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Tag "Jihad"

Terrorismo islamico: il nostro alleato per 38 anni

  Caro diario, non posso mostrare questa lettera alle persone innocenti dell’America e del mondo, quindi è solo tra te e me. Immagina lo shock e l’oltraggio se dico che dobbiamo abbracciare il terrorismo islamico! L’uomo della strada non capisce cosa ci sia in gioco e di come a volte le élite devono contare sul “caos controllato” per un bene superiore. I terroristi islamici sono strumenti meravigliosi nelle guerre per

Daesh e il forte fetore di morte in Occidente

Ogni volta che Daesh aggiunge una perla alla sua tragica collana degli attacchi dei “lupi solitari “ o della “rete” – come a Manchester, Parigi, Londra, Nizza, Berlino – l’Occidente si infuria contro quei “perdenti malvagi” (copyright Donald Trump). Ogni volta che la formidabile macchina militare dell’Occidente aggiunge una perla alla sua tragica collana dei “danni collaterali” – in Libia, Yemen,Somalia o nelle aree tribali del Pakistan – regna il

“Qui c’è ancora odore di sangue: tutti i profumi d’Arabia non lo cancelleranno da questa piccola mano” Shakespeare, Macbeth, V-I

Per fortuna Gabriele Del Grande è tornato a casa. Impossibile non gioirne, perché le carceri turche non si augurano a nessuno, ma anche perché a questo punto il martirologio, in mancanza di martire, probabilmente cesserà. Nonostante questo, prosegue il processo di beatificazione del “blogger, giornalista indipendente mai iscritto all’albo, documentarista, regista” che, in circostanze e per motivi ancora da chiarire, è stato fermato in Turchia mentre, così ha riferito, cenava

Iran: target del Pentagono (e del Daesh)

Il Generale Joseph Votel  – comandante del Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) – ha recitato la sua versione del Dottor Stranamore di fronte al Comitato delle Forze Armate della Camera statunitense. “Ci dobbiamo concentrare sulle opportunità di fermare l’Iran con le armi o altri mezzi”. Orwelliani come possono essere i nostri tempi, suona comunque come una dichiarazione di guerra. Con la conseguenza intrinseca di fare a pezzi l’accordo sul

Come i guerriglieri vivono in clandestinità (scritto da un operativo degli Spetsnaz incaricato di scovarli, con foto)

INTRODUZIONE Il Blogger Molonlabe opera nel settore del contro-terrorismo nel Caucaso Russo (più probabilmente in Inguscetia). In questo articolo descrive la vita dei guerriglieri. Ho pensato che valesse la pena tradurlo, non tanto per condividere i suoi racconti, ma piuttosto per far vedere com’è miserabile in generale la vita dei guerriglieri/partigiani. Credo che sia stata più o meno la stessa in tutti i posti e in tutte le epoche, da

La verità sul fondamentalismo islamico

L’autore ha scritto almeno cinque diverse versioni di questo saggio, il tutto nel tentativo di trasmettere lo stesso messaggio a diversi livelli di apertura destinati a pubblici diverso. Parti di esso sono state usate da alcuni qui e là, e anche pubblicate, a volte con buone intenzioni e talvolta con intenzioni subdole. Sulla scia dell’orribile crimine contro Parigi e la sua gente, l’onere sulle spalle di chi può diffondere luce