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La guerra contro l’unico candidato pacifista d’America

Nata nelle Samoa Americane, il Rappresentante (Maggiore) Tulsi Gabbard delle Hawaii , democratica, e che si oppone molto più di Trump all’ipocrisia e alla falsità di ogni tipo, è ora in corsa per la Presidenza degli Stati Uniti. A differenza di Trump o Clinton o Obama o Romney o tanti altri, Tulsi è un militare, un veterano di guerra decorato. A differenza di tutti loro, è apertamente contro la guerra

Mosca ha alzato la posta in Siria, stavolta c’è una grande differenza

Veteran Intelligence Professionals for Sanity (VIPS) ha scritto collettivamente una lettera aperta al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump esortandolo a parlare ora e con autorità di ciò che la Russia e il mondo vorrebbero sentire: dire agli jihadisti radicati in Siria che “la loro è una causa persa”. Nella lettera dei VIPS vengono affrontate una serie di problemi, compresa la pericolosa prospettiva di “ostilità dirette fra Russia e Stati

Siria e Iraq – gli USA coccolano l’ISIS – i piani per la battaglia finale sono altri

Account verificato del portavoce dell’OIR @OIRSpox – 15:02 UTC – 24 aprile 2018 #L’attacco iracheno ad un noto quartier generale del Daesh in Siria è stato pianificato/condotto dalle forze di sicurezza irachene, con il supporto della @CJTFOIR. Questo attacco dimostra la volontà dell’Iraq di fare ciò che è necessario per la sicurezza dei suoi cittadini e per assicurarsi il suo ruolo importante nella coalizione globale per sconfiggere il Daesh. Il

La morte della “diplomazia della spola” di Kissinger: il fattore Gerusalemme

Di Ghassan Kadi per il Saker Nessuno ha servito l’Impero Americano come Henry Kissinger, e con tutta la letteratura – sceneggiature comprese – che è stata scritta su di lui e sulla sua “diplomazia della spola”, probabilmente nessuno ha descritto la sua migliore performance come Patrick Seale nel suo libro “Asad”. Dopotutto, anche se Kissinger è sempre ricordato come il diplomatico che ha negoziato i termini dell’accordo coi Vietcong, la

Hezbollah non è una minaccia per l’America

Le accuse inventante contro l’Iran non funzionano I combattenti sostenuti dall’Occidente sono in ritirata, Bashar al-Assad rimane presidente, Hezbollah ha esteso la sua presenza nella regione, il potere di Israele è in declino [in inglese] mentre quello dell’Iran è in crescita. Non un bel risultato per l’investimento di molti miliardi di dollari fatto da Washington nel conflitto siriano, specialmente se la finalità era quella di cambiare la mappa della regione

Il Cremlino lancia un duro monito a Washington sugli aiuti al terrorismo in Siria

Il Cremlino utilizza, a volte, il programma settimanale di informazione di Dmitry Kiselyov sul canale televisivo statale Rossiya-1 per inviare notizie taglienti o avvertimenti pubblici a Washington senza troppi giri di parole diplomatici. La scorsa notte c’è stato uno di questi casi e dobbiamo sperare che il pubblico di Washington a cui era rivolto possa mettere da parte la propria attenzione sulle supposte bufale di Russia Today per prestare attenzione

La vera storia di Noriega

I necrologi dei media tradizionali per il Generale Manuel Noriega non hanno raccontato la vera storia: l’ipocrisia del governo statunitense nel giustificare un’invasione sanguinosa che ha approfondito il ruolo di Panama nel traffico di droga, spiega Jonathan Marshall. La morte dell’ex uomo forte panamense Manuel Noriega il 29 maggio ha suscitato poche lacrime, se non nessuna. Ma avrebbe dovuto innescare più riflessioni negli Stati Uniti sul suo brutto stato di

Il piano russo-turco per il cessate il fuoco in Siria (IL TESTO UFFICIALE E LA SUA ANALISI)

Anche se l’accordo russo-turco per il cessate il fuoco offre il miglior percorso verso la pace in Siria e, in teoria, dà all’esercito siriano lo spazio necessario a ricostituirsi e affrontare la guerra contro Al Qaeda e ISIS, i suoi risultati in definitiva dipendono troppo dall’impegno del Presidente turco Erdogan per riporre grandi speranze sul suo successo. Come riportato in precedenza dal mio collega Adam Garrie, il 31 dicembre del

Gli Stati Uniti implorano “pietà” alla Russia, rinunciano ad Aleppo, e ammettono che i siriani vinceranno

Le conferenze stampa di John Kerry e Boris Johnson che hanno seguito la riunione dei ministri degli Esteri occidentali a Londra confermano che le opzioni militari per salvare i combattenti jihadisti sono state abbandonate, e che le potenze occidentali hanno accettato che il governo siriano (con il sostegno russo) riconquisti Aleppo est. Alla fine – come ci si poteva aspettare – l’Occidente  ha dovuto pubblicamente accettare la sconfitta nella città