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Sitrep con Stefano Orsi Nr.081

In questa puntata Stefano ci parlerà dell’attuale situazione in Nagorno-Karabakh, inoltre discuteremo brevemente della situazione medio-orientale. Tra gli argomenti anche la vittoria dei socialisti in Bolivia di Luis Arce, Navalny per altre sanzioni alla Russia, infine ci sposteremo in Bielorussia, dove la premier non eletta dal popolo bielorusso risulta oggi ricercata dalle autorità.

Perché gli Stati Uniti hanno bisogno del Nagorno-Karabakh?

Commentando l’attuale sanguinoso scontro militare tra Armenia e Azerbaijan sul Nagorno-Karabakh, molti lo vedono come un conflitto puramente interno tra i due Paesi, nonché come conseguenza dell’intervento di una Turchia sempre più ambiziosa. Tuttavia, ci sono anche voci di coloro che credono che questo sia in realtà un gioco geopolitico molto più ampio, in cui sono coinvolti gli Stati Uniti. “L’ombra di Brzezinski sul Nagorno-Karabakh” – sotto questo titolo il quotidiano

La Russia può e deve fermare la guerra in Caucaso?

Ufficialmente, la guerra è fra l’Azerbaijan e la (non riconosciuta) Repubblica del Nagorno-Karabak (RNK [in italiano]), detta anche Repubblica dell’Artsakh (ROA [in italiano]), a cui io mi riferisco sempre con Nagorno Karabakh o “NK”. Come spesso succede, la realtà è molto più complicata. Per dirne una, la Turchia di Erdogan è coinvolta in pieno fin dal primo giorno (e, in verità, perfino da prima) mentre l’Armenia ha sostenuto in tutto

Caesar Act: protegge o distrugge i civili siriani?

Il cosiddetto [in inglese] “Caesar Syria Civilian Protection Act” statunitense fa di tutto tranne che “proteggere” il popolo siriano. Semmai, mira a ciò che normalmente farebbe una legge draconiana, distruggere e strangolare ulteriormente l’economia siriana per rendere ancora più difficile la ricostruzione e lo sviluppo economico del paese dopo la guerra. Come afferma in termini espliciti la “relazione sulla politica” dell’Atto, gli Stati Uniti continuano a cercare un “cambio di

La pandemia non ha portato ad un cessate il fuoco, ma è poco probabile una grande guerra regionale durante il coronavirus

Sembrerebbe logico aspettarsi che le guerre nell’era del Coronavirus diventino secondarie rispetto all’ossessione globale di un’orribile pandemia che si rifiuta di estinguersi. Invece, in molte parti del Medio Oriente si continua a combattere. Il regime saudita (appoggiato dall’intera coalizione occidentale) prosegue la sua brutale guerra contro lo Yemen, mentre la guerra civile libica (innescata dalla “liberazione” del paese ad opera della NATO del Presidente Barack Obama) non si è placata,

Aree di crisi nel mondo n.50 del 31-7-2020

Crisi nel Mediterraneo Non si placa la tensione nel mediterraneo. Turchia da un lato, non si può più parlare di GNA o di presidente libico, ed Egitto dall’altro, che di fatto ha assunto la guida delle operazioni, proseguono celermente nella preparazione di uno scontro che appare sempre più come inevitabile. Aggiornamento flash dai fronti della Libia del 27-7-2020 Tripoli Situazione notte 27-7-2020 Ingenti forze di terra delle GNA hanno ricevuto

Bravate di Guerra Fredda nel Pacifico

Prima è arrivata al Congresso la richiesta formale [in inglese] da parte del Dipartimento della Difesa per un  assegno di 20 miliardi di dollari per aumentare la propria presenza in tutto il Pacifico. Un mese dopo la Marina degli Stati Uniti ha inviato tre navi da guerra [in inglese] (e una della sempre fedele Australia) nelle acque al largo della Malesia, perché una nave cinese non armata stava conducendo delle

Aree di crisi nel mondo n. 48 del 18-7-2020

Oggi affronteremo diversi argomenti e varie aree di crisi. Intanto invito tutti a guardare la SitRep registrata con Sascha di SakerItalia che tratta argomenti attinenti strettamente la mia rubrica con altro materiale video e fotografico. Mi raccomando se gradite il nostro lavoro, iscrivetevi al canale youtube. Siria Durante lo svolgimento della 20° missione congiunta russo turca, lungo la M4 tra Saraqib e Jisr al Shougur, un ordigno posto lungo il

Nella sua strada verso la povertà, il Libano è ad un bivio

Il Libano sta andando verso una iperinflazione e un conflitto armato. La ragione principale è lo sgonfiamento dello schema Ponzi con cui il Governatore della Banca Centrale ha arricchito le banche d’affari e i politici libanesi. Dal dicembre 1997 il tasso della lira libanese è fissato a 1507.5 sul dollaro americano. Il Paese aveva bisogno di dollari per importare cibo, carburante per le sue centrali termoelettriche e praticamente per tutto

Sono stati usati missili iraniani per attaccare l’Arabia Saudita?

Da quando è entrato in carica, il regime di Trump ha aumentato la posta in gioco nella lunga guerra di Washington all’Iran con altri mezzi. L’ostilità degli Stati Uniti verso la Repubblica Islamica non ha nulla a che fare con una minaccia alla sicurezza nazionale che non esiste. Tutto ruota intorno alla sua indipendenza sovrana, per cui l’Iran, il principale rivale regionale di Israele, venga neutralizzato e restituito agli Stati