Tag "Larry Romanoff"

Propaganda e Media (Parte 7) – Il fact-checking

Chi, nel nostro mondo di oggi, ha il disperato bisogno di essere “verificato”? I mass media, ovviamente. E chi, nel nostro mondo di oggi, possiede, finanzia e controlla l’intera infrastruttura del “fact-checking” ed effettua le verifiche?  I mass media, ovviamente. Quindi, i pazienti gestiscono il manicomio e le volpi sono a guardia del pollaio. Cosa potrebbe andare storto? Per prima cosa, smettiamo di illuderci con la sciocca idea che il

Marchi americani preziosi

Il mondo non-occidentale ha bisogno di alcuni rifiuti ben riusciti ai “valori” americani, a cominciare da alcune icone americane. Barbie e pornografia Il primo di questi casi è il dato di fatto che la Barbie della Mattel è morta, almeno in Cina. “Dopo due anni di vita nel suo palazzo di Shanghai di 4.000 metri quadrati su sei piani, la Barbie della Mattel si sta trasferendo”. La casa dei sogni

Propaganda e Media (Parte 6) – La censura ovvero bruciare i libri di storia

Ho scritto da qualche parte che probabilmente il 90% o addirittura il 95% di ogni cosa che sappiamo o crediamo di sapere o di cui siamo convinti sia vero riguardo alla storia, è sbagliato. Per dirla con altre parole, se prendessimo la storia mondiale degli ultimi 500 anni e la condensassimo in un libro di storia di 100 pagine, 50 di quelle pagine sarebbero vuote. Questo dà la dimensione di

Propaganda e Media (Parte 5) – Parliamo di qualche bugia

Nei miei articoli precedenti ho affermato che siamo esposti (più spesso di quanto possiamo immaginare) ad articoli con notizie che sono completamente false e che parlano di eventi che non sono mai accaduti o la cui descrizione non somiglia affatto all’evento reale. Uno degli schemi più comuni è quello di inventare un evento (solitamente il racconto di una qualche efferatezza) e di utilizzare come prova una foto non pertinente e

Propaganda e Media (Parte 4) – Tutto quello che dovete fare è pensare

Se fossi un dittatore, come prima cosa ordinerei ad ogni adulto di seguire almeno un corso universitario di logica. Nel mondo di oggi, con quello che è essenzialmente un fattore internazionale e criminale di controllo (fattore che gestisce efficacemente la percezione pubblica attraverso l’influenza sui mass media), i lettori trarrebbero immensi benefici da un po’ di conoscenza dei principi della logica. La questione principale è che la logica si occupa

Propaganda e Media (Parte 3) – Definire e controllare la narrativa

Il Globe & Mail è un rispettabile giornale da tempo riconosciuto come quotidiano nazionale canadese. Alcuni anni fa, il Globe ha pubblicato un articolo che raccontava i dettagli delle atrocità che venivano commesse contro gli Arabi in Palestina. L’articolo non era provocatorio o ideologico, era semplicemente una cronaca precisa degli eventi che i redattori credevano dovessero essere portati all’attenzione del mondo. La mattina successiva, tutta la parte superiore della prima

Propaganda e Media – Inganno su grande scala (Parte 2)

Gran parte dell’attenzione dei media americani nei confronti della Cina non è in alcun modo collegata alle notizie ma è parte di un programma di propaganda ideato per causare un serio disagio al governo cinese, attraverso l’utilizzo della pressione politica da parte dei media nel tentativo di costringere la Cina ad adattarsi agli interessi politici ed economici di Stati Uniti ed Europa. Spesso questo viene fatto nel tentativo di attenuare

Propaganda e Media – Introduzione (Parte 1)

Nota ai lettori: Per circa dieci anni ho gestito un sito web di politica che aveva migliaia di articoli, molti dei quali erano contenuti provenienti da diversi media, ma molti altri erano miei lavori. Questo sito ha ricevuto ripetuti e costanti attacchi DDoS e di altro tipo da parte di forze sconosciute. Alcuni anni fa ho pubblicato sul sito un articolo di tre pagine sui media occidentali, simile nel contenuto

Bernays e la propaganda – La propaganda continua inesorabile

Nella maggior parte delle nazioni, quando una specifica condotta criminale raggiunge proporzioni epidemiche, alla fine il governo agisce con decisione per debellarla. Non in America: lì risolvono i problemi legalizzandola. Lo hanno fatto con l’“influence-peddling” (lobbismo) e con le droghe, e la stessa cosa ora sta succedendo con la propaganda interna, che non è stata legale per tanto tempo per proteggere i cittadini dal controllo e dalla manipolazione psicologica da

Prigioniero nei campi di concentramento in America

Questa storia ha tutti i requisiti per essere definita una teoria del complotto, e potrebbe non avere senso per voi senza una qualche base del contesto. Prima che gli Stati Uniti entrassero nella Seconda Guerra Mondiale, era stata scatenata una enorme campagna di propaganda anti-tedesca, portata avanti per anni dal Comitato Creel, guidato da Walter Lippmann e Edward Bernays, quest’ultimo nipote di Freud (1)(2). L’informazione attaccava tutto ciò che era