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Di crisi in crisi: che accadrà ora in Siria?

Negli ultimi tre anni, due paesi hanno dimostrato la loro sconsiderata capacità di trascinare il mondo in una guerra globale per via della Siria: la Turchia membro della NATO nel 2015, e Israele alleato degli Stati Uniti questa settimana. Entrambi sono responsabili dell’abbattimento di un aereo militare russo legalmente operante in Siria: la Turchia – direttamente, e Israele – indirettamente, attraverso la subdola manovra di un F-16 che ha coinvolto

L’attacco franco-israeliano alla Siria

Tony Cartalucci              @TonyCartalucci 21:31 – 17 set 2018   La moderna arte della guerra è incredibilmente complessa, specialmente quando si combatte un avversario più grande e potente. C’è una moltitudine di ragioni sul perché la Russia si sia astenuta dall’usare i suoi sistemi di difesa aerea più sofisticati e sul perché abbia subito ripetutamente attacchi umilianti senza problemi.   Tony Cartalucci       

La Russia accusa Israele per l’abbattimento del suo aereo per la guerra elettronica

Ciò che è accaduto ieri notte è abbastanza chiaro. Anche se non leggete il russo, il grafico seguente, rilasciato dal Ministero della Difesa russo dice ogni cosa. In pratica 4 aerei israeliani sono stati inviati in una missione di bombardamento vicino alle istallazioni russe di Hmeymin e Tartous (che in sé è sia stupido che irresponsabile). Gli israeliani non hanno avvertito “deliberatamente” i russi che a 1 minuto dall’attacco, quindi

Siria sotto attacco (aggiornato)

Nella serata di ieri, lunedì 17 Settembre, la Siria è stata attaccata contemporaneamente da Israele e dalla Francia (22:00, ora locale siriana). Il Ministero della Difesa russo ha annunciato di aver perso un aereo da ricognizione e sorveglianza Il-20 durante l’attacco nemico, (presumiamo si tratti del modello M, con sofisticate apparecchiature elettroniche). C’erano 14 persone a bordo, si teme per la loro sorte poiché l’aereo è scomparso dai radar e

Sitrep con Stefano Orsi Nr.041

Rieccoci con Stefano dopo due settimane di attesa, gli argomenti di oggi sono: il proseguimento delle operazioni militari siriane in direzione di Idlib; esamineremo la composizione dei “residenti” di Idlib; daremo uno sguardo alla sacca di Al-Tanf e al vicino Iraq; discuteremo delle iniziative diplomatiche russe, prima quella di Teheran, poi quella prossima di Sochi a cui parteciperanno Putin ed Erdogan. Si tratta di una puntata piuttosto lunga, ricca di

Situazione operativa sui fronti siriani al 9-9-2018

Sacca di Idlib situazione al 9-9-2018 Aggiornamento flash dai fronti siriani del 5-9-2018 Nella giornata di oggi sono proseguiti con medesima intensità i bombardamenti sulle postazioni militari e difensive delle formazioni terroristiche che occupano la provincia di Idlib. Ieri verso sera un raid israeliano ha colpito due obbiettivi in Siria. Uno vicino Masyaf (ma ho visto solo fumo alzarsi dal fianco di una collina senza alcun obbiettivo, per cui sospetto

Dopo Daraa – l’Esercito si sposta a nord, mentre Washington vacilla

Dopo l’efficace offensiva in Siria sud-occidentale, che ha visto i ribelli jihadisti sostenuti dall’Occidente espulsi dalla regione, l’Esercito siriano e i suoi alleati stanno rivolgendo la loro attenzione alle parti nord-occidentali del paese devastato dalla guerra. I primi rapporti indicavano che Mosca non era disposta a dare il via a una grande offensiva sulla provincia controllata dagli jihadisti di Idlib, principalmente a causa del fatto che queste zone facevano parte

La risposta dell’Iran: niente guerra e niente negoziati

Possiamo tutti ringraziare Dio per il fatto che gli Anglo-Sionisti non hanno lanciato una guerra contro la Corea del Nord, che nessun attacco ucronazista al Donbass sia avvenuto durante la Coppa del Mondo in Russia, e che i leader dell’impero abbiano apparentemente rinunciato ai loro piani per lanciare una riconquista della Siria. Tuttavia, ognuna di queste ritirate dalla loro retorica isterica ha solo reso i Neoconservatori più frustrati e determinati