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La pandemia non ha portato ad un cessate il fuoco, ma è poco probabile una grande guerra regionale durante il coronavirus

Sembrerebbe logico aspettarsi che le guerre nell’era del Coronavirus diventino secondarie rispetto all’ossessione globale di un’orribile pandemia che si rifiuta di estinguersi. Invece, in molte parti del Medio Oriente si continua a combattere. Il regime saudita (appoggiato dall’intera coalizione occidentale) prosegue la sua brutale guerra contro lo Yemen, mentre la guerra civile libica (innescata dalla “liberazione” del paese ad opera della NATO del Presidente Barack Obama) non si è placata,

Sitrep con Stefano Orsi Nr.074

In questa puntata estiva faremo il punto della situazione, prima in Siria, poi in Iran per andare infine in Libia. Tre fronti che non accennano a calmarsi e che rischiano di infiammarsi ulteriormente nel corso dell’anno. Inoltre sembrano affermarsi nuovi contendenti nelle varie aree di interesse, rendendo la situazione ancora più calda. Durata 1h e 40min circa, buona visione.

Sitrep con Stefano Orsi Nr.072

Ci ricolleghiamo con Stefano dopo oltre un mese di assenza. Sarà una lunga puntata con numerose novità dal punto di vista geopolitico, novità che vedono protagonista la Turchia in più di uno scenario. In Libia ci sono cambiamenti importanti, in Siria non cessano gli attacchi alla sua sovranità. Parleremo di nuovi combattenti dell’ISIS trasportati in elicotteri americani, dall’Iraq alla Siria. Esamineremo gli attacchi aerei israeliani. Ricorderemo Odessa come altri avvenimenti

Hosni Mubarak, l’alleato egiziano degli USA

La morte dell’ex leader egiziano Hosni Mubarak serve per ricordarci che gli USA scaricano senza alcun riguardo i vecchi alleati se non servono più agli interessi geopolitici dell’Impero. “Dittatore spalleggiato dall’America” è come molta gente vedrà Hosni Mubarak, il deposto ex leader dell’Egitto che è morto all’età di 91 anni. Bene, questo è vero, ma ci dice solo una parte della storia. Gli USA hanno spalleggiato Mubarak, che è giunto

“NATO Go Home!”

Il Presidente Trump trascorrerà l’ultimo anno del suo primo mandato portando i suoi ragazzi a casa. Ci si aspetta che tutte le truppe statunitensi di stanza nel Medio Oriente e in Africa si ritirino. Tuttavia, questo ritiro delle truppe non significherà in alcun modo la fine dell’autorità degli Stati Uniti in queste regioni del mondo. Al contrario.   La strategia del Pentagono Dal 2001 – e questo è uno dei

Alcuni recenti sviluppi politici che non possono passare inosservati

La pandemia Covid-19/SARS-CoV-2 è, sotto ogni aspetto, un’immensa crisi planetaria che probabilmente cambierà per sempre il mondo in cui viviamo. Eppure, ci sono altri temi forse altrettanto eccezionali e importanti che meritano di non essere dimenticati. Eccone alcuni. Il grande tradimento di Tulsi Gabbard E’ piuttosto chiaro a molti osservatori che Tulsi Gabbard, essendo l’unica e vera “candidata pacifista”, non avrebbe mai avuto la possibilità di avere la nomination, figuriamoci

Uno sguardo agli aspetti militari della guerra biologica (AGGIORNAMENTO!)

Il XX secolo ha visto un numero apparentemente infinito di conflitti militari, che vanno da piccoli scontri locali ad almeno due guerre mondiali. Lo stesso XX secolo ha visto degli sforzi enormi da parte delle maggiori potenze per sviluppare tre tipi di cosiddette “armi di distruzione di massa” [WDM, Weapon of mass destruction]: atomica, batteriologica e chimica [ABC: Atomic Biological Chemical]. Tutte queste armi di distruzione di massa erano inizialmente considerate molto

Le bugie, la dottrina di Bethlehem e l’illegale uccisione di Soleimani

In una delle tante sfacciate bugie che gli Stati Uniti hanno detto per giustificare l’uccisione di Soleimani, Mike Pompeo ha affermato che il Generale iraniano è stato ucciso perché pianificava “attacchi imminenti” [in inglese] a cittadini americani. La scelta delle parole è non è casuale. Pompeo sta precisamente facendo riferimento alla dottrina di Bethlehem sull’auto-difesa preventiva. Formulata da Daniel Bethlehem quando era consigliere legale del primo governo di Netanyahu e

L’atteggiamento americano nel Medio Oriente: prepararsi al disastro

Bugie, maledette bugie e statistiche Si scopre che Trump e il Pentagono hanno mentito. Di nuovo. Questa volta sul vero impatto del contrattacco iraniano alle forze statunitensi in Iraq. Prima hanno affermato che non vi è alcun ferito tra il personale statunitense, per poi dover confessare che 34 soldati avevano subito lesioni cerebrali traumatiche (che Trump ha “ridefinito” come “mal di testa”). Quindi hanno dovuto ammettere che in realtà non

I media statunitensi dicono che la Russia è il vero vincitore delle ostilità contro l’Iran

Mentre il risultato finale del conflitto tra Stati Uniti e Iran non è ancora chiaro, i media [in inglese] e i gruppi di esperti [in inglese] statunitensi stanno già affermando che il presidente russo Putin è il vincitore. Le ostilità USA-Iran hanno minato la fiducia e la reputazione di Washington nella regione, consentendo all’influenza russa in Medio Oriente di rafforzarsi come forza di pace e di stabilità. Sebbene non sia