump ha “ridefinito” come “mal di testa”). Quindi hanno dovuto ammettere che in realtà non