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Siria: il cessate il fuoco ad Aleppo sull’orlo del collasso

Il generale Valery Gerasimov, il Capo di Stato Maggiore russo, ha dichiarato che la pazienza della Russia sta finendo riguardo la situazione in Siria. Secondo lui, la Russia ha osservato totalmente gli obblighi di mantenere il cessate il fuoco, e assicura la riconciliazione nazionale in Siria, mentre gli USA hanno avuto problemi con “l’opposizione sotto il loro controllo”. In precedenza, il Segretario di Stato Americano John Kerry aveva detto che

Ora la stupida Grecia si unisce alla guerra del gas della NATO

Solo diciotto mesi fa erano in corso negoziati tra il presidente russo Putin e quello della Turchia Erdogan per la progettazione di un importante gasdotto in Europa meridionale che partisse dai giacimenti di gas russi, attraversasse il Mar Nero, passasse attraverso la Turchia e arrivasse al confine Greco-Turco. Il Turkish Stream, come era stato chiamato, venne proposto nei colloqui ad Ankara tra Putin e Recep Tayyip Erdogan nel Dicembre 2014

Al-Qaeda: Eroi dell’Impero

Il presidente siriano Bashar al Assad potrebbe sembrare un alleato naturale per gli Stati Uniti e l’Unione Europea. Si trova a capo di un governo laico e guida una nazione laica. Una nazione dove le fazioni politiche estremiste come i Fratelli Musulmani sono dichiarati fuorilegge, ed i gruppi terroristici armati cacciati ed eliminati. C’è stato persino un punto nella storia, prima che il conflitto del 2011 cominciasse entro e lungo i

Kerry deve negoziare una nuova tregua in Siria – ma con il suo stesso schieramento

Il Segretario di Stato americano è a Ginevra oggi [2 Maggio 2016, NdR] per negoziare di nuovo una cessazione di ostilità tra le forze del governo siriano e i “ribelli” appoggiati da paesi stranieri. In questi negoziati sta accadendo però qualcosa di davvero curioso. Kerry infatti non parlerà né con il governo siriano né con i russi. La presenza del ministro degli esteri russo non è nemmeno prevista. No, Kerry

Undicesima settimana dell’intervento russo in Siria: un passo indietro dall’abisso?

Questa è stata una settimana stupefacente. Ancora la settimana scorsa concludevo che “l’unico modo per evitare una guerra, alla fine è rinunciare, anche negandolo pubblicamente, almeno agli inizi, alla politica dell’”Assad must go”. Ora, anche se diverse personalità degli Stati Uniti, compreso Kerry, hanno rilasciato dichiarazioni sul fatto che Assad non se ne doveva andare subito, che una “transizione” era importante e che bisognava assolutamente mantenere le “istituzioni dello Stato”,

Putin accetta la sfida

Difendereste la vostra nazione da un’invasione straniera? Questo è proprio quello Putin sta facendo in Siria. Sta solo cercando di prevenire quell’onda di marea jihadista che gli si riverserà addosso quando questo casino sarà terminato. Ha capito che è meglio sterminare in Siria questi maniaci a libro paga americano, piuttosto che trovarseli poi di fronte in Cecenia, San Pietroburgo e Mosca. Potete forse dargli torto? Dopotutto, se la strategia di

Tre Trappole nel Deserto Siriano

– Marco Bordoni – Nella giornata di oggi le forze aeree della Federazione Russa hanno colpito obiettivi in territorio siriano, vicino alle città di Hama e di Homs. Secondo alcuni analisti gli attacchi non si sarebbero diretti contro formazioni propriamente appartenenti al Califfato, ma  piuttosto contro gruppi espressione dell’opposizione armata al governo siriano. Le motivazioni ufficiali della guerra sono la lotta all’estremismo ed il contrasto al terrorismo internazionale. Il Presidente

L’opportunità sprecata dall’America in Siria

La CIA ha speso 5 miliardi di dollari per armare i gruppi separatisti che combattono il governo di Damasco Cominciamo con due questioni che sono venute alla luce la settimana scorsa. La prima riguarda il programma di destabilizzazione della Siria, di cui il Congresso sta votando la riduzione dei finanziamenti. Sembra che la CIA abbia avuto a disposizione un budget di 5 miliardi di dollari per armare i gruppi separatisti

Debalchevo, 5 febbraio

Come appare chiaro dalle manovre diplomatiche in corso, il blocco tattico di Debalchevo ha assunto una dimensione politica che va oltre i risultati nudi e crudi dell’offensiva di gennaio delle forze armate novorusse. Avere sottoposto la strada M 103 al controllo delle artiglierie  non implica che la “sacca” sia completamente formata, e tuttavia anche solo il conseguimento di questo obiettivo ha prodotto delle conseguenze diplomatiche. La presa di Uglegorsk da