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Sitrep con Stefano Orsi Nr.085

In questa puntata Stefano ci parlerà della situazione in Yemen. Ci sposteremo poi in Siria, dove l’Isis torna a farsi pericolosa tra Palmira e Deir Ezzour. Discuteremo anche di Iran e Turchia. Un breve accenno alla situazione elettorale americana e la cauzione negata ad Assange.

Un omicidio in Iran: chi ci guadagna dall’ennesimo assassinio?

Non succede spesso di essere d’accordo con le dichiarazioni dell’ex direttore della CIA John Brennan. Tuttavia, il suo tweet [in inglese] sull’omicidio dello scienziato iraniano Mohsen Fakhrizadeh, secondo il quale si è trattato di “un atto criminale e del tutto insensato. Espone al rischio di ritorsioni letali e di un altro conflitto regionale. I vertici iraniani dovrebbero avere la saggezza di attendere il ritorno sullo scenario globale di una leadership

Abbiate paura della stanchezza russa

Le agenzie di controspionaggio dell’Arabia Saudita hanno brutalmente torturato, ucciso e smembrato il giornalista Jamal Khashoggi. L’Unione Europea ha tenuto una riunione di emergenza e sono state imposte sanzioni contro il tirannico regime criminale dei sauditi. Anzi no, non l’hanno fatto. Sembrava che lo facessero… I servizi di sicurezza israeliani hanno sfacciatamente ucciso Mohsen Fakhrizadeh, un importante fisico nucleare iraniano. L’Unione Europea ha tenuto una riunione di emergenza e sono

Gli Anglo-Sionisti stanno cercando di provocare una guerra con l’Iran

Non c’è davvero nulla di particolarmente complicato in ciò che è appena accaduto: gli Anglo-Sionisti hanno assassinato un importante scienziato iraniano nella speranza che questo omicidio inneschi una guerra. Gli iraniani hanno promesso una ritorsione, ma non hanno intrapreso alcuna azione, almeno finora. Dal momento che ci sono quelli che concluderanno inevitabilmente che “l’Iran non può fare nulla”, o “l’Iran ha paura” o anche “L’Iran dovrebbe attaccare Israele”, tutto ciò

F-22 e GBU-57 a Tel Aviv? L’America potrebbe presto vendere ad Israele il caccia più stealth e la bomba antibunker più grande del mondo

Israele è stato a lungo limitato nelle sue capacità militari offensive dal tipo di armi che è in grado di acquisire dall’estero: per via della stretta partnership di difesa del paese con gli stati occidentali e della dipendenza dagli aiuti militari americani non è in grado di acquistare armi da fonti non occidentali come Cina o Russia, e gli stessi Stati Uniti non sono stati disposti a fornirgli una serie

Con un occhio al vicino Iran, le armi israeliane alimentano la violenza in Azerbaigian

Sperando di trarre profitto, proteggere un’importante fonte di petrolio e di provocare il vicino Iran, Israele vende droni e armi all’Azerbaigian, alimentando il conflitto in Nagorno Karabakh. L’ultima iterazione del conflitto del Nagorno Karabakh, che ha già causato la morte di dozzine [in inglese] di persone, era stata in gran parte dimenticata dal mondo prima che le ostilità si riaccendessero a settembre. Solo il crollo dell’Unione Sovietica è stato in

Israele non firma gli accordi di “pace”

Organi di stampa corporativi come Forbes (l’11/9/2020), Bloomberg (il 15/9/2020), CNN (il 15/9/2020) e il Washington Post (il 16/9/2020) [tutti in inglese] hanno descritto come accordi di “pace” quelli recenti che normalizzano le relazioni di Israele con gli Emirati Arabi Uniti e il Bahrain. Questa è una etichetta fuorviante applicata ad accordi che aiutano a cementare una guerrafondaia alleanza militare contro l’Iran, e che permettono di continuare la violenza contro

Erdogan porta nel Medio Oriente le sue “ambizioni ottomane”

Quando Erdogan ha ospitato recentemente i leader di Hamas, inclusi quei leader della resistenza palestinese dichiarati dagli USA “terroristi” e “ricercati”, non sono suonati allarmi a Gerusalemme, Abu Dhabi o Riad. Al contrario, l’incontro di Erdogan ha dimostrato come la Turchia stia pianificando la risposta alla nuova configurazione regionale [in inglese] che mette Israele nel cuore del Medio Oriente a fianco degli Emirati Arabi Uniti, come nuovo leader auto-nominatisi del

Intervista al Ministro degli Esteri Sergey Lavrov pubblicata su Trud il 21 agosto 2020

Domanda: Quest’anno le Nazioni Unite celebrano i 75 anni e terranno la 75ma Assemblea Generale. Verranno presentati altri e nuovi temi che non erano prima in agenda? Su quali questioni la Russia vuole lavorare? Sergey Lavrov: Vero, quest’anno le Nazioni Unite compiono 75 anni. Tale anniversario ha un particolare significato per la Russia come membro fondatore e membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Crediamo che dovrebbe contribuire a rafforzare ulteriormente

Sitrep con Stefano Orsi Nr.075

Ci ricolleghiamo con Stefano per fare il punto della situazione su ciò che è accaduto in Libano. Abbiamo avuto notevoli difficoltà nel registrare puntate questo ultimo mese, ci scusiamo quindi con i nostri ascoltatori se non siamo riusciti a pubblicare materiale. Dovremmo riprendere a breve la nostra solita programmazione, nella prossima puntata parleremo di Bielorussia.