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Il problema dei rapimenti di russi

No, questo non sarà un articolo sui russi rapiti in Cecenia (è successo molto tempo fa) o da qualche parte in una zona di combattimento. Parlerò degli Stati Uniti e dell’Iran. Innanzitutto, ecco alcuni link per il contesto: A proposito della detenzione illegale da parte dell’FBI della parlamentare Inga Iumasheva “Immaginate se l’FSB interrogasse un senatore americano? Un agente dell’FBI mette in discussione il legislatore russo e offre un incontro “informale””

La crisi per l’attacco alle infrastrutture petrolifere saudite è finita – ora aspettiamo la prossima

La crisi dovuta all’attacco yemenita con droni e missili da crociera [in inglese] a due installazioni petrolifere Saudite per ora è finita. I Sauditi e gli Stati Uniti accusano l’Iran di essere dietro questo “atto di guerra”, come il Segretario di Stato Pompeo lo ha definito. I Sauditi bombardano lo Yemen con bombe prodotte negli USA dal 2015. Ci si dovrebbe chiedere come Pompeo chiamerebbe questo fatto. Le forze yemenite

L’Iran prevale due volte sugli Stati Uniti, ma non è lontanamente finita

Un funzionario iraniano ha annunciato [in inglese] che la petroliera battente bandiera britannica, la Stena Impero, è libera di andarsene. Vi ricordate della Stena Impero? E’ la nave cisterna che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) avevano trattenuto a seguito dell’atto di pirateria dell’Impero, che in alto mare aveva sequestrato la petroliera iraniana Grace 1. Colonel Cassad ha pubblicato una buona sintesi [in russo] di questa battaglia informativa,

Crisi – il Medio Oriente e alcuni indicatori che si spera siano utili

Il Medio Oriente sta letteralmente esplodendo: gli Huthi hanno sferrato un colpo estremamente efficace contro la produzione di petrolio saudita che (così sostengono) è ora calata del 50%; ci sono voci insistenti che i Su-35S e gli S-400 russi abbiano minacciato di abbattere gli aerei israeliani che attaccano la Siria; il Libano ha dichiarato che si difenderà dagli attacchi israeliani; Hezbollah ha minacciato di eseguire attacchi paralizzanti contro Israele e

Come siamo arrivati alle proteste di Hong Kong

.        @fiischiailvento 3 set 2019  9:02 Le proteste ad Hong Kong vanno avanti da oltre due mesi con violenza crescente. Ma come siamo arrivati a questo punto? E che cosa le ha provocate? Un thread sulle cause e sulle infiltrazioni nei disordini di Hong Kong.                   .        @fiischiailvento   Tutto è iniziato con l’assassinio di Poon

La grande bugia di Pompeo sull’Iran

Durante un battibecco sul fatto che il ministro degli esteri iraniano Javad Zarif e la sua delegazione potessero o meno avere il permesso di entrare negli Stati Uniti come parte di un incontro alla Nazioni Unite e sul fatto che potessero muoversi liberamente nei dintorni della città di New York, il segretario di stato americano Mike Pompeo ha detto una bugia tanto grossa che avrebbe addirittura messo in imbarazzo Pinocchio.

L’Iran punta alla “massima contropressione”

Prima o poi la “massima pressione” USA sull’Iran troverà inevitabilmente la “massima contropressione”. Le scintille sono minacciosamente destinate a scoccare. Negli ultimi giorni, i circoli dell’intelligence in tutta l’Eurasia avevano sollecitato Teheran a considerare uno scenario piuttosto semplice. Non ci sarebbe bisogno di chiudere lo Stretto di Hormuz se il comandante della Quds Force (una branca delle Guardia Rivoluzionaria Iraniana), il generale Qasem Soleimani, l’ultima bestia nera del Pentagono, spiegasse

La Russia, l’America e l’Iran

La Russia si gode la sua magnifica breve estate. La fobia del riscaldamento globale non è riuscita a penetrare i suoi gelidi confini. Mentre il sud della Francia subisce un’ondata di caldo, la California brucia [entrambi i link in inglese] e le forze progressiste dimostrano contro il clima, i russi alzano le spalle increduli. Non si preoccupano di un po’ di riscaldamento globale. Qui le temperature raramente superano i 22°,

Chi sono gli incendiari di petroliere

Mentre gli Stati uniti preparano una nuova escalation in Medio Oriente, accusando l’Iran di attaccare le petroliere nel Golfo di Oman, il vice-premier Matteo Salvini incontra a Washington il segretario di Stato Mike Pompeo, uno degli artefici di tale strategia, assicurandogli che «l’Italia vuole tornare a essere nel continente europeo il primo partner della più grande democrazia occidentale». Aggancia così l’Italia all’operazione lanciata da Washington. L’«incidente del Golfo di Oman»,

Il vertice fra Kim e Putin riafferma l’inizio del futuro multipolare

Il summit tra il leader nordcoreano Kim Jong-un e il presidente Vladimir Putin è stato significativo a vari livelli, e riafferma l’inizio di un mondo multipolare. Conoscere i tuoi nemici e capire i tuoi amici è una massima da cui trarre spunto. Per gli attuali stati nazionali, in un momento storico in cui, secondo la formula di Gramsci “il vecchio sta morendo e il nuovo non può nascere” forse abusata