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La guerra in Ucraina – quella che non vi è stato detto

Quando sentite parlare della guerra in Ucraina, potreste pensare al conflitto tra Ucraina e Russia di cui i media occidentali tradizionali vanno sbraitando da circa cinque anni. Quella guerra è falsa, falsa come la storia della collusione Trump-Russia. Se ci fosse mai stata una guerra tra Ucraina e Russia, sarebbe finita molto tempo fa. Come disse Vladimir Putin al capo dell’UE Manuel Barroso nel 2014, i carri armati russi potrebbero

250 anni di Rivoluzioni Colorate

La tecnica “Maidan” è stata impiegata per la prima volta un quarto di millennio fa nelle colonie di re Giorgio III d’Inghilterra. Più si conoscono le norme di diritto dei vari stati, più ci si rende conto di una amara verità: non esiste paese la cui legislazione non contenga dei conflitti giuridici. Non esiste Stato in cui non ci siano dei conflitti tra le norme. Ovunque si guardi, c’è un’anarchia

Le elezioni parlamentari ucraine invertiranno il colpo di Stato del Maidan e cacceranno i galiziani dal potere?

Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, l’Istituto del Partito Repubblicano e Igor Kolomojskyj non possono sbagliare su ciò che la stragrande maggioranza degli elettori ucraini sta pensando – che c’è una guerra civile in Ucraina che non può essere vinta con le armi, i soldi e i putsch degli Stati Uniti a Kiev. La questione da decidere il giorno del voto, il 21 luglio, per la nuova Verchovna Rada

Alcuni pensieri sulle recenti elezioni politiche in Ucraina

Brian Milakovsy              @bmilakovsky 2 apr 2019  13:44    Non sono un esperto di elezioni ucraine, e non ho nessun nuovo dato da aggiungere al dibattito. Ma vivo ormai da quattro anni a Severodonetsk (nell’area del Donbass controllata dal governo) e pongo molte attenzioni alla regione che mi sta attorno. Perciò ecco i miei due centesimi su queste affascinanti elezioni.   Brian Milakovsy              @bmilakovsky   Un sacco di gente ha osservato

Come la frode elettorale è diventata la pietra angolare delle elezioni presidenziali ucraine del 2019

Naturalmente, non sorprende che sia i media statali che quelli indipendenti siano interessati alle elezioni presidenziali ucraine del 2019, che si terranno il 31 marzo. Ma se vogliamo essere onesti, questo interesse non è tanto causato da un’attesa ansiosa del risultato. Dopotutto, nulla cambierà molto in Ucraina dopo le elezioni, o meglio – l’FMI continuerà a spolpare le ossa marce dello Stato. Per quanto riguarda la ragione più reale di

Come ragni in un barattolo: i membri dell’ultradestra ucraina si ammazzano l’un l’altro per soldi

I gravi tentativi di omicidio compiuti contro gli attivisti di destra da parte di rappresentanti delle stesse forze radicali di destra sono diventati una delle tendenze del 2018… Non si può dire che prima l’ultra-destra con esperienza di partecipazione all’ATO (la cosiddetta operazione anti-terrorismo nel Donbass) non figurasse nei rapporti criminali (ricorderete almeno l’omicidio di Oles Buzina), ma in precedenza il loro terrore era diretto contro gli oppositori ideologici. Ma

Il suicidio post-Maidan delle piccole imprese ucraine

Nel febbraio 2014, il giorno in cui Yanukovych fuggì, lo Stato ucraino non solo rifiutò il monopolio della violenza, ma in linea di principio smise anche di svolgere le funzioni dello Stato. Le piccole e medie imprese se ne rallegrarono molto, ma non avrebbero dovuto farlo… Sembrava solo in parte che, cacciando il presidente in carica dalla sua posizione con le canne delle mitragliatrici dei militanti – contrariamente alla Costituzione –

La Russia rivela la “pistola fumante” dell’MH17

Il Ministero della Difesa fornisce prove sul motore del missile che spostano la colpa sulle forze armate ucraine. Il Ministero della Difesa russo potrebbe aver finalmente svelato la “pistola fumante” in grado di risolvere il mistero che circonda il volo MH17 della Malaysia Airlines, abbattuto il 17 luglio 2014 sull’Oblast di Donestk, una provincia nell’est dell’Ucraina. L’incidente dell’MH17 ha provocato la morte di 283 passeggeri di 10 diversi paesi e

“Start Up a War. Psicologia di un conflitto”

“Start Up a War – psicologia di un conflitto”, quarto lavoro sulla guerra nel Donbass della documentarista italiana Sara Reginella, distribuito da Premiere Film, sta seguendo un percorso festivaliero iniziato all’European Film Festival di San Pietroburgo, dove è arrivato in finale, e proseguito, tra gli altri festival, al Virgin Spring Cinefest di Calcutta, premiato come Gold Award Documentary del mese di luglio. Il nostro blog ha seguito Sara nel percorso

Le leggi dittatoriali di Poroshenko

Tra le favole che si raccontano della Maidan di Kiev, c’è questa: battendosi per essere Europa, i cittadini ucraini non potevano aspettare per la loro marcia per la libertà il presidente Viktor Yankovich. Questo discorso fa riferimento alle cosiddette “leggi dittatoriali” del 16 gennaio 2014. E ora il pro-Europa Petro Poroshenko si sta preparando a superarle. Ma per una nuova Maidan, ancora una volta non c’è alcuna possibilità. Il Parlamento